Letteratura gialla

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Sherlock Holmes nella illustrazione originale di Sidney Piaget con l'immancabile pipa, e il dottor Watson: insieme hanno contribuito a rendere popolare il giallo.

Il giallo è un genere di narrativa popolare di successo nato verso la metà del XIX secolo e sviluppatosi nel Novecento. Dalla letteratura il giallo si è esteso agli altri mass media, prima alla radio e al cinema, poi ai fumetti e alla televisione.

L'oggetto principale della letteratura gialla è la descrizione di un crimine e dei personaggi coinvolti, siano essi criminali o vittime. Si parla in modo più specifico di poliziesco quando, assieme a questi elementi, ha un ruolo centrale la narrazione delle indagini che portano alla luce tutti gli elementi della vicenda criminale. Poiché il suo oggetto è molto vasto, spesso il genere giallo si sovrappone con altri generi letterari, come la fantascienza[1] ed il romanzo storico.

Il genere giallo è diviso tradizionalmente in diversi sottogeneri, anche se i confini spesso non sono ben definiti: il poliziesco (in particolare il giallo classico), la letteratura di spionaggio, il noir, il thriller, quest'ultimo a sua volta suddiviso in più filoni fra cui il thriller legale ed il thriller medico.

Il termine "giallo"[modifica | modifica wikitesto]

Si usa questa accezione solamente nella lingua italiana e ciò si deve alla collana Il Giallo Mondadori, ideata da Lorenzo Montano e pubblicata in Italia da Arnoldo Mondadori a partire dal 1929: il termine giallo, dal colore della copertina, ha sostituito in Italia quello di poliziesco, rimasto peraltro nei paesi francofoni (roman policier e polar). Giuseppe Petronio[2], nell'analizzare con attenzione come viene chiamato il giallo nelle varie forme linguistiche, scrive:

« Noi, gli italiani, quando non lo chiamiamo giallo (che è riferimento a una copertina) diciamo romanzo poliziesco, come i francesi che parlano anche di roman policier. I tedeschi invece lo dicono Kriminalroman, che abbreviamo in Krimi. Gli anglosassoni hanno una scelta più varia: parlano di detective fiction, mystery (o mystery story), di detective story o detective novel (un termine che si trova anche in tedesco: Detektivroman), di crime o crime story. Le lingue slave usano tutti questi termini: detectivnji roman (in russo), detektivski roman (in sloveno, abbreviato in detektivka), detektivní román (in ceco, abbreviato anche qui in detektivka) ma usano anche kriminal (polacco parlato) e dicono ancora roman tajn (romanzo-mistero, russo) e ancora cernà knihovna (biblioteca nera, nome di una collana), o powiesc sensacjna (storia a sensazione, polacco). »

Lo stesso termine è adoperato anche in spagnolo, però solo con riferimento alla cronaca che riporta senza censura un fatto di sangue. Per il genere giallo si usa il termine "policial".

Storia del giallo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del giallo.
Edgar Allan Poe, padre del genere.

È probabile che si possa far coincidere la nascita del giallo con la pubblicazione, nel 1841, de I delitti della via Morgue di Edgar Allan Poe, in cui compare il personaggio di Auguste Dupin, le cui enormi capacità deduttive gli permettono di risolvere casi criminali senza nemmeno recarsi sui luoghi dei delitti, solo leggendone resoconti giornalistici. È a questo personaggio che in qualche modo si rifà Arthur Conan Doyle nel creare quello, ben più famoso, di Sherlock Holmes, protagonista del romanzo Uno studio in rosso del 1887, che contende a La Pietra di Luna di Wilkie Collins del 1868 il titolo di primo romanzo giallo mai pubblicato.

Da allora il genere ha conosciuto sempre maggior fortuna, dapprima soprattutto di pubblico e poi di critica. Numerosi i generi che si sono ispirati e distaccati dal giallo e numerosissimi gli autori che vi si sono dedicati e che hanno raggiunto fama mondiale, da Agatha Christie (1890-1976), creatrice dei personaggi di Hercule Poirot e miss Marple il cui primo romanzo, Poirot a Styles Court è del 1920 a Georges Simenon (1903-1989), il creatore del Commissario Maigret, da Raymond Chandler (1888-1959), a Rex Stout (1886-1975), padre di Nero Wolfe; per arrivare ai giorni nostri e alle opere di Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli per citare solo alcuni autori.

La figura del detective nel giallo[modifica | modifica wikitesto]

"Il detective è il personaggio che si aggira nella storia facendo domande e seguendo piste promettenti. Il suo fine è risolvere il caso. È uno strumento straordinario nelle mani dell'autore per raccontare e descrivere" ( Massimo Carlotto).

Il genere letterario del romanzo poliziesco, oggi giunto ad una diffusione quantitativa enorme, è interessante, in molti casi veramente affascinante, ed è un genere letterario in ascesa dal livello del romanzo popolare, forma con la quale in gran parte si è diffuso almeno da un secolo, al romanzo con aspirazione ad un alto livello letterario. Nelle definizioni del genere si distinguono i romanzi polizieschi che hanno come figura centrale un detective (in Italia chiamati gialli dalla “grande collezione” I libri gialli, collana di romanzi polizieschi,iniziata dall’editore Mondadori nel 1929), dai romanzi polizieschi d’azione, i cosiddetti thriller. Nei primi il detective indaga su un delitto già avvenuto e ricostruisce pezzo per pezzo i fatti precedenti che hanno portato al delitto e il suo motivo, nei secondi il lettore assiste ad una storia che si svolge davanti a lui e che finisce con uno o più delitti. Ciò che suscita la curiosità è l’enorme successo che hanno avuto e che hanno sempre di più le detective stories in genere e, in particolare, il successo inaudito e forse unico dei romanzi e dei numerosi racconti di Arthur Conan Doyle in cui domina la figura del detective Sherlock Holmes. È curioso inoltre il fatto del tutto singolare che l’autore stesso di questi innumerevoli testi narrativi, e inventore del personaggio del detective più famoso del mondo, ormai è quasi completamente oscurato dal cono di luce che illumina invece solo la sua creatura. Sherlock Holmes si è talmente emancipato dal suo autore che si parla di lui come di una persona reale, anzi c’è chi dubita dell’esistenza di Conan Doyle e ammette come realesolo Holmes. Infatti si inventa una sua biografia, gli si attribuiscono meriti che sono in realtà del suo inventore, ci si rivolge a lui per sottoporgli nuovi casi criminali non risolti. Non solo i critici spesso trascurano l’autore e si concentrano esclusivamente sul suo personaggio letterario, perfino un vecchio ed esperto giurista tedesco, direttore di polizia giudiziaria e autore di un libretto che introduce i suoi giovani colleghi al moderno processo penale per indizi, cita Conan Doyle, sì, ma quasi subito dopo passa a Sherlock Holmes presentandolo con il suo fisico forte e sportivo, il suo modo di vestirsi e di travestirsi secondo l’occasione, la sua eccezionale capacità di osservazione, di analisi e di sintesi quasi sempre coronata dal successo. Il suo discorso introduttivo finisce con questa sorprendente affermazione: “Sherlock Holmes, sempre a caccia di indizi, ha preparato il terreno per una scienza che, come tecnica poliziesca, oggi rappresenta il fondamento della moderna indagine criminale” (Meixner, 1952: 23). Per una figura della fiction un successo impressionante.

Non sarà possibile in questa relazione svelare il mistero del successo mondiale di Sherlock Holmes, tuttavia vorrei confrontare la tecnica narrativa

di Conan Doyle e il metodo d’indagine del detective privato Sherlock Holmescon il procedimento narrativo e il metodo d’indagine del commissario di polizia Kurt Wallander, che lo scrittore svedese Henning Mankell dal 1993 fino al2005 ha fatto conoscere ai lettori in una serie di otto romanzi e di cinque racconti. Questi ultimi sono stati pubblicati in un volume per così dire postumo che tornano, dopo anni di un’eccellente carriera di indagatore del commissario Wallander, all’inizio della sua carriera come funzionario

della polizia criminale quando era ancora alle prime armi. Il modello del giallo come si è diffuso e sviluppato a partire dai romanzi e racconti di Conan Doyle è molto semplice e in un certo senso pure rigido.

Peter Nusser lo riassume nella sua storia del genere letterario del giallo in questo modo elementare:

1. il misterioso

delitto (l’omicidio);

2. la ricerca del delinquente

(dei delinquenti), la ricostruzione dello svolgimento dei

fatti criminosi, la rivelazione dei motivi del delitto;

3. la soluzione del caso e la consegna del colpevole (dei colpevoli) alla giustizia.

Nusser indica anche il limitato numero delle figure del giallo: l’omicida, la vittima (fra tutte le figure del giallo quella col “valore posizionale più basso”), la cerchia ristretta delle persone nella quale si trova necessariamente l’omicida e spesso anche il falso sospettato, il detective, figura centrale del giallo, indagatore solitario a volte un po’ stravagante, con un partner (amico, dipendente, collega) col quale discute i fatti e che ha un importante ruolo nella tessitura narrativa; in molti gialli il protagonista invece non è un detective privato, bensì un commissario di polizia che indaga insieme ad un gruppo di funzionari di polizia e trova lì la possibilità di riflettere e di discutere sul caso in elaborazione. E poi il metodo di indagine del detective, il nucleo essenziale del processo di rilevazione del mistero del delitto, che è anche al centro di interesse del lettore. A differenza dei casi reali che, come è stato detto recentemente, si risolvono neanche al 50% e dei quali alla fine in carcere vanno solo l’8% dei colpevoli, i casi dei delitti della letteratura alla fine si risolvono sempre, la conclusione della storia, la scoperta del colpevole, è il punto d’arrivo di una corsa che tiene il lettore (o anche lo spettatore degli altrettanto numerosi film gialli) in una tensione a volte al limite della sopportazione. Se il giallo non finisce con questo momento di distensione del detective e del lettore, vuol dire che l’autore del testo non è all’altezza del suo compito o che ha voluto deliberatamente decostruire il modello, come l’ha fatto varie volte, nelle sue storie poliziesche, lo scrittore svizzero Friedrich Dürrenmatt 1. Ma conosciamo tutti la delusione e quasi lo sconcerto che ci prende quando nel racconto o nel film giallo alla fine non si risolve il caso o addirittura la storia termina con la vittoria del criminale, magari sostenuto da una rete di più o meno nobili complici o sostenitori.

Dunque, nella fiction il delinquente viene trovato e smascherato sempre e questa fine crea soddisfazione. Forse è qualcosa di più, non soltanto il piacere intellettuale dell’enigma che è stato risolto, ma, come lo si trova in molti racconti fiabeschi o mitologici del passato, deve essere una questione di vita e morte fra due poteri che si combattono, fino all’ultima fibra del loro essere, una specie di sfida archetipica che riesce

perciò a coinvolgere così fortemente non solo i personaggi del racconto, ma,anche il lettore o lo spettatore, altrimenti sarebbe difficile spiegare questa nostra attesa ansiosa dello scioglimento dell’enigma che fra l’altro a noi non porta nessuna conseguenza reale. Forse in questo complesso, formato dal delitto enigmatico, dall’eccitante inseguimento delle tracce fino alla scoperta dell’inizio e del nucleo della storia e l’eliminazione del delinquente dalla circolazione libera, si riflette ancora il “patrimonio conoscitivo” che, come dice Carlo Ginzburg nel suo saggio Spie. Radici di un paradigma indiziario , ci è stato indelebilmente trasmesso dall’“uomo cacciatore” di migliaia di anni fa, e anche la certezza che chi riesce a leggere le tracce, gli indizi minimi e trovarne la loro origine, sarà il vincitore in questa lotta estrema.

Alcuni ritengono che è da Conan Doyle che parte la diffusione del genere del romanzo poliziesco, ma non è lui che l’ha inventato, caso mai può essere considerato il propagatore del genere, invece il vero punto di partenza del giallo moderno è Edgar Allan Poe con il suo detective Auguste Dupin; ma Conan Doyle ha perfezionato il modello in modo così convincente e ha fatto del suo detective una persona di cui alla fine si conoscono così bene tutti i tratti del carattere e del comportamento, che oggi è considerato il creatore del giallo. A questo risultato lo hanno portato alcune letture ed esperienze fatte precedentemente. Basta alludere a ciò che Carlo Ginzburg ha esposto nel suo ponderoso e straordinario saggio su Conan Doyle, Giovanni Morelli e Sigmund Freud. Sono tre le esperienze che hanno indirizzato Conan Doyle sulla strada giusta.

