Acido mefenamico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono né da prescrizione né da consiglio medico. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.
Acido mefenamico
{{{immagine1_descrizione}}}
{{{immagine2_descrizione}}}
Nome IUPAC
Acid 2-(2,3-dimetilfenil)aminobenzoico
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C15H15NO2
Massa molecolare (u) 241.285 g/mol
Numero CAS [61-68-7]
Codice ATC M01AG01
PubChem 4044 CID 4044
DrugBank DB00784
Dati farmacologici
Modalità di
somministrazione
orale
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità 90%
Legame proteico 90%
Metabolismo epatico
Emivita 2 ore
Escrezione renale e fecale
Indicazioni di sicurezza

L’acido mefenamico possiede attività antiinfiammatoria (potenza pari a circa il 50% rispetto al fenilbutazone), antipiretica e analgesica. L’acido mefenamico è l’unico fenamato a presentare sia un’azione centrale che periferica. Le sue proprietà sono dovute alla capacità di inibire la cicloossigenasi nella sintesi delle prostaglandine.[1][2]

Indice

Farmacocinetica [modifica]

Una volta assunto per os l’acido mefenamico viene assorbito rapidamente dal tratto gastrointestinale. Un picco di concentrazione plasmatica di 10 µg/ml si raggiunge 2-4 ore dopo la somministrazione orale di 1 g di farmaco. Il 99% di una dose si lega alle proteine plasmatiche. L’emivita plasmatica risulta di 3-4 ore. Circa il 50% del farmaco viene escreto nelle urine principalmente in forma di metaboliti coniugati con acido glucuronico, mentre il 20% viene eliminato con le feci in forma di metaboliti non coniugati.[3][4]

Tossicità [modifica]

La DL50 per os nel topo è pari a 630 mg/kg, nel ratto è 790 mg/kg. Gli effetti tossici sono in genere associati a concentrazioni plasmatiche superiori a 10 µg/ml.

Uso clinico [modifica]

L’acido mefenamico è stato ampiamente utilizzato nella pratica clinica per alleviare il dolore di intensità lieve-moderata correlato ad alcune malattie reumatiche, in particolare alla osteoartrite[5][6] ed all'artrite reumatoide.[7][8]
Il farmaco è stato utilizzato anche per i soggetti in età pediatrica.[9][10] Ha inoltre trovato impiego nelle lesioni a carico dei tessuti molli, in altre condizioni muscolo-scheletriche dolorose e nella dismenorrea.[11][12][13]
L'acido mefenamico si è dimostrato utile anche nel trattamento dell'attacco acuto dell'emicrania[14] e della cefalea.[15]

Dosi terapeutiche [modifica]

Il prodotto può essere somministrato per via orale e per via rettale alle dosi di 0,5-1,5 g al giorno. In genere, a una posologia di attacco di 0,5 g, seguono somministrazioni di 250 mg ogni sei ore.

Effetti collaterali ed indesiderati [modifica]

L'acido mefenamico può causare disturbi gastrointestinali tra i quali diarrea, gastriti, duodeniti, ulcera peptica ed emorragia gastrointestinale.[16]
Altri effetti indesiderati sono cefalea, sonnolenza, vertigini, nervosimo, disturbi visivi.[17]
In letteratura sono stati anche riportati casi di anemia emolitica, agranulocitosi, pancitopenia, trombocitopenia, porpora trombocitopenica e aplasia midollare. Il farmaco può inoltre provocare nefropatia,[18][19] insufficienza renale,[20] broncocostrizione e attacchi asmatici in pazienti ipersensibili.[21]

Controindicazioni [modifica]

L'acido mefenamico non deve essere somministrato a pazienti affetti da ulcera peptica, da infiammazioni croniche del tratto gastrointestinale, o con anamnesi di ipersensibilità nei confronti di altri FANS.
Il farmaco deve essere somministrato con cautela nei soggetti con alterazione nota della funzionalità renale ed epatica.

In caso di sovradosaggio, l’acido mefenamico presenta una decisa tendenza ad indurre convulsioni tonico-cloniche.[22][23] L'esecuzione di una lavanda gastrica e la somministrazione di una dose abbondante di carbone attivo sono provvedimenti che appaiono in genere sufficienti per affrontare i casi di eventuale sovradosaggio.

È noto che l’acido mefenamico potenzia l’effetto degli anticoagulanti cumarinici. Pertanto in questi casi il dosaggio del warfarin e simili dovrà essere ridotto per prevenire un eccessivo allungamento del tempo di protrombina.[24][25]

Note [modifica]

