Repubblica di Cina (1912-1949)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Repubblica di Cina
Repubblica di Cina – Bandiera Repubblica di Cina - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Repubblica di Cina - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica di Cina
Nome ufficiale 中華民國
Chunghwa Minkuo
Lingue parlate cinese
Inno 《卿雲歌》
Canto alla nube promettente
(1913-1915, 1921-1928)
《中華雄立宇宙間》
La Cina eroicamente si alza in piedi nell'universo
(1915-1921)
《中華民國國歌》
Inno ufficiale della Repubblica di Cina
(1937-1949)
Capitale Nanchino  (2 567 000 ab. / 1949)
Altre capitali Pechino, Chongqing
Politica
Forma di Stato Stato unitario
Forma di governo repubblica semi-presidenziale
Presidente della Repubblica di Cina Presidenti della Repubblica di Cina
Primo ministro della Repubblica di Cina Primi ministri della Repubblica di Cina
Organi deliberativi Assemblea nazionale
Yuan Legislativo
Nascita 1912 con Sun Yat-sen
Causa rivolta di Wuchang
Fine 1949 con Li Zongren
Causa Vittoria dei comunisti di Mao Zedong e proclamazione della Repubblica Popolare Cinese
Territorio e popolazione
Bacino geografico Asia, Estremo Oriente
Territorio originale Cina continentale
Massima estensione 11 077 380 km² nel 1912
Popolazione 541 670 000 nel 1949
Economia
Valuta yuan cinese, vecchio dollaro taiwanese
Evoluzione storica
Preceduto da Dinastia Qing
Succeduto da Taiwan Taiwan
Ora parte di Birmania Birmania
Cina Cina
India India
Mongolia Mongolia
Pakistan Pakistan
Russia Russia
Tagikistan Tagikistan
Taiwan Taiwan
History of China
Storia della Cina
Mitologica
Tre augusti e cinque imperatori
Antica
Dinastia Xia c. 2100-c. 1600 a.C.
Dinastia Shang c. 1600-c. 1046 a.C.
Dinastia Zhou c. 1045-256 a.C.
 Dinastia Zhou occidentale
 Dinastia Zhou orientale
   Periodo delle primavere e degli autunni
   Periodo dei regni combattenti
Imperiale
Dinastia Qin 221-206 a.C.
Dinastia Han 206 a.C.-220 d.C.
  Dinastia Han occidentale
  Dinastia Xin
  Dinastia Han orientale
Tre Regni 220-265
  Wei 220-265
  Shu 221-264
  Wu 222–280
Dinastia Jìn 265-420
  Jin occidentale Sedici regni
304–439
  Jin orientale
Dinastie del Nord e del Sud
420-589
Dinastia Sui 581-618
Dinastia Tang 618-907
  (Wu Zetian 690-705)
Cinque dinastie
e dieci regni

907-960
Dinastia Liao
907–1125
Dinastia Song
960–1279
  Song del Nord Xia occ.
  Song del Sud Dinastia Jīn
Dinastia Yuan 1271-1368
Dinastia Ming 1368-1644
Dinastia Qing 1644-1911
Moderna
Repubblica di Cina 1912-1949
Repubblica Popolare
Cinese

1949-oggi
Repubblica di Cina (Taiwan)
1949-oggi
Repubblica di Cina

La Repubblica di Cina o Repubblica cinese è l'entità politica che si è costituita in Cina alla caduta dell'ultimo imperatore della Cina, Aisin-Gioro Pu Yi.

In seguito a una serie di eventi nel periodo compreso tra il 1912 e il 1949 il territorio sotto il controllo della Repubblica di Cina si ridusse all'isola di Taiwan, mentre la Cina continentale passò sotto il controllo della neonata Repubblica Popolare Cinese. A questa vera e propria rivoluzione negli anni sessanta ne fece seguito una seconda, passata alla storia come grande rivoluzione culturale cinese.

