Salterio (strumento musicale)

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Salterio
Salterio.jpg
Salterio triangolare
Informazioni generali
Origine Europa
Invenzione IV secolo a.C.
Classificazione Cordofoni semplici
Famiglia Cetre
Utilizzo
Musica dell'antichità
Musica medievale
Musica rinascimentale
Genealogia
Antecedenti
Cetra

Il salterio è uno strumento musicale a corde, la cui origine risale almeno al 300 a.C. Ci sono molte varianti di questo strumento (uno particolarmente noto è l'harpejii), stante la sua datazione e diffusione in tutto il mondo. Generalmente viene suonato percuotendo le corde con bacchette di legno duro. Si tratta di uno strumento sufficientemente piccolo da essere portatile, quindi molto utilizzato anche per accompagnare il canto.

Il salterio a pizzico (cetra) normalmente si presenta a forma trapezoidale, con due ordini di corde in corrispondenza dei lati obliqui, e le corde abbastanza distanziate per essere suonate a pizzico.

Lo spazio tra i due ordini di corde era utilizzato (e lo è ancora presso certi monasteri soprattutto femminili in Umbria e nelle Marche) per l'inserimento del libro dei salmi, che non a caso si chiama anche salterio, salmi che si intonavano utilizzando lo strumento come accompagnamento. Questo strumento è usato dal musicista statunitense Vince Conaway.

Il salterio ad arco (o cetra triangolare) è solitamente di forma triangolare, le corde sono molto più ravvicinate e su uno stesso piano, e si utilizza un arco simile a quello dei normali strumenti ad arco per sfregamento sulla relativa corda, raggiungibile per differenza di lunghezza dalle note adiacenti.

La più diffusa modalità di produzione del suono nel salterio è percuotendo le corde con leggeri martelletti ricoperti di stoppa o cuoio: si ha così il salterio a percussione, detto anche tympanon, affine al cimbalom ungherese. Si può trovare con varianti celtiche, francesi ed italiane a partire dal XV secolo. Del periodo tra la fine del XV secolo ed all'inizio del successivo, si conoscono due forme di salterio a percussione, una a quadrangolare ed una triangolare. Entrambe avevano una cassa di risonanza piuttosto bassa, dotata di due fori di risonanza (rosette) e di corde metalliche. Essi venivano suonati orizzontalmente, posati sulle ginocchia o su un tavolo, o ancora tenuti sul petto per mezzo di una tracolla. Secondo l'illustrazione contenuta nel Syntagma musicum di Michael Praetorius, le corde erano tese alternativamente su due ponticelli, posti uno davanti all'altro, in modo da incrociarle[1].

Alcuni salteri hanno dei ponticelli mobili che possono essere spostati per dare alla corda particolari "ventri" di vibrazioni e quindi particolari suoni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Guido Facchin, Le percussioni, Torino, EDT, 2000, ISBN 88-7063-251-2, p. 274

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