Il principe d'Egitto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il principe d'Egitto
Egitto4.jpg
Mosè in una scena del film
Titolo originaleThe Prince of Egypt
Lingua originaleinglese, ebraico
Paese di produzioneUSA
Anno1998
Durata95 min
Genereanimazione, avventura, drammatico, musicale, storico, sentimentale
RegiaSimon Wells, Brenda Chapman, Steve Hickner
SoggettoLibro dell'Esodo
SceneggiaturaNicholas Meyer, Philip LaZebnik
ProduttorePenney Finkelman Cox, Sandra Rabins
Produttore esecutivoJeffrey Katzenberg
Casa di produzioneDreamWorks Animation
FotografiaAdrian Biddle
MontaggioNick Fletcher
Effetti specialiIndustrial Light & Magic
MusicheHans Zimmer
ScenografiaRick Baker
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Il principe d'Egitto (The Prince of Egypt) è un film d'animazione della DreamWorks Animation del 1998 con la regia di Brenda Chapman, Steve Hickner e Simon Wells. Primo film della DreamWorks, si tratta di un remake animato de I dieci comandamenti degli anni cinquanta e interpretato da Charlton Heston[1]. Adattamento del libro dell'Esodo, la pellicola, doppiata in lingua originale da attori del calibro di Val Kilmer, Ralph Fiennes, Michelle Pfeiffer, Sandra Bullock, Jeff Goldblum, Danny Glover e Patrick Stewart, è incentrata sulla vita di Mosè, da principe d'Egitto a guida del popolo d'Israele verso la terra promessa.

Al momento della sua uscita, 18 dicembre 1998, ha rappresentato il film d'animazione più costoso della storia del cinema[2]. Con una reazione positiva da parte della critica, che elogiò il film per la sua musica e la storia, e con un ottimo incasso al botteghino, Il principe d'Egitto si guadagnò vari riconoscimenti, tra cui un Oscar per la migliore canzone (When You Believe), cantata in lingua originale da Whitney Houston e Mariah Carey[3]. Costato 70 milioni di dollari[4], la pellicola ha incassato circa 218 milioni di dollari[4], diventando il film d'animazione non disneyano di maggiore incasso nella storia del cinema. Il record è stato battuto nel 2007 con l'uscita de I Simpson - Il film[5].

La regista Brenda Chapman fu la prima donna a co-dirigere un grande film d'animazione[2]. Il successo della pellicola convinse la DreamWorks a realizzare un prequel nel 2000, Giuseppe il re dei sogni (Joseph: King of Dreams), uscito direttamente in video[6].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Gli ebrei sono schiavi del popolo egizio e, per ordine del Faraone Seti I, costruiscono le città ed erigono le statue degli dei, fino a morire per la fatica. Pregano però il loro Dio affinché mandi un pastore o una guida per liberarli. Mentre gli israeliti lavorano per il Faraone, un drappello di guardie invade il quartiere ebraico di Goscen perché il faraone temeva una rivolta da parte degli ebrei, divenuti troppo numerosi per essere controllati. Le guardie sono in cerca dei bambini maschi neonati, che uccidono, lasciando le madri nella disperazione. Ma una di queste vedove, Jocabel, non vuole cedere e, in compagnia dei due figli maggiori, Miriam e Aronne, corre verso le rive del fiume Nilo per salvare il suo neonato. Lo mette in una cesta e lo affida alla corrente del fiume. La sorellina Miriam segue la cesta contenente il piccolo fino a giungere il palazzo reale. Lì si trovano la regina, moglie di Seti, e il suo figlioletto, Ramses II. Appare dalle acque la cesta che la regina scoperchia, scoprendone il contenuto: la donna decide di adottare il piccolo come proprio figlio e di chiamarlo Mosè.

Passano circa 20 anni, Mosè e Ramses crescono come due fratelli, ignari dell'origine del primo, che si crede realmente figlio del faraone. Un giorno, correndo con delle bighe, entrano all'interno di un tempio in lavorazione. Dopo aver rotto il naso di una statua del Faraone, seppelliscono nella sabbia il santuario con tutti i sacerdoti. Seti rimprovera duramente i due, specialmente Ramses, che deve essere più responsabile, se vuole un giorno diventare faraone. Mosè in seguito parla con Seti e cerca di convincerlo che il fratello abbia solo bisogno di un'occasione per dimostrare il proprio valore.

