Inigo Campioni

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sen. Inigo Campioni
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Inigo Campioni
Luogo nascita Viareggio
Data nascita 14 novembre 1878
Luogo morte Parma
Data morte 24 maggio 1944
Titolo di studio Scuola militare
Professione Militare di carriera (Marina)
Legislatura XXX
Incarichi parlamentari
  • Segretario della Commissione delle forze armate
Inigo Campioni

Governatore della Colonia delle Isole Italiane dell'Egeo
Durata mandato 14 luglio 1941 - 18 settembre 1943
Predecessore Ettore Bastico
Successore Igino Ugo Faralli

Dati generali
Partito politico Partito Nazionale Fascista
(fino al 25 luglio 1943)
Professione Militare
Inigo Campioni
14 novembre 1878 - 24 maggio 1944
Nato a Viareggio
Morto a Parma
Cause della morte fucilazione
Religione Cattolicesimo
Dati militari
Paese servito Flag of Italy (1861-1946).svg Regno d'Italia
Forza armata Emblem of the Regia Marina.svg Regia Marina
Anni di servizio ? - 1943
Grado Rank insignia of ammiraglio di squadra of the Italian Navy.svg Ammiraglio d'armata

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Inigo Campioni (Viareggio, 14 novembre 1878Parma, 24 maggio 1944) è stato un ammiraglio italiano che prestò servizio nella Regia Marina durante la seconda guerra mondiale.

Carriera militare[modifica | modifica sorgente]

Comandò la squadra navale italiana fino al 9 dicembre 1940 durante la Seconda guerra mondiale ricoprendo il grado di Ammiraglio di Squadra. Contestato per un approccio di combattimento considerato eccessivamente prudente, come nella battaglia di Punta Stilo, fu destinato a svolgere i compiti all'interno di Supermarina sotto i comandi dell'ammiraglio Arturo Riccardi.

A sua parziale discolpa va però riportato che Campioni era ben cosciente dell'inferiorità tattica della nostra marina, non dotata di portaerei e con scarsissima coordinazione con l'Aeronautica Militare, che infatti a Punta Stilo bombardò le nostre stesse unità; In seguito, durante la tragica notte di Taranto, Campioni chiese che le reti parasiluri non fossero poste troppo vicino per agevolare l'uscita rapida delle unità, ma la scarsità di reti rese questa protezione di fatto insufficiente, fatto parzialmente addebitato all'ammiraglio.

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Nel 1939 fu nominato Senatore della XXX Legislatura del Regno d'Italia. Successivamente, posto in pensione per limiti di età, venne nominato governatore del Dodecaneso, allora territorio italiano, dove si trovava l'8 settembre 1943.

Dopo varie incertezze che di fatto favorirono l'occupazione tedesca delle isole, rifiutò di collaborare con il governo fascista; per queste fu inviso alle autorità della Repubblica Sociale Italiana, che lo arrestarono.

Processato il 22 maggio 1944, venne condannato a morte per alto tradimento dal Tribunale Speciale di Parma: la sentenza fu influenzata dalla volontà di Mussolini, dato che durante il processo il Duce intervenne chiedendo la pena capitale[1].

Campioni venne fucilato il 24 maggio nel poligono di tiro parmense, insieme al contrammiraglio Luigi Mascherpa, per alto tradimento.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Grand'ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Grand'ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Grand'ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grand'ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine militare di Savoia
— Roma, 12 gennaio 1942[2]
Medaglia d'oro al valor militare (alla memoria) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare (alla memoria)
«Governatore e comandante delle Forze Armate delle isole italiane dell'Egeo si trovava, nel cruciale periodo dell'armistizio, a capo di uno degli scacchieri più difficili, lontani e vulnerabili. Caduto in mano al nemico in seguito ad occupazione della sede del suo comando, rifiutava reiteratamente di collaborare con esso o comunque di aderire ad un Governo illegale. Processato e condannato da un tribunale straordinario per avere eseguito gli ordini ricevuti dalle Autorità legittime e per avere tenuto fede al suo giuramento di soldato, manteneva contegno fiero e fermo, rifiutando di firmare la domanda di grazia e di dare adesione anche formale alla repubblica sociale italiana, fino al supremo sacrificio della vita. Cadeva comandando lui stesso il plotone di esecuzione, dopo avere dichiarato che « bisogna saper offrire in qualunque momento la vita al proprio Paese, perché nulla vi è di più alto e più sacro della Patria. Egeo-Italia settentrionale, 1941 - 1944.»
— 9 novembre 1947[2]
Croce al Valore Militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce al Valore Militare
Croce al merito di guerra (2 concessioni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra (2 concessioni)
Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni)
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ F. W. Deakin, Storia della Repubblica di Salò, Torino, Einaudi, 1968, pag. 678
  2. ^ a b Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Ulteriori informazioni nella scheda sul database dell'Archivio Storico del Senato, I Senatori d'Italia.

Predecessore Governatore della Colonia delle Isole Italiane dell'Egeo Successore
Ettore Bastico 14 luglio 1941 - 18 settembre 1943 Igino Ugo Faralli

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