Nel romanzo Zadig

ou la Destinée di Voltaire, in parte rielaborazione di una novella orientale del Peregrinaggio di tre giovani figliuoli del re di Serendippo, il protagonista Zadig riesce ad interpretare le tracce minuscole lasciate nel bosco da una cagna della regina e da un cavallo del re, entrambi scappati e ricercati, eindicarne gli autori senza averli visti con i suoi occhi. La seconda esperienza, sempre una lettura, viene da un libro dello storico dell’arte e senatore del Regno d’Italia Giovanni Morelli, pubblicato in Germania collo pseudonimo di Ivan Lermolieff (anagramma del nome italiano), indicato come traduzione dal russo da parte di Johannes Schwarze (calco tedesco dello stesso nome italiano). Questo curioso storico dell’arte italiano insegna come osservare le tracce minime che lascia un essere in un luogo dove ha so-

stato e, in arte, come osservare i tratti di secondo o terzo ordine, invece che guardare solo le grandi figure e i colori di un dipinto, tracce minime in realtà importantissime per poter garantire l’autenticità di un quadro dato che questi segni minimi sono spesso trascurati inopinatamente dai falsari. Nel 1883 il libro di Morelli fu pubblicato a Londra in traduzione inglese col titolo Italian Masters in German Galleries. A critical essay on the Italian pictures in the Galleries ofMunich-Dresden-Berlin (cfr. Lermolieff 1880, quindi solo tre anni prima del pri-

mo romanzo di Conan Doyle in cui appare Sherlock Holmes. E forse uno ziodi Conan Doyle, direttore della National Art Gallery di Dublino, gli aveva indicato il libro (Ginzburg 2004: 100-1).Un terzo esempio da seguire, Conan Doyle l’ha trovato nel suo professore di chirurgia all’Università di Edinburgh, Joseph Bell. Thomas A. Sebeok eJean UmikerSebeok citano una lettera, scritta nel 1892 da Conan Doyle al professor Bell, riportata da Trevor H. Hall nella sua biografia su Conan Doyle,in cui egli gli attribuisce il merito di un insegnamento importante.

Inoltre viene riferito un breve brano di un libro di Bell in cui questo insiste sull’osservazione dei particolari che unicamente permette la diagnosi precisa: “Ed è lo stesso con le malattie della mente, del corpo e della morale. […] L’importanza dell’infinitamente piccolo è incalcolabile” (ibid.: 53, 54). In una intervista Conan Doyle descrive la capacità di diagnosi fulminee di Bell, capacità che conferisce anche al suo detective: era in grado di “fare una diagnosi ai pazienti non appena entrati nello studio, prima ancora che aprissero bocca. Era capace di indovinare i loro sintomi e di descrivere particolari della loro vita senza quasi mai fare errori.”

È curioso che sia Bell, sia Conan Doyle che Morelli avessero studiato medicina all’Università, il metodo di Sherlock Holmes è dunque di origine scientifica; come nella ricerca scientifica dall’osservazione di singoli fatti si elabora una ipotesi che, man mano che si presentano nuovi fatti, si corregge e sisviluppa fino a raggiungere fatti sicuri del carattere di una nuova legge, di una

importante scoperta, così Conan Doyle fa lavorare Sherlock Holmes nell’indagine poliziesca. Si parla anche dell’influsso di Freud e della psicanalisi, la quale lavora ugualmente con osservazioni di comportamenti minimi apparentemente non importanti costruendo delle ipotesi che si correggono sulla base delle reazioni del paziente, ma mi pare che si tratti solo di un parallelismo di metodi. La psi-canalisi di Freud inizia solo nel 1900 con la pubblicazione della Interpretazione dei sogni. Invece in un articolo uscito anonimo nel 1914 sulla rivista “Imago”, Freud aveva analizzato il Mosè di Michelangelo a partire dalla osservazione dialcuni “dettagli subordinati” della scultura, citando, per il metodo applicato dalui, i saggi di Ivan Lermolieff alias Giovanni Morelli:

Molto tempo prima che potessi sentire qualcosa della psicanalisi seppi che un conoscitore d’arte russo, Ivan Lermolieff,

i cui saggi erano stati pubblicati in lingua tedesca, aveva provocato un sovvertimento nelle gallerie europee rettificando l’attribuzione di molti quadri ai singoli pittori, insegnando come distinguere con certezza le copie dagli originali e costruendo, dalle opere liberate dalle precedenti indicazioni, nuove individualità di artisti.” (Freud,1972).

Questo significherebbe che a Freud sia stato suggerito lo studio dei “dettagli subordinati”, come dice lui, dagli scritti di Morelli e non viceversa . Del resto,in una conferenza tenuta nel 1906 per un gruppo di futuri giudici e avvocati difensori, Freud stesso aveva confrontato il lavoro del detective con quello dello psicanalista, esaminandola possibilità di applicare al lavoro dell’investigatore di crimini determinati metodi di indagine già approvati nel campo della psicanalisi, non nascondendo però a sé e agli uditori le differenze:

Per ovviare alla vostra meraviglia devo produrre un’analogia fra il delinquente e l’isterico. In entrambi casi si tratta di un segreto, di qualcosa che è nascosto. Ma, per non arrivare a enunciazioni paradossali, devo anche sottolineare subito la differenza. Nel delinquente si tratta di un segreto che conosce lui e che vi nasconde, nell’isterico si tratta di un segreto che non conosce nemmeno lui stesso e che si nasconde a lui. (Freud 1906 in Freud 1972)In un articolo del 1937,Konstruktionen in der Analyse(in Freud 1972 4b), Freud riprende il problema dell’analisi di cose dimenticate dal paziente: l’analisi dovrebbe ricostruire “un quadro sicuro e in tutte le parti essenziali completo degli anni dimenticati dal paziente” (ibid.: 44). Freud distingue fra il lavoro del paziente e quello dell’analista così: “l’analizzato deve essere spinto a ricordare cose vissute e rimosse da lui”, l’analista invece ha il compito “di indovinare oppure, per dirlo meglio, di costruire ciò che è stato dimenticato dagli indizi che ha lasciato dietro di sé” (ibid.: 45). Questa volta non confronta il lavoro dell’analista con quello del detective, bensì con il lavoro dell’archeologo. Entrambi costruiscono o, come egli dice, ricostruiscono un quadro d’insieme a partire dalle tracce che ha lasciato il passato, per l’analista da brani di ricordi, associazioni e enunciazioni attive dell’analizzato che lui, con delle integrazioni necessarie, compone. Il lavoro procede attraverso osservazioni di ciò che viene dal paziente, e costruzioni che ipotizza lo psicanalista, nuove osservazioni e nuove costruzioni. Alla fine dell’articolo confronta ancora il lavoro dello psicanalista e quello dell’archeologo: “la differenza principale [dei loro lavori] consiste nel fatto che per l’archeologia l’obiettivo e la fine delle fatiche sta nella ricostruzione, mentre per l’analisi la costruzione è solo un lavoro preliminare” (ibid.: 47).

Un certo influsso su Conan Doyle potrebbero aver avuto invece alcuni articoli di Freud sulla cocaina, sul suo effetto e sull’uso che se ne potrebbe fare nella lotta ai dolori fisici; il primo di questi scritti è del 1884,Über Coca, pubblicato non solo in Austria, ma in estratto anche in Inghilterra nella rivista St. Louis Medical and Surgical Journal del 1884, quindi in tempo per la prima apparizione di Sherlock Holmes nel 1886 che del resto è un regolare consumatore di cocaina (Freud 1979).

Passiamo ora ai testi e prendiamo in considerazione dapprima A Study in Scarlet (Unostudio in rosso) di Conan Doyle, il primo romanzo in cui Sherlock Holmes copre il ruolo di “detective consulente”, come si presenta lui stesso (Doyle 1958: 26). Dato che è la prima volta che Conan Doyle fa apparire i due personaggi, il dottor Watson che è narratore e allo stesso tempo personaggio della storia, e Sherlock Holmes, i primi due capitoli della prima parte del romanzo sono dedicati alla presentazione dei due (ciò che nei racconti e romanzi seguenti non avverrà più). Watson è un laureato in medicina appena tornato molto malconcio dalla guerra angloafghana degli anni 187880 e Sherlock Holmes uno studente autodidatta di chimica e medicina, ma già ricercato e stimato detective privato. I due finiscono insieme in una casa borghese al numero 221B di Baker Street, affittata da una signora. È la loro abitazione, ma il salotto comune è anche l’ufficio dove Holmes riceve i suoi clienti e dove si svolgono molti episodi del romanzo. Watson si autopresenta come convalescente debole, fragile, squattrinato, sensibile al rumore e alle fatiche, dormiglione e pigro. Sherlock Holmes viene presentato da un compagno di Watson come studioso irregolare di scienze così fanatico da sfiorare il cinismo, occupato con ricerche in laboratorio che gli servono per le sue indagini criminali, per il resto quasi ignorante per quanto riguarda la cultura generale, come gli accerta il dott. Watson. È fumatore di pipa, suona il violino, risulta ciclotimico, a volte abulico e mentalmente assente, a volte attivissimo, sospettato perciò da Watson di usare droghe. Durante la molto pacifica, ma non sempre facile convivenza si mostra che i due si completano a vicenda in modo straordinario: Holmes è l’attivo che coinvolge Watson nelle sue imprese, lo stupisce per l’esattezza minuziosa delle sue osservazioni e ancora di più per le deduzioni e le scoperte che ne deriva; Watson invece sembra essere non particolarmente sveglio – mentre in realtà è molto preciso come narratore e tutt’altro che distratto e poco perspicace e si lascia di continuo mettere in trappola dal sempre intelligente, efficiente e infallibile coinquilino. Il biografo francese di Conan Doyle, Pierre Nordon, descrive il dott. Watson con un po’ di ironia, ma forse anche un po’ ingiustamente così:

L’umana e pittoresca mediocrità del dott. Watson, la sua banalità, la sua curiosità da perdigiorno, le sue idee tradizionali, le sue esigenze modeste, il suo carattere indulgente, la sua mancanza di ambizioni, il suo conformismo, la sua tendenza alla moderazione compongono una specie di Everyman borghese nel quale non ci dispiace af- fatto di vedere il nostro prossimo. (Nordon 1964)

In Sherlock Holmes si identifica invece la vera figura dello snob inglese, sicuro di sé e molto ironico, che si diverte a far sentire a tutti la sua superiorità. E solo un personaggio bonario come Watson poteva essere in grado non solo di sopportarlo, ma anzi di esaltare volutamente o no la singolarità dell’altro.

Nella prima parte del romanzo la storia del doppio omicidio dei mormoni americani Enoch Drebber e Joseph Stangerson da parte di Jefferson Hope, un loro connazionale ma non mormone, si svolge a Londra nel giro di tre giorni e nello stesso lasso di tempo il caso, a stupore di tutti, viene risolto da Sherlock Holmes; nella seconda parte del romanzo è raccontata in maniera abbastanza estesa la preistoria che fornisce il motivo per l’omicidio. Sono le terribili e crudeli esperienze di un lontano passato che hanno spinto Jefferson Hope alla altrettanto terribile azione di vendetta alla quale, dopo la morte di Lucy Ferrier, la sua promessa sposa, e l’uccisione del padre di lei, aveva aspirato per tutta la sua vita.

Il lavoro di Sherlock Holmes, chiamato in aiuto dai non particolarmente illuminati poliziotti di Scotland Yard, Lestrade e Gregson 5, si svolge sulla base delle sue minuziose osservazioni, dei rilievi raccolti dai poliziotti, degli interrogatori dei testimoni e anche della cronaca dei giornali, tra i quali Conan Doyle distribuisce i vari pregiudizi sociali e ideologici allora attuali che, fra l’altro, dimostrano che il mondo cambia poco fra un secolo e l’altro facendo, fra informazioni e osservazioni, fra perspicaci richieste di ulteriori informazioni, passo per passo la sua indagine e formulando, alla presenza di Watson, giorno per giorno le sue deduzioni e le sue conclusioni. Sebbene sia in azione tutto il giorno, a differenza del dott. Watson che solo saltuariamente partecipa alle sue corse, i ritorni alle comode poltrone del salotto nel comune appartamento, alla pipa, al tè e alla musica, da non dimenticare i pranzi gustosi che a volte consumano insieme, conferiscono alla narrazione un ritmo piuttosto equilibrato e umano.

Il lettore non sa mai più del dott. Watson: insieme a lui, anzi da lui che è il narratore in prima persona, viene informato sul progresso della indagine, ma non sa ciò che Sherlock Holmes intraprende quando all’improvviso gli viene un’idea e parte per accertarsi sulla veridicità reale delle sue deduzioni e dellesue intuizioni.

Il ruolo del dott. Watson, che in realtà non è proprio lo sciocco “Everyman” descritto da Nordon, ma rappresenta anche tutti noi lettori, è quello, molto importante nella struttura narrativa, del partner n un dialogocontinuo che evita all’autore descrizioni e spiegazioni: Watson domanda, dubita, si stupisce, è incredulo, viene deriso da Sherlock Holmes per le sue idee ingenue, ma è anche quello che riceve alla fine quella lunga spiegazione di Sherlock Holmes sul progressivo svolgimento dell’indagine svolta da lui.

La cerchia dei personaggi è, come vuole il modello del romanzo poliziesco, limitata; fra le figure non indaganti i poliziotti cercano invano il colpevole, anzi, il più ambizioso e meno simpatico Gregson pensa di aver trovato l’omicida nella persona del figlio della padrona della pensione dove i due americani erano stati alloggiati, ma questa è, secondo la regola del romanzo poliziesco, la falsa pista. E c’è un momento in cui il vero colpevole, l’omicida Hope, è a pochi passi dal primo agente di polizia in azione che però si lascia ingannare dalla sua presunta ubriachezza e lo fa andare via, un incontro che Sherlock Holmes, senza esplicitarlo, presuppone che ci sia stato, ma del quale nessuno degli indagatori e dei lettori si insospettisce. E anche questo è un elemento regolare del genere letterario del poliziesco, solo che in altri gialli illettore, a differenza dei personaggi della storia, lo sa o lo sospetta e entra in fibrillazione. Il mondo di Conan Doyle è il mondo della società inglese del Fine Secolo fra Ottocento e Novecento. Si trovano accenni alle idee correnti e ai problemi sociali della società di allora, ma sono comunque solo vaghi accenni. Il lettore non riesce a farsi un’immagine chiara dell’Inghilterra, del personaggio inglese, nemmeno di Londra (sono indicati solo i quartieri e le strade della città che frequenta Holmes e i vari tipi di carrozze che vengono usati) o del mododi vivere dei cittadini. La figura del brillante detective che fa uscire dalla sua mente la soluzione anche dei casi più difficili come il mago il coniglio dalla sua manica, è quella di un uomo solo. Quando il dott. Watson, nei seguenti racconti, si sposa egli resterà solo, non ha amici, non ha una donna né tanto meno una famiglia. Ed è un detective così perfetto che supera di gran lunga i funzionari della polizia di Scotland Yard i quali non sono tanto differenti dal semplice dott. Watson, almeno per quanto riguarda le loro idee e le loro interpretazioni del caso da risolvere, con la differenza che anche loro si credono superiori, ciò che non si può dire dell’umile dott. Watson. Mankell inizia la sua serie di romanzi polizieschi con la figura del detective Kurt Wallander, è passato un secolo. Sir Arthur Conan Doyle ha avuto molti successori in Inghilterra, America e Francia, ma molto meno in Italia e Germania dove il romanzo poliziesco autoctono si è imposto tardi. È stato rilevato che il giallo fiorisce solo in ambienti di libertà democratica. Le dittature di ogni colore hanno sempre vietato la pubblicazione di romanzi gialli, in Germania, Italia, nell’Unione Sovietica e nella DDR.

