Ketoprofene

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Ketoprofene
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Nome IUPAC
(RS)- acido 2-[3-(benzoil) fenil] propanoico
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C16H14O3
Massa molecolare (u) 254.281 g/mol
Numero CAS [22071-15-4]
Codice ATC M01AE03
PubChem 3825
DrugBank APRD01059
Dati farmacocinetici
Legame proteico 95-99%
Emivita 2-2,5 ore
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
tossicità acuta

pericolo

Frasi H 301 - 315 - 319 - 335
Consigli P 261 - 301+310 - 305+351+338 [1]

Il ketoprofene è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS), derivato dell'acido propionico e simile all'ibuprofene, con azione analgesica, antipiretica e di antiaggregazione piastrinica. Il farmaco venne sintetizzato in Francia nel 1967 ad opera dei chimici della società Rhône-Poulenc.[2] È usato nel trattamento di artriti reumatoidi ed osteoartriti. In Italia il farmaco è venduto da numerose società farmacologiche come medicinale equivalente in capsule rigide da 50 mg e capsule rigide a rilascio prolungato da 200mg. In commercio in Italia esistono anche cerotti medicati per uso topico (ad esempio Keplat venduto dalla società Hisamitsu UK Limited) che debbono essere applicati direttamente sulla cute della regione dolente La molecola è spesso commercializzata sotto forma di sale di lisina, in quanto chimicamente più stabile e quindi più facilmente conservabile nel tempo. È in vendita in farmacia dietro presentazione di ricetta medica.

Farmacodinamica[modifica | modifica sorgente]

Ketoprofene agisce attraverso l'inibizione della sintesi delle prostaglandine. L'inibizione avviene attraverso il blocco reversibile dell'enzima prostaglandina-endoperossido sintasi, noto anche come cicloossigenasi: viene così impedita la produzione di mediatori dell'infiammazione (e del dolore) come le prostacicline e le prostaglandine. Il farmaco sarebbe anche dotato di attività di stabilizzazione della membrana lisosomiale.

Farmacocinetica[modifica | modifica sorgente]

Dopo somministrazione per via orale il farmaco è rapidamente ed ampiamente assorbito dal tratto gastrointestinale. La concentrazione plasmatica massima (Cmax) viene raggiunta entro un’ora dalla somministrazione. Quando viene somministrato per via intramuscolare i picchi plasmatici sono raggiunti entro 30 minuti. A livello del liquido sinoviale le concentrazioni raggiunte sono inferiori a quelle ematiche, ma tendono a persistere per periodi di tempo più prolungati, con benefici effetti sulla componente dolorosa articolare. A questo livello è inoltre evidente un effetto cumulativo delle dosi somministrate.[3][4] Il legame con le proteine plasmatiche è variabile fra il 95% ed il 99% Ketoprofene attraversa con facilità la barriera ematoencefalica già entro 15 minuti dalla somministrazione del farmaco per via intramuscolare. La molecola viene ampiamente metabolizzata e quindi eliminata dall'organismo in prevalenza per via urinaria, per oltre la metà sotto forma di metaboliti, ed in misura minima tramite le feci (1% circa).[5]

Usi clinici[modifica | modifica sorgente]

Il farmaco trova indicazione nei soggetti affetti da artrite reumatoide,[6][7][8] spondilite anchilosante,[9][10][11] osteoartrosi e gotta acuta.[12][13][14] Viene inoltre utilizzato per il controllo del dolore in caso di borsiti, tendiniti, sinoviti, contusioni, distorsioni, lussazioni e distrazioni muscolari.[15] Cerotti medicati per uso topico, contenenti come principio attivo ketoprofene, vengono ampiamente utilizzati per il trattamento del dolore muscolo-scheletrico, dell'indolenzimento, delle artralgie e del comune mal di schiena.