Quella stessa sera viene infatti preparata una solenne cerimonia nella quale Ramses viene nominato principe reggente e responsabile della costruzione di tutti i templi. Quest'ultimo decide di premiare anche il fratello per il contributo e lo nomina capo architetto reale, donandogli un prezioso anello come simbolo della propria gratitudine. Seti, per festeggiare, chiede ai sommi sacerdoti un regalo per il figlio. I due, presi alla sprovvista, usando i loro trucchetti fanno apparire la splendida Zippora, una prigioniera del territorio di Madian. Ramses e Mosè rimangono affascinati dalla bellezza della giovane, che riesce a liberarsi dalle guardie: è lo stesso Mosè a fermarla. Ramses ordina che Zippora sia condotta nelle stanze di Mosè per divenire sua schiava. La giovane però dimostra di essere più ribelle di quanto i due principi pensino, riuscendo, infatti, a legare il proprio custode e a eludere la sorveglianza delle guardie. Mosè rientrando nelle sue stanze, finisce così per trovare sul proprio letto il servitore imbavagliato. Si affaccia al balcone e vede Zippora che sta per uscire dal palazzo mentre due guardie si avvicinano. Mosè, sceso per recuperarla, distrae le guardie e le permette di fuggire, decidendo però di seguirla per vedere dove ha intenzione di andare.

Giunge così nel quartiere ebraico di Goscen dove due ebrei, un uomo e una donna, versano dell'acqua per la giovane che fugge subito dopo con un dromedario verso il deserto. Mosè la segue con gli occhi ma viene distratto dall'ebrea che, per sbaglio, aveva fatto cadere la propria anfora ai suoi piedi. La giovane donna lo riconosce e gioisce per la sua venuta. Mosè non capisce il suo comportamento, l'uomo che sta con lei cerca di allontanarla. La giovane però rivela al principe una verità che egli non avrebbe mai immaginato: lui non è un egiziano, è il figlio di una schiava deceduta di nome Jocabel, lei è Miriam, sua sorella, e l'uomo che è con lei è il loro fratello Aronne; Mosè è stato trovato dalla regina sulle rive del Nilo, sua madre voleva salvarlo da una grave minaccia. Mosè, sconvolto, corre via arrivando alle sue stanze, cercando di convincersi che fossero bugie, finché non si addormenta. Quella notte, però, Mosè ha uno stranissimo sogno in cui vede ciò che accadde poco dopo la sua nascita, tra cui sua madre che lo lascia alla corrente del Nilo mentre le guardie egiziane catturano i neonati ebrei per portarli alla morte. Mosè si risveglia di soprassalto e, determinato a capire il significato del sogno, corre a vedere le pitture in tutte le zone della dimora reale finché non trova quella che ritrae Seti mentre ordina alle guardie reali di gettare i bambini ebrei in pasto ai coccodrilli nel Nilo. Inorridito, Mosè capisce che ciò che Miriam gli ha rivelato corrisponde alla verità. Seti lo trova e gli spiega di averlo fatto per proteggere il regno da un'eventuale rivolta, asserendo che sia stato un sacrificio necessario per un bene superiore. Mosè non accetta che l'uccisione di neonati possa essere definita in tale modo e rimane disgustato quando il faraone dice che "erano solo schiavi", andando via di corsa. Giunto nel punto dove venne trovato dalla moglie del faraone, stavolta è proprio la madre adottiva a parlargli. Ella gli offre conforto ribadendogli che è suo figlio e che lo considera un dono che gli dèi hanno fatto alla sua famiglia. Mosè trova sollievo nell'affetto della donna, ma sa che non potrà mai più vivere come prima dopo quello che ha scoperto.