Il detective del tipo Sherlock Holmes, eroizzato e onnipotente, nel corso degli anni si è trasformato in un detective più vicino alla realtà che lo circonda.

Secondo Peter Nusser è Dorothy Sayers che ha cercato di dare al giallo “unnuovo rapporto con la realtà” (Nusser 2003 3: 100), pur mantenendone la struttura analitica. La stessa cosa vale anche per i numerosi romanzi di Georges Simenon e il suo commissario Maigret. Non si tratta più del detective privato in concorrenza con la polizia, ma del commissario di polizia che collabora con i suoi colleghi, siano dipendenti o superiori, anzi oggi non potrebbe neanche più giungere a risultati apprezzabili senza il supporto di mezzi tecnici e scientifici e persone esperte in questi campi. Maigret si identifica con la classe della piccola borghesia, non è più un personaggio con capacità superiori, ma con le possibilità di una mente intelligente e un carattere ostinato, e si interessa sempre della persona che insegue, ma ancora di più del motivo del suo delitto. Maigret vuole comprendere le circostanze, le situazioni che hanno portato una persona a commettere un reato. Secondo Nusser “con questa vasta disponibilità del detective alla comprensione, a volte l’assassinato appare più cattivo dell’assassino, tanto che il lettore si sente quasi costretto a sentire sim- patia per lui” (ibid.).

Per l’ispettore di polizia Kurt Wallander nei romanzi di Mankell vale la stessa cosa. Henning Mankell, nato nel 1948 e cresciuto nella Svezia settentrionale, è, come Conan Doyle, un autore con molti altri interessi e attività. Hacominciato le sue attività a Stoccolma come regista di teatro e come autore ditesti teatrali, in seguito è passato al genere del romanzo, poi al romanzo poliziesco. Dal 1980 ha passato molto del suo tempo in Mozambico dove ha partecipato alla fondazione di un teatro e dove tuttora lavora metà dell’anno come regista di teatro.

Dal 1990 fino al 2001 Mankell ha pubblicato otto romanzi polizieschi 7.

In questa serie, alla quale egli stesso postfestuma vrebbe voluto dare il sottotitolo I romanzi dell’inquietudine svedese (Mankell 2006:), segue il modello della coppia degli autori svedesi Maj Sjöwall e Per Wahlöö che dal 1964 fino al 1975 avevano scritto dieci romanzi polizieschi il cui protagonista era stato sempre il commissario Beck. Sono gialli che offrono un quadro dei profondi cambiamenti che in quegli anni ha subito la Svezia trasformandosi da un paese relativamente tranquillo di cultura borghese in un paese tormentato da pesanti problemi sociali che dipendevano dalle vistose differenze di benessere fra i cittadini svedesi e dallo sviluppo del terrorismo internazionale. Mankell negli anni ’90 segue su questa linea, anche se ideologicamente

meno esplicito.

Il detective Kurt Wallander, ispettore della squadra omicidi della polizia giudiziaria, nei primi anni della sua attività ha lavorato a Malmö, poi si è fatto trasferire nella più piccola città Ystad sulla costa meridionale della Svezia, città della Scania con 260.000 abitanti, dotata di un porto e di insediamenti balneari visitati da connazionali svedesi e da turisti stranieri, non molto distante da Copenhagen (raggiungibile col traghetto con un viaggio breve), città ritenuta da Wallander erroneamente un ambiente più pacifico e meno travagliato da feroci delitti come lo sono le città più grandi.

L’ispettore Wallander è molto diverso da Sherlock Holmes. Non è un uomo solitario anche se da un certo anno in poi vive solo, ha una cerchia famigliare consistente: suo padre, anziano e bizzarro, sposato in seconde nozzecon una donna molto più giovane e affettuosa con tutti, tuttavia dall’unico figlio si aspetta frequenti visite e compagnia nei viaggi in quei paesi stranieri che prima della sua morte vorrebbe ancora visitare, l’Egitto e l’Italia per esempio, cosa che il figlio, seppure con sacrificio, gli concede. Con sua moglie, Wallander ha un rapporto non sempre facile, infatti dopo quindici anni diconvivenza si spezza. Wallander non supererà mai il dispiacere per la fine delsuo matrimonio, ma resterà legata alla figlia Linda, capricciosa come il nonno, ma alla fine decisa a seguire la stessa carriera del padre. Poi c’è una sorella mai soddisfatta di ciò che fa Wallander in famiglia, e l’amica Baiba colla quale tentadi crearsi una nuova famiglia, ma pure questo rapporto fallisce, fra l’altro perché Wallander è un debole e non è mai sicuro delle sue decisioni private. Insomma, è un uomo non perfetto che nella vita privata se la cava con difficoltà, ma è un investigatore formidabile, impegnato nel suo lavoro fino alle ultime

forze fisiche ed intellettuali che possiede. Come collega e superiore mostra molta comprensione per i problemi degli altri del team.

Tutte le sue investigazioni vengono fatte in team work, ma lui è responsabile per il gruppo, deve indicare la linea da seguire, decidere su tutte le numerose singole mosse da fare, seppure ascolta sempre le proposte degli altri espesso chiede consiglio a colleghi presenti e anche a colleghi già in pensione.

Per quanto riguarda il giudizio su se stesso, è l’opposto di Sherlock Holmes, sente fortemente il dovere di lavorare efficacemente, ma nutre sempre dubbi sulla validità della linea che segue e che fa seguire agli altri. Anche i collaboratori di Wallander, sotto la sua guida, si impegnano senza risparmio, sono piùo meno bravi e con caratteri diversi, alcuni chiusi e burberi, altri più aperti e socievoli, ma tutti molto leali.

Mankell struttura i suoi romanzi in modo completamente diverso da Co- nan Doyle. Il narratore qui è impersonale e onnisciente, cioè eterodiegetico,

non fa parte dei personaggi della storia, mentre l’altro ruolo sostenuto dal dott. Watson, quello del partner dei dialoghi con il detective

per permettergli di discutere e di riflettere sulle tappe e, fra l’altro, anche per evitare descrizioni e riassunti degli avvenimenti, da Mankell è distribuito sui vari collaboratori e amici del commissario.

Nei romanzi e racconti di Conan Doyle, il detective Sherlock Holmes, informato di un delitto o di un possibile delitto, raccoglie tutti i fatti, anche o specialmente minimi che gli sono accessibili e necessari per formulare, fra di sé, le sue induzioni, poi agisce e interviene, spesso con l’aiuto dell’ignaro dottor Watson, scopre il delinquente e solo alla fine, a soluzione raggiunta, rivela a Watson lo svolgimento della storia. Il lettore e il dottor Watson sono allostesso livello di informazione o piuttosto di non-informazione e seguono, spesso con stupore, ma sempre avvinti, la catena degli avvenimenti.

Nei romanzi polizieschi di Mankell, a causa del narratore impersonale, il lettore spesso sa di più del commissario Wallander. Nel romanzo Delitto dimezza estate, il lettore assiste all’assassinio di tre giovani studenti legati da amicizia, riunitisi in un bosco per festeggiare la notte di mezza estate, ma non sanulla sull’identità dell’assassino. Il delitto, per le manovre e le false notizie distribuite dall’assassino, resta nascosto per settimane. Il commissario Wallandere il suo team nel frattempo sono pienamente impegnati dall’assassinio di un

loro stimatissimo collega che in un primo momento è considerato un fatto inaudito e inspiegabile finché le indagini condotte dal cocciuto commissario Wallander con capacità intuitiva, con accurata osservazione dei fatti anche

minimi, con abilità combinatoria e con una progettazione continuamente aggiornata dell’indagine non conducano alla scoperta di un nesso fra i due delitti: l’assassino, un serial killer che si vendica di un torto fatto in passato a lui, è lostesso nei due casi e in più, alla fine delle indagini, durante le quali vengono uccise altre persone, risulta che l’assassino era stato amico del poliziotto ucciso il quale aveva sempre nascosto a tutti, anche ai suoi colleghi, questo rapporto omosessuale, ma che tuttavia aveva intuito le colpe del suo amico e, senza informarne nessuno, si era messo sulle sue tracce, e proprio questo lavoro svolto in segreto, motivato dal suo rapporto di amicizia col killer, gli era costata la vita.

L’espediente, usato spesso da Mankell, di dare al lettore informazioni che il commissario di polizia non possiede ancora e che in seguito deve acquisire con grande fatica, gli permettono di concentrare l’attenzione del lettore inprimo luogo sull’insieme delle indagini e di collegare in questa maniera il genere della detective story con il genere del thriller, cioè a creare una doppia suspence, quella riguardo alla bravura del commissario nella soluzione dell’enigma e quella riguardo allo sviluppo dell’azione criminosa. Con questa struttura narrativa il lettore ha per così dire una doppia visione sul caso poiché lo scrittore riesce a indirizzare la sua attenzione non solo sul brillante lavoro del commissario, bensì anche sulla motivazione psicologica e sociale dell’omicida, in molti casi anche lui vittima della società in cui vive.

La falsa pista, un altro romanzo esemplare per il modo di strutturare le sue storie, è diviso in cinque parti, ognuna con indicazione del luogoe dei giorni precisi in cui si svolge l’indagine, e composto di circa dieci capitoli. La storia si svolge dal 21 giugno fino all’8 luglio 1994, fra l’altro durante il campionato mondiale di calcio che quell’anno si svolgeva negli Stati Uniti. Vengono uccisi, nel giro di due settimane, cinque uomini importanti o diventati benestanti e ricchi nel giro di pochi anni che vivono quasi tutti da soli in grandi ville o case della Scania, e, come si presume, sempre dallo stesso assassino che uccide con un’ascia spaccando la testa o il corpo delle sue vittime e portando via lo scalpo.

Il libro ha un prologo che racconta della nascita, nel 1978, di Dolores Maria Santana nella Repubblica Dominicana. Poi, nel primo capitolo il lettore assiste alla preparazione dell’omicida che si dipinge il viso alla maniera degli indiani d’America il suo modello è l’indiano Geronimo –, parte scalzo col motorino e uccide sulla spiaggia di Ystad con l’ascia l’ex-ministro svedese della Giustizia e nasconde

il cadavere sotto una barca rovesciata sulla riva. Alla testa strappa una parte della cute con i capelli. Allo stesso giorno e prima della sco- perta del cadavere, la polizia viene chiamata da un contadino che vede una ragazza ferma nel suo campo di colza che lo sta fissando. Quando Wallander, che non si tira mai indietro, ci va per controllare la situazione e si avvicina alla ragazza che è giovane, bella e di pelle scura, questa versa una tanica di benzina sul proprio corpo, accende la benzina ed è immediatamente “avvolta dalle fiamme come una torcia” (Mankell 2004b: 37). La sua morte è, come si infor- ma Wallander da un medico, la più dolorosa che ci si possa immaginare.

Con questi due avvenimenti

l’omicidio verrà fuori il giorno dopo il romanzo inizia. L’immagine della ragazza che brucia è una figura emblematica che tormenta l’ispettore e che lui non dimentica più.

La prima vittima era stato un uomo della politica, la seconda è Arne Carlman, un importante antiquario,

il passato di entrambi e anche degli altri che seguiranno è avvolto in una nube che nasconde male attività criminose mai svelate. L’assassino compie i suoi terribili omicidi nella convinzione di salvare così la sorella ricoverata perché impazzita, dalla sua malattia.

Anche questo romanzo è organizzato in maniera che informa il lettore, almeno parzialmente, prima che succedano i fatti, mentre il commissario brancola totalmente nel buio e non sa nulla di tutto questo e per molto tempo non sa bene che strada scegliere per l’indagine. È con questa strategia che aumenta la suspence.

L’assassino si identifica prima con Geronimo, l’indigeno indiano, perquesto la scelta del mascheramento del viso e dell’arma dell’ascia, poi con Ho-over, il capo del FBI, pure lui con qualche goccia di sangue indiano, e infine decide di fondere Geronimo e Hoover: così “era temuto poliziotto che aveva il coraggio di un guerriero indiano. Sarebbe stato invulnerabile. Nessuno gliavrebbe potuto impedire di esigere la necessaria vendetta.” (ibid.: 114).