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Effetti collaterali ed indesiderati[modifica | modifica sorgente]

Tipi di reazioni Comuni (>1/100, <1/10) Non comuni
(>1/1.000, <1/100)
Rare
(>1/10.000, <1/1.000)
Molto rare (<1/10.000) Frequenza non nota
Disturbi del sangue e del sistema linfatico
  • Anemia emorragica
  • Agranulocitosi
  • Trombocitopenia
Disturbi del sistema nervoso
  • Parestesie
  • Convulsioni
  • Disgeusia
Disturbi del sistema immunitario
  • Reazioni anafilattiche
  • Shock anafilattico
Disturbi psichiatrici
  • Alterazioni del tono dell’umore
Disturbi cardiaci e vascolari
Disturbi dell'udito e apparato vestibolare
Disturbi dell’apparato respiratorio
  • Asma
  • Broncospasmo
  • Rinite acuta
Disturbi gastrointestinali
  • Dispepsia
  • Nausea
  • Dolore addominale
  • Vomito
  • Stipsi
  • Diarrea
  • Gastrite
  • Meteorismo intestinale
  • Flatulenza
  • Stomatite ulcerativa
  • Ulcera peptica
  • Melena
  • Ematemesi
  • Esacerbazione di colite ulcerosa
  • Esacerbazione di malattia di Crohn
  • Emorragia gastrointestinale
  • Perforazione gastrointestinale

Controindicazioni[modifica | modifica sorgente]

Ketoprofene è controindicato nei soggetti con ipersensibilità nota verso il principio attivo oppure uno qualsiasi degli eccipienti della formulazione farmaceutica. È inoltre controindicato in soggetti affetti da insufficienza cardiaca grave, ulcera peptica in atto o storia clinica di emorragia gastrointestinale, diatesi emorragica, leucopenia e piastrinopenia, insufficienza epatica e renale grave. Il trattamento con anticoagulanti rappresenta una possibile controindicazione, in quanto è possibile che ketoprofene ne potenzi l’attività.

Dosi terapeutiche[modifica | modifica sorgente]

Nei soggetti adulti il dosaggio normalmente consigliato è pari a 2-4 capsule (150-200 mg al giorno) ripartite ai pasti. La dose massima giornaliera è di 200 mg e dosi più alte non sono raccomandate a causa dell'aumentata incidenza di effetti avversi.

Interazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e salicilati: la contemporanea somministrazione con ketoprofene è sconsigliata potendo determinare un aumento del rischio di ulcerazione e sanguinamento gastrointestinale.
  • Corticosteroidi: la terapia di associazione può comportare un aumento degli effetti avversi ed indesiderati a livello del tratto gastrointestinale.
  • Etanolo: l'assunzione contemporanea di ketoprofene e bevande alcoliche incrementa il rischio di emorragia gastrointestinale
  • Metotrexato: la co-somministrazione con ketoprofene può aumentare il rischio di tossicità ematologica dell'antagonista della sintesi dell'acido folico, in particolare se quest'ultimo è somministrato ad alti dosaggi (> 15 mg/settimana), verosimilmente per spiazzamento del metotrexato dal legame con le proteine plasmatiche.
  • Anticoagulanti (warfarin ed eparina) e antiaggreganti piastrinici (ticlopidina, clopidogrel): ketoprofene come altri FANS può amplificare gli effetti degli anticoagulanti e degli antiaggreganti con conseguente aumento del rischio di sanguinamento. Il ketoprofene aumenta il tempo di protrombina: in caso di difetti della coagulazione o di trattamento contemporaneo con anticoagulanti orali o farmaci trombolitici, tale effetto può essere accentuato. Se si è costretti a concomitante somministrazione, il paziente deve essere attentamente monitorato.
  • Litio: la terapia di associazione determina un rischio di aumento dei livelli plasmatici di litio, che in alcuni casi può raggiungere livelli tossici, per il determinarsi di una ridotta escrezione renale dello stabilizzatore dell'umore. Pertanto le concentrazioni plasmatiche del litio devono essere monitorate ed il dosaggio adattato sia durante che dopo la terapia con ketoprofene.
  • Diuretici: ketoprofene, così come altri fans, può ridurre l’effetto dei farmaci diuretici e di altre molecole ad azione antiipertensiva. I soggetti anziani, coloro che presentano un'iniziale stato di disidratazione, ed i soggetti in trattamento con diuretici, sono maggiormente a rischio di sviluppare insufficienza renale. Questo evento sembra essere secondario ad una riduzione del flusso ematico renale causato dall'inibizione della formazione di prostaglandine operata dai FANS. È quindi indicato provvedere ad una adeguata idratazione di questi pazienti prima di iniziare la terapia in associazione. È inoltre indicato un stretto monitoraggio della funzione renale sia all'inizio che in corso del trattamento.

Gravidanza ed allattamento[modifica | modifica sorgente]

L'uso del ketoprofene al termine della gravidanza può determinare il ritardo del parto e può provocare alterazioni dell'emodinamica del piccolo circolo del nascituro con gravi conseguenze per la respirazione. L’inibizione della sintesi di prostaglandine può alterare la normale evoluzione della gravidanza e/o dello sviluppo embrio/fetale.

