Agatocle di Cizico

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Agatocle di Cizico (in greco antico: Ἀγαθοκλῆς ὁ Κυζικηνός, Agathoklês ho Kyzikēnós; Cizico, inizio III secolo a.C. – ...) è stato uno storico greco antico vissuto attorno alla metà del III secolo a.C. o all'inizio del II secolo a.C.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ateneo lo dice anche babilonese. Non sono chiari l'origine e il significato del soprannome: questo, infatti, potrebbe riferirsi alla patria d'origine di Agatocle, alla patria d'adozione (cioè Seleucia sul Tigri secondo alcuni studiosi, fra cui Gaetano de Sanctis) o semplicemente al suo interesse per l'astronomia.

Secondo le fonti, fu discepolo di Zenodoto, il che porta a situarlo in una data non posteriore alla metà del III secolo a.C., visto che proprio Zenodoto sarebbe morto intorno al 250[1].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Scrisse almeno due opere: una Storia di Cizico[2] (Περὶ Κυζίκου) in dialetto ionico, di contenuto storico con notevoli excursus di vario genere e dei Commentari (Ὑπομνήμτα) di contenuto lessicografico o critico-letterario[3].

Nell'edizione di Jacoby si contano undici frammenti rimanenti, tutti arrivatici per tradizione indiretta, principalmente attraverso Ateneo o gli scolii[4]. Alcuni frammenti ci sono giunti sotto forma di traduzione latina. Da essi si evidenzia come Agatocle debba aver avuto molteplici interessi: nei pochi frammenti superstiti, infatti, troviamo informazioni di natura mitologica, lessicale, storica, botanica e religiosa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Schol. ad Y 307-308.
  2. ^ F 1-7 J.
  3. ^ Schol. Apoll. I 761; Cic. De divin., I 50.
  4. ^ Schol. Il. I 591. XVIII 239. Eust. p. 994, 40. 1524, 27

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Jacoby (ed.), Die Fragmente der Griechischen Historicher, Berlin-Leiden, Weidmann-Brill, 1923-1998, 472, vol. III B, pp. 430–33.
  • F.Montanari (a cura di), I frammenti dei grammatici Agathokles, Hellanikos, Ptolemaios Epithetes - Peri schematon - The Fragments of Comanus of Naucratis: In appendice i grammatici Theophilos, Anaxagoras, Xenon, Berlin, De Gruyter, 1988.

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