Quinto Fabio Pittore

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Quinto Fabio Pittore (latino: Quinctus Fabius Pictor; 260 a.C. circa – 190 a.C.) è stato un politico e storico romano, appartenente alla gens Fabia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Il suo cognome deriva dall'attività esercitata dal nonno, il patrizio Gaio Fabio Pittore (Gaius Fabius Pictor), autore nel 304 a.C. di pitture nel tempio della Salute, al Quirinale.

Senatore e magistrato, Quinto Fabio combatté contro i Galli Insubri ed Annibale Barca ed ebbe l'incarico di un'ambasceria sacra a Delfi nel 216 per cercare consigli da Apollo dopo la sconfitta dei Romani a Canne nella seconda guerra punica. Sconfisse i Messapi, alleati di Annibale, ponendo fine alla loro autonomia. Era presente alla presa di Ozan, l'odierna Ugento.

Opere letterarie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della letteratura latina (240 - 78 a.C.).

Annales[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Annales (Pittore).

Pittore scrisse degli Annales verso la fine del III secolo a.C. e narrò la storia di Roma dal tempo di Enea fino al 217, anno precedente la battaglia di Canne, ponendo la fondazione di Roma al 747 a.C. Il testo, Ῥωμαίων πράξεις, è scritto in lingua greca e prende posizione contro le accuse di espansionismo imperialistico lanciate in quel periodo dagli storiografi greci parteggianti per Annibale. Dell'opera esisteva una versione in lingua latina, la Rerum gestarum libri, non si sa se scritta da lui stesso.

Un punto di vista aristocratico prevale nell'opera di Pittore, caratterizzato particolarmente da un acceso nazionalismo ed un gusto particolare per la descrizione delle origini di Roma, l'età regia e gli inizi della Repubblica di Roma, epoche alle quali risalivano molte istituzioni e costumi religiosi e civili del suo tempo.

Della sua opera, che fu una delle fonti di Polibio, di Tito Livio e di Dionigi di Alicarnasso, non restano che scarsi frammenti e le poche notizie che abbiamo di essa ci sono state tramandate da Dionigi di Alicarnasso. Non è certo che si ispirasse agli scrittori ellenistici del suo tempo (Sileno, Timeo ecc.), come taluno ha asserito.

Altre opere[modifica | modifica sorgente]

A Fabio Pittore fu attribuito anche un De iure pontificio, citato da Nonio Marcello, che viene però prevalentemente assegnato a Quinto Fabio Massimo Serviliano.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ E. Paratore, La letteratura latina dell'età repubblicana e augustea, 1969, pp. 64-65.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ettore Paratore, La letteratura latina dell'età repubblicana e augustea, Firenze-Milano, Sansoni Accademia, 1969

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 77121944