Avvertenze[modifica | modifica sorgente]

Modalità di somministrazione: si consiglia di assumere ketoprofene durante i pasti o in associazione con antiacidi per minimizzare l'insorgenza di effetti collaterali di natura gastrica. Cautela in caso di somministrazione intramuscolo del farmaco in quanto si possono verificare emorragie, lividi ed ematomi dovuti agli effetti secondari che il farmaco esercita sulle piastrine. L'utilizzo prolungato del farmaco topico potrebbe dar luogo a fenomeni di sensibilizzazione, nel qual caso occorre sospendere la cura e adottare idonee misure terapeutiche.[16]

Fotosensibilità: evitare l'esposizione alla luce solare diretta (anche quando il cielo è velato), compreso il solarium durante il trattamento con ketoprofene e nelle due settimane successive l'interruzione; proteggere dal sole le parti trattate tramite indumenti, dopo ogni uso, lavarsi accuratamente e in maniera prolungata le mani. Sospendere immediatamente il trattamento e mettersi in contatto con il medico qualora si presentino sintomi e segni quali prurito, bruciore, eritema, orticaria e eruzioni bollose. Effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della dose minima efficace per la più breve possibile durata di trattamento che occorre per controllare i sintomi.[16]

Terapia prolungata: in caso di trattamenti a lungo termine con ketoprofene si consiglia di monitorare e di tenere sempre sottocontrollo la funzionalità epatica, renale e la crasi ematica. In terapie prolungate e con alte dosi si tenga presente la possibilità di competizione tra ketoprofene e farmaci ad elevato legame sieroproteico. Studi clinici ed epidemiologici hanno evidenziato un rischio trombotico potenzialmente aumentato (attacco cardiaco e stroke) soprattutto quando i FANS sono usati ad alte dosi e per trattamenti a lungo termine.[16]

Intervento chirurgico: sospendere la somministrazione di ketoprofene 24 ore prima di un intervento chirurgico o di un'estrazione dentaria.[16]

Pazienti epatopatici: cautela nei pazienti affetti da epatopatie (aumento del rischio di emorragie gastrointestinali e ritenzione idrica).[16]

Pazienti anziani: i pazienti anziani presentano un aumento della frequenza delle reazioni avverse ai FANS specialmente emorragia e perforazioni gastrointestinali anche fatali.[16]

Pazienti fumatori ed etilisti: monitorare i pazienti fumatori ed etilisti per evitare l'insorgenza di emorragie gastriche in caso di terapia con FANS.[16]

Pazienti cardiopatici: cautela nei pazienti con una storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca poiché in associazione alla terapia con FANS sono state riportate ritenzione idrica ed edema.[16]

Pazienti nefropatici: il ketoprofene deve essere somministrato con cautela nei pazienti con ridotta funzionalità renale perché l'inibizione esercitata sulle prostaglandine a livello renale può indurre un peggioramento dell'insufficienza dell'organo. La somministrazione contemporanea con diuretici, beta-bloccanti e captopril può incrementare il rischio di insufficienza renale a causa di una diminuzione del flusso ematico. L'associazione richiede estrema cautela e monitoraggio della funzionalità renale.[16]

Pazienti pediatrici: in pazienti pediatrici trattati con ketoprofene sale di lisina sono state riscontrate emorragie gastrointestinali ed ulcera peptica; pertanto il prodotto va somministrato sotto stretto controllo del medico che dovrà valutare volta per volta lo schema posologico necessario.[16]

Asma bronchiale, diatesi allergica: l'uso di ketoprofene in pazienti con asma bronchiale o con diatesi allergica può far insorgere una crisi asmatica e/o indurre gravi reazioni di ipersensibilità.[16]

Tossicità gastrointestinale: i FANS sono associati a comparsa di ulceragastrica o duodenale, emorragia o perforazioni in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di emorragia gastrointestinale. Il rischio aumenta con l'aumentare del dosaggio; iniziare quindi la terapia con la dose minima efficace. Valutare la combinazione con farmaci protettivi della mucosa gastrointestinale nei pazienti a rischio, in terapia con ASA a basso dosaggio o con altri farmaci gastrolesivi. Sospendere il ketoprofene in caso di sanguinamento gastrointestinale o ulcera.[16]

