Montalbano (monte)

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Montalbano
Montalbano
Montalbano visto da Montelupo Fiorentino
Continente Europa
Paesi bandiera Italia
Catena principale Appennino
Cima più elevata Il Cupolino (644 m s.l.m)
Lunghezza 25 km
Larghezza 6.4 km
Superficie 160 km2
Tipi di rocce arenaria macigno

Il Montalbano o Monte Albano è una catena montuosa che si estende per 16.000 ettari tra le province di Pistoia, Prato e Firenze, nei territori dei comuni di Serravalle Pistoiese, Monsummano Terme, Larciano, Lamporecchio, Quarrata, Carmignano, Poggio a Caiano, Signa, Montelupo Fiorentino, Capraia e Limite, Vinci e Cerreto Guidi.

Indice

[modifica] Geografia

Il sistema collinare e montuoso separa il Valdarno superiore dal Valdarno inferiore e raggiunge l'altezza di 627 metri s.l.m. Si stacca dall'Appennino al passo di Serravalle Pistoiese e giunge sull'Arno presso la strettoia della Gonfolina; è delimitato da un lato dal bacino dell'Arno, che da Signa raggiunge Empoli, e dall'altro dal bacino del suo affluente Ombrone pistoiese.

La dorsale del Montalbano è costituita da formazione di macigno. Infatti nei secoli scorsi sono state attive alcune cave di pietra serena, la più importante delle quali è stata aperta fino a pochi anni fa in località Stazione di Carmignano, presso la strettoia della Gonfolina.

[modifica] Storia e luoghi d'interesse

Il Montalbano meridionale è stato interessato dalla presenza umana fino dal Paleolitico, anche se le tracce rimaste sono piuttosto scarse (ad esempio l'insediamento di Poggio alla Malva,[1] ed altri sul versante di ponente verso l’Arno). Tale area vicina alla Gonfolina dovrebbe aver rappresentato in vari periodi, anche medioevali, una privilegiata zona di guado dell’Arno, anche perché naturale confluenza di percorsi collinari sulle due sponde. La presenza di una città etrusca ad Artimino rende ancora più evidente l’importanza di quest’area per i rapporti nord-sud, tra Toscana centrale e Toscana sub-appenninica forse ad un livello non soltanto locale.

Nella zona sono infatti numerose le testimonianze etrusche, soprattutto nell'area attorno Comeana dove sono state rinvenute varie tombe (Tumulo di Montefortini e Tombe di Boschetti), ad Artimino, con i resti di un'importante centro urbano (uno dei pochissimi a nord dell'Arno), di un'area sacra e della necropoli di Prato Rosello, e in altre località in parte ancora da indagare (ad esempio un'area sacra sul crinale a Pietramarina).

La posizione particolare tra Pistoia, Prato e Firenze, e le caratteristiche ambientali tra pianura e collina, hanno avuto un peso determinante nell’evoluzione storica della zona, soprattutto nel XIII secolo. L'area infatti, fin dall'alto medioevo, faceva parte quasi interamente del contado pistoiese ed era munita di un vasto sistema di castelli e fortificazioni, non tutte rimaste. Il sistema difensivo pistoiese, infatti, faceva perno proprio sul Montalbano con i castelli di Serravalle, Monsummano Alto, Montevettolini, Larciano, Cecina, Lamporecchio, Vinci, Tizzana, Carmignano, Artimino, Capraia. Tra il XIII ed il XIV secolo tutto il territorio del Montalbano fu terreno di scontro tra Firenze, Pistoia e Lucca e teatro delle imprese di Castruccio Castracani, fino al completo predominio di Firenze.

Del periodo medievale sono caratteristici il borgo di Artimino, il castello di Larciano e numerose pievi e chiese sparse nella campagna, tra cui la pieve di San Leonardo presso Artimino, l'abbazia di San Martino in Campo e la chiesa di San Giusto al Pinone.

In epoca rinascimentale, nel XVI secolo, Il Montalbano divenne luogo di svago preferito dei Medici. I vari granduchi usarono il Montalbano come una riserva di caccia, e vi edificarono ville poste sui margini del rilievo (a parte quella di Artimino che si trova addirittura sul crinale). Le più importanti sono:

L'area di crinale del Montalbano era inclusa nell'immensa riserva di caccia granducale, denominata Barco reale, che aveva come centro funzionale la villa di Artimino, ma che si inoltrava verso le altre dimore medicee della Villa di Poggio a Caiano, della Magia presso Quarrata e di Montevettolini, entrambe in territorio pistoiese. Spesso il grande Barco mediceo viene confuso con un piccolo boschetto presso Poggio a Caiano anch'esso denominato Barco o Bargo mediceo di Bonistallo sul versante nord della collina di Bonistallo, senza alcun rapporto storico con il primo se non per la comune destinazione venatoria che gli avevano destinato i vari granduchi.

Numerose sono inoltre le fattorie storiche della zona che producono attualmente olio e vino, tra cui la tenuta di Capezzana e la fattoria di Artimino. La zona del Montalbano è vocata alla produzione di vini rossi, tra i quali il Carmignano DOCG, a base di Sangiovese e Cabernet franc (la cosiddetta uva francesca), il Chianti Montalbano DOCG e il Barco Reale DOC. Tra i vini particolari prodotti vi sono il Vin Santo di Carmignano e il Vin Ruspo.

[modifica] Note

  1. ^ Elisabetta Mari, Le origini del popolamento sul Montalbano, in Pietraserena, anno IV n°.14/15, 1993

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

  • AA.VV, Montalbano - geologia, flora, fauna, storia, 1993 (contiene ampia bibliografia relativa alla voce)
  • E. Repetti, Dizionario geografico, fisico, storico della Toscana, Firenze 1833-45
  • IRPET, Immagini da ventisette secoli, Firenze 1981 (schedatura dei principali beni culturali del Montalbano)

[modifica] Collegamenti esterni

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