Sulpicio Severo

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Sulpicio Severo, in latino Sulpitius Severus (360 circa – 420 circa), è stato uno storico e saggista romano cristiano, spesso confuso con l'omonimo vescovo di Bourges (che invece morì nel 591 ed è santo della Chiesa Cattolica).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le scarne informazioni sulla sua vita provengono soprattutto dagli scritti del suo amico Paolino di Nola e da Gennadio[1].

Ebbe un'eccellente educazione, studiando giurisprudenza a Burdigala, l'odierna Bordeaux e divenendo celebre quale eloquente avvocato; la sua carriera fu coronata dal matrimonio con la figlia di una ricca famiglia ma, perduta la moglie per una morte prematura, subito dopo il 390, Severo rinunciò alla sua brillante carriera e seguì il fratello Paolino per ritirarsi in monastero. Questo improvviso cambiamento della sua vita trovò la disapprovazione del padre, pur se incoraggiato dalla suocera.

Sulpicio diventò, intanto amico intimo ed entusiasta discepolo di Martino di Tours e visse vicino a Eauze, a Tolosa e a Luz nella Gallia del sud. Di questo periodo Gennadio, che scrisse una breve biografia di Sulpicio Severo, ci dà testimonianza della sua ordinazione a prete[2], ma non esiste alcuna notizia certa circa la sua attività sacerdotale. Sempre secondo lo stesso Gennadio, Sulpicio si accostò verso la fine della sua vita al Pelagianesimo ma presto, scoprendo il suo errore, si impose il silenzio fino alla fine dei suoi giorni per espiare la sua imprudenza[3].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Le opere di Sulpicio Severo mostrano una chiara influenza, sotto il profilo stilistico, di Tacito e Sallustio. Gli vengono con sicurezza attribuite opere di tipo storiografico lato sensu e opere legate all'agiografia di san Martino.

Al primo gruppo rimonta la Chronicorum Libri duo o Historia sacra ("Cronaca universale"), che appunto attinge ampiamente agli scritti tacitiani e sallustiani, con prospettive escatologiche e pessimistiche[4].

Agli scritti agiografici martiniani appartengono la Vita Martini ("Vita di Martino"), l'opera più famosa, biografia di Martino di Tours, nonché i Gallus, due dialoghi, divisi formalmente in tre e tre lettere. I copisti medievali raggrupparono, appunto, la Vita Martini, le Epistulae e i Dialogi sotto il titolo di Martinellus, come se fossero un'opera unica su Martino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ De viris illustribus, cap. 19.
  2. ^ La breve biografia gennadiana esordisce appunto chiamandolo presbyter (19, 1).
  3. ^ 19, 4.
  4. ^ S. Isetta, Latronibus duobus...duobus Arriis. L'inventio crucis nei Chronica di Sulpicio Severo, in Ad contemplandam sapientiam: studi di filologia, letteratura, storia in memoria di Sandro Leanza, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2004, pp. 337 ss.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sulpicio Severo, Vita di Martino, a cura di E. Giannarelli, Milano, Paoline, 1995 - ISBN 88-10-42049-7.
  • F. Ghizzoni, Sulpicio Severo, Parma, Università degli Studi, 1983.

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