Ramses intanto si prepara a ricostruire il tempio distrutto durante la catastrofica corsa delle bighe mentre Mosè lo assiste nei lavori, apparentemente tranquillo, ma in realtà inquieto, guardando le sofferenze della propria gente, fustigata dagli egiziani. A un certo punto, Mosè scorge un vecchio schiavo, oramai esausto che viene frustato ripetutamente e senza pietà da un sorvegliante. Il giovane non riesce a sopportare questa nefandezza, sale sul padiglione e nel tentativo di fermarla, fa precipitare la guardia, uccidendola. Tutti lo additano come assassino, anche se lui non avrebbe mai voluto fare una cosa simile. Mosè inizia a correre fino ad uscire dalla città, dove viene raggiunto da Ramses. Il fratello gli promette che farà in modo di cancellare l'episodio dalla memoria di tutti perché ciò che lui dice è legge. Mosè, però, risponde che la sua parola non cancellerà comunque la verità e che tutta la propria vita è stata una menzogna, esortandolo poi a chiedere spiegazioni a Seti su questo. Detto ciò, Mosè fugge disperato nel deserto, dove sopporta enormi sofferenze, abbandonando i simboli del proprio potere; bracciali, collane, la parrucca. Decide però di tenere con sé l'anello che Ramses gli aveva regalato. Continuando a camminare, si imbatte in una tempesta di sabbia, che quasi lo seppellisce. Ripresosi, vede tre giovani ragazzine prese di mira da dei briganti e interviene per difenderle, cadendo in un pozzo. Le tre cercano di aiutarlo ad uscire, per poi riuscirci con l'aiuto della sorella maggiore, che non è altri che Zippora, la quale, ricordandosi di lui, lo lascia cadere di nuovo. Giunto a Madian viene presentato al sacerdote Jetro, padre di Zippora, il quale lo accoglie nella sua comunità. Mosè afferma di non essere un uomo degno di alcun onore perché non ha mai fatto niente per meritare un simile appellativo, ma Jetro gli fa notare che aver aiutato Zippora a fuggire e proteggere le sue tre figlie minori siano stati atti onorevoli. Trascorrendo il tempo a Madian, Mosè impara il valore dell'umiltà e di come la ricchezza materiale e i titoli nobiliari non rendano un uomo migliore di qualsiasi altro, poiché tutti hanno la stessa importanza. Mosè assimila questa nuova cultura trovando una felicità nuova e più profonda di quella che avesse vissuto prima, diventa pastore di un gregge e sposa Zippora.

Un giorno però, mentre cerca una pecora, assiste a un prodigio: un ulivo arde di una luce biancastra ma non si consuma. Da quella pianta proviene una voce che gli chiede di liberare il popolo degli israeliti dagli egiziani. Mosè sembra esitante ma la parola di Dio è legge: dovrà recarsi dal faraone per chiedere la liberazione della propria gente. Mosè accetta il compito e, colmo di entusiasmo per lo scopo che Dio gli ha affidato, corre da Zippora parlarle. Ella è dubbiosa, ma decide infine di seguire il marito nella sua impresa. Mosè e Zippora partono dunque per l'Egitto e vanno da Ramses, diventato il nuovo faraone dopo la morte del padre e della madre. I due fratelli sono felici di rivedersi, ma il compito di Mosè non permette loro di tornare come un tempo. Mosè invita il fratello a liberare gli schiavi ebrei, ma Rasmes si rifiuta, dicendo che la vita degli schiavi non ha alcuna importanza e che lui non sarà mai l'anello debole (come il padre lo aveva ammonito a non diventare), per poi raddoppiare il carico di lavoro degli schiavi per punire Mosè. La rabbia degli schiavi ebrei li porta quindi a lamentarsi dell'arrivo di Mosè, che vuole dimostrare a tutti che il Signore presto interverrà. Si reca dunque sulle rive del Nilo, dove Ramses insieme a suo figlio, ed in compagnia di Hotep e Hoy, fa un giro in barca. Mosè gli chiede nuovamente di liberare gli schiavi, ma Ramses gli manda contro le guardie armate. Mosè, toccando il fiume col suo bastone, tramuta l'acqua in sangue, spaventando le guardie che corrono verso la barca del faraone, che chiede spiegazione ai sacerdoti Hotep e Hoy. Questi ultimi, come sempre, usano un gioco di prestigio per simulare un atto divino e colorano una ciotola d'acqua di rosso, messinscena che convince il faraone che il potere di Dio di cui Mosè fa da tramite non rappresenti una minaccia. Il Signore scaglia contro l'Egitto altre otto piaghe: invasione di rane, di zanzare, di mosche e di pulci, la moria del bestiame, la grandine infuocata, le locuste, le pustole e le tenebre permanenti. Hotep e Hoy non riescono più a fronteggiare lo scatenarsi del potere assoluto del Signore e vengono quindi licenziati dal furente faraone. L'impero di Ramses è ormai ridotto a un cumulo di macerie, con il popolo egiziano che soffre mentre il faraone si ostina a non liberare gli ebrei.

