Fortepiano
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Il fortepiano è lo strumento musicale precursore del pianoforte.
Fino agli inizi del XIX secolo il termine fortepiano è stato usato in alternativa a pianoforte. Come il moderno pianoforte, il fortepiano produce suoni grazie a corde che vengono percosse per mezzo di martelletti azionati da una tastiera. Fa parte, quindi, della famiglia dei cordofoni a corde percosse.
Come suggerisce il nome, la caratteristica peculiare di questo strumento è la possibilità di pesare la pressione del tasto. Questo permise al suo tempo di aprire nuovi orizzonti alle possibilità di espressione degli artisti, che abbandonarono rapidamente il clavicembalo in favore di questo nuovo, duttile strumento.
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[modifica] Storia
Il fortepiano fu inventato nel 1709 a Firenze dall'abile cembalaro Bartolomeo Cristofori, al servizio del principe Ferdinando de' Medici. Molti artisti dell'epoca accolsero con entusiasmo la novità, al punto che lo strumento diventò il prediletto dei maggiori esponenti della musica sette/ottocentesca, come Mozart, Haydn, Muzio Clementi o Beethoven.
Nella prima metà dell'Ottocento le modifiche apportategli lo fecero divenire quello che noi oggi consideriamo il pianoforte.
Dopo un periodo di oblio lo strumento è tornato in uso attorno alla metà del XX secolo; alcuni esecutori moderni sono Malcolm Bilson, Robert Levin, Trevor Pinnock, Gustav Leonhardt, Jos van Immerseel, Andreas Staier, Ronald Brautigam, Costantino Mastroprimiano, Bart van Oort, Melvyn Tan e Jörg Demus.
[modifica] Caratteristiche e meccanica
Disponibile in due varianti, a coda o a tavolo (chiamato anche a tavolino per via delle sue ridotte dimensioni), il fortepiano è costruito interamente in legno, senza rinforzi metallici; le corde sono percosse da martelletti rivestiti di pelle (anziché di feltro, come nel pianoforte), producendo un suono leggermente più meccanico, frizzante e attivo.
L'estensione inizialmente era di cinque ottave, poi nelle composizioni degli artisti si nota un progressivo aumento: per esempio Mozart scrisse partiture per strumenti a cinque ottave, mentre in Beethoven l'estensione raggiunge anche le sei ottave, facendo quindi pensare ad un'espansione graduale (un pianoforte odierno copre sette ottave e una terza).
[modifica] Variatori di suono
Il fortepiano poteva essere munito di pedali o ginocchiere in numero variabile che mutavano il timbro del suono prodotto:
- Moderato (o pedale moderatore): interpone a corde e martelletti una sottile striscia di feltro per rendere il tono più vellutato.
- Liuto: preme del materiale morbido contro le corde, a ridosso del ponticello, smorzandone il suono.
- Forte
- Fagotto: una striscia di pergamena viene a contatto con le corde vibranti, producendo così un suono nasale simile a quello del fagotto.
- Pedale delle turcherie: si tratta senza dubbio del pedale più bizzarro e la sua funzione è azionare una serie di marchingegni che riproducono un suono di grancassa, campanelli e piatti, elementi tipici della musica turca dei giannizzeri, così come filtrata dalla cultura viennese dell'epoca.
Molti di questi effetti sono caduti in disuso col tempo e quindi eliminati dai moderni pianoforti.

