Servizio ferroviario metropolitano di Bologna

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Servizio ferroviario metropolitano di Bologna
Servizio di trasporto pubblico
Tipo servizio ferroviario metropolitano
Stati Italia Italia
Città Bologna
Apertura 1994
Ultima estensione 2013
Linee impiegate 8 + 1 in realizzazione (vedi)
Gestore Tper, Trenitalia
N. stazioni e fermate 82
Lunghezza previsti 350 km
Tracciato della linea
Trasporto pubblico

Il servizio ferroviario metropolitano di Bologna (SFM) è un insieme di servizi ferroviari a carattere suburbano ad elevata frequenza con orario cadenzato lungo alcune linee ferroviarie convergenti o passanti nella città di Bologna.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La rete ferroviaria sfrutta ferrovie già esistenti integrate dalla riorganizzazione del nodo bolognese in seguito ai lavori per la costruzione della stazione ferroviaria interrata per i treni ad alta velocità. Il progetto è integrato dalla riorganizzazione del trasporto automobilistico pubblico e dall'integrazione tariffaria.

Avviato dal 1995 con l'introduzione dell'orario cadenzato sulla linea per Ferrara[1][2], con l'accordo di programma del 2007 fu prevista l'attivazione di più linee passanti con orari cadenzati per il 2012.

A causa di ritardi nella piena attivazione della stazione di Bologna Centrale AV il completamento dell'intero progetto è previsto per il 2015.[3] Al giugno 2013 sono terminati il 90% dei lavori infrastrutturali e sono attivi il 70% dei servizi previsti nell'assetto base[4].

L'ultimo significativo avanzamento si ebbe nel giugno 2013, con la simultanea attivazione del sito ufficiale[5], l'apertura al servizio della fermata di Bologna Mazzini e il lancio della campagna di informazione Arriva la esse bolognese, finalizzata a dare riconoscibilità al servizio[6].

Sintesi cronologica[modifica | modifica sorgente]

  • 1982: viene elaborato il Piano integrato dei trasporti di bacino della provincia di Bologna che assieme al successivo (1984) piano urbanistico intercomunale assegnavo alla rete ferroviaria l'asse portante della mobilità[7]
  • 1994: intesa per la riorganizzazione dei trasporti pubblici nell'area metropolitana bolognese[8]
  • 1997: accordo attuativo e integrativo[9]
  • 2001: accordo di programma 2001-2003[10]
  • 2004: accordo di programma 2003-2006[11]
  • 2007: accordo di programma 2007[12][4]
  • 2009: il Piano della mobilità della provincia di Bologna viene elaborato tenendo in considerazione l'attivazione dell'SFM[13]
  • giugno 2013: attivazione sito ufficiale[14]
  • 8 giugno 2013: attivazione della fermata di Bologna Mazzini e della campagna di informazione Arriva la esse bolognese
  • 14 settembre 2014: attivazione della fermata di Bologna San Vitale anche per la linea S4 in direzione Imola (ramo B)[15]

Linee[modifica | modifica sorgente]

Il sistema, al gennaio 2014, comprende le seguenti linee[16]:

Linea Colore identificativo Percorso Stazioni Stato
S1 Rosso Porretta Terme-Bologna Centrale (ramo A)
Bologna Centrale-San Benedetto Sambro-Castiglione P. (ramo B)
18 (ramo A[17]); 9 (ramo B[18]) Parzialmente attiva
(previste nuove fermate)
S2 Verde Vignola-Bologna Centrale (ramo A)
Bologna Centrale-Portomaggiore (ramo B)
18 (ramo A[19]); 18 (ramo B[20]) Parzialmente attiva
(previste nuove fermate)
S3 Viola Poggio Rusco-Bologna Centrale (ramo A) 9 (ramo A[21]) Parzialmente attiva
(previste nuove fermate e un "ramo B")
S4 Blu Ferrara-Bologna Centrale (ramo A)
Bologna Centrale-Imola (ramo B)
10 (ramo A[22]); 6 (ramo B[23]) Parzialmente attiva
(previste nuove fermate)
S5 Giallo Modena-Bologna Centrale 5[24] Parzialmente attiva
(prevista una nuova fermata)
S6 Arancio Bologna Centrale-Fiera 5[16] Non attiva
(in realizzazione)

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Lo scopo dichiarato del servizio ferroviario metropolitano è quello di riequilibrare le modalità di trasporto nell'area metropolitana bolognese, che nel 2001 vedeva solo il 13% degli spostamenti tramite con i mezzi pubblici.[senza fonte]

Nella provincia di Bologna l'87% della popolazione risiede a meno di 4 km da una fermata ferroviaria: grazie al miglioramento delle frequenze e a una integrazione treno-bus, secondo le previsioni, gli spostamenti effettuati con i trasporti pubblici saranno destinati ad aumentare.[25]

A tal fine è stato previsto di adottare[25]:

  • l'orario cadenzato
  • l'integrazione sia tariffaria: il sistema tariffario integrato a zone, denominato "MiMuovo" è basato su una zonizzazione unica regionale, che è progressivamente in fase di attuazione da parte di tutti gli operatori di trasporto pubblico della regione
  • la simmetria: nelle stazioni di corrispondenza a due o più linee le corse arriveranno e partiranno in orari calcolati al fine di minimizzare i tempi d'interscambio

Costi[modifica | modifica sorgente]

Al 2013 erano stati spesi come costi di investimento 490 milioni di euro la cui quota maggiore è stata riservata per interventi infrastrutturale. La quota minoritaria è stata utilizzata principalmente per acquistare il materiale rotabile.

I costi di esercizio annuali dell'assetto base sono previsti in circa 50 milioni €[26]

Riconoscibilità del servizio[modifica | modifica sorgente]

Tra il 2008 e il 2012 il Comitato per il nodo ferroviario di Bologna (organismo di coordinamento tra i soggetti istituzionali e il gruppo delle Ferrovie dello Stato Italiane[27]) ha elaborato un progetto di riconoscibilità del servizio a partire dal logo del servizio (una "S") e dagli elementi che caratterizzano le stazioni del servizio SFM (mappa di linea, bacheca orari). La prima stazione che è stata costruita con questi elementi è quella di Bologna Mazzini attivata nel giugno del 2013. I fondi per installare gli elementi di riconoscibilità del servizio nelle altre stazioni derivano dal progetto europeo RAIL4SEE (Rail hub cities for south europe).[13]

Interventi infrastrutturali[modifica | modifica sorgente]

Il progetto prevede diversi interventi infrastrutturali:[28]

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]