Ferdinando II de' Medici

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ferdinando II de' Medici
Ferdinando II de' Medici.
Ferdinando II de' Medici.
Duca di Firenze e Granduca di Toscana
In carica 1621 - 1670
Predecessore Cosimo II de' Medici
Successore Cosimo III de' Medici
Nome completo Ferdinando II de' Medici
Nascita Firenze, 14 luglio 1610
Morte Firenze, 23 maggio 1670
Luogo di sepoltura Cappelle medicee, Firenze
Casa reale Real Casa de' Medici
Padre Cosimo II de' Medici
Madre Maria Maddalena d'Austria
Consorte Vittoria della Rovere

Ferdinando II de' Medici (Firenze, 14 luglio 1610Firenze, 23 maggio 1670) fu Granduca di Toscana dal 1621 al 1670.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Ferdinando II de' Medici era figlio del granduca Cosimo II e di Maria Maddalena d'Austria. Suo padre morì quando Ferdinando aveva solamente 11 anni. Fino alla maggiore età del piccolo Granduca, la Toscana fu affidata alla reggenza della madre e della nonna paterna, Cristina di Lorena, coadiuvate da un consiglio di reggenza[1]:

« Al governo di dette tutrici ... continuamente assista un nostro Consiglio secreto quale partecipi di tutte le gravi deliberazioni che si doveranno fare tanto per le cose di Stato quanto per il governo della giustizia et grazia »
(Testamento di Cosimo II, Archivio di stato di Firenze, trattati internazionali, XVI, 1)

Il governo delle due reggenti fu pessimo: furono effettuate enormi spese per la mania di lusso delle due donne, si aprirono le porte del governo e della corte ad un gran numero di ecclesiastici incapaci, mentre l'aumento di tasse e balzelli segnò l'inizio della decadenza economica toscana[2].

In politica estera, Maria Maddalena e Cristina organizzarono il fidanzamento tra Ferdinando, allora tredicenne, e la cugina Vittoria Della Rovere, di appena due anni, ultima erede del Ducato di Urbino, ma non seppero opporsi all'occupazione del piccolo stato marchigiano da parte del papa Urbano VIII alla morte dell'ultimo duca.

In ogni caso, Ferdinando ricevette un'educazione accurata, sotto la direzione di entrambe le tutrici, e la guida di validi insegnanti fra i quali Matteo Neroni per la geografia, la storia e la cosmografia, e lo scolopio Famiano Michelini, già allievo di Galileo, per la matematica e l'astronomia. Non mancò l'attività fisica e l'addestramento alle arti militari, all'equitazione, alla caccia, come testimonia il prezioso diario lasciato dal suo aiutante di camera Cesare Tinghi, e un'accentuata attenzione alle pratiche religiose e morali, per espressa volontà delle religiosissime granduchesse.

L'educazione fu conclusa nel 1628 quando Ferdinando decise di compiere un lungo viaggio in Italia ed in Europa visitando Roma, il santuario di Loreto, -Bologna, Ferrara, Venezia, Vienna e Praga ove incontrò lo zio materno, l'imperatore Ferdinando II d'Asburgo.

Regno[modifica | modifica wikitesto]

Ferdinando II de' Medici a 18 anni.

Politica Interna[modifica | modifica wikitesto]

Tornato dal viaggio, il 14 luglio 1628, Ferdinando II divenne granduca a tutti gli effetti, sebbene nei primi anni rimase forte l'influenza della madre e della nonna sugli affari pubblici[3] e subito si fece amare dai sudditi per il carattere mite e semplice: trovando le finanze dissestate, ridusse considerevolmente le spese di corte, rese l'etichetta più metodica e semplice.

La sua popolarità aumentò ancor di più quando, nel 1630, a differenza di molti altri membri della nobiltà e del governo, Ferdinando ed i suoi fratelli prestò personalmente soccorso alla popolazione[4]; tuttavia, nonostante l'impegno e le cautele per prevenire il contagio, quali la limitazione degli ingressi alle frontiere, l'epidemia falcidiò circa il 10 % della popolazione del Granducato, provocando forti scompensi economici[5].

Durante il suo lungo regno, Ferdinando volle condividere il potere con i fratelli, Giovan Carlo, Mattias e Leopoldo, con i quali stabilì un'ottima collaborazione e che gli furono sempre vicini.

Nonostante l'impegno e la capacità riconosciuta da molti storici[6], il regno di Ferdinando II vide i primi segnali di decadenza dell'economia toscana dovuti principalmente ai danni della peste del 1630 e alla disastrosa congiuntura economico e politica internazionale culminata con l'oneroso intervento toscano nel corso della Guerra di Castro.

In ogni caso, Ferdinando proseguì le opere di bonifica della Chiana, curò la produzione agricola, in particolare quella di vini, oli e di seta greggia, ridusse sensibilmente i dazi interni e tentò di abbattere le barriere corporativistiche che limitavano lo sviluppo dell'industria della lana e della seta. Infatti, si ricorda che, il 27 dic. 1662, quando un auditore dell'arte della lana di Firenze, protestava presso il Granduca chiedendo di pubblicare un bando contro contro l'esercizio delle manifatture tessili del contado, Ferdinando II rifiutò il bando scrivendo quanto segue:

« essendogli ugualmente sudditi tanto l'uni che l'altri ... sapendosi poi che di dette robbe lavorate in contado se ne trasmette gran quantità fuori di Stato con utile del pubblico e del privato »
(F. Martelli, La Comunità di Pontassieve e i suoi lanaioli, p. 94)

Infine, per far fronte alla grave situazione finanziaria il Granduca, tentò di riordinare il sistema fiscale e smantellò nel 1649 parte della marina da guerra.