In questo modo uccide in seguito il proprio padre, un uomo molto violento, separato dalla famiglia, ma tuttora temuto da tutti i membri della famiglia, poi il commercialista e criminale economista Akre Liljegren; come quinta vittima, vittima extra, come dice, aveva scelto il commissario stesso, eventualmente insieme alla figlia, mentre poi viene per caso a sapere di uuomo dinome Hans Logard che si occupa del commercio di ragazze extracomunitarie giovanissime che vengono offerte alla violenza degli uomini del gruppo che era stato riunito intorno all’ex-ministro Wetterstedt. E allora la quinta vittima

è lui che uccide in modo particolarmente crudo. Wallander e i suoi colleghi vivono tre settimane di fatiche inumane, lavorano giorno e notte senza risparmiarsi, non conoscono più riposo e rilassamento, mangiano solo orrende cose prefabbricate e questo in fretta. E molto lentamente, tra rilievi minuziosi, osservazioni precise, ipotesi e intuizioni e qualche volta anche con l’aiuto del caso, la squadra si avvicina alla causa e al vero motivo di questi terribili omicidi. Mentre per molto tempo inseguono la pista del commercio di quadri o comunque del commercio illegale, della frode fiscale odel traffico di stupefacenti, solo passo per passo e grazie alle frequenti combinazioni intuitive del commissario si avvicinano al fatto che lega tutti questi uomini solitari: il traffico e il consumo violento di giovani ragazze del terzo mondo. Allafine la sorella del giovane omicida, che egli, con questi omicidi, aveva voluto salvare dalla pazzia, muore durante la fuga sul motorino del fratello. Così la ragazza “avvolta dalle fiamme come una torcia” della Repubblica Dominicana e laragazza svedese impazzita per lo stesso motivo, il violento sfruttamento da partedi vecchi uomini ricchi, sono le due immagini emblematiche che rinchiudono tutta la storia. La pista falsa era stata scelta da Wallander e i sui colleghi anche perché a nessuno degli i investigatori avrebbe potuto venire in mente l’idea che l’assassino potesse essere un ragazzo di quattordici ani. E solo alla fine riesce a collegare la ragazza che si è fatta bruciare dal fuoco con i cinque omicidi di uomini importanti.

È evidente quanto sia cambiato tutto il sistema del romanzo poliziesco da Conan Doyle a Mankell. L’indagine non è più in primo luogo un enigma che viene risolto con l’intelligenza e la sottigliezza della ragione, ma è molto più complessa perché i mezzi tecnici sia dei criminali sia della polizia giudiziaria sono profondamente cambiati e diventati molto più sofisticati, anche se Sherlock Holmes è già un pioniere in questo campo, perché il delinquente non viene più trattato come un essere maligno da espellere dal corpo della società e perché Mankell si preoccupa anche delle vittime dei delitti. Alla fine della storia il caso è risolto, ma rimane un sapore amaro per le atrocità che gli uomini sono capaci di imporre al prossimo, spesso per ottenere potere e ricchezza, spesso anche per l’ignoranza dei problemi degli altri e in certi casi, come in altri romanzi di Man- kell, per la semplice immotivata cattiveria.

Durante i numerosi spostamenti degli investigatori e soprattutto di Wallander, il lettore riceve immagini molto belle della regione della Scania, ai più del tutto sconosciuta, che rimangono nella memoria, della Scania con le sue estese pianure e le dolci colline circondate dal mare, le tante strade e stradine che la attraversano e portano alle vecchie fattorie restaurate o alle moderne ville lussuose. L’autore fa intravedere anche quali sono i problemi sociali e psicologici che minacciano la benestante Svezia e rendono difficile la convivenza fra ricchi e poveri, fra svedesi e stranieri, soprattutto stranieri dei paesi extra-comunitari. Paragonabili fra Conan Doyle e Mankell sono invece le tensioni fra detective e polizia nel primo e fra polizia e istituzioni statali e politici nel secondo che rendono difficile, a volte inutile il lavoro del detective e dei suoi collaboratori. Non per nulla Lo studio in rosso di Conan Doyle finisce con il realistico ma deluso commento di Sherlock Holmes che il merito per i successi del detective si prende sempre la polizia che da sola non sarebbe mai arrivata agli stessi risultati. In Mankell sono i ministeriali e i politici che si attribuiscono il merito, mentre il povero funzionario della polizia giudiziaria si consuma senza essere compensato da un giusto riconoscimento. Un colpo ironico mi sembrache lo riceva anche la psicologia sociale. Lo psicologo chiamato in aiuto da Malmö per disegnare la personalità dell’assassino e per prevenire eventuali

futuri omicidi passa le giornate davanti al computer per inserire

i dati rilevati, ma non riesce mai a tirarne fuori un identikit psicologico utile ai poliziotti impegnati in questa lunga e disperata indagine. Come si vede nelle storie di questi due scrittori di tempi tuttavia molto

diversi, il romanzo poliziesco è lo specchio del mondo in cui nasce. Lo schema strutturale del genere del giallo non è cambiato sostanzialmente dai tempidi Conan Doyle, ma ogni scrittore di gialli pone gli accenti su gli elementi che ritiene essenziali per la sua visione critica o anche utopistica del mondo umano.




Auguste Dupin La creatura di Edgar Allan Poe, è il padre di tutti i detective, pur essendo protagonista di sole tre storie (Il mistero di Marie Roget, La lettera trafugata, Gli omicidi di Rue Morgue). Dotato di impressionanti capacità analitiche, giunge alla soluzione dei casi attraverso puri procedimenti razionali. Indaga per il piacere di indagare, senza obblighi di sorta . I delitti della Rue Morguesta in : “Polizieschi classici”Roma : Savelli, 1978 La lettera rubatasta in : “La cattedrale della paura : due secoli di racconti polizieschi” di J.L. Borges e A. Bioy CasaresRoma : Editori Riuniti, 1983 La lettera rubatasta in : “Giallo & nero”Milano : Sugar, 1963 I racconti Torino : Einaudi, 1983 Racconti straordinariMilano : Curcio, 1977 Bacci Pagano-Il personaggio creato da Morchio è un investigatore privato genovese, ironico e disilluso, amante della musica di Mozart, del buon vino e della buona tavola oltre che delle donne (fra le quali Mara, la sua compagna psicologa, che lo definisce "analfabeta dei sentimenti", giudizio che Bacci ripete sovente a se stesso). Viaggia su una Vespa amaranto e non porta le mutande; secondo il suo autore sta sempre dalla parte dei perdenti perché figlio di un operaio genoano e comunista.