Mosè si reca dal faraone per parlargli. I due ritrovano un po' del legame passato ricordando il tempo passato insieme, ma le loro posizioni impediscono ogni forma di riconciliazione. Mosè gli dice che il regno non può continuare a reggersi sul dolore degli schiavi e che le disgrazie avvenute a causa delle piaghe avranno fine solo con la partenza degli ebrei. Rasmes ribadisce che nessuno ha il potere di dargli ordini né di minacciarlo, ma Mosè lo supplica di smetterla di ostinarsi perché la prossima piaga sarà di gran lunga peggiore delle precedenti, ma Ramses non cede e dichiara che tutti i neonati ebrei maschi vengano trucidati, proprio come suo padre fece in passato. Mosè, rattristato, lo avverte che questa decisione si ripercuoterà su di lui. Gli ebrei, per ordine del Signore, segnano con il sangue d'agnello tutte le architravi delle loro porte cosicché, quando l'angelo del Signore vedrà quel simbolo, non entrerà in casa. Il fuoco dell'angelo della morte invade così l'Egitto durante la notte e porta via tutti i primogeniti egiziani, non risparmiando nemmeno il figlio di Ramses. Mosè viene chiamato a palazzo dal faraone dinanzi al corpo mummificato di suo figlio, ormai arreso; lui e il suo popolo potranno finalmente partire. Il profeta però non gioisce, anzi sembra disperato, il dolore di Ramses è anche il suo dolore. Zippora e Miriam lo confortano, la sua gente è finalmente libera. Gli ebrei lasciano così l'Egitto, oramai in rovina. Giungono presto sulle rive del Mar Rosso, quando all'improvviso Ramses, furente, giunge con i suoi soldati e dà l'ordine di attaccare gli ebrei, impossibilitati a trovare alcuna via di fuga con il mare dinanzi e i soldati alle spalle. Giunge però un nuovo prodigio del Signore ad aiutarli, un tornado di fuoco si abbatte sul deserto, impedendo sistematicamente agli egiziani di proseguire oltre, ma ciò non basta a placare la paura degli ebrei, che non hanno comunque via di fuga. Mosè capisce cosa fare e, colpendo l'acqua col suo bastone, dà vita ad un ulteriore prodigio: il Mar Rosso si divide in due. Mosè e il suo popolo possono attraversare il fondo del mare a piedi tra le due enormi pareti d'acqua del mare scisso. Quando sono vicini alla terra oltre il mare, però, il tornado di fuoco svanisce. Ramses, impressionato nel vedere il mare diviso, ordina comunque la carica e gli egiziani a cavallo guidati dal faraone si gettano all'inseguimento. Gli ebrei corrono per salvarsi mentre i soldati egiziani, impossibilitati ad usare le bighe a causa del fondo irregolare e colpo di pietre del Mare, proseguono a loro volta a piedi, incluso il faraone. Mosè ad un tratto si rende conto che il prodigio sta per avere fine, il Mar Rosso inizia ad unificarsi nuovamente. Gli ebrei, tra cui Mosè rimasto per ultimo, riescono ad uscire appena in tempo, mentre l'esercito egiziano e Ramses vengono travolti dalle acque e sembra che il solo, per pura fortuna, a sopravvivere sia proprio il faraone, scagliato su una roccia in mezzo al Mar Rosso tornato nuovamente unito. Il faraone urla il nome di Mosè, il quale dice addio al fratello. Gli ebrei raggiungono quindi il monte Sinai, come Dio aveva comandato e l'ultima scena vede Mosè scendere dal monte con le tavole della legge.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Mosè: È il protagonista del film. Inizialmente, è un principe arrogante, presuntuoso e viziato, con l'abitudine di cacciarsi nei guai con i suoi scherzi trascinando con sé anche il fratello senza mai preoccuparsi delle conseguenze. Dopo aver scoperto della verità sulle sue origini, ossia di essere in realtà ebreo e non il principe d'Egitto come credeva e anche con l'aiuto del sacerdote Jetro, cambierà radicalmente, diventando un uomo saggio, altruista, coraggioso e sensibile. Durante gli anni trascorsi nel deserto con Zippora e la famiglia di quest'ultima, si innamora di lei e decide di sposarla. Dopo essere stato chiamato da Dio, decide di andare a salvare il suo popolo e sfidare il Faraone. Nel periodo trascorso in Egitto, dimostra di essere molto legato al fratello adottivo Ramses e, anche dopo esserne diventato nemico, continuerà a provare un profondo affetto per lui.