  1. ^ Anderson AB, Haynes PJ, Guillebaud J, Turnbull AC (aprile 1976). Reduction of menstrual blood-loss by prostaglandin-synthetase inhibitors. Lancet 1 (7963): 774–6. PMID 56590.
  2. ^ Haynes PJ, Flint AP, Hodgson H, Anderson AB, Dray F, Turnbull AC (1980). Studies in menorrhagia: (a) mefenamic acid, (b) endometrial prostaglandin concentrations. Int J Gynaecol Obstet 17 (6): 567–72. PMID 6106574.
  3. ^ Jahn U, Adrian RW (gennaio 1969). [Pharmacological and toxicological testing of new anti-inflammatory agent azapropazon=3-dimethylamine-7-methyl-1,2-(n-propylmalonyl)-1,2-dihydro-1,2,4-benzotriazine]. Arzneimittelforschung 19 (1): 36–52  (in German). PMID 5819362.
  4. ^ Winder CV, Wax J, Scotti L, Scherrer RA, Jones EM, Short FW (dicembre 1962). Anti-inflammatory, antipyretic and antinociceptive properties of N-(2,3-xylyl)anthranilic acid (mefenamic acid). J. Pharmacol. Exp. Ther. 138: 405–13. PMID 14001132.
  5. ^ Buchmann E (1966). Mefenamic acid compared with indomethacin and placebo in osteoarthritis. Ann Phys Med Suppl: 119–25. PMID 4895004.
  6. ^ Barnard-Jones K, Davies RW, Lalla O, Mann PG, Welch RB (dicembre 1986). Mefenamic acid versus ibuprofen in osteoarthritis--a double-blind cross-over study. Br J Clin Pract 40 (12): 528–31. PMID 3307863.
  7. ^ Myles AB, Bacon PA, Williams KA (novembre 1967). Mefenamic acid in rheumatoid arthritis. Ann. Rheum. Dis. 26 (6): 494–8. PMID 4294443.
  8. ^ Barnardo DE, Currey HL, Mason RM, Fox WR, Weatherall M (agosto 1966). Mefenamic acid and flufenamic acid compared with aspirin and phenylbutazone in rheumatoid arthritis. Br Med J 2 (5509): 342–3. PMID 5920657.
  9. ^ Fehlhaber C, Lempp R, Schmid-La Rosée D (luglio 1967). [Analgesic and antipyretic effect of mefenaminic acid in children and adolescents]. Med Welt 28: 1655–8  (in German). PMID 4890157.
  10. ^ Weiss CF, Harris ST, Barrow WB, Buchanan RA (giugno 1968). Mefanamic acid--an antipyretic for use in children. J. Pediatr. 72 (6): 867–70. PMID 5652617.
  11. ^ Budoff PW (giugno 1979). Use of mefenamic acid in the treatment of primary dysmenorrhea. JAMA 241 (25): 2713–6. PMID 376875.
  12. ^ Pulkkinen MO, Kaihola HL (1977). Mefenamic acid in dysmenorrhea. Acta Obstet Gynecol Scand 56 (1): 75–6. PMID 320811.
  13. ^ Tilyard MW, Dovey SM (maggio 1992). A comparison of tiaprofenic acid, mefenamic acid and placebo in the treatment of dysmenorrhoea in general practice. Aust N Z J Obstet Gynaecol 32 (2): 165–8. PMID 1520205.
  14. ^ Al-Waili NS (aprile 2000). Treatment of menstrual migraine with prostaglandin synthesis inhibitor mefenamic acid: double-blind study with placebo. Eur. J. Med. Res. 5 (4): 176–82. PMID 10799353.
  15. ^ Beubler E (1994). [Pharmacotherapy of headache with special reference to migraine]. Wien Med Wochenschr 144 (5-6): 100–1  (in German). PMID 8053212.
  16. ^ Wolfe JA, Plotzker R, Safina FJ, Ross M, Popky G, Rubin W (agosto 1976). Gastritis, duodenitis, and bleeding duodenal ulcer following mefenamic acid therapy. Arch. Intern. Med. 136 (8): 923–5. PMID 949194.
  17. ^ Holmes EL (1966). Experimental observations on flufenamic, mefenamic, and meclofenamic acids. IV. Toleration by normal human subjects. Ann Phys Med Suppl: 36–49. PMID 4895006.
  18. ^ Robertson CE, Ford MJ, Van Someren V, Dlugolecka M, Prescott LF (agosto 1980). Mefenamic acid nephropathy. Lancet 2 (8188): 232–3. PMID 6105396.
  19. ^ Brunner K, Burger HR, Greminger P, Streuli R (novembre 1985). [Mefenamic acid (Ponstan)-induced acute interstitial nephritis with reversible, severe, non-oliguric renal failure]. Schweiz Med Wochenschr 115 (48): 1730–4  (in German). PMID 4081705.
  20. ^ Itami N, Akutsu Y, Yasoshima K, Tochimaru H, Takekoshi Y, Matsumoto S (1990). Progressive renal failure despite discontinuation of mefenamic acid. Nephron 54 (3): 281–2. PMID 2314551.
  21. ^ Szczeklik A, Gryglewski RJ, Nizankowska E (ottobre 1978). Asthma relieved by aspirin and by other cyclo-oxygenase inhibitors. Thorax 33 (5): 664–5. PMID 725838.
  22. ^ Kingswell RS (agosto 1981). Mefenamic acid overdose. Lancet 2 (8241): 307. PMID 6114349.
  23. ^ Frank JJ, Wightkin WT, Hubner JW (marzo 1983). Acute toxicity of nonsteroidal antiinflammatory agents: seizure following a mefenamic acid overdose. Drug Intell Clin Pharm 17 (3): 204–5. PMID 6839946.
  24. ^ Sellers EM, Koch-Weser J (1970). Displacement of warfarin from human albumin by diazoxide and ethacrynic, mefenamic, and nalidixic acids. Clin. Pharmacol. Ther. 11 (4): 524–9. PMID 5429179.
  25. ^ Sellers EM, Koch-Weser J (luglio 1971). Kinetics and clinical importance of displacement of warfarin from albumin by acidic drugs. Ann. N. Y. Acad. Sci. 179: 213–25. PMID 5285376.