Cavia

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Cavia
Cavia1.jpg
Cavia porcellus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
(clade) Glires
Ordine Rodentia
Sottordine Hystricomorpha
Infraordine Hystricognathi
Parvordine Caviomorpha
Famiglia Caviidae
Genere Cavia
Pallas, 1766
Specie
  • vedi testo

Cavia Pallas, 1766 è un genere che raccoglie diverse specie di mammiferi comunemente definite cavia o porcellino d'India.[1]
Si tratta di piccoli roditori, nonostante alcuni studi sul DNA mitocondriale di questi organismi abbiano diviso la comunità scientifica riguardo alla possibilità di assegnarli, insieme all'intero sottordine dei Hystricognathi, ad un ordine differente.[2] Nell'uso comune, in ogni caso, ci si riferisce alla cavia intendendo la sua specie più comune, Cavia porcellus, detta cavia domestica.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Gli esemplari maschi sono più grandi delle femmine; il loro peso infatti può arrivare a 1250-1500 g e raggiungono una lunghezza di 20-25 cm circa. Le specie domestiche di cavia si suddividono in base alla lunghezza del pelo in: cavia inglese o a pelo corto, cavia abissina (col pelo a ciuffi disomogenei chiamati 'rose'), o cavia peruviana dal mantello lungo come quello dei gatti persiani. Le cavie che si trovano in Italia, sia in vendita che negli allevamenti sono normalmente un "mix" di varie razze; di solito sono animali a pelo medio ottenuti da incroci casuali di abissine e peruviane. Questi incroci ultimamente vengono chiamati "Abyruvian", anche se questo termine non rappresenta una razza ma indica solo un animale a pelo medio-lungo e a ciuffetti.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

La cavia è un animale domestico timido e particolarmente tranquillo. È raro che morda, anche se occorre prestare attenzione che l'animale non cada a terra, perché si ferirebbe. Va tenuto presente, però, che le cavie cresciute in gruppo sviluppano un carattere più "selvatico" e sono perciò meno avvezze alla manipolazione umana, spesso si agitano se prese in mano, graffiano con le zampe posteriori e mordono per essere messe giù. Hanno un complesso sistema sociale gerarchico che è da tenere in considerazione per la disposizione di gabbie e ricoveri, in particolare i maschi dominanti non danno pace a quelli più remissivi (che in genere sono i più piccoli), spesso li mordono sulla schiena producendo ferite serie. Non è consigliabile intervenire finché la disputa non sia finita, perché è facile essere morsi. Il modo migliore per avvicinarle è offrire loro del cibo, senza mai fare movimenti bruschi o rumori forti, perché si spaventano molto facilmente.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

La dieta di una cavia comprende molti degli alimenti usati per i conigli da compagnia (dunque fieno e pellet d'erbe pressate di buona qualità). Per un'alimentazione ricca di fibre occorre porre particolare attenzione all'aggiunta di frutta e verdure (soprattutto peperoni rossi), agrumi o additivi che contengano vitamina C, necessaria alla cavia, il cui metabolismo non riesce a produrla. La frutta (così come le carote) va data in quantità moderata per il suo elevato contenuto di zucchero Però alcuni alimenti, come per esempio anguria e melone,non sono salutari per essi perché contengo tanta acqua. Il fieno deve essere sempre disponibile, non solo per il suo contenuto di fibre, ma anche per limare i denti, che sono a crescita continua, non smettono mai, cioè, di crescere. Inoltre il fieno ha anche effetti psicologici sull'animale: l'animale è costretto a masticarlo molto, ciò si pensa possa ridurre la noia. La carenza di vitamina C protratta nel tempo può portare alla paralisi degli arti inferiori ed altri problemi anche fatali.

Allevamento[modifica | modifica wikitesto]

Nella gabbia dovrebbe essere messa anche una casetta, meglio se di legno (se infatti l'animale iniziasse a mangiare il legno non ci sono problemi), dove l'animale (per natura molto pauroso, essendo una preda) possa nascondersi quando si sente minacciato.

Le unghie, se troppo lunghe, vanno accorciate con la tronchesina. Bisogna fare molta attenzione perché all'interno dell'unghia è presente un capillare identificabile dal colore rosaceo dell'unghia.

Il numero migliore di animali da tenere in una gabbia è due. Si usa tenere una coppia o due femmine: due maschi adulti nella stessa gabbia, invece, sono fortemente sconsigliati (per i frequenti litigi). Non si opta quasi mai per il mantenimento di una cavia da sola: si tratta di un animale sociale che in solitudine soffre molto, tende a ingrassare e si deprime.

Il fatto che siano animali sociali è evidenziato dall'ampia varietà di suoni che emettono e che formano un vero e proprio linguaggio. Le cavie tenute in compagnia tendono a comunicare molto e risulteranno chiaramente più felici e più attive rispetto alla cavia tenuta da sola. Il classico "uiii" (il fischio della cavia) normalmente è emesso per richiamare attenzione, è quasi sempre una richiesta di cibo. Nelle cavie selvatiche si osservato l'uso di questo verso anche per salutare i compagni, infatti quando si rientra in casa si può cercare di produrre quel suono. Ma questi animali emettono anche suoni meno acuti che normalmente testimoniano piacere, ad esempio quando stanno passeggiando libere o vengono accarezzate. Uno stato di forte felicità è testimoniato dal cosiddetto "popcorning" che è un saltellamento veloce e sconnesso della cavia; il popcorning di solito avviene se si somministra all'animale il suo cibo preferito in grande quantità.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Specie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Cavia in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ (EN) Discussione sul sottordine di appartenenza del genere Cavia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]