  • Ramses II: È il principale antagonista del film. Subisce un'evoluzione opposta a quella di Mosè. Da uomo altruista e sensibile, ma comunque senza alcuna considerazione per la vita degli ebrei e delle loro sofferenze, sembra diventare potente, malvagio, spietato, egoista e arrogante. Tuttavia dimostra, in una scena svoltasi durante i tre giorni di oscurità, di provare ancora affetto per Mosè, chiedendogli di tornare a essere il fratello di un tempo. La sua ira per quanto accaduto con Mosè, che continua a chiedere la liberazione degli schiavi, lo porta a raggiungere il punto di non ritorno e a decidere di ordinare il massacro dei neonati ebrei come fece suo padre. Dopo la perdita del figlio accetta di liberare gli ebrei, per poi decidere di ucciderli tutti partendo al loro inseguimento, fallendo.
  • Zippora: È la moglie di Mosé. È una donna tosta, astuta, coraggiosa e testarda, ma anche molto dolce e sensibile. Inizialmente lei odia Mosè, visto che lui la umilia in Egitto di fronte a tutti i presenti, nonostante il principe l'aiuti poi a fuggire distraendo le guardie che la cercavano, ma in seguito si innamoreranno e si sposeranno. In diverse occasioni, viene dimostrato che è molto combattiva e non esita a battersi per il suo popolo.
  • Miriam: È la sorella maggiore di Mosé. È una donna molto dolce, sensibile e altruista. Cerca subito di far capire a Mosé di essere sua sorella e che lui è ebreo, e quando lui scoprirà la verità sarà la prima a sostenerlo e a stargli vicino. Anche quando lui la respinge, lei si dimostra sempre gentile e altruista con lui.
  • Aronne: È il fratello maggiore di Mosé. È un uomo sarcastico, permaloso e cinico, anche se molto dolce. Vuole molto bene a sua sorella Miriam, e per questo cerca di tenerla sempre lontana dagli egizi. Inizialmente non crede in Mosé, giudicandolo per le azioni commesse quando credeva di essere egiziano, ma in seguito lo sosterrà; è il Sommo Sacerdote degli Ebrei.
  • Jetro: È il padre di Zippora, e il sacerdote di Madian, la terra dove andrà Mosé dopo essere fuggito dall'Egitto. È un uomo spiritoso, ospitale e spensierato. È sempre molto gentile, saggio e cordiale con tutte le persone che si trova intorno e protegge con affetto le sue numerose figlie. Crede fermamente che il valore di una persona sia determinato dalle sue azioni e non da ciò che possiede. Si dimostrerà molto affettuoso con Mosé, insegnandogli molte cose e aiutandolo a trovare il suo posto a Madian.
  • Faraone Seti I: È padre naturale di Ramesse e il padre adottivo di Mosé. È un uomo potente, subdolo ed egoista, anche se si dimostrerà sensibile e protettivo verso Mosé. Sarà, invece, molto severo con Ramses, non per mancanza di affetto ma perché sarà lui a succedergli come faraone e si aspetta quindi maggiore maturità. È il responsabile dell'uccisione di tutti i bambini ebrei all'inizio del film. Muore insieme alla moglie durante quei 20 anni di Mosè nascosto nel deserto.
  • Regina Tuya: È la moglie del Faraone Seti I, la madre naturale di Ramses e quella adottiva di Mosé. È una donna molto sensibile e saggia. Non approva il modo di governare del marito, ma è costretta a non imporsi perché non ha potere sull'Egitto. Dopo che Mosé scoprirà la verità, gli rivelerà tutto e gli dirà quanto bene gli vuole, affermando che lui, per lei, è un dono.
  • Hotep e Hoy: Sono i sommi sacerdoti dei Faraoni Seti, da quarant'anni, e Ramses, da sessant'anni; hanno il ruolo di oppositori del film, seppur come classico duo comico. Sono entrambi subdoli, egoisti e ipocriti, bravi solo a fare trucchi di magia e a criticare gli altri. Adorano mentire e ingannare le persone. Per tutto il film saranno crudeli e severi verso Mosé, che infatti li disprezza, anche quando lo vogliono condannare a morte dopo il suo ritorno. Cercano di opporsi alle piaghe d'Egitto coi loro giochi di prestigio, venendo però presto surclassati dal potere assoluto del Signore. Dopo l'avversione delle piaghe sull'Egitto, infatti, Ramses li licenzierà, cacciandoli a tradimento dal palazzo, stufo dei loro fallimenti. Il primo è basso e grasso, il secondo è alto e magro.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni novanta Jeffrey Katzenberg lavorava al dipartimento animazione di Walt Disney Pictures. Fu in questo periodo che pensò di realizzare un remake animato de I dieci comandamenti, ma Michael Eisner, allora amministratore delegato Disney, bocciò il progetto[1]. Katzenberg, nel 1994, lasciò la Disney e fondò con l'aiuto di Steven Spielberg e David Geffen una nuova società di produzione e distribuzione: la DreamWorks SKG. Spielberg suggerì a Katzenberg di lavorare subito al film animato de I dieci comandamenti[1].