Protagonista dei romanzi di Morchio è Genova, filtrata dagli umori e dalla memoria del protagonista e raccontata privilegiando alcuni quartieri, come la delegazione operaia diSestri Ponente, il levante cittadino, ricco di crêuze che scendono al mare, la circonvallazione a monte e, soprattutto, la città vecchia con i suoi caruggi, i palazzi fatiscenti ed il suo popolo fatto di artigiani, pensionati, immigrati e bagasce.-Bacci Pagano. Una storia da carruggi, Fratelli Frilli, 2004- Un conto aperto con la morte,Garzanti, 2014-Maccaia, fratelli Frilli, 2004 Investigatore Lecoq Giovane e brillante poliziotto della Suretè, allievo di Tabaret, il personaggio di Emile Gaboriau si evolve nei romanzi che lo vedono protagonista. E’ un investigatore geniale che sa cogliere anche i minimi indizi e interpretarli con sagacia strabiliante. L’affare LerougeIl dramma d’OrcivalMilano : Mondadori, 1987 Sherlock Holmes Alto e magro, sensitivo e nervoso, amante della pipa e del violino, Sherlock è l’investigatore per antonomasia, seguito ovunque dal fido Watson che gli fa da narratore e biografo. Nato dalla penna di Arthur Conan Doyle, anch’egli estremamente razionale, è il grande maestro del metodo deduttivo. Alcune sue avventure sono state scritte da John R. Watson e da J.Dickson Carr . La banda maculatasta in : “Polizieschi classici”Roma : Savelli, 1978 La camera chiusasta in : “I delitti della camera chiusa” di A. Conan Doylee J. Dickson CarrMilano : Mondadori, 1977 L’impiegato dell’agente di cambiosta in : “Giallo & nero”Milano : Sugar, 1963 L’infallibile Sherlock HolmesMilano : Mondadori, 1987 La lega dei capelli rossista in : “La cattedrale della paura : due secoli di racconti polizieschi “ di J.L. Borges e A. Bioy CasaresRoma : Editori Riuniti, 1983 Il mastino di BaskervilleMilano : Mondadori, 1992 I pupazzi ballerinista in : “Delitti in codice”Milano : Mondadori, 1977 Il segno dei quattroMilano : Rizzoli, 1980Roma : l’Unità, 1992 Uno studio in rossoRoma : l’Unità, 1992 Uno studio in rossoRoma : Curcio, 1978 30 Duke Street : la penultima avventura di Sherlock Holmesdi John R. WatsonMilano : Rosa & Nero, 1987 L’ultimo salutosta in “Trenta Duke Street. La penultima avventura di Sherlock Holmes” di John R. WatsonMilano : Rosa & Nero, 1987 Padre Brown Il piccolo prete dalla faccia tonda e paffuta, nato dalla fantasia di Gilbert Keith Chesterton, ha una mente pronta e penetrante, spirito intuitivo. Diventa poliziotto dilettante per svelare i misteri più tenebrosi e inquietanti della civiltà moderna e per assicurare alla giustizia i colpevoli, ansioso di salvare le anime e di ricondurle sul retto cammino. L’onore di Israele Gowsta in : “La cattedrale della paura : due secoli di racconti polizieschi “ di J.L. Borges e A. Bioy CasaresRoma : Editori Riuniti, 1983 I racconti di Padre BrownRoma : Edizioni Paoline, 1978 Gli strani passista in : “Giallo & nero”Milano : Sugar, 1963 Hercule Poirot Il piccolo e buffo detective belga dalla testa d’uovo e dai baffi impomatati, è maniaco dell’ordine e dotato di “piccole cellule grigie”. A questa sofisticata figura di investigatore ha prestato il volto cinematografico Peter Ustinov. Sua madre d’eccezione: Agatha Christie . Assassinio sull’Orient-ExpressMilano : Mondadori, 1976 Hercule Poirot : l’ora della veritàMilano : Mondadori, 1975 Hercule Poirot piccolo grande uomoMilano : Mondadori, 1979 L’importanza di chiamarsi PoirotMilano : Mondadori, 1978 Il mistero del Treno Azzurrosta in : “Delitti in treno”Milano : Mondadori, 1976 Monsieur Poirot : quattro casi del celebre investigatoreMilano : Mondadori, 1983 Poirot e i QuattroMilano : Mondadori, 1979 I primi casi di PoirotMilano : Mondadori, 1977 Vita morte e miracoli di PoirotMilano : Mondadori, 1976 Tommy e Tuppence Beresford Lei non ha pretese di bellezza, ma è molto seducente e di professione infermiera. Lui ha i capelli rossi e una faccia simpatica. Durante la prima guerra mondiale ha lavorato per l’Intelligence Service. Entrambi sono furbi, fantasiosi e intelligenti. Agatha Christie li crea come agenti segreti, ma nel corso degli anni, e delle avventure, li trasforma in investigatori e innamorati. Avversario segretoMilano : Mondadori, 1981 Lord Peter Wimsey Detective dilettante, è protagonista di undici romanzi e molti racconti di Dorothy L. Sayers. Compassato ed esangue, è assistito costantemente nelle indagini dal fedele maggiordomo Bunter. Le sue avventure si svolgono “in progress” e spesso lo coinvolgono da un punto di vista personale. L’affascinante problema del testamento di zio Meleagrosta in : “Delitti in codice”Milano : Mondadori, 1977 Un’indagine romantica : lord Peter in viaggio di nozzeMilano : La Tartaruga, 1991 Indagini romanticheMilano : Mondadori, 1993 Charlie Chan La personalità di Chan si ispira a un poliziotto cinese realmente esistito, il sergente Chang Apana. Amabile conversatore, caratterizzato da un paternalismo malcelato, è per lui fondamentale l’ideale della famiglia. “Afflitto” da numerosissima prole, opera ad Honolulu. Reso celebre soprattutto dal grande schermo, nasce dalla penna di Earl Derr Biggers . Charlie Chan . La casa senza chiavi. Il pappagallo cineseMilano : SugarCo, 1983 Philo Vance Cinico e sprezzante, raffinato e colto, laureato ad Harvard, appassionato d’arte moderna, condivide queste ultime caratteristiche col suo creatore S.S.Van Dine (Willard H. Wright). Inaugura nel 1929 i “Gialli Mondadori” . La canarina assassinaRoma : L’Unità, 1992 La fine dei GreeneMilano : l’Unità/Mondadori, 1992 Philo Vance e la strana morte del signor BensonMilano : Mondadori, 1964 La strana morte del signor BensonRoma : L’Unità, 1992 Ellery Queen Protagonista dei racconti di Frederic Dannay e Manfred B. Lee, che si firmano con identico pseudonimo, è un investigatore dilettante, appartenente alla ricca borghesia. Di professione scrittore di romanzi gialli, collabora col padre, ispettore di polizia. Cinque misteri per Ellery QueenMilano : Mondadori, 1977 Delitto alla rovesciasta in : “I delitti della camera chiusa”Milano : Mondadori, 1977 Dieci incredibili giornista in : “Delitti quasi perfetti”Milano : Mondadori, 1978 Ellery Queen Investigatore : quattro indagini degli anni ‘30Milano : Mondadori, 1982 Ellery Queen non sbagliaMilano : Mondadori, 1979 Il francobollo nerosta in : “La cattedrale della paura : due secoli di racconti polizieschi” di J.L. Borges e A. Bioy CasaresRoma : Editori Riuniti, 1983 Nella casa delle tenebresta in : “I signori del mistero : due secoli di racconti polizieschi “ di J.L. Borges e A. Bioy CasaresRoma : Editori Riuniti, 1982 Il re è mortosta in : “I delitti della camera chiusa”Milano : Mondadori, 1974 Il rovescio della medagliasta in : “Delitti in codice”Milano : Mondadori, 1977 Sei messaggi per Ellery QueenMilano : Mondadori, 1981 Commissario Maigret Ideato dal belga Georges Simenon, lavora per la polizia regolare, ma resta in fondo un detective solitario. Indaga calandosi nell’atmosfera del delitto e nei pensieri del colpevole, ma tenendo questa dimensione ben separata dalla sua vita privata. A tavola con MaigretMilano : Mondadori, 1988 Le inchieste del commissario MaigretMilano : Mondadori, 1966 Jeumont, 51 minuti di fermata!sta in : “Delitti in treno”Milano : Mondadori, 1976 Maigret e l’informatoreMilano : Mondadori, 1991 Bencolin Di aspetto decisamente mefistofelico, intelligenza molto sottile, ma cuore quasi del tutto assente, è un eccentrico nel vestire e nei modi di fare. Possiede una cultura rimarchevole, specie nelle minuzie o in argomenti di alta accademia. E’ il gelido e cinico capo della polizia di Parigi. Nasce dalla penna di John Dickson Carr . Bencolin e la polizia di ParigiMilano : Mondadori, 1993 Miss Marple La saggia zitella creata da Agatha Christie, risolve gli enigmi standosene in poltrona. E’ soprattutto una psicologa, una profonda conoscitrice delle nequizie umane. Posta di fronte al delitto, arriva alla soluzione del mistero, alla scoperta del colpevole, attraverso l’analisi dei possibili moventi e delle reazioni di ogni persona coinvolta nella vicenda. Istantanea di un delittoMilano : Mondadori, 1977 Miss Marple : ai ferri corti col delittoMilano : Mondadori, 1978 Miss Marple : indagare è il mio peccatoMilano : Mondadori, 1991 Miss Marple : le ricette del delittoMilano : Mondadori, 1981 Vita, morte e miracoli di Miss MarpleMilano : Mondadori, 1977 Sam Spade Il detective privato ideato da Dashiell Hammett, è un piccolo uomo fatto di nervi e di rancori, ormai giunto al cinismo glaciale, sballottato senza riguardi dalla vita, interpretato magistralmente per lo schermo da Humphrey Bogart . Il falcone malteseMilano : Longanesi, 1980 Spari nella notteMilano : Leonardo, 1989 Drury Lane Ex attore di teatro, è estremamente raffinato e colto. Vive sulle colline dell’Hudson ed è molto amico dell’ispettore Thumm della polizia di New York. Si diletta di investigazioni, ma i suoi metodi di indagine non coincidono mai con quelli della polizia. Le sue avventure sono state scritte negli anni Trenta da Manfred B. Lee e Frederic Dannay con lo pseudonimo di Ellery Queen . Delitti in cerca d’autoreMilano : Mondadori, 1975 Gideon Fell Gigione, burbero, adorabilmente buffonesco e genialmente autocaricaturale è l’esatto contrario di Henri Bencolin, l’altro detective ideato da John Dickson Carr . La camera chiusasta in : “I delitti della camera chiusa”Milano : Mondadori, 1974 Cinque delitti impossibili per Gideon FellMilano : Mondadori, 1989 L’esimio Gideon FellMilano : Mondadori, 1988 Gideon Fell : il delitto perfetto non esisteMilano : Mondadori, 1976 Le tre baresta in : “I delitti della camera chiusa”Milano : Mondadori, 1977 Perry Mason Avvocato di Los Angeles classe 1891, il personaggio di Erle Stanley Gardner è aitante, con una voce dal timbro forte e autorevole. E’ affascinante, ma l’unica donna della sua vita è Della Street, sua collaboratrice alle indagini assieme all’agenzia investigativa Drake. Lo schema è fisso: le storie iniziano con la visita del cliente nei guai, si sviluppano con le indagini e l’arresto del cliente per concludersi con il dibattimento in tribunale. La parola a Perry MasonMilano : Mondadori, 1969 Perry Mason : entra la corteMilano : Mondadori, 1991 Lo zoo di Perry Mason….Milano : Mondadori, 1972 Nero Wolfe Investigatore privato misogino e raffinato buongustaio creato da Rex Stout. Si basa sulla logica deduttiva, tanto da non aver bisogno di muoversi dallo studio, dove coltiva orchidee, per svelare il mistero. Delega l’azione al suo braccio destro Archie Goodwin, donnaiolo impenitente. L’eccellentissimo Nero WolfeMilano : Mondadori, 1980 Io, Nero Wolfe : cinque inchieste nella 35. StradaMilano : Mondadori, 1989 Nero Wolfe : a cena col delittoMilano : Mondadori, 1982 Nero Wolfe, Archie Goodwin & CompanyMilano : Mondadori, 1975 Nero Wolfe : il profumo del delittoMilano : Mondadori, 1979 Re nero vince in sei mosse…Milano : Mondadori, 1973 Sir Henry Merrivale Sgraziato e goffo ai limiti del grottesco, ama starsene seduto nel suo ufficio al Ministero della guerra con le mani incrociate sulla pancia e i piedi sopra la scrivania. E’ uno specialista in camere chiuse e delitti impossibili. Di Carter Dickson ( pseudonimo di Dickson Carr) . Le camere chiuse di Sir Henry MerrivaleMilano : Mondadori, 1991 La casa stregatasta in : “I delitti della camera chiusa”Milano : Mondadori, 1974 I delitti della camera chiusasta in : “I delitti della camera chiusa”Milano : Mondadori, 1977 La nobile arte del delitto : 4 casi per Sir Henry MerrivaleMilano : Mondadori, 1990 L’uomo che spiegava i miracolista in : “Delitti quasi perfetti”Milano : Mondadori, 1978 Commissario De Vincenzi Solerte funzionario della questura di Milano, poi trasferito alla squadra mobile di Roma, il personaggio di Augusto De Angelis si muove nell’Italia fascista e ci tiene soprattutto a conservare la sua umanità di fronte al crimine. E’ stato interpretato in televisione da Paolo Stoppa. Il commissario De VincenziMilano : Feltrinelli, 1963 Peter Quentin E’ un giovane e promettente regista teatrale di New York, abile investigatore dilettante, anti-eroe per eccellenza. L’autore Patrick Quentin, alias Q Patrick, alias Jonathan Stagge, è in realtà una “ditta” composta da Richard Wilson Webb e da Hugh Cullingham Wheeler . Le avventure di Peter DuluthMilano : Mondadori, 1973 Philip Marlowe Ideato da Raymond Chandler, ricalca il modello del Sam Spade inventato da Dashiell Hammett, cinico poliziotto privato, solitario, rimette ordine a modo suo in una società corrotta e degradata, dove non arriva la giustizia ufficiale . Addio mia amataMilano : Feltrinelli, 1988 Ancora una notteMilano : Feltrinelli, 1990 Finestra sul vuotoMilano : Feltrinelli, 1990 Il grande sonnoMilano : Feltrinelli, 1987 Il lungo addioMilano : Feltrinelli, 1991 Poodle springsMilano : Mondadori, 1990 La sorellinaMilano : Feltrinelli, 1989 Troppo tardista in : “I delitti di Hollywood”Milano : Mondadori, 1973 Giudice Dee Funzionario imperiale della dinastia Tang (618-907), il personaggio di Robert Van Gulik nasce da un manoscritto del 1600: “casi criminali del Giudice Di”, che l’autore tradusse e da cui trasse ispirazione per nuove storie perfettamente ambientate e precise nei riferimenti culturali, storici e di costume . Assassinio a CantonMilano : Mondadori, 1975 La casa del saliceMilano : Garzanti, 1972 I delitti dell’oro cineseMilano : Garzanti, 1965 Il giudice Dee a Han-YuanMilano : Mondadori, 1992 Il giudice Dee a Peng-LaiMilano : Mondadori, 1991 Il giudice Dee a Poo-YangMilano : Mondadori, 1993 La scimmia e la tigreMilano : Garzanti, 1973 Ispettore Barlach Definito da qualcuno “una specie di Maigret che abbia letto Heidegger” l’Ispettore Barlach di Friedrich Durrenmatt è un personaggio positivo, ma non esita a giocare sporco per eliminare quei criminali che la giustizia terrena non può colpire. Giochi patibolariMilano : Feltrinelli, 1963 Il sospettoMilano : Feltrinelli, 1987 Ispettore Wexford L’ispettore capo Reginald Wexford di Kingsmarkham, tipica cittadina della provincia inglese, è il personaggio creato da Ruth Rendell. Massiccio, ma non grasso, sposato con due figli, metodico nel lavoro, pacato, facile al sarcasmo e alle battutacce, delle quali è spesso vittima il suo alter-ego Watson, l’ispettore Michael Burden . Un certo WexfordMilano : Mondadori, 1991 Elementare, WexfordMilano : Mondadori, 1993 Il mistero della brughieraMilano : Mondadori, 1992 Duca Lamberti Medico radiato dall’albo professionale perché coinvolto in un caso di eutanasia, collaboratore di polizia, il personaggio di Giorgio Scerbanenco è un eroe anti-eroe, sempre teso, dolente, incerto, sofferente quasi come le vittime che cerca di vendicare. I milanesi ammazzano il sabatoMilano : Garzanti, 1969 La Milano nera di ScerbanencoMilano : Garzanti, 1972 Traditori tuttiMilano : Garzanti, 1966 Ispettore Dalgliesh Scapolo sulla quarantina, il detective di P.D. James guida una Cooper Bristol e frequenta Club raffinati, indovina sempre il colpevole ancor prima di avere prove irrefutabili: questo grazie non alla sua genialità, ma ad un assoluto self control che lo pone in vantaggio rispetto a tutti gli indiziati. Una certa giustiziaMilano : Mondadori, 1998 Delitti in corsiaMilano : Mondadori, 1993 Un gusto per la morteMilano : Mondadori, 1987 Una lunga notte per l’ispettore DalglieshMilano : Mondadori, 1990 Morte di un medico legaleMilano : Rusconi, 1984 Morte sul fiumeMilano : Mondadori, 1995 Una notte di luna per l’ispettore DalglieshMilano : Mondadori, 1990 Per cause innaturali. Tre inchieste dell’ispettore DalglieshMilano : Rusconi, 1980 La torre neraMilano : Rusconi, 1981 Tre casi per DalglieshMilano : Mondadori, 1993 Lew Archer E’ un investigatore fittizio, più un uomo che un eroe letterario, un tipo capace di dedicarsi al lavoro investigativo spinto dal suo interesse per gli esseri umani, con le loro debolezze, le loro crisi, ma anche con le qualità che compensano i difetti. L’autore è Ross Mac Donald . Le sette fatiche di Lew ArcherMilano : Mondadori, 1966 Sunset BoulevardMilano : Mondadori, 1992 L’uomo sotterraneoMilano : Mondadori, 1972 Isidro Parodi Detective-ergastolano, un autentico “deduttore”, risolve i casi che gli vengono sottoposti senza muoversi dalla cella. Accusato ingiustamente di omicidio, riesce a risolvere i problemi più intricati e inverosimili con logica rigorosa e stupefacente. Le sue avventure sono firmate Honorio Bustos Domecq, pseudonimo di Jorge Luis Borges e Adolfo Bioy Casares . I dodici segni del mondosta in : “I signori del mistero : due secoli di racconti polizieschi “di J.L. Borges e A. Bioy CasaresRoma : Editori Riuniti, 1982 Un modello per la morteRoma : Editori Riuniti, 1980 Sei problemi per don Isidro ParodiRoma : Editori Riuniti, 1978 Dudley Smith Ambiguo e luciferino, è uno dei più rispettati e temuti poliziotti del LAPD (Los Angeles Police Department), ma c’è in lui qualcosa di oscuro. La sua indefessa lotta contro il crimine presenta nel suo integralismo un senso inquietante di malvagità. L’autore è James Ellroy . Il grande nullaMilano : Mondadori, 1990 Los Angeles strettamente riservatoMilano : Mondadori, 1991 White jazzMilano : Mondadori, 1992 Pepe Carvalho Il personaggio di Manuel Vazquez Montalban è un investigatore fuori da ogni schema. Nel suo passato c’è una militanza nei servizi segreti americani. Difensore dei diversi, ex comunista e amante della buona cucina, un tempo lettore di classici che ora brucia nel camino, muove le sue indagini sullo sfondo della Barcellona del dopo Franco. Assassinio al comitato centralePalermo : Sellerio, 1984 Il centravanti è stato assassinato verso seraMilano : Feltrinelli, 1991 Un delitto per Pepe CarvalhoRoma : Editori Riuniti, 1982 Il fratellinoMilano : Feltrinelli, 1997 Il labirinto grecoMilano : Feltrinelli, 1994 I mari del sudMilano : Feltrinelli, 1994 Il premioMilano : Feltrinelli, 1998 Le ricette di Pepe CarvalhoMilano : Feltrinelli, 1994 La rosa di AlessandriaMilano : Feltrinelli, 1995 La solitudine del managerMilano : Feltrinelli, 1993 TatuaggioMilano : Feltrinelli, 1991 Le termeMilano : Feltrinelli, 1996 Gli uccelli di BangkokMilano : Feltrinelli, 1990 Sarti Antonio Prima sergente, poi brigadiere, Sarti Antonio si muove in una Bologna ariosa, picaresca gergale. Nei suoi racconti troviamo i fenomeni urbani di emarginazione, la conflittualità sociale, la contestazione politica, con una strizzata d’occhio alla dissacrazione anarchica delle “minoranze” autonome. L’autore è Loriano Macchiavelli . Coscienza sporcaMilano : Mondadori, 1995 Fra gente per benesta in : “Buon sangue italiano”Milano : Rusconi, 1977 Passato, presente e chissàMilano : Garzanti, 1978 Le piste dell’attentatoMilano : Garzanti, 1978 Un poliziotto una cittàMilano : Rizzoli, 1991 Sarti Antonio e l’amico americanoMilano : Vallardi, 1983 Sarti Antonio e la ballata per chitarra e coltelloTorino : Sonda, 1994 Sarti Antonio un diavolo per capelloMilano : Garzanti - Vallardi, 1985 Sarti Antonio un questurino e una cittàMilano : Garzanti - Vallardi, 1979 Stop per Sarti AntonioBologna : Cappelli, 1987 Commissario Sartori Fefè per la moglie e le amiche, siciliano nostalgico trasferito a Milano, lotta contro la malavita per dare credibilità all’ordine sociale: è un poliziotto che crede nei diritti e doveri dei cittadini. E’ il personaggio di Franco Enna . L’occhio lungoMilano : Rusconi, 1979 Frate Cadfael Frate Cadfael, nato dalla penna di Ellis Peters, è stato un tempo marinaio, poi crociato. Ora(1120) è padre erborista dell’abbazia benedettina di Shrewsbury. Mite, paziente, devoto: un sant’uomo con una… particolarità: è il più grande detective che le cronache medievali ricordino. La bara d’argentoMilano : TEA, 1991 Un cadavere di troppoMilano : TEA, 1990 Il corvo dell’abbaziaMilano : Longanesi, 1996 Due delitti per un monacoMilano : TEA, 1991 I due prigionieriMilano : Longanesi, 1993 Il novizio del diavoloMilano : Longanesi, 1992 Il pellegrino dell’odioMilano : Longanesi, 1994 Il rifugiato dell’abbaziaMilano : TEA, 1993 Il roseto ardenteMilano : Longanesi, 1997 La vergine nel ghiaccioMilano : TEA, 1993 Detective Giò ( Giuseppe) Baglioni genovese come Bacci Pagano, antitesi del detective classico: piuttosto pigro e squattrinato, lavora non per passione, bensì per necessità. Parte della critica ravvisa in Baglioni anche la volontà di Isabella Pileri Pavesio di toccare il tema del precariato nel mondo del lavoro, inserendolo in una cornice dai tratti comici Morte nel Fango, 2007, Gammarò- Il peccato chiama peccato, BAE, 2012Commissario Ambrosio Detective milanese, scopre i colpevoli attraverso indagini apparentemente evasive, distraendosi dietro un profumo, un cielo grigio, un’emozione della sua giovinezza. Il personaggio di Renato Olivieri è pacifico ma sospettoso, ipocondriaco ma non disattento: ha garbo e ironia. Ambrosio indagaMilano : Rizzoli, 1988 Ambrosio ricordaMilano : Mondadori, 1992 Il dio denaroMilano : Mondadori, 1996 Dunque morrannoMilano : Mondadori, 1989 La fine di CasanovaMilano : Mondadori, 1994 Hotel MozartMilano : Mondadori, 1990 Le inchieste del commissario AmbrosioMilano : Rusconi, 1985 L’indagine interrottaMilano : Rusconi, 1983 Largo RighiniMilano : Rizzoli, 1987 Madame StraussMilano : Mondadori, 1993 Maledetto ferragostoMilano : Rusconi, 1980 Piazza pulitaMilano : Mondadori, 1991 Villa LibertyMilano : Rusconi, 1984 Ispettore Pitt Thomas Pitt è un ispettore di Scotland Yard: alto, tarchiato, trasandato, occhi chiari dall’espressione intelligente e acuta, così lo descrive Anne Perry alla sua prima apparizione. Pitt si muove con impaccio nel mondo elegante della Londra vittoriana, con grande pazienza e cocciutaggine svela peccati nascosti, terribili segreti, assassini insospettabili. L’arco dei traditoriMilano : Mondadori, 1996 Il manieroMilano : Mondadori, 1998 Misteri vittorianiMilano : Mondadori, 1993 Il parco delle teste tagliateMilano : Mondadori, 1995 Thomas Pitt di Scotland Yard : Incubo a Devil’s Acre. Scandalo a Cardington Crescent. Silenzio in Hanover CloseMilano : Mondadori, 1995 Kayankaya Kemal Il giovane detective di Francoforte turco di nascita, ma cresciuto in un ambiente “genuinamente tedesco”, è l’erede di Philip Marlowe, solitario e sgualcito, sfacciato e attaccabrighe. Sullo sfondo di una Francoforte dura e infida, il personaggio di Jakob Arjouni si muove alla ricerca del bandolo della matassa, coadiuvato da un ex commissario in pensione. Carta stracciaMilano : Marcos y Marcos, 1994 Happy birthday, turcoMilano : Marcos y Marcos, 1993 Ispettore Alì Inverosimile detective della Reale Polizia del Marocco, l’ispettore Alì è l’alter ego dell’autore, Driss Chraibi, domiciliato a Casablanca, ma distaccato prima a Cambridge e poi in America. Voci di corridoio sussurrano che sia già stato distaccato anche in Italia.

