Mitografia

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La mitografia, dal greco μυθογραφία - mythografia, "scrittura dei miti" (composto di μύθος - mythos, "narrazione" e γράφω - graphō, "scrivere"), è la sistematizzazione erudita e filologico-razionalizzante, non poetica, dei miti.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Il mitografo è, in effetti, colui che descrive e sistematizza, sia pure in modo rudimentale, i racconti mitici realizzando la stessa opera di rilettura ed evoluzione che effettua l'agiografo nei confronti della storia e delle biografie, agendo sul piano delle leggende e dei miti antichi.
La tradizione mitografica ha origini antiche, già nel VII secolo a.C. con la Teogonia di Esiodo, che si ricollega alla tradizione catalogica e fornisce una sistemazione del patrimonio mitologico per gli autori successivi; in età classica, il genere conosce uno sviluppo legato alla necessità di conoscere e glorificare soprattutto le leggende degli Ioni, prima con Ecateo di Mileto[1], poi con i Greci continentali Acusilao e Ferecide di Atene[2].

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Il genere[3] conosce un grande sviluppo in età ellenistica, per esempio con il "romanzo" mitologico-politico di Evemero[4], dopo il quale si afferma, almeno a quanto si puó desumere dai frammenti rimasti degli autori di quest'epoca, una tendenza non solo razionalizzante o semplicemente sistematica: la scrittura del mito diventa anche un modo per costituire un serbatoio di storie cui attingere da parte dei poeti, come per i racconti tematici di Partenio di Nicea in età augustea o quelli di metamorfosi di Antonino Liberale in età imperiale, o ancora, una "palestra" per spiegare in modo razionale un mito, cercando di storicizzarlo pienamente, come avverrà, ad esempio, nelle Vite plutarchee di Teseo e Romolo.
Infine, proprio per questo, la mitografia si riduce a sistematizzazione a scopo erudito[5] con la Biblioteca dello Pseudo-Apollodoro: in realtà, questa tendenza era visibile già nel Περὶ ϑεῶν di Apollodoro di Atene, che della Biblioteca e di altri testi consimili funse da modello strutturale ed espositivo. Di questa tipologia erudita, in effetti, si trovano esempi nella letteratura latina di età imperiale, con Igino e Fulgenzio e in quella medievale, soprattutto con la Biblioteca di Fozio che, pur non essendo mitografia in senso stretto, conserva testimonianze delle evoluzioni del genere[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ FGrHist 1.
  2. ^ Rispettivamente FGrHist 2 e 3.
  3. ^ Sullo sviluppo di una vera e propria mitografia come genere, cfr. E. Pellizer, La mitografia, in Lo spazio letterario della Grecia antica, a cura di G. Cambiano, L. Canfora e D. Lanza, Roma, Salerno Editrice, 1993, vol. II, pp. 283-303.
  4. ^ Che influenza il IV e VI libro della Biblioteca Storica di Diodoro Siculo e alcune delle Narrazioni di Conone, le Metamorfosi di Palefato e la Storia strana di Tolomeo Efestione.
  5. ^ Cfr. L. Coupe, Il mito. Teorie e storie, Roma, Donzelli, 2005, pp. 76-77.
  6. ^ Si vedano i testi nelle classiche edizioni di A. Westermann, Μυϑογράϕα, scriptores poeticae historiae Graeci, Brunswick 1843; Mythographi Graeci, I (Lipsia 1894), II, 1 (1897), III, 11 (1902) ad opera di vari editori; Mythographi Latini, a cura di Th. Muncker, Amsterdam 1681.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni critiche[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Westermann, Μυϑογράϕα, scriptores poeticae historiae Graeci, Brunswick 1843.
  • Mythographi Graeci, I (Lipsia 1894), II, 1 (1897), III, 11 (1902) ad opera di vari editori.
  • Mythographi Latini, a cura di Th. Muncker, Amsterdam 1681.

Studi[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Pellizer, La mitografia, in Lo spazio letterario della Grecia antica, a cura di G. Cambiano, L. Canfora e D. Lanza, Roma, Salerno Editrice, 1993, vol. II, pp. 283-303.
  • L. Coupe, Il mito. Teorie e storie, Roma, Donzelli, 2005.

Traduzioni e commenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Partenio di Nicea, Amori infelici. Alle radici del romanzo, a cura di G. Schilardi, Lecce, Argo, 1993.
  • Apollodoro, I miti greci, a cura di P. Scarpi, Milano, Mondadori-Valla, 1996.
  • Antonino Liberale, Metamorfosi, a cura di G. Mordenti, Imola, La Mandragora Editrice, 1998.
  • Igino, Miti, a cura di G. Guidorizzi, Milano, Adelphi, 2000.
  • Palefato, Storie incredibili, a cura di A. Santoni, Pisa, ETS, 2001.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]