Furono assunti quattordici artisti e scrittori, moltissimi storici (perché lo studio voleva un film fedele alla storia originale) e tutti gli attori dovettero registrare le loro voci singolarmente e sempre affiancati da uno dei tre registi[1]. Un aneddoto rivela che Katzenberg abbia deciso di far creare Mosé con i suoi lineamenti, mentre per realizzare il perfido faraone Ramses sembra si sia ispirato a Eisner, l'amministrazione della Disney che bocciò Il principe d'Egitto[7].

Il team di animazione comprendeva 350 artisti di 34 diverse nazioni provenienti dalla Walt Disney[8] e dall'Amblimation, uno studio di animazione statunitense associato alla Amblin Entertainment di Spielberg[9]. Ogni animatore aveva una squadra di artisti a disposizione che aveva il compito di analizzare le caratteristiche di ogni singolo personaggio animato: ad'esempio, Kristof Serrand fu scelto per supervisionare l'animazione e impostare la personalità di Mosè da adulto[10]. Tutti gli animatori riuscirono a distinguere adeguatamente le varie etnie presenti nel film (Egiziani, Ebrei, Nubiani)[11]. Nel film, inoltre, sono presenti alcune scene che contengono un mix di animazione tradizionale e computer grafica (l'apertura del Mar Rosso, le dieci piaghe d'Egitto)[1][12].

Lon Bender suggerì di dare alla voce di Dio quella di Mosè, così da caratterizzare più profondamente l'armonia tra i due[13]. Si era anche parlato della possibilità di rappresentare Dio come un bambino o come una donna, ma l'idea fu bocciata per timore di offendere alcuni spettatori[2].

I produttori nascosero il vero titolo del film prima della sua uscita, al fine di mantenere il segreto. La pellicola fu pubblicata con il titolo di "Edgar Allen". Questo è un gioco di parole sul famoso poeta statunitense Edgar Allan Poe, dove POE è l'acronimo di "Prince of Egypt"[2].