Politica Estera[modifica | modifica wikitesto]

In politica estera Ferdinando II si mosse sempre con estrema cautela, cercando di bilanciarsi tra Francia e Spagna: nel 1635 cercò vanamente di creare una lega di stati italiani che potesse opporsi alle due potenze; nel 1643 entrò nella seconda guerra di Castro per impedire un rafforzamento dello Stato Pontificio ai confini meridionali del Granducato[7].

La guerra comportò fortissime spese e prosciugò l'erario tanto che, per raccogliere maggiori fondi in prestito, il Granduca dovette pagare un interesse assai più oneroso mentre in alcune zone agricole ritornò in auge la pratica del baratto a causa dei forti problemi monetari[8]. Sotto il suo regno, il territorio del Granducato fu lievemente allargato, attraverso le compere della contea di Santa Fiora (1633) da un discendente degli Sforza, e di Pontremoli (1649) pagata 50.000 fiorini d'oro alla Spagna.

Granducato di Toscana
Casata dei Medici

Coat of arms of the Grand Duke of Tuscany.png

Cosimo I (1569-1574)
Francesco I (1574-1587)
Ferdinando I (1587-1609)
Cosimo II (1609-1621)
Ferdinando II (1621-1670)
Cosimo III (1670-1723)
Gian Gastone (1723-1737)

Mecenatatismo[modifica | modifica wikitesto]

Sinceramente interessato alla scienza sin dall'infanzia, il Granduca fu solito tenere a Palazzo Pitti barometri, termometri ed altri strumenti tecnologici per il proprio diletto[9]; fu munifico mecenate di ricercatori come Galileo Galilei, Evangelista Torricelli e Vincenzo Viviani, non disdegnandosi di dedicarsi personalmente a studi sull'incubazione artificiale delle galline ed a miglioramenti del termometro.

Nel 1642 fondò la Sperimentale Accademia Medicea e fu protettore dell'Accademia del Cimento, ideata dal fratello Leopoldo nel 1657, la prima società scientifica europea di carattere sperimentale[10]. Nel 1654 inaugurò il primo servizio meteorologico del mondo con l'ausilio del gesuita Luigi Antinori.

Unica ombra della sua azione, fu il processo dell'Inquisizione a carico di Galileo Galilei nel 1633, ma va detto che Ferdinando fece poi il possibile per assicurare il massimo benessere al fisico durante il confino ad Arcetri.

Infine, il Granduca arricchì le importanti collezioni di quadri, antichità, pietre dure, oreficeria e sculture già iniziate dai suoi predecessori, specialmente a seguito dell'arrivo delle raccolte provenienti dai duchi di Urbino, di cui la granduchessa Vittoria era l'ultima discendente, che comprendevano tra l'altro la celebre Venere di Tiziano e il ritratto di Giulio II di Raffaello.

Vita Privata[modifica | modifica wikitesto]

Ferdinando II sposò Vittoria Della Rovere: fu un matrimonio sostanzialmente infelice a causa delle differenze di carattere e di interessi dei due. Ferdinando era un uomo allegro, interessato alla scienza e non disdegnava di prendersi diversivi extraconiugali con uomini; Vittoria era una donna religiosa e di costumi austeri. La coppia ebbe difficoltà a figliare: un primo maschio, Cosimo, morì non molto dopo il parto nel 1639. Nel 1641 nacque una figlia, che morì prima ancora di ricevere un nome ed essere battezzata. I primi screzi con Vittoria si ebbero alla nascita di quello che sarebbe stato l'erede Cosimo nel 1642, a cui il padre voleva dare un'educazione laica e scientifica mentre la madre voleva, ed ottenne, che fosse educato da religiosi[11].

Il secondo figlio della coppia, Francesco Maria, nacque nel 1660: la distanza tra le due nascite venne spiegata con una vera e propria separazione in casa, dovuta alla scoperta, da parte di Vittoria, dei gusti bisessuali del marito, colto in flagrante in atteggiamenti intimi con un paggio di corte, tale Conte Bruto della Molara[12]; la sovrana reagì allo spettacolo interrompendo i rapporti col marito, dedicandosi a pratiche religiose e conducendo una vita austera.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Ferdinando II morì il 23 maggio del 1670 per un ictus a seguito di un aggravamento dell'idropisia che da tempo lo affliggeva; fu sontuosamente seppellito in una cappella Cappella della Basilica di San Lorenzo[13]: alla sua morte la popolazione del Granducato contava 730, 598 anime[14].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine di Santo Stefano Papa e Martire - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Santo Stefano Papa e Martire
Collare del Sovrano Militare Ordine di Malta (Sovrano Militare Ordine di Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Collare del Sovrano Militare Ordine di Malta (Sovrano Militare Ordine di Malta)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hale, p.178.
  2. ^ Strathern, p.381.
  3. ^ Strathern, p.375.
  4. ^ Acton, p.29.
  5. ^ Hale, p.179.
  6. ^ F Diaz, Il Granducato di Toscana, p. 367
  7. ^ Hale, p.181.
  8. ^ Hale, p.180.
  9. ^ Acton, p.27.
  10. ^ Acton, p.38.
  11. ^ Acton, p.44.
  12. ^ Acton, p.30.
  13. ^ Acton, p.108.
  14. ^ Acton, p.112.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Granduca di Toscana
Coat of arms of the Grand Duke of Tuscany.png
Successore
Cosimo II 28 febbraio 1621 – 23 maggio 1670 Cosimo III
Predecessore Erede al trono del Granducato di Toscana Successore Bandiera del granducato di Toscana (1562-1737).png
Cosimo II Gran Principe
14 luglio 1610 – 28 febbraio 1621
Cosimo III

Controllo di autorità VIAF: 59056232 LCCN: n87836910