L’ispettore Alì e la C.I.A.Milano : Marcos Y Marcos, 1997 Mike Hoolihan Il detective Hoolihan è alto uno e ottanta, pesa ottanta chili, ha capelli biondo tinto e una voce molto bassa e, malgrado le apparenze, è donna. Una donna grassa, brutta e infelice. Martin Amis, l’autore, usa tutti i registri del genere noir per far smarrire il lettore nel dedalo di strade, alberghi, squallide case in cui i suoi personaggi trascinano la vita.

Il treno della notteTorino : Einaudi, 1997 Commissario De Luca Le sue storie sono ambientate da Carlo Lucarelli durante gli anni ambigui di fine fascismo. Nei primi anni del regime ha militato nelle brigate nere, sezione speciale della polizia politica . De Luca è un uomo onesto e laico in un mondo di corruzione e di ideologie, funzionario fedele al dovere fra i felloni, moralmente certo, nel pieno della notte che qualcosa va salvato, e che la luce verrà. Salvo Montalbano è un personaggio immaginario, letterario e televisivo, protagonista dei romanzi polizieschi di Andrea Camillerie delle serie televisive derivate. Montalbano è un commissario di polizia che svolge le sue funzioni nell'immaginaria cittadina di Vigata, sulla costa siciliana.

I racconti sono caratterizzati dall'uso di un italiano fortemente contaminato da elementi della lingua siciliana e da un'ambientazione siciliana particolarmente curata, elementi ripresi anche nella trasposizione televisiva.

Il nome Montalbano venne scelto da Camilleri in omaggio allo scrittore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán, ideatore di un altro detective famoso, Pepe Carvalho: i due personaggi hanno in comune l'amore per la buona cucina e le buone letture[1], i modi piuttosto sbrigativi e non convenzionali nel risolvere i casi, una storia d'amore controversa e complicata con donne anch'esse complicate.

Carta biancaPalermo : Sellerio, 1990 L’estate torbidaPalermo : Sellerio, 1991 Senatore Publio Aurelio Stazio E’ un raffinato patrizio che vive nella Roma imperiale del 45 d.C.. Indagare è il suo passatempo preferito, con l’aiuto del suo liberto tuttofare, il petulante e arguto Castore. L’ambientazione storica è la caratteristica dominante dei romanzi di Danila Comastri Montanari. Cui prodest?Milano : Hobby & Work, 1997 Morituri te salutantMilano : Mondadori, 1994 Parce sepultoMilano : Mondadori, 1996 Vacanze romaneMilano : Mondadori, 1994 Thomas Lynley Ispettore di Scotland Yard. Le sue avventure sono ambientate da Elizabeth George nella Londra vittoriana di fine Ottocento. Dicembre è un mese crudeleMilano : Mondadori, 1995 In presenza del nemicoMilano : Longanesi, 1997 Un pugno di cenereMilano : Longanesi, 1995 Kay Scarpetta La protagonista dei gialli di Patricia Cornwell è anatomopatologa presso l’ufficio di medicina legale della Virginia, ma collabora attivamente con l’FBI e si occupa in particolare di indagini sui serial killers. Il suo è un mondo di indicibile violenza che coinvolge inesorabilmente anche la sua vita privata e i suoi affetti più cari. Il cimitero dei senza nomeMilano : Mondadori, 1997 La fabbrica dei corpiMilano : Mondadori, 1996 Insolito e crudeleMilano : Mondadori, 1997 Morte innaturaleMilano : Mondadori, 1998 Oggetti di reatoMilano : Mondadori, 1992 PostmortemMilano : Mondadori, 1994 Quel che rimaneMilano : Mondadori, 1993 Julian Kestrel Celebre dandy, nella Londra del 1820 è detective per passione. Attraverso il suo personaggio Kate Ross rievoca l’ambiente e ricrea l’immagine di un’epoca sul filo di un’investigazione condotta con le sole armi dell’intelligenza. La camera chiusaMilano : Mondadori, 1994 Il vaso infrantoMilano : Mondadori, 1996 Capitano Flores Il capitano di polizia Florindo Flores è una sorta di italianissimo tenente Colombo. “Personaggio del tutto inventato - dice l’autrice Laura Mancinelli - ma che nella sua bonaria inefficienza ha qualcosa di molti di noi” .

Il mistero della sedia a rotelleTorino : Einaudi, 1997 Virginia West Virginia è una donna poliziotto. Quarantadue anni ben portati, che fanno ancora voltare gli uomini per la strada. Sposata al suo lavoro, ha capelli rosso scuro un po’ trascurati, occhi neri e vivaci e un corpo notevole che non merita, perchè non se ne cura. Lavora a Charlotte, dove dirige un’unità composta da oltre trecento agenti investigativi. E’ l’ultimo personaggio nato dalla penna di Patricia Cornwell .

Il nido dei calabroniMilano : Mondadori, 1997

POE Opere scelteMilano : Mondadori, 1971 Doyle l vampiro del Sussex QUEEN Il paese del maleficio CARR L’arte del delitto Mike Hammer Violento e a volte perfino sadico personaggio di Mickey Spillane, usa qualsiasi mezzo per combattere la criminalità organizzata in difesa dell’ american way of life . SPILLANEDog figlio di Milano : Garzanti, 1973 MAC DONALDIl vortice Milano : Mondadori, 1975 Lloyd Hopkins (trilogia : le strade dell’innocenza - perché la notte - la collina dei suicidi) Sergente, quarantenne, maschio bianco, vive a Los Angeles, apparentemente ben integrato nella società ha un lato oscuro e risolve i casi disperati grazie alla sua acutezza, e a un profondo senso di affinità con i criminali che insegue. James Ellroy

Il giallo nelle sue diverse accezioni[modifica | modifica wikitesto]

Sono molti gli attributi del romanzo giallo, alcune volte usati come sinonimi, altre per ulteriormente caratterizzarlo o addirittura categorizzarlo in sotto-generi.

Il giallo non è limitato alla sola narrativa: oltre al cinema, vi sono numerosi esempi anche nei fumetti, come il manga e anime Detective Conan, ideato dal mangaka-giallista Gosho Aoyama.

Di seguito si riporta un elenco di vari sottogeneri del giallo, premettendo che si tratta di una classificazione arbitraria e che singole opere possono trovar posto in più di una categoria; in ogni categoria sono indicati uno o più autori a titolo di esempio.

Poliziesco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Poliziesco.

Il poliziesco è il genere, non solo letterario, che con il giallo più si è identificato nel corso degli anni; infatti negli altri sottogeneri o derivati del giallo (ad esempio il thriller o la spy-story), il racconto delle indagini svolte non ha la stessa importanza che ha nel poliziesco, dove invece quasi tutto è imperniato su questo elemento.

Volendo applicare una suddivisione netta fra i sottogeneri del giallo, appartengono al filone del poliziesco tutte le storie d'indagine con un antefatto delittuoso e con un'attività di ricerca per scoprirne l'autore. Più specificamente il poliziesco tratta di indagini affidate a uomini delle forze dell'ordine[3]

Giallo deduttivo o giallo classico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Giallo deduttivo.

Definito in inglese whodunit?, cioè chi l'ha fatto?, chi è stato?, il giallo deduttivo, chiamato anche giallo classico o ad enigma, rappresenta la tipologia più antica e tradizionale del giallo: un investigatore, spesso privato o dilettante, indaga su un delitto e scopre il colpevole in base a indizi più o meno nascosti e fuorvianti. Le storie si svolgono in un ambiente isolato (ad esempio una villa in campagna, un albergo, un treno in viaggio) ed i sospettati fanno parte di una cerchia ristretta e ben definita. Nel giallo classico hanno grande importanza sia il sistema utilizzato dall'assassino per compiere il delitto, sia gli alibi ed i moventi dei personaggi. Un classico di questo sotto-genere è il cosiddetto enigma della camera chiusa, cioè un giallo in cui la vittima di un delitto viene trovata uccisa in un contesto "impossibile", ad esempio all'interno di un ambiente apparentemente sigillato dall'interno.

Hard boiled[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Hard boiled.