La Repubblica Popolare Cinese fu fondata da Mao Zedong il 1º ottobre 1949 e la prima attività del nuovo sistema politico, stabilitosi con la vittoria rivoluzionaria, fu quella di riportare sotto la sovranità della Cina territori periferici quali il Tibet e lo Xinjiang (1951).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera della Repubblica di Cina dal 1928, sole bianco con dodici raggi in campo blu cielo su sfondo rosso

La rivoluzione cinese ebbe inizio con la rivolta di Wuchang (1911), durante la quale la maggioranza delle province meridionali della Cina aderirono alla nuova entità statale. La proclamazione della repubblica avvenne il 1º gennaio 1912 e Sun Yat-sen fu nominato presidente provvisorio dal Consiglio delle province. Pochi mesi dopo Sun Yat-Sen, per evitare ulteriori conflitti, rinunciò alla presidenza a favore di Yuan Shikai, generale dell'esercito del nord, che aveva nel frattempo fatto dichiarare la caduta dell'ultimo imperatore della Cina, Aisin-Gioro Pu Yi.

Alla caduta della monarchia le province periferiche del Tibet e dello Xinjiang si resero autonome. La Mongolia divenne indipendente perché era un territorio della Corona e, alla dissoluzione della dinastia, non sussistevano ormai più legami con la Cina.

Il 12 agosto 1912 fu fondato il Guomindang (partito nazionalista), di cui lo stesso Sun Yat-sen fu acclamato presidente. Nel novembre 1913 Yuan Shikai sciolse il parlamento e iniziò un processo di accentramento su di sé del potere che lo avrebbe quasi portato, nel 1916, a essere insediato come imperatore. Il 6 giugno di quello stesso anno però, pur essendo già iniziati i riti di intronizzazione, Yuan Shikai morì lasciando la Cina alla mercé dell'anarchia del governo dei signori locali, detti anche i "signori della guerra" (vedi periodo dei signori della guerra).

Nel frattempo nel 1915 l'Impero giapponese aveva presentato al debole governo cinese le "ventuno richieste", nelle quali si imponeva il riconoscimento degli interessi giapponesi sul territorio cinese, nonché la partecipazione di consiglieri giapponesi alla pubblica amministrazione. Questo episodio fu di ispirazione per il movimento di Nuova Cultura che ebbe come uno dei maggiori ispiratori Chen Duxiu (1879-1942). Il movimento si proponeva una rinascita culturale in virtù della scienza e della democrazia, nel rifiuto della cultura tradizionale.

Nel luglio 1921 venne fondato a Shanghai il Partito Comunista Cinese, che ebbe come primo segretario Chen Duxiu. Nello stesso periodo il Guomindang venne riorganizzato come moderno partito di massa da consiglieri sovietici. La prima fase di esistenza del Partito Comunista Cinese viene definita epoca delle "basi rosse" (1927-1934) ed è individuata dalla storiografia quale "prima fase dell'esperimento degli istituti politici e giuridici" su cui si sarebbe fondata la Repubblica Popolare Cinese. Nelle "aree liberate" furono adottati importanti atti normativi, tra i cui intenti comparivano la ridistribuzione delle terre, l'ottenimento della parità dei diritti tra uomini e donne, la repressione dell'usura, del brigantaggio e della corruzione morale che regnavano nel Paese.

Il Partito Comunista Cinese cercò di sviluppare, nelle basi rivoluzionarie rurali sotto il suo controllo, un proprio sistema giudiziario e di governo. Grazie alla figura predominante di Mao Zedong si giunse, alla fine del 1931, alla fondazione della Repubblica Sovietica Cinese. La legittimazione legislativa dell'evento fu fornita dalla stesura e, dalla conseguente promulgazione, di una bozza costituzionale che distribuiva tutto il potere nelle mani di operai, contadini, soldati dell'Armata Rossa (il nuovo nome attribuito all'esercito comunista) e chiunque appartenesse ad una classe sociale riconosciuta povera. Essa enunciava per la prima volta il principio di "dittatura del proletariato".

