Diclofenac

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Diclofenac
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Nome IUPAC
acido 2-(2-[2,6-diclorofenilammino] fenil) etanoico
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C14H11N1O2Cl2
Massa molecolare (u) 296.1481
Numero CAS [15307-86-5]
PubChem 3033
Dati farmacologici
Categoria farmacoterapeutica FANS
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
tossicità acuta

pericolo

Frasi H 301
Consigli P 301+310 [1]

Il diclofenac è un farmaco anti-infiammatorio non steroideo (FANS), derivati dell’acido acetico ed utilizzato come anti-infiammatorio, antireumatico e soprattutto come analgesico.

Indice

Farmacodinamica [modifica]

Diclofenac è dotato di proprietà analgesiche, antinfiammatorie ed antipiretiche. Dal punto di vista analgesico la potenza di una dose giornaliera di 75 mg è pari a quella esercitata da indometacina (75 mg)[2] ed acido acetilsalicilico (3 g).
Il meccanismo d’azione comporta l’inibizione dell'enzima prostaglandine sintetasi[3] e perciò l'inibizione competitiva della biosintesi delle prostaglandine e, in parte, l’inibizione degli enzimi lisosomiali.

Farmacocinetica [modifica]

Dopo somministrazione orale il farmaco viene assorbito in modo completo dal tratto gastrointestinale. Dopo l'assorbimento si distribuisce rapidamente ai tessuti e il picco plasmatico viene raggiunto entro 2 ore. Diclofenac si lega ampiamente con le proteine plasmatiche (99,7%) ed in particolare con l'albumina. Il farmaco viene metabolizzato a livello epatico dove viene glucuronato ed è soggetto ad effetto di primo passaggio epatico. Il farmaco viene eliminato per il 60% circa della dose somministrata per via renale sotto forma di metabolita (meno dell'1% viene escreto come sostanza immodificata). Per il 30% circa della dose somministrata viene escreto con la bile e con le feci.

Tossicità [modifica]

La DL50 nel topo per os è di 1300 mg/kg, nel ratto per os è di 1500 mg/kg, nella cavia per os 1250 mg/kg.

Usi clinici [modifica]

Il farmaco viene utilizzato nel trattamento del dolore e flogosi nell’artrite reumatoide[4][5] (inclusa l’artrite giovanile idiopatica)[6][7], nella spondilite anchilosante,[8][9][10] nell'artrosi, nei reumatismi non articolari ed in altre malattie muscoloscheletriche.[11][12] Viene utilizzato inoltre nella gotta acuta,[13][14][15] nel dolore post operatorio,[16][17] nella cheratosi attinica,[18][19][20][21] nella congiuntivite allergica, nelle dismenorree e nelle flogosi secondarie a traumi.[22][23][24]

Effetti collaterali ed indesiderati [modifica]

In corso di trattamento si possono verificare cefalea,[25] capogiro e vertigine, anoressia, nausea, vomito, diarrea, dolore addominale, flatulenza. Relativamente comune anche l'aumento di AST ed ALT con talvolta evoluzione verso l'epatite,[26][27][28] e la comparsa di rash cutaneo.
In alcuni pazienti si possono verificare anemia,[29][30] leucopenia, trombocitopenia,[31][32][33] gastrite, emorragia gastrointestinale, ematemesi, melena, ulcera gastrointestinale, orticaria, eczema e porpora.

Controindicazioni [modifica]

Diclofenac non deve essere somministrato a quei soggetti che hanno una storia di emorragia gastrointestinale, di emorragia od ulcera gastrica o duodenale ricorrente, di diatesi emorragica, di insufficienza renale od epatica grave, di severa insufficienza cardiaca. Deve esserne evitato l'uso nei soggetti già in trattamento con anticoagulanti, in quanto il farmaco ne potenzia l'azione. Anche l'ipersensibilità nota verso il principio attivo, così come una storia del paziente di accessi asmatici, orticaria, riniti acute dopo l'assunzione di altri farmaci inibitori della prostaglandine sintetasi (ed in particolare l'acido acetilsalicilico) ne rappresenta una controindicazione. Infine si ricorda che il farmaco non deve essere assunto nel corso della gravidanza.

Dosi terapeutiche [modifica]

Diclofenac è in genere assunto al dosaggio iniziale giornaliero 100–150 mg. Nei casi caratterizzati da dolore più lieve e nelle terapie a lungo termine è bene mantenere il dosaggio intorno a 75–100 mg al giorno.
Il dosaggio giornaliero deve essere suddiviso in 2-3 dosi, meglio se assunte ad intervalli regolari ed a stomaco pieno.
Nella dismenorrea primaria la dose va adattata individualmente ed è variabile dai 50 ai 150 mg/die.

Avvertenze [modifica]

Modalità di somministrazione: assumere preferibilmente il diclofenac a stomaco pieno per ridurre la gastrolesività. In caso di somministrazioni per via intramuscolare il diclofenac potrebbe favorire la comparsa di bruciore, sanguinamento ed ematoma in sede di iniezione. Le supposte non devono essere somministrate a pazienti con disturbi emorroidari o che siano stati recentemente affetti da proctite. La somministrazione per via rettale può provocare irritazione locale (prurito, bruciore, esacerbazione delle emorroidi). Si consiglia di individualizzare il dosaggio del farmaco secondo la risposta terapeutica e utilizzare la minima dose efficace[34].