Il poliziesco hard boiled è il genere giallo americano per eccellenza, quello in cui il crimine viene combattuto da un detective privato con metodi spesso non meno violenti o più corretti di quelli usati dal delinquente. Fin dall'inizio si è contrapposto, per il suo realismo talora spietato, al classico giallo deduttivo con la sua netta distinzione tra i "buoni" e i "cattivi". I maggiori esponenti di questo filone sono l'inglese James Hadley Chase, e gli statunitensi Dashiell Hammett, James M. Cain e Raymond Chandler.

Police procedural[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Police procedural.

È il tipo di poliziesco in cui le indagini su un caso sono affidate all'opera di una squadra di investigatori istituzionali appartenenti alla polizia. Nel police procedural vengono pertanto fedelmente descritte le procedure e le tecniche di indagine impiegate dalla polizia per risolvere un caso. Ed McBain, Tony Hillerman, Georges Simenon e Michael Connelly sono alcuni tra i maggiori autori[4].

Noir[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Noir.

Utilizzato per la prima volta nel 1946 dal critico italo-francese Nino Frank, il termine noir originariamente si riferiva ai film polizieschi hollywoodiani degli anni quaranta[5] tratti da romanzi hard boiled (ad esempio Il mistero del falco di John Huston), pubblicati allora in Francia dall'editore Gallimard nella Série noire, i cui volumi avevano la copertina nera[6].

Spesso e tradizionalmente tenuto distinto dal poliziesco, il noir, diretto discendente dell'hard-boiled americano attraverso i romanzi e racconti di Cornell Woolrich e James M. Cain, rappresenta l'altra faccia della storia di un crimine, quella vista dalla parte del criminale o dalla parte di chi vi è coinvolto senza volerlo. Nelle storie noir di solito manca la consolatoria e razionalizzante soluzione finale di un "delitto misterioso" con conseguente cattura e punizione del colpevole, una delle caratteristiche del poliziesco classico e moderno. Le storie noir non sempre sono vicende enigmatiche, l'attenzione è invece posta più sull'ambiente in cui avvengono le vicende criminali e sulla psicologia dei personaggi.

Varianti del noir[modifica | modifica wikitesto]

Un'altra definizione di recente utilizzata in Italia per questo genere di romanzo è giallo sociale. In proposito viene affrontato l'aspetto del nuovo romanzo sociale come espressione del giallo italiano[7]. Tra gli altri autori vi sono Jean-Claude Izzo, Massimo Carlotto, Marcello Fois. Va però precisato che il romanzo giallo a sfondo sociale ha radici ben definite nella tradizione ottocentesca, quando aveva contenuti moralistici ed una finalità soprattutto di denuncia. Giova ricordare in Italia, per la forte connotazione di torbide storie, il filone partenopeo: Francesco Mastriani, Antonio Ranieri e Salvatore Di Giacomo, autori che hanno dato al romanzo sociale una particolare impronta a tinte nere. Al centro della narrazione le condizioni di vita dei perdenti, vittime di soprusi e di violenze. In tempi più recenti Massimo Siviero, nel solco della tradizione di Mastriani, è riuscito a conciliare la tecnica del giallo investigativo con la narrazione nera e d'ambiente legata alla cronaca; sullo sfondo una criminalità sempre vincente[8][9]. La sua finalità dichiarata non è quella di far evadere ma di invadere il lettore.[10][11]

Noir metropolitano[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Noir metropolitano.

Diventa peculiare l'ambientazione in questo tipo di narrazione in cui la città e la metropoli diventano i veri protagonisti, così come la violenza, la criminalità e il degrado. Tra i principali esponenti del noir metropolitano vanno ricordati Ed McBain per New York, James Ellroy per Los Angeles, Jean-Claude Izzo per Marsiglia.

Noir mediterraneo[modifica | modifica wikitesto]

In questo genere, tipicamente ambientato nell’area del sud Europa, il messaggio sociale si accompagna al gusto dell’intrigo poliziesco che qui non è fine a se stesso, ma veicolo per trasmettere un messaggio più profondo. Jean-Claude Izzo, è riconosciuto come il fondatore del “noir mediterraneo” avendo saputo dare vita ad un genere nel quale la bellezza del paesaggio Mediterraneo contrasta profondamente col crimine che vi si incontra. Massimo Carlotto ha definito il noir mediterraneo come una percezione nata dal “senso di appartenenza che molti autori hanno sentito verso la propria terra, portandoli quindi a raccontare gli aspetti meno piacevoli. Il noir mediterraneo inteso come tale è figlio di quel giornalismo d’inchiesta che è stato (almeno in Italia) distrutto da un oggetto incredibilmente efficace: la querela.” Oltre agli autori già citati tra i rappresentanti di questo genere troviamo Sandrone Dazieri, Bruno Morchio, Gianrico Carofiglio, Valerio Varesi, Gianni Biondillo, Giancarlo De Cataldo, Carlo Lucarelli, Enrico Pandiani, Loriano Macchiavelli, Massimo Siviero, Enrico Teodorani, Bruno Vallepiano.

Thriller[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Thriller (genere).

Anche detto giallo a suspense o d'azione (denominato, con espressione inglese, thrilling o thriller = che eccita, che procura brivido). Nato nel periodo tra le due guerre mondiali sullo sfondo delle metropoli statunitensi colpite dalla violenza dei gangster e della mafia, il thriller è strettamente legato al cinema, tanto che gli scrittori che ne divennero i principali esponenti lavorarono anche alla sceneggiatura di numerosi film.

A differenza del poliziesco, la cui trama solitamente si sviluppa dopo la scoperta di un delitto e che ha come conclusione la rivelazione del colpevole (o dei colpevoli) e del sistema impiegato per compiere il delitto, nel giallo a suspense il lettore assiste direttamente alla preparazione e all'esecuzione del crimine, subendo un forte coinvolgimento emotivo in un clima di crescente tensione.

Thriller legale[modifica | modifica wikitesto]

Erle Stanley Gardner, l'autore di Perry Mason.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Thriller legale.

È detto legal thriller il giallo in cui protagonisti e risolutori sono gli avvocati e le aule giudiziarie, i cui meccanismi vengono dettagliatamente riprodotti. Si intreccia spesso al police procedural. Tra gli autori principali vi sono Erle Stanley Gardner, Scott Turow, John Grisham. In Italia, tra i più autorevoli esponenti del thriller legale vi sono Gianrico Carofiglio e Gianluca Arrighi.

Gli elementi caratteristici del legal thriller possono essere ritrovati - secondo Massimo Siviero[12] - nelle opere dell'oratore ateniese Antifonte di Ramnunte del V secolo a.C. Delle opere di Antifonte restano frammenti e orazioni per casi di omicidio, esercitazioni difensive con processi simulati.

Thriller medico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Thriller medico.

In questa categoria di gialli giocano il ruolo principale il medico legale e gli specialisti della polizia scientifica che, sulla base degli indizi raccolti con l'esame del cadavere e della scena del delitto, assicurano alla giustizia il colpevole. Patricia Cornwell e Kathy Reichs sono le autrici più rappresentative.

Thriller d'azione e tecnologici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Thriller d'azione e Thriller tecnologico.

I due generi si trovano spesso collegati l'uno all'altro, e diverse volte sono quasi la stessa identica cosa. Il primo è spesso visto come una estremizzazione dei classici romanzi d'avventura, caratterizzato da un ritmo decisamente hollywoodiano (Matthew Reilly). Il secondo unisce le azioni e i colpi di scena ad attente e precise spiegazioni di tipo scientifico in diversi campi, dall'astronomia alla medicina (Michael Crichton).

Storie di spionaggio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Letteratura di spionaggio.

Altri filoni[modifica | modifica wikitesto]

Giallo psicologico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Giallo psicologico.

In questo genere di giallo l'autore si concentra, più che sugli indizi materiali o sulla descrizione di un ambiente criminale, sulla figura del protagonista, spesso eroe negativo, e sui rapporti tra i vari personaggi. Patricia Highsmith è considerata la regina di questo filone. In genere la struttura del giallo psicologico è più elaborata per lo sviluppo dell'indagine introspettiva con ricadute anche sulla forma sintattica meno asciutta e l'uso di incisi e di proposizioni subordinate.

Giallo storico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Giallo storico.

La caratteristica principale del giallo storico, generalmente di tipo classico, è la collocazione temporale nel passato, recente o remoto, della vicenda narrata. Fra le tante possibili varianti apparse nel corso degli anni vi sono il giallo medievale, il giallo ambientato nell'antica Roma o nell'antico Egitto, nell'Inghilterra vittoriana. In alcuni gialli storici inoltre il detective di turno è anche un famoso personaggio storico, come Aristotele, Archimede, Dante Alighieri o Immanuel Kant. Tra gli autori di gialli storici si possono ricordare Ellis Peters, Paul Doherty, Paul Halter, Anne Perry, Margaret Doody, il duo Monaldi & Sorti (creatori della saga il cui protagonista è l'abate Atto Melani) e l'italiana Danila Comastri Montanari, creatrice della serie in cui ad investigare è il senatore romano Publio Aurelio Stazio.

Una variante particolare del giallo storico, ormai accettata in questa definizione per via della distanza temporale del contesto storico evocato, è quella del poliziesco ambientato nella prima metà del Ventesimo secolo. In questo specifico segmento del giallo storico, negli ultimi anni si sono segnalati scrittori come gli inglesi Philip Kerr e Alan Furst, l'italiano Carlo Lucarelli, l'italo-americana Ben Pastor, creatrice quest'ultima della saga di Martin Bora, un ufficiale-detective tedesco della Wehrmacht indirettamente ispirato alla figura di Claus von Stauffenberg che vanamente attentò alla vita di Hitler ed il polacco Marek Krajewski con una serie di romanzi ambientati nella Breslavia fra le due guerre.

Serial killer[modifica | modifica wikitesto]

Anche nel caso del serial killer più che di un genere si tratta di una particolare tipologia di romanzo giallo applicata in diversi ambiti (poliziesco, thriller medico, giallo psicologico e persino giallo classico: in fondo in Dieci piccoli indiani di Agatha Christie troviamo all'opera un serial killer ancorché atipico perché per questo carnefice più che l'identità delle vittime assai spesso casuali, conta la serialità delle esecuzioni). Si tratta di romanzi in cui il criminale, per un motivo preciso ma inspiegabile o perché è uno psicopatico o quanto meno un soggetto fortemente disturbato, uccide in serie più vittime, per lo più utilizzando un modus operandi meticolosamente studiato e ripetitivo. Tra gli autori che possono essere citati Jeffery Deaver e, in Italia, Giorgio Faletti.

Il poliziesco e i problemi sociali: la violenza sulla donna[modifica | modifica wikitesto]

