Didimo Calcentero

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Didimo di Alessandria (in greco antico: Δίδυμος, Dídymos; Alessandria d'Egitto, 63 a.C. circa – 10 d.C.) è stato un grammatico e filologo greco antico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Didimo, figlio di un commerciante di salamoia, visse ai tempi della seconda guerra civile, operando essenzialmente, dunque, tra il 44 ed il 10 d.C. [1] Egli visse tra Alessandria e Roma.
La sua attività di infaticabile compilatore (fu autore secondo Ateneo di 3500 libri e secondo Seneca di 4000 [2]) gli valse il soprannome di Calcentero (χαλκέντερος), ossia "viscere di bronzo". Gli fu dato anche il soprannome di βιβλιολάθης, ossia "dimentico dei suoi libri", perché gli accadeva spesso di contraddire affermazioni fatte in altre opere.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

L'attività principale di Didimo [3] fu il commentario: Didimo, in effetti, fu un seguace della scuola di Aristarco e scrisse un trattato sull'edizione omerica del grande filologo alessandrino, intitolato, appunto, Sull'edizione di Aristarco (περὶ τῆς Ἀριστάρχου διορθώσεως), frammenti del quale sono conservati nel manoscritto Venetus A dell'Iliade [4]. Né, tuttavia, Didimo si limitò alla "classica" recensione omerica, scrivendo anche commenti su molti altri poeti e prosatori greci, dai lirici, in particolare Bacchilide e Pindaro, e sui drammaturghi, specie su Sofocle, Ione, Frinico, Cratino, Menandro [5], Euripide, Aristofane, come noto dagli scolii a tali autori, che ne citano spesso spiegazioni grammaticali, lezioni a margine e notizie erudite. Si occupò anche degli oratori, tra cui soprattutto, Demostene, Iseo, Iperide, Dinarco.

Oltre a questi lavori, abbiamo testimonianze di lavori lessicografici, altresì perduti: Sullo stile tragico (περὶ τραγῳδουμένης λεξέως), che comprendeva almeno 28 libri [6]; Lo stile comico (λέξις κωμική) [7]; un terzo lavoro linguistico sulle parole di significato ambiguo o incerto, di almeno sette libri; una quarta opera linguistica sulle espressioni false o corrotte.

All'erudizione storico-sociale apparteneva una raccolta di proverbi greci (πρὸς τοὺς περὶ παροιμιῶν συντεταχότας) comprendente tredici libri, ripresa dai più tardi paremiografi come Zenobio; Sulle leggi di Solone ( περὶ τῶν ἀξόνων Σόλωνος ), un lavoro di cui parla Plutarco; una risposta al ciceroniano De re publica , che comprendeva sei libri, a cui rispose Svetonio [8].

In più ci sopravvivono estratti sull'agricoltura e botanica, di un commento su Ippocrate e un trattato Su tutti i tipi di marmo e legno (περὶ μαρμάρων καὶ παντοίων ξύλων). In considerazione della differenza drastica dei tipi di argomento rispetto a quanto sappiamo di lui, è possibile che questi titoli rappresentino il lavoro di un diverso Didimo.

Influenza[modifica | modifica wikitesto]

Studioso certamente non originale, Didimo costituì la principale fonte attraverso cui i commentatori successivi attinsero alla tradizione filologica alessandrina: tra l'altro, riusciamo a comprendere il suo metodo di lavoro grazie alla scoperta di un frammento di papiro del suo commento sulle Filippiche di Demostene. Ciò conferma, appunto, che non era un ricercatore originale, ma un compilatore scrupoloso che utilizzava molte citazioni da autori precedenti e che era attento a commentare cronologia e storia, così come retorica e stile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Suda, s.v.; M. Schmidt, Didymi Chalcenteri grammatici Alexandrini fragmenta quae supersunt omnia, Amsterdam 1964, p. 2.
  2. ^ Ateneo, IV 139; Seneca, Epistulae ad Lucilium, 88; Quintiliano, I 9, 19.
  3. ^ Delle sue opere restano frammenti: cfr. un elenco esaustivo in M. Schmidt, Didymi Chalcenteri grammatici Alexandrini fragmenta quae supersunt omnia, Amsterdam 1964, pp. 11-13, che restituisce 54 volumi.
  4. ^ Cfr. H. Erbse, Scholia Graeca in Homeri Iliadem, Berlin 1969-88, 7 voll.
  5. ^ Ateneo IX 371; Etymologicum Gudianum, 338, 25.
  6. ^ Macrobio, Saturnalia, V 18.
  7. ^ Cfr. Scholia ad Apollonio Rodio, I 1139 e IV 1058.
  8. ^ Ammiano Marcellino, XXII 16; Suda, s.v. Τραγκύλλος.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Schmidt, Didymi Chalcenteri grammatici Alexandrini fragmenta quae supersunt omnia, Amsterdam 1964 (reprint dell'edizione ottocentesca).
  • Didymos: On Demosthenes, edited with a translation by P. Harding, Oxford 2006.

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