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Dionisio Trace

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Dionisio Trace (in greco antico: Διονύσιος Θρᾷξ, Dionýsios Thrâx; floruit 144 a.C. circa; Alessandria d'Egitto, 170 a.C. circa – Rodi, 90 a.C. circa) è stato un filologo e grammatico greco antico del II secolo a.C..

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dionisio era alessandrino di origine e fu detto trace solo perché il nome del padre era ritenuto di origine trace. Nacque intorno al 166 a.C. e, ad appena ventidue anni, fu ad Alessandria d'Egitto[1], dove divenne allievo di Aristarco di Samotracia.
La persecuzione degli intellettuali scatenata da Tolomeo VIII lo costrinse ad abbandonare l'Egitto e, nel 144 a.C. o nel 143 a.C., si trasferì a Rodi. L'isola aveva una lunga tradizione di studi filosofici e di retorica e Dionisio vi trapiantò anche la scuola filologica e grammaticale alessandrina: resta testimonianza della sua attività di docente la ricostruzione, ad uso didattico, della coppa di Nestore in argento, realizzata grazie ad una colletta tra gli allievi[2].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Dionisio fu, innanzitutto, un interprete di Omero: tra i suoi commentari e trattati, infatti, oltre a studi linguistici e grammaticali, vi era anche uno scritto polemico contro Cratete di Mallo, oltre a un libro di Meletai (Esercitazioni). Delle sue numerose opere, però, tranne l'Ars grammatica, ci restano però solo titoli e frammenti.
L'Ars grammatica (in greco antico: Τέχνη Γραμματική) tramandata sotto il nome di Dionisio Trace è la più antica opera greca pervenutaci di contenuto grammaticale. Sin dall'antichità molti studiosi hanno dubitato della sua attribuzione a Dionisio, che ha però trovato anche autorevoli sostenitori[3].
Dopo un'introduzione dedicata alla definizione della grammatica, alla lettura, agli accenti, all'interpunzione e a digressioni probabilmente frutto di interpolazioni, l'opera contiene un'esposizione tecnica della grammatica, nella quale si esaminano le lettere dell'alfabeto (divise in vocali, dittonghi e consonanti), le sillabe e le seguenti otto parti del discorso: [sostantivo]] (con i suoi tre generi e cinque casi. L'appellativo è considerato una specie del nome e non una distinta parte del discorso); verbo, con i suoi tempi; participio, che condivide aspetti sia con il sostantivo che con il verbo; articolo e pronome relativo, considerati un'unica parte del discorso; pronome; preposizione; avverbio; congiunzione.
Il breve trattato è basato sulle teorie grammaticali stoiche (che ci sono note attraverso testimonianze) ed è una sorta di summa delle teorie grammaticali alessandrine, come Dionisio evidenzia nell'incipit del trattato:

« La grammatica è una conoscenza empirica degli usi del linguaggio che si ritrovano in poeti e prosatori[4]. Essa si divide in sei parti: lettura guidata con particolare riguardo alla prosodia, spiegazione secondo le figure retoriche, pronta analisi di peculiarità dialettali e allusioni, etimologia, accuratezza nell'analisi delle analogie, critica delle produzioni poetiche - che è la parte più nobile dell'arte grammaticale »
(I, 1. trad. A. D'Andria)

Questo cursus studiorum esposto nei primi capitoli dionisiani, attraverso gli autori latini e medievali, si è perpetuato fino all'epoca moderna.
Inoltre, l'operetta ricevette da subito una accurata ed estesa esegesi[5]: possediamo diverse tipologie di scolii, infatti, dai Prolegomeni Vossiani[6] al commentario detto "di Melampo o Diomede"[7]; dal commentario di un Eliodoro[8] agli scolii dei manoscritti Vaticani[9], marciani[10] e della British Library[11]. Il tutto, come detto, a testimonianza dell'influsso di questa epitome del pensiero grammaticale alessandrino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L. Rossetti-P. L. Furiani, Rodi, in Lo spazio letterario della Grecia antica, Roma, Salerno Editrice, 1993, vol. I/2, p. 693.
  2. ^ L. Rossetti-P. L. Furiani, Rodi, in Lo spazio letterario della Grecia antica, Roma, Salerno Editrice, 1993, vol. I/2, p. 694.
  3. ^ Come R. Pfeiffer, Storia della filologia classica: dalle origini alla fine dell'età ellenistica, Introduzione di Marcello Gigante, Napoli, Macchiaroli, 1973, pp. 266-272; l'autenticità dell'opera è stata contestata in particolare da Vincenzo di Benedetto nel 1958; per gli studi più recenti, vedere il volume curato da Vivien Law ed Ineke Sluiter (1995).
  4. ^ In greco: ἐμπειρία τῶν παρὰ ποιηταῖς τε καὶ συγγραφεῦσιν ὡς ἐπὶ τὸ πολὺ λεγομένων.
  5. ^ Gli ampi scolii alla Techne sono stati editi a cura di A. Hilgard nel 1901: Scholia in Dionysii Thracis Artem Grammaticam, recensuit et apparatum criticum indicesque adiecit Alfredus Hilgard, Lipsiae, in aedibus B.G. Teubneri 1901.
  6. ^ pp. 1-9 Hilgard.
  7. ^ pp. 10-66 Hilgard.
  8. ^ pp. 67-105 Hilgard.
  9. ^ pp. 106-291 Hilgard.
  10. ^ pp. 292-441 Hilgard.
  11. ^ pp. 442-564 Hilgard.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ars grammatica: G. Uhlig, Grammatici Graeci, vol. 1.1. Leipzig, Teubner, 1883 (repr. Hildesheim: Olms, 1965).
  • Frammenti: K. Linke, Die Fragmente des Grammatikers Dionysios Thrax, Sammlung griechischer und lateinischer Grammatiker 3, Berlin, De Gruyter, 1977, pp. 13-33.
  • Techne grammatike, testo critico e commento a cura di G. B. Pecorella, Bologna, Cappelli, 1962.
  • Dionisio Trace e la tradizione grammaticale, testo greco con traduzione italiana a fronte, introduzione e commento a cura di M. Callipo, Bonanno, Acireale-Roma, 2011.

Studi[modifica | modifica wikitesto]

  • R.Pfeiffer, Storia della filologia classica. Dalle origini alla fine dell'età ellenistica. Napoli, Gaetano Macchiaroli editore, 1973 (traduzione di History of classical scholarship from the beginnings to the end of the hellenistic age, Oxford University Press), pp. 403-412.
  • V. Di Benedetto, Dionisio Trace e la Techne a lui attribuita, in "Annali della Scuola Normale superiore di Pisa", Serie 2, 27 (1958), pp. 169-210 e 28 (1959), pp. 87-118.
  • V. Di Benedetto, La Techne spuria, in "Annali della Scuola Normale superiore di Pisa", Serie 3, 3 (1973), pp. 797-814.
  • V. Law-I. Sluiter (edd.), Dionysius Thrax and the Techne grammatike, Münster, Nodus Publikationen, 1995.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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