La letteratura poliziesca raduna numerosi esempi di femminicidio, tema di pregnante attualità, ed è stata per decenni ingiustamente indicata come genere letterario di serie B. Oggi, invece, la rivalutazione del genere sottende il fatto che negli ultimi anni i cosiddetti "gialli" sono diventati progressivamente contenitori di problemi sociali e quindi specchio della realtà. Differenti sono i modi in cui gli scrittori delle diverse aree geografiche affrontano l'argomento del femminicidio nonché della violenza sulla donna. Nella letteratura nordamericana, ad esempio, questo topos letterario è molto presente. Un interrogativo che sorge spontaneo è inoltre "se il sesso di chi scrive possa in qualche modo influire sulla descrizione che, nella narrazione, viene fatta dell'aguzzino"[13]. Ad esempio, in Rose Madder, Stephen King descrive il femminicidio e la violenza sulla donna con una marcata attenzione alla fisicità: "Era il gonfiore che la preoccupava di più, naturalmente. L'indomani era giorno di mercato e non si poteva nascondere il naso gonfio con un paio di occhiali scuri come si fa con un occhio nero"[14]. La storia raccontata da uno dei Maestri della letteratura internazionale, narra di un caso di grave violenza domestica continuata, in cui la protagonista, Rose, solo dopo 14 anni e dopo aver perso a causa dei maltrattamenti ad opera del marito, Norman, il bambino che portava in grembo, decide di ribellarsi fuggendo e successivamente vendicandosi. Interessante è il fatto che King, nella sua ottica maschile di scrittore, descriva Norman, il marito violento, come un pazzo, segnando così una rilevante differenza rispetto a impostazioni di scrittrici donne che appartengono alla medesima cultura nordamericana. Ad esempio, in "Corpi" di Karin Slaughter, la scrittrice così descrive i sentimenti di Lena, donna che è stata ripetutamente e barbaramente violentata: "Allora si svegliava eccitata e confusa, col corpo fremente per le immagini erotiche che la sua mente aveva elaborato nel sonno. Sapeva che le droghe che lui le somministrava avevano spinto il corpo a reagire con l'inganno, ma Lena non riusciva ancora a perdonarsi quelle sensazioni"[15]. Emerge, dalla lettura di questo passo, una prospettiva opposta rispetto a quella sottesa a "Rose Madder": laddove, infatti, la ragione della lesione, per Stephen King, non è erotica, per la Slaughter è evidente il collegamento con l' atto sessuale concepito, di per se stesso, come violenza. In "Corpi", l'aguzzino e violentatore è infatti descritto non come un pazzo,bensì come un uomo: seguendo la possibilità ideale che ogni soggetto di sesso maschile, possa, potenzialmente, trasformarsi in femminicida o violento. Ciò che accomuna, invece, scrittori uomini e scrittrici donne, è invece, nella narrativa poliziesca, lo stereotipo sessista che segna la dicotomia fra donne buone e oneste, che si sposano, si occupano del mariti e della famiglia, e donne di facili costumi, che non si sposano, che badano prevalentemente alla carriera, che sono libere sessualmente. In "Amanda è morta nel parco", di Carol o' Connel, prevale, ad esempio, la coscienza dell'identificazione dell'atto sessuale come atto compiuto da prostitute o donne di facili costumi: "La pugnalò ancora e ancora. Poi affettò la buccia molto sottile, immaginando le urla del frutto mutilato nella sua mano. Puttana. Tutte le donne erano puttane". Colpisce, inoltre, nei tre testi succitati, l'uso di epiteti vergognosi nei confronti delle donne: cosa che accomuna il sentire maschile e femminile nella percezione della figura della donna. Spostando lo sguardo sulla giallistica europea, si può notare che, in molti casi, il focus è sul tema dominante della violenza domestica, non limitata all'ambito della coppia, ma estesa a quello famigliare o comunque alla cerchia di amici, colleghi, conoscenti della vittima. Tale violenza sfocia in alcuni casi nell'incesto: ad esempio, Lars Kepler descrive così una donna che tollera la violenza del fratello, Benjamin, per evitare che la famiglia venga disgregata e sottoposta a torture: "Mi obbligava a guardarlo mentre si masturbava, più volte al giorno... se mi rifiutavo cominciava a picchiare Knittet, diceva che l'avrebbe uccisa"[16]. Tuttavia dalla prevalente letteratura poliziesca nordeuropea, emerge il ritratto di una donna non più succube della violenza maschile, ma capace di aiutare le altre donne, vendicarsi o addirittura essere artefice di violenze. Ne sono luminosi esempi il personaggio di Evelyn, che, nell' "Ipnotista" di Lars Kepler, difende da un'aggressione Simone, la moglie di Erik; quello, ben noto anche perché l'opera in cui compare è stata oggetto non solo di un bestseller a livello mondiale, ma anche di una versione cinematografica, di Lisbeth Salander, che si vendica uccidendo il proprio torturatore, cui era stata affidata come minorenne. Come si diceva poc'anzi, la visione di eguaglianza fra uomo e donna nel mondo letterario del nordeuropa giunge, talvolta, ad attribuire alle donne anche caratteri tipicamente legati allo stereotipo maschile di tipo negativo, come la violenza o la crudeltà: in "La terapia" di Sebastian Fitzek, la crudeltà, anche se proveniente da un uomo, viene identificata con un personaggio femminile: "Era possibile? Davvero sua moglie non voleva permettere che la figlia diventasse adulta?Aveva avvelenato Josy per farla rimanere sempre una bambina indifesa di cui prendersi cura?"[17]. Infine, nella letteratura sud-europea, la visione di molti autori di romanzi polizieschi è radicalmente differente. Per fare un esempio, in "La seconda Trilogia Adamsberg", l'accenno al femminicidio avviene in modo garbato, quieto, senza eccessi e senza violenza nelle descrizioni. Tale prospettiva, che accomuna varie autrici dell'area geografica, è ricollegabile ad una tradizionale accettazione, seppure inconscia e non sostenuta in alcun modo, dell'ineluttabilità della violenza del "maschio" nei confronti della "femmina", prospettiva esistente anche in gran parte della letteratura poliziesca nordamericana, nonostante, si badi, si stia parlando di aree geografiche di cultura occidentale in cui la parità uomo-donna è affermata da decadi in norme giuridiche e costituzionali, giurisprudenza, etc. Emerge inoltre complessivamente la coscienza secondo la quale le ragioni del femminicidio e della violenza domestica risiedano nell'isolamento sociale della donna e nella sua carenza di cultura (Svetlana de "Il peccato chiama peccato" è una donna dell'est giunta illegalmente in Italia, sistematicamente oggetto di violenza da parte del compagno): "Lei non lo degno di uno sguardo, continuando a sistemare il frigorifero. Lui allora accese il fornello a gas: bisognava che quella donna lo rispettasse. Appoggiò per pochi istanti la lama di un coltello sulla fiamma"[18] . Nel panorama giallistico sudeuropeo sussistono tuttavia alcune eccezioni: Isabella Pileri Pavesio si allontana dal binomio moglie-prostituta, avvicinandosi alle donne emancipate sessualmente ed economicamente (Lana Hermas, vice console carrierista e senza scrupoli) o crudeli carnefici (Diana Kelicikan) che caratterizzano i gialli nordeuropei. In conclusione, permangono ancora oggi, nella letteratura poliziesca mondiale, stereotipi sessistici di agency maschile e di attribuzione comune alla donna di caratteristiche tradizionali di empatia e cura degli altri, anche in civiltà occidentali caratterizzate da rilevante progresso culturale, industriale e sociale, come Stati Uniti d'America ed Europa.

Giallo a fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fumetti gialli.

Giallo al cinema[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cinema giallo.

Giallo in televisione[modifica | modifica wikitesto]

Angela Lansbury, la signora in giallo.

L'affascinante e misterioso mondo del giallo, non poteva non espandersi dalla sua sfera d'origine letteraria per influenzare altri aspetti della società: tra questi, vi sono la televisione e la radio. La tv, in particolare, ha inciso moltissimo nel rivoluzionare il giallo negli ultimi decenni, creando figure nuove, originali, che si sono imposte presso un vastissimo pubblico internazionale. Si tratta di telefilm che hanno riscosso successo in tutto il mondo, fortemente impregnati dall'atmosfera del giallo e dalle sue caratteristiche, ma che hanno sempre contribuito a rinnovare il genere e a proporlo a una massa di persone certamente più notevole rispetto a quella raggiungibile dai libri.

Tra le serie gialle più famose, si annoverano:

Serie italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Sarti Antonio, due diverse serie di telefilm di produzione italiana la prima ed italo-tedesca la seconda, prodotte da RAIDUE negli anni tra il 1974 e il 1994, trasmesse in replica sia dalla RAI che da altre emittenti nazionali ed estere ancora oggi. Sono basate sul personaggio letterario creato dallo scrittore Loriano Macchiavelli.

Serie straniere[modifica | modifica wikitesto]

  • Perry Mason, appartiene al genere del giallo giudiziario in cui l'indagine si svolge durante e attraverso le fasi di un processo per omicidio. Protagonista è l'avvocato ideato da Erle Stanley Gardner.
Risale alla fine degli anni Cinquanta ed stata la prima serie gialla trasmessa in Italia. Ha inventato il topos di genere della risata catartica, da parte dei "buoni", alla fine di ogni puntata (un espediente che gli sceneggiatori americani utilizzano spesso tuttora).[senza fonte]
È stato ripreso, con gli stessi interpreti invecchiati, a decenni di distanza, ma senza le trame di Erle Stanley Gardner ha riscosso interesse solo fra i telespettatori nostalgici.
  • Ellery Queen, la serie televisiva poliziesca statunitense, ideata nel 1974 da Richard Levinson e William Link, è stata trasmessa dalla catena televisiva NBC dal 1975 al 1976. La serie è composta da 22 episodi più un pilota. La morte di Jim Hutton nel 1979 mise poi la parola fine al ventilato progetto di produrre una nuova serie di episodi.[senza fonte]
Ambientata nei primissimi anni del secondo dopoguerra, la serie ripete fedelmente lo schema dei racconti gialli di Ellery Queen: lo spettatore viene messo a conoscenza di tutti i fatti e gli indizi utili a scoprire il colpevole e, prima dell'ultima scena, l'investigatore si rivolge al pubblico e lo sfida a risolvere il caso. Come da tradizione del giallo vecchio stile, Ellery Queen raduna tutti i sospettati in una stanza e alla fine svela il nome dell'assassino. Nonostante il successo di pubblico la serie durò solo una stagione.
La prima trasmissione in Italia è avvenuta nel 1979 sui canali della RAI. Successivamente è stata ripresa dai canali Mediaset e nel 2005 dalla televisione satellitare Jimmy. Sempre negli anni 2000 è stata proposta dal canale satellitare Fox.
  • L'ispettore Derrick, un altro grande successo del poliziesco televisivo e il primo che ha incrinato il monopolio anglosassone per i telefilm di esportazione: narra infatti le gesta del tedesco ispettore Derrick, anch'egli divenuto personaggio di gran fama in tutto il mondo, e che risolve eterogenei omicidi. La serie è stata trasmessa in Italia dai canali Rai.
La peculiarità di questa serie sono le trame, basate sulla inverted detective novel: sono costruite come un giallo di indagine sotto tutti gli aspetti, tranne che lo spettatore è già al corrente fin dall'inizio di chi sia l'assassino, che di solito viene mostrato in azione prima che il tenente entri in scena. In questo sottogenere l'attenzione dello spettatore si sposta dalla domanda "chi sarà il colpevole?" alla domanda "come farà il detective a scoprire chi è il colpevole?"
  • La signora in giallo, telefilm americano trasformato dalla protagonista Angela Lansbury, che veste i panni della giallista Jessica Fletcher, e dalle sue peculiarità di anziana ma agile, abile e simpatica scrittrice-detective, in un vero e proprio cult a livello mondiale, prodotto dall'americana CBS dal 1984 al 1996, e tutt'oggi trasmesso in Italia da Rete 4. Il telefilm risulta un mix stilistico tra le più affascinanti caratteristiche del giallo classico e la coinvolgente dinamica del thriller, premiata da un'infinità di riconoscimenti. In Italia, il telefilm, appassionando oltre 6 milioni di telespettatori in prima serata, si è confermato il genere più visto nella televisione italiana nel 2005.
  • CSI: Scena del crimine, serial americano nato nel 2000, che ha avuto audience da record in tutto il mondo e anche in Italia dove è trasmesso su Italia 1 oltre che su canali satellitari, che inquadra le peripezie di équipe di polizia scientifica americana, con altrettanto popolari "doppi" come CSI: Miami o il più recente CSI: New York.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ad esempio i romanzi di Isaac Asimov del Ciclo dei Robot sono dei veri polizieschi ambientati nel futuro
  2. ^ Giuseppe Petronio, Il punto su: Il romanzo poliziesco, Laterza, Bari, 1985
  3. ^ ibid. Come scrivere un giallo napoletano, Siviero M., pp. 11-17
  4. ^ C'era una volta il giallo III. L'età del sangue, Orsi G. F., Volpatti L., Alàcran, 2007
  5. ^ Cristina Menegolli, Appunti sul noir
  6. ^ Voce Noir, su www.treccani.it
  7. ^ Il giallo italiano come nuovo romanzo sociale, Sangiorgi M., Telò L. (a cura di), Longo Editore, 2004
  8. ^ Per scrivere i miei libri mi ispiro ai fatti di cronaca, Rusconi R., Il Denaro, 27 marzo 1999, p. 55
  9. ^ Il diavolo giallo di Siviero M., presentazione di Compagnone L., Camunia, 1992
  10. ^ Come scrivere un giallo napoletano – con elementi di sceneggiatura, Siviero M., Graus, 2003, ISBN 88-8346-047-2, p. 47
  11. ^ Daniele Claudi, giornale Roma, Napoli, delitti e misteri alla vigilia del Maggio, 26 maggio 2005.
  12. ^ Massimo Siviero, Come scrivere un giallo napoletano. Con elementi di sceneggiatura, Siviero M., Graus, 2003, pp. 15-16.
  13. ^ I. Pileri Pavesio, Il femminicidio ed il sessismo nella letteratura poliziesca negli USA e in Europa: brevi cenni in Il femminicidio e il sessimo benevolo, Atti del convegno, 2 luglio 2015, Genova.
  14. ^ Stephen King, Rose Madder, Cles, Sperling and Kupfer, p. 16, ISBN  9788868362393.
  15. ^ Karin Slaughter, Corpi, Casale Monferrato, Piemme, 2004, p. 49, ISBN 17235413ISBN non valido (aiuto).
  16. ^ Lars Kepler, L'ipnotista, Bergamo, Longanesi, 2009, p. 156, ISBN 9788830437296.
  17. ^ Sebastian Fitzek, La terapia, Bergamo, RCS, 2007, p. 224, ISBN 9788817017855.
  18. ^ Isabella Pileri Pavesio, Il peccato chiama peccato, Roma, BAE, 2012, p. 199, ISBN 9788896289259.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Petronio, Il punto su: il romanzo poliziesco, Bari, Laterza, 1985.
  • M. D'Alessandro e S. Salis (a cura di), Nero su giallo: Leonardo Sciascia eretico del genere poliziesco, Milano, La Vita Felice, 2006.
  • M. Sangiorgi e L. Telò (a cura di), Il giallo italiano come nuovo romanzo sociale, Longo Editore, 2004.
  • Massimo Siviero, Come scrivere un giallo napoletano. Con elementi di sceneggiatura, Napoli, Graus, 2003.
  • Gian Franco Orsi e Lia Volpatti, C'era una volta il giallo III. L'età del sangue, Alacràn, 2007.
  • Raffaele Crovi, Le maschere del mistero, Firenze-Antella, Passigli Editori, 2000.
  • Tiziano Agnelli, Umberto Bartocci, Adriano Rosellini, Nascita, morte e resurrezione del libro giallo in Italia - Breve storia e catalogo orientativo delle principali collane edite in Italia dal 1903 al 1948, Perugia, 1998. [1]
  • Vittorio Brunori, La grande impostura. Indagine sul romanzo popolare, Venezia, Marsilio, 1978.
  • Loriano Macchiavelli, Le piste dell'attentato, Dario Flaccovio Editore, 2005.http://www.loriano-macchiavelli.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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