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora venne registrata interamente a Londra ed è stata pubblicata su etichetta DreamWorks Records[14].

  • Deliver Us / Ascoltaci (Cantata in originale da Ofra Haza, Eden Riegel e dal coro e in italiano da Ofra Haza, Ilaria Butera e dal coro)

La canzone iniziale nella quale gli schiavi chiedono a Dio di liberarli, Jocabel mette Mosè sul cesto

  • All I Ever Wanted / Questa è la mia vita (Cantata in originale da Amick Byram e in italiano da Roberto Stafoggia)

Mosè scopre le sue vere origini e sogna il massacro dei bambini ebrei

  • Queen's Reprise / Il reprise della regina (Cantata in originale da Linda Dee Shayne e in italiano da Melania Giglio)

La regina conforta Mosè dopo aver scoperto di essere stato salvato dal Nilo

  • Through Heaven's Eyes / Ci riuscirai (Cantata in originale da Brian Stokes Mithcell e in italiano da Fabrizio Palma)

Jetro accoglie Mosè nella sua tribù, matrimonio fra Mosè e Zippora

I sommi sacerdoti trasformano i bastoni in serpenti

Le piaghe d'Egitto

La partenza degli ebrei

Ofra Haza, sulla quale è stato modellato lo stesso personaggio che interpreta, ha cantato la canzone "Deliver Us" in ben 17 lingue, tra cui anche l'italiano[2].

Il CD della colonna sonora italiana viene distribuito nel 1998 dalla Sony Music. Le parti corali della colonna sonora sono state effettuate dal Coro ROMAN ACADEMY, sotto la direzione di Fabrizio Palma. L'adattamento italiano dei testi è a cura di Antonio Sechi.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Uscito negli USA il 18 dicembre 1998, il film uscì nei cinema italiani in contemporanea, il 18 dicembre 1998.

Edizione Home Video[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, il film è stato distribuito in VHS dalla Dreamworks Home Entertainment in novembre 1999.

Divieti[modifica | modifica wikitesto]

Il film non venne distribuito in Malesia e nelle Maldive per "ragioni religiose e morali", poiché è contro la legge mostrare il volto di Mosè e di tutti gli altri profeti islamici. In Indonesia, invece, uscì solo per il mercato Home video[2].

In Italia, viene trasmesso per la prima delle poche volte su Canale 5 in prima serata il 26 dicembre 2001 prima del film d'animazione del 1997 "La banda del rock - I musicanti di Brema", registrando 5.349.000 telespettatori e il 23.51% di share.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Con un costo generale di 70 milioni di dollari, il film ne ha incassati 218,613,188[4].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato molto apprezzato dalla critica di tutto il mondo e dal pubblico. Il sito Rotten Tomatoes ha riportato che il 79% delle 80 recensioni professionali ha dato un giudizio positivo sul film[15]. Su Metacritic il film ha avuto un punteggio medio di 64/100 in base a 35 recensioni[16]. Il film è stato molto apprezzato per l'ottima musica, l'eccitante suspense delle scene finali e il cammino che compie il protagonista e il suo radicale cambiamento. Hanno, però, criticato l'eccessiva violenza di molte scene (ad esempio durante la canzone Piaghe).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Differenze con il racconto biblico[modifica | modifica wikitesto]

La storia del Principe d'Egitto segue abbastanza fedelmente il racconto biblico dell'Esodo. Vi sono soltanto alcuni particolari cambiati allo scopo di rendere più fluida la storia e più spettacolari le scene, come esplicitato nella dicitura iniziale all'inizio del film stesso.