Patologie ematiche: cautela in caso di preesistente coagulopatie o emofilia a causa dell'azione del farmaco sulle piastrine, cautela in caso di anemia. Il ketoprofene prolunga il tempo di sanguinamento.[16]

Patologie ai denti: cautela nei pazienti affetti da patologie ai denti in quanto il ketoprofene può provocare mielosoppressione (leucopenia, trombocitopenia) e incrementare il rischio di infezioni.[16]

Disturbi visivi: in caso di disturbi visivi, sospendere il trattamento con ketoprofene e sottoporre il paziente a controllo oculistico.[16]

Malattie infiammatorie intestinali croniche: i FANS devono essere somministrati con cautela in pazienti con malattie infiammatorie quali colite ulcerative e morbo di Crohn perché possono esacerbare tali condizioni patologiche.[16]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 09.08.2012
  2. ^ TG. Kantor, Ketoprofen: a review of its pharmacologic and clinical properties. in Pharmacotherapy, vol. 6, n. 3, pp. 93-103. PMID 3526298.
  3. ^ AC. Kennedy, Synovial-fluid pharmacokinetics of ketoprofen. in Rheumatol Rehabil, Suppl, 1976, pp. 20-1. PMID 1013581.
  4. ^ AC. Kennedy, [Pharmacokinetics of ketoprofen in the synovial fluid]. in Sem Hop, vol. 59, n. 46, Dic 1983, pp. 3208-9. PMID 6318342.
  5. ^ F. Delbarre, JC. Roucayrol; B. Amor; J. Ingrand; G. Bourat; J. Fournel; J. Courjaret, Pharmacokinetic study of ketoprofen (19.583 R.P.) in man using the tritiated compound. in Scand J Rheumatol Suppl, vol. 1976, n. 0, 1976, pp. 45-52. PMID 1068515.
  6. ^ J. Sany, H. Serre, A study of ketoprofen in rheumatoid arthritis. in Rheumatol Rehabil, Suppl, 1976, pp. 67-70. PMID 796949.
  7. ^ E. Baccino, JM. Harrewyn; J. Jouquan; H. Swirsky; L. Bressolette; D. Mottier; P. Youinou, Ketoprofen-induced reduction of polymorphonuclear cell activation in rheumatoid arthritis. in Clin Exp Rheumatol, vol. 5, n. 1, pp. 53-7. PMID 3594965.
  8. ^ O. Sydnes, HK. Brath; LB. Haerum; S. Straume, Clinical evaluation of ketoprofen (Orudis) in rheumatoid arthritis. Results of a multi-centre, double-blind, cross-over trial against phenylbutazone. in Scand J Rheumatol Suppl, vol. 1976, n. 0, 1976, pp. 119-22. PMID 790547.
  9. ^ BL. Treadwell, JM. Tweed, Ketoprofen (Orudis) in ankylosing spondylitis. in N Z Med J, vol. 81, n. 539, Mag 1975, pp. 411-3. PMID 1099489.
  10. ^ JD. Jessop, Double-blind study of ketoprofen and phenylbutazone in ankylosing spondylitis. in Rheumatol Rehabil, Suppl, 1976, pp. 37-42. PMID 796939.
  11. ^ E. Schmitt, [Treatment of ankylosing spondylitis]. in Med Klin, vol. 74, n. 36, Set 1979, pp. 1264-8. PMID 386064.
  12. ^ RD. Altman, S. Honig; JM. Levin; RW. Lightfoot, Ketoprofen versus indomethacin in patients with acute gouty arthritis: a multicenter, double blind comparative study. in J Rheumatol, vol. 15, n. 9, Set 1988, pp. 1422-6. PMID 3058974.
  13. ^ B. Avouac, M. Teule, Ketoprofen: the European experience. in J Clin Pharmacol, vol. 28, n. 12 Suppl, Dic 1988, pp. S2-7. PMID 3072353.
  14. ^ EM. Veys, 20 years' experience with ketoprofen. in Scand J Rheumatol Suppl, vol. 90, 1991, pp. Suppl 1-44. PMID 1947892.
  15. ^ P. Sarzi-Puttini, F. Atzeni; L. Lanata; M. Bagnasco; M. Colombo; F. Fischer; M. D'Imporzano, Pain and ketoprofen: what is its role in clinical practice? in Reumatismo, vol. 62, n. 3, pp. 172-88. PMID 21052564.
  16. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Pharmamedix: Ketoprofene http://www.pharmamedix.com/principiovoce.php?pa=Ketoprofene&vo=Avvertenze
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