Ferdinando de' Medici

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Granducato di Toscana
Casata dei Medici
Cosimo I (1569-1574)
Francesco I (1574-1587)
Ferdinando I (1587-1609)
Cosimo II (1609-1621)
Ferdinando II (1621-1670)
Cosimo III (1670-1723)
Gian Gastone (1723-1737)
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Niccolò Cassani, Il principe Ferdinando de' Medici, 1687.
Niccolò Cassani, Il principe Ferdinando de' Medici, 1687.

Ferdinando de' Medici (Firenze9 agosto 1663 – Firenze31 ottobre 1713) era il figlio primogenito del granduca di Toscana Cosimo III e di Margherita Luisa d'Orléans.

I forti contrasti esistenti fra i genitori, che portarono poi alla loro separazione, lo portarono ad avvicinarsi maggiormente alla madre: come lei, Ferdinando amava i piaceri mondani, le arti e la musica (era egli stesso musicista), mentre con il padre Cosimo, uomo profondamente religioso e bigotto, i rapporti furono sempre tesi.

Noto libertino, durante una visita al carnevale di Venezia nel 1696 Ferdinando contrasse la sifilide, che lo avrebbe portato alla follia e quindi alla morte, nel 1713, prima di essere salito al trono. Nel 1689 aveva sposato Violante Beatrice di Baviera, figlia dell'elettore di Baviera Ferdinando di Wittelsbach e di Adelaide Enrichetta di Savoia. Fu un'unione infelice e non produsse figli. Alla morte di Cosimo III, quindi, salì al trono il fratello minore di Ferdinando, Gian Gastone, l'ultimo dei Medici sul trono di Toscana: dopo di lui, rimasto senza eredi, la dinastia si estinse e il Granducato passò ai duchi di Lorena.

Ferdinando de' Medici è ricordato soprattutto come patrono delle arti: nella sua villa a Pratolino (oggi Villa Demidoff) fece costruire un teatro, progettato da Antonio Maria Ferri. Nella villa di Poggio a Caiano aveva radunato in una sola stanza chiamata il "Gabinetto delle opere in piccolo di tutti i più celebri pittori", una straordinaria collezione di dipinti di piccole dimensioni con ben 174 quadri di altrettanti pittori diversi, tra i quali Albrecht Dürer, Leonardo da Vinci, Raffaello Sanzio, Rubens, ecc. Tra i compositori che introdusse nella corte granducale vi furono Alessandro Scarlatti e il giovane Georg Friedrich Händel.

Nel 1688, di passaggio a Padova, ingaggiò alle sue dipendenze, in qualità di custode dei suoi strumenti musicali, Bartolomeo Cristofori, l'inventore del fortepiano, precursore del pianoforte.

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