L'affare D'Arblay

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L'affare D'Arblay
Titolo originaleThe D'Arblay Mystery
Richard Austin Freeman - L'affare D'Arblay (The D'Arblay Mystery) - I Gialli Mondadori 1931.jpg
Copertina del romanzo L'affare D'Arblay (The D'Arblay Mystery) di Richard Austin Freeman, nel n.23 de i Gialli Mondadori, 1931.
AutoreRichard Austin Freeman
1ª ed. originale1926
1ª ed. italiana1931
Genereromanzo
Sottogenerepoliziesco
Lingua originale inglese
AmbientazioneHighgate, Londra
ProtagonistiJohn Thorndyke
SerieDottor Thorndyke
Preceduto daL'ombra del lupo

L'affare D'Arblay (The D'Arblay Mystery) è un romanzo poliziesco del 1926 dello scrittore inglese Richard Austin Freeman, nono romanzo della serie che vede protagonista l'investigatore scientifico dottor John Thorndyke.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il dottor Stephen Gray, medico fresco di laurea, mentre passeggia una mattina in un parco nel quartiere di Highgate, a Londra, incontra una bella ragazza che sembra cercare ansiosamente qualcosa o qualcuno. Poco dopo Gray scopre un cadavere affiorante in uno stagno. Il morto è Julius D'Arblay, uno scultore, il padre della ragazza che lo stava cercando. Apparentemente si tratta di una disgrazia, ma Gray, insospettito dalle circostanze e colpito anche dal fascino della bella Marion, chiede al suo professore, il dottor John Thorndyke, di accertarsi che venga eseguita un'accurata autopsia. I risultati sono sorprendenti: D'Arblay è stato assassinato con una iniezione di veleno (aconitina) praticata nella schiena. La polizia indaga ma senza grosse speranze di giungere a un risultato utile, dato che non sembra esserci un movente per l'omicidio e che l'assassino non ha lasciato tracce. Gray però si considera ormai coinvolto e si assicura la collaborazione di Thorndyke, il quale formula alcune ipotesi sul possibile legame tra D'Arblay e il suo assassino, ipotesi che troveranno conferma in una serie di attentati alla vita di Marion, in alcuni oggetti ritrovati nel laboratorio dello scultore e nelle circostanze della malattia di uno strano paziente del dottor Gray nel quartiere di Hoxton.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

"L'affare D'Arblay ha una trama con un enigma alquanto nella tradizione della prima trilogia. È un libro completamente sgradevole, il cui uso di stereotipi razziali lo rende il punto più basso nella produzione di Freeman."[1]

"Il lavoro di detection è affascinante: si scoprono in continuazione nuovi fatti, e l'enfasi posta sulla logica è esilarante. La rivelazione finale è soprendentemente ingegnosa, e aumentata dal fatto che il lettore rimane perplesso fino alla fine. Le informazioni sui lavori in cera e sulle monete sono affascinanti, e l'ambientazione (una Londra Dickensiana) è di prima classe. Da notare gli aspetti surreali dei manichini di cera e gli attacchi contro l'eroe e l'eroina che incrementano la suspense."[2]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Michael E. Grost, A Guide to Classic Mystery and Detection, su mikegrost.com. URL consultato il 5 agosto 2016.
  2. ^ (EN) Golden Age of Detection Wiki -The D'Arblay Mystery, su gadetection.pbworks.com. URL consultato il 5 agosto 2016.