Seguirono alcuni anni con un'alternanza al potere repubblicano di alcune "cricche" militari.

Il 12 marzo 1925 morì Sun Yat-sen. Seguì l'ascesa del generale Chiang Kai-shek, che eliminò in un primo tempo la componente comunista dall'esercito (1926) e in un secondo tempo costrinse le forze comuniste alla clandestinità (1927) dando inizio a una guerra civile che sarebbe terminata solo nel 1950. Da questo momento iniziò il cosiddetto "decennio di Nanchino" (1927-1937).

La crescente aggressività giapponese portò all'invasione della Manciuria (1931) e di Shanghai (1932). Il governo di Chiang Kai-shek così da un lato continuò la guerra civile e dal 1937 combatté gli invasori nella seconda guerra sino-giapponese che durò fino al 1945. I comunisti di Mao Zedong, che nel frattempo avevano istituito la Repubblica Sovietica Cinese nel sud del Paese, furono costretti a intraprendere una "Lunga Marcia" (1934-1935) per sfuggire all'accerchiamento delle truppe di Chiang. Nel 1936 i generali di quest'ultimo lo arrestarono a Xi'an, costringendolo a parlamentare con i comunisti e a formare un fronte unico antigiapponese. Da parte comunista l'epoca di Yan'An (1935-1945) ossia la seconda fase della "sperimentazione", coincise con la fine della Lunga Marcia e fu caratterizzata dall'uso indiscriminato della legislazione comunista e nazionalista, con l'esclusione dei provvedimenti nazionalisti ritenuti assolutamente incompatibili con l'ideologia e l'etica rivoluzionaria.[non chiaro]

Con la sconfitta dei Paesi dell'Asse nella seconda guerra mondiale la Cina si ritrovò fra le potenze vincitrici, ottenendo un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza dell'ONU.

La terza e ultima fase, l'epoca post-bellica (1946-1949), si sviluppò nell'arco di tempo che va dalla capitolazione del Giappone alla fondazione della Repubblica Popolare Cinese. In questo periodo il partito provvide al perfezionamento delle istituzioni che avrebbero amministrato il Paese. Nel 1946 riprese la guerra civile e le forze comuniste si assestarono nel nord del Paese, mentre quelle nazionaliste arretrarono verso sud. La debolezza dell'esercito nazionalista si dimostrò nell'avanzata quasi incontrastata degli avversari che costrinse infine Chiang Kai-shek a rifugiarsi con le sue ultime truppe sull'isola di Formosa (luglio 1949).