Terapia a lungo termine: in caso di terapia a lungo termine, il paziente deve essere informato sul potenziale di epatotossicità del diclofenac e sui sintomi premonitori che devono essere prontamente comunicati al medico, i test di funzionalità epatica devono essere eseguiti dopo 8 settimane dall'inizio del trattamento e continuare quindi periodicamente. Studi clinici ed epidemiologici evidenziano un rischio trombotico potenzialmente aumentato (quali attacco cardiaco e stroke), soprattutto quando usati ad alte dosi e per trattamenti a lungo termine[34].

Acido arachidonico: per l'interazione con il metabolismo dell'acido arachidonico, il diclofenac può determinare in asmatici e soggetti predisposti crisi di broncospasmo ed eventualmente shock ed altri fenomeni allergici[34].

Anticoagulanti: in caso di terapie concomitanti con anticoagulanti e ipoglicemizzanti orali, controllare il tempo di protrombina, la glicemia e il glucosio nelle urine; anticoagulanti come il warfarin possono aumentare il rischio di ulcerazione e emorragia[34].

Corticosteroidi orali, inibitori selettivi del reuptake della serotonina, farmaci antiaggreganti (acido acetilsalicilico): somministrati in concomitanza con diclofenac possono aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia[34].

Diuretici: in pazienti in trattamento con diuretici è richiesta particolare cautela per l'azione dei FANS sulle prostaglandine renali[34].

FANS inibitori selettivi della COX-2: l'uso di diclofenac in concomitanza di FANS inibitori selettivi della COX-2 dovrebbe essere evitato, gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della dose minima efficace per la più breve possibile durata di trattamento che occorre per controllare i sintomi[34].

Insufficienza e ipoperfusione renale: è richiesta particolare cautela; in caso di insufficienza renale ridurre la dose di diclofenac per evitare l'accumulo del farmaco nell'organismo e monitorare periodicamente la funzionalità renale[34].

Insufficienza cardiaca, ipertensione arteriosa, fenomeni tromboembolici all'anamnesi: è richiesta particolare cautela nella somministrazione di diclofenac. Nei pazienti con insufficienza cardiaca e/o ipertensione arteriosa, l'uso di diclofenac può favorire la comparsa di ritenzione idrica ed edema[34].

Interventi chirurgici maggiori: la somministrazione di diclofenac richiede particolare cautela nei pazienti reduci da interventi chirurgici maggiori[34].

Ulcera peptica e emorragia gastrointestinale: sospendere il trattamento con diclofenac. Alcolismo, fumo, anamnesi positiva per patologie gastrointestinali rappresentano fattori di rischio per la comparsa di emorragie gastrointestinali, ulcera peptica e perforazione del piccolo intestino. Pazienti con una storia di tossicità gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento[34].

Colite ulcerosa, malattia di Crohn: diagnosi accurate e stretta sorveglianza medica sono obbligatorie in pazienti che presentino patologie infiammatorie croniche gastrointestinali, quali colite ulcerosa e malattia di Crohn, poiché tali condizioni possono essere esacerbate dal diclofenac[34].

Dolore epigastrico e feci scure: sospendere il trattamento con diclofenac. Questi sintomi, infatti, potrebbero essere indicativi di tossicità gastrointestinale[34].

Disfunzioni epatiche: se durante il trattamento per via sistemica con diclofenac si manifestasse alterata funzionalità epatica persistente, si raccomanda di sospendere il farmaco. Nei pazienti con porfiria epatica, il diclofenac potrebbe scatenare una crisi acuta[34].

Patologie che possono favorire la ritenzione idrica: somministrare il diclofenac con cautela in caso di pazienti affetti da patologie che possono favorire la ritenzione idrica[34].

Pressione sanguigna elevata, diabete, colesterolo elevato o fumo: valutare con attenzione lo stato di salute del paziente prima di somministrare diclofenac[34].

Pazienti anziani: si raccomanda di somministrare il più basso dosaggio efficace di diclofenac; i pazienti anziani hanno un aumento della frequenza delle reazioni avverse ai FANS specialmente emorragia e perforazioni gastrointestinali che possono essere fatali[34].

Pazienti sottopeso: si raccomanda di somministrare il più basso dosaggio efficace di diclofenac[34].

Gravidanza: l'inibizione della sintesi delle prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embriofetale. L'utilizzo di diclofenac durante l'ultimo trimestre della gravidanza può provocare: aumentato rischio di aborto, di malformazione cardiaca, di gastroschisi, chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare, disfunzione renale che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios, prolungamento del tempo di sanguinamento, inibizione delle contrazioni uterine, prolungamento del tempo del travaglio. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumenta da meno dell'1% fino a circa l'1.5%. Si ritiene che il rischio possa aumentare con la dose e la durata della terapia. In vivo, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha provocato un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalità embriofetale. Inoltre, un aumento dell'incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, diclofenac non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le più basse possibili[34].

Note [modifica]

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Bibliografia [modifica]

  • British national formulary, Guida all’uso dei farmaci 4 edizione, Lavis, agenzia italiana del farmaco, 2007.

Voci correlate [modifica]

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