Occupazione giapponese dell'Indocina

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Occupazione giapponese dell'Indocina
L'Indocina francese
Data 8 dicembre 1941 - 12 settembre 1945
Luogo Indocina
Esito Iniziale vittoria giapponese, successiva vittoria Alleata
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
10.000 44.000
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La Occupazione giapponese dell'Indocina nella Seconda guerra mondiale è l'insieme delle campagne e delle operazioni militari svoltesi durante la Guerra del Pacifico nei territori dell'Indocina. Le battaglie videro da una parte il Giappone, stato firmatario del Patto Tripartito, contro la Francia.

Il teatro operativo si aprì l'8 dicembre 1941 quando l'Impero giapponese, a seguito del devastante attacco di Pearl Harbor, si lanciò alla conquista del Sud-Est asiatico colonizzato da Regno Unito e Paesi Bassi cogliendo ovunque successi e schiantando le successive e disorganizzate resistenze degli Alleati.

Alla fine della guerra le forze militari giapponesi erano in totale stato di disorganizzazione e a corto di ogni risorsa: ciononostante, anche dopo l'annuncio della resa senza condizioni firmata il 2 settembre 1945, continuarono sporadici combattimenti. Le operazioni nel sud-est asiatico si conclusero definitivamente il 9 settembre 1945.

L'invasione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Affondamento della Prince of Wales e della Repulse e Invasione giapponese della Thailandia.

L'invasione fu tanto repentina quanto incruenta. Il governatore, generale Georges Catroux, che in seguito passerà con le forze della Francia Libera, in seguito alla minaccia portata da tre divisioni giapponesi dell'Armata del Guandong, facente parte del corpo di spedizione in Cina, ordinò il 16 giugno, il blocco del traffico verso Kunming[1], ma contemporaneamente cercò di negoziare i diritti di passaggio per le forze giapponesi che dovevano attaccare la Thailandia. Il governo di Vichy lo richiamò in patria e Catroux approfittò per defezionare, sostituito dall'ammiraglio Jean Decoux. Le forze coloniali francesi, dopo l'invasione tedesca della Francia, erano poco in grado di contrastare i giapponesi; la loro forza si riduceva a quattro reggimenti dei quali solo uno di truppe scelte della legione straniera, e con scarse dotazioni di materiale bellico. Dopo la defezione dei reparti indigeni, i giapponesi dilagarono e in pochi giorni si trovarono padroni di tutta l'area. Fra le conseguenze della caduta dell'Indocina vi fu anche l'affondamento, il 10 dicembre 1941, delle due grandi navi da battaglia britanniche, l'HMS Repulse e la HMS Prince of Wales, che due giorni prima avevano lasciato l'ancoraggio a Singapore per attaccare ipotetici convogli nipponici sulle coste malesi; le navi furono affondate nel golfo di Kuantan, a est della penisola malese, da apparecchi giapponesi decollati dall'Indocina.

Struttura del comando giapponese[modifica | modifica sorgente]

Le unita dell'esercito giapponese controllavano i territori del Sud-est asiatico e del Pacifico sudoccidentale congiuntamente con il comando della Forza di spedizione meridionale con quartier generale a Saigon, in Indocina. Il complesso di forze fu posto al comando del maresciallo conte Hisaichi Terauchi, che rimase in carica per tutta la durata del conflitto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jacques Dalloz, La Guerre d'Indochine, Seuil, 1987, page 45

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]