Il 1º ottobre del 1949 avvenne la fondazione della Repubblica Popolare Cinese a opera del Partito Comunista Cinese. I comunisti, che non mancarono mai di fare ampio ricorso ai mezzi politici per sostenere l'azione militare, promossero diverse riforme nelle zone sotto il loro controllo anche durante i periodi di guerra civile. Come si è precedentemente detto, il partito aveva provveduto già da un ventennio alla compilazione di una legislazione adatta allo Stato che si approntava a governare. La fondazione della Repubblica Popolare Cinese pose le basi per l'instaurazione di un sistema politico socialista e diede vita a una nuova era nella storia della legislazione cinese. Per concludere il processo di costruzione della base giuridica del futuro governo, pochi mesi prima dell'instaurazione della Repubblica Popolare Cinese, il comitato centrale del Partito Comunista Cinese abolì tutta la legislazione nazionalista definita "lo strumento volto a proteggere il potere reazionario dei latifondisti, dei compradore, dei burocrati e dei borghesi e l'arma con la quale opprimere e vessare le masse popolari".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bergere, Marie-Claire. Sun Yat-Sen (1998). 480pp, the standard biography, based on rigorous modern scholarship.
  • Bianco, Lucien. Origins of the Chinese Revolution, 1915-1949 (Stanford University Press, 1971). Translated from the French by Muriel Bell. Translation of Les origines de la révolution chinoise, 1915-1949 (Paris: 1967), revised by the author. Classic lucid synthesis.
  • Boorman, Howard L., ed. Biographical Dictionary of Republican China. (Vol. I-IV and Index. 1967-1979). 600 valuable short scholarly biographies excerpt and text search
  • Ch'i Hsi-sheng. Nationalist China at War: Military Defeats and Political Collapse, 1937–1945 (1982).
  • Dreyer, Edward L. China at War, 1901-1949 (1995). 422 pp.
  • Eastman Lloyd. Seeds of Destruction: Nationalist China in War and Revolution, 1937-1945 (1984).
  • Eastman Lloyd et al. The Nationalist Era in China, 1927-1949 (1991). excerpt and text search
  • Esherick, Joseph. "Ten Theses on the Chinese Revolution", Modern China 21.1 (January 1995): 45-76. Reprinted in Jeffrey N. Wasserstrom, ed., "Twentieth-Century China: New Approaches (London; New York: Routledge, 2003). Reviews rethinking on the 1949 Revolution which emphasizes organization and historical contingency.
  • James, Gregory, The Chinese Labour Corps (1916-1920) (Hong Kong: Bayview Educational, 2013). 1,285 pp. Comprehensive history of the CLC.
  • Fairbank, John K., ed. The Cambridge History of China, Vol. 12, "Republican China 1912-1949. Part 1." (1983). 1,001 pp. Survey articles by leading scholars.
  • Fairbank, John K. & Albert Feuerwerker, eds. The Cambridge History of China. Vol. 13: "Republican China, 1912–1949, Part 2" (1986). 1,092 pp. Survey articles by leading scholars.
  • Feis, Herbert, The China Tangle: The American Effort in China from Pearl Harbor to the Marshall Mission, Princeton University Press, 1953. American diplomacy, based on State Department records.
  • Fenby, Jonathan. Chiang Kai Shek: China's Generalissimo and the Nation He Lost (2005) extract and text search
  • Gordon, David M. "The China-Japan War, 1931–1945", Journal of Military History v70#1 (2006) 137-182; major historiographical overview of important books and interpretations; in Project MUSE
  • Harrison, Henrietta. China. London: Arnold; New York: Oxford University Press, "Inventing the Nation", 2001. xiii, 290p. ISBN 0340741333. From late Qing to 1949.
  • Hsiung, James C. & Steven I. Levine, eds. China's Bitter Victory: The War with Japan, 1937-1945 (1992). Essays by scholars; online from Questia; also excerpt and text search
  • Hung, Chang-tai. War and Popular Culture: Resistance in Modern China, 1937-1945 (1994) complete text online free
  • Jowett, Philip. (2013) China's Wars: Rousing the Dragon 1894-1949 (Bloomsbury Publishing, 2013).
  • Li, Xiaobing. (2012) China at War: An Encyclopedia excerpt
  • Jonathan Manthorpe, Forbidden Nation: A History of Taiwan, Palgrave Macmillan, 2008.
  • Pakula, Hannah. The Last Empress: Madame Chiang Kai-shek and the Birth of Modern China (2009) excerpt and text search
  • Pantsov, Alexander, with Steven I Levine. Mao: The Real Story. New York: Simon & Schuster, 2012. ISBN 9781451654479.
  • Rubinstein, Murray A., ed. Taiwan: A New History (2006), 560 pp.
  • Schurmann, F. & Orville Schell (eds). Republican China (Random House, 1967).
  • Shiroyama, Tomoko. China during the Great Depression: Market, State, and the World Economy, 1929-1937 (2008).
  • Taylor, Jay. The Generalissimo: Chiang Kai-shek and the Struggle for Modern China (2009).
  • Westad, Odd Arne. Decisive Encounters: The Chinese Civil War, 1946-1950 (2003). 413 pp. Standard history.
  • Young, Arthur N. China's nation-building effort, 1927-1937: The financial and economic record (1971) 553 pp. full text online

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]