Grammatici alessandrini

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I grammatici alessandrini furono filologi greci studiosi dei testi, che assunsero notevole importanza nell'Alessandria d'Egitto del III e II secolo a.C., quando la città divenne il centro della cultura ellenistica e, di fatto, mediterranea.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Papyrus Oxyrhynchus 221, con scolii dal XXI libro dell'Iliade

Nonostante il nome, l'opera dei grammatici alessandrini non fu mai limitata alla grammatica, e di fatto non la incluse, dato che la grammatica in senso moderno non esistette fino al I secolo a.C.[1] In effetti, nell'epoca ellenistica e imperiale, il termine "grammatici" faceva riferimento principalmente agli studiosi addetti al ripristino, alla lettura, alla spiegazione ed all'interpretazione dei testi classici, compresa la critica letteraria.

I grammatici alessandrini si occupavano, dunque, di una revisione critica delle opere della letteratura greca classica[2], ponendo l'attenzione soprattutto sul lavoro di Omero, segnando l'inizio della tradizione grammaticale occidentale. Fin dall'inizio, tuttavia, più che il testo nel suo complesso, si preferiva focalizzare il proprio lavoro sull'analisi di frasi decontestualizzate, creando repertori di glosse, ossia parole rare, o di espressioni[3].

Esponenti[modifica | modifica wikitesto]

I più importanti grammatici alessandrini furono, come detto, attivi nel III secolo. Il primo fu Zenodoto di Efeso (fl. ca. 280 a.C.), soprintendente della Biblioteca di Alessandria ed editore di Omero, mentre, nella generazione successiva, Callimaco (fl. ca. 260 a.C.), poeta, critico e studioso catalogò la biblioteca, aprendo la strada a studiosi come Aristofane di Bisanzio (ca. 257 a.C.–ca. 185 a.C.) - editore di Omero ed inventore dei segni diacritici - e Aristarco di Samotracia (ca. 220 a.C.–ca. 143 a.C.), curatore della più importante edizione critica dei poemi di Omero.

Sempre di notevole importanza, ma in posizione più epigonica, furono Dionisio Trace (170 a.C.–90 a.C.), studioso di Omero ed allievo di Aristarco, autore di una grammatica greca, e Didimo Calcentero (ca. 63 a.C.–10 d.C.), ampio commentatore di poeti lirici e comici, che si può definire un epitomatore del lavoro e delle opere dei predecessori.

Autori post-alessandrini[modifica | modifica wikitesto]

Tra I secolo a.C. e III secolo d.C., inoltre, operarono, sempre ad Alessandria (prima del definitivo declino della città sotto Aureliano) autori che, pur se cronologicamente non definibili "ellenistici", si rifecero all'insegnamento dei grammatici alessandrini, di cui spesso, insieme agli scolii, sono l'unica fonte di informazioniː da Apollonio Eidographos, che si occupò di classificare e ordinare cronologicamente le poesie di Pindaro, ad Apollonio Sofista, autore di un lessico omerico (Λέξεις Ὁμηρικαί); da Aristonico d'Alessandria, autore di lessici e studi grammaticali omerici, a Efestione, autore di un 'Εγχειρίδιον περὶ μέτρων (Manuale di metrica); da Nicanore, che si occupò di punteggiatura, a Frinico Arabio, autore di una Selezione (Ἐκλογὴ) atticista.

Infine, eredi di questa lunga tradizione e sicuramente degni degli alessandrini, secondo l'opinione degli studiosi e dei loro editori[4], sono Apollonio Discolo e suo figlio Elio Erodiano, vissuti nella piena età degli Antonini.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ P. B. R. Forbes, Greek Pioneers in Philology and Grammar, in "The Classical Review", 47 (1933), p. 105.
  2. ^ Charles Thomas Cruttwell A History of Roman Literature: From the Earliest Period to the Death of Marcus Aurelius.
  3. ^ D. M. Schenkeveldt, Scholarship and Grammar, in F. Montanari (a cura di), La Philologie Grecque a l'Epoque Hellenistique et Romaine, Geneve, Droz, 1994, pp. 263 ss.
  4. ^ Cfr. A. R. Dyck, A.R.D., Aelius Herodian: Recent Studies and Prospects for Future Research, in «ANRW» II 34,1 (1993), pp. 772-94.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J. E. Sandys, A History of Classical Scholarship. From the sixth century B.C. to the end of the Middle Ages, Cambridge, CUP, 1964, Volume 1.
  • R. Pfeiffer, History of classical scholarship from the beginnings to the end of the Hellenistic age, Oxford, Clarendon Press, 1968.
  • F. Montanari, I frammenti dei grammatici Agathokles, Hellanikos, Ptolemaios Epithetes - Peri schematon - The Fragments of Comanus of Naucratis: In appendice i grammatici Theophilos, Anaxagoras, Xenon, Berlin, De Gruyter, 1988.
  • F. Montanari (a cura di), La philologie grecque à l'époque hellénistique et romaine, Geneve, Droz, 1994.