  • Nella Bibbia è la figlia del faraone che trova Mosè nelle acque del Nilo, non la moglie.
  • Miriam, dopo aver visto che Mosè è stato adottato dalla regina, va via mentre nelle Sacre Scritture la bambina chiede alla figlia del faraone di prendere una nutrice fra le donne ebree (che sarà poi la stessa Jocabel).
  • Mosé, nell'Esodo sa di essere ebreo, nel film invece non crede a Miriam che cerca di rivelarglielo, ma poi se ne rende conto dopo aver sognato la madre che lo abbandona sulle acque del Nilo.
  • Il primo incontro di Mosè con la futura moglie Zippora avviene nella Bibbia solo a Madian, non prima, in Egitto, come nel film.
  • Mosè, seguendo il testo dell'Esodo, dovrebbe uccidere l'egiziano in una zona nascosta, senza farsi vedere per poi sotterrare il corpo nella sabbia: in seguito viene però scoperto e fugge, per evitare la sentenza di morte del faraone. Nel film invece Mosè uccide l'egiziano davanti a tutti gli schiavi e ai sorveglianti scaraventandolo da alcune impalcature, fuggendo poi terrorizzato. Ramses è presente all'accaduto, ma cerca di aiutare Mosé facendo passare l'omicidio per un incidente.
  • Mosè ha da Zippora due figli già prima di andare dal faraone, mentre nel film non appaiono.
  • Mosè si reca nella reggia del faraone in compagnia di Aronne e non della moglie, come nel film.
  • Nel racconto biblico, è Aronne, non Mosè, a compiere il prodigio del bastone che diventa serpente.
  • Aronne, nel libro dell'Esodo, è sostenitore del fratello sin dall'inizio, nel film invece in un primo momento lo contrasta.
  • Nella Bibbia, fra gli Egiziani e gli Ebrei si frappone una colonna di nube, tenebrosa dal lato egizio e luminosa dal lato ebreo, nel film invece si materializza una colonna di fuoco. La nube protegge gli ebrei di giorno, mentre di notte li protegge una colonna di fuoco, e dopo la notte passata sulla riva il popolo parte e attraversa il mare. Infatti nel film la colonna di fuoco è preannunciata dal buio della notte.
  • Nel film, durante la partenza degli ebrei, vengono fatte notare due guardie egizie che si privano dei loro scudi e delle loro lance, per seguire gli israeliti, episodio mai citato nella Bibbia. Forse il regista voleva far vedere la resa simbolica degli egiziani davanti al potere di Dio.
  • Mosè nel racconto biblico è molto più anziano quando fa tornare gli Ebrei dall'Egitto. Nel racconto biblico, Mosè ha l'età che ha nel film al suo arrivo a Madian, mentre nel film invecchia lì.
  • Nella Bibbia non ci sono riferimenti a rapporti di fratellanza tra Mosè e il faraone.
  • Al pari di quanto succede in altre versioni cinematografiche sullo stesso soggetto (come quella di Cecil B. De Mille), anche qui, il faraone è identificato con Ramses II. Nella Bibbia, il nome del faraone non è mai menzionato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Dan Wooding's strategic times, in Assistnews.net. URL consultato il 15 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 21 luglio 2011).
  2. ^ a b c d e f (EN) The Prince of Egypt (Trivia), Imdb Official Site. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  3. ^ a b (EN) Academy Awards, USA: 1998, in awardsdatabase.oscars.org. URL consultato il 15 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2014).
  4. ^ a b c (EN) Prince of Egypt (1998), in Box Office Mojo. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  5. ^ (EN) Highest grossing animated films, in Box Office Mojo. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  6. ^ (EN) Archive - Joseph: King of Dreams, in Crosswalk.com, 3 novembre 2000. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  7. ^ Lorenzo Bianchi, DreamWorks: da 20 anni nel grande cinema d'animazione (tra alti e bassi), i-filmsonline.com, 18 ottobre 2014. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  8. ^ (EN) John Horn, Can Anyone Dethrone Disney?, Los Angeles Times, 1º giugno 1997. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  9. ^ (EN) DreamWorks Animation In Process Of Being Sold To Japan’s SoftBank, in Inquisitr.com. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  10. ^ (EN) Leslie Felperin, The Prince of Egypt, su old.bfi.org.uk, 1998. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  11. ^ (EN) DreamWorks Animation In Process Of Being Sold To Japan’s SoftBank, in Inquisitr.com. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  12. ^ (EN) Joe Tracy, Breathing Life Into The Prince of Egypt, AnimationArtist.com, 1998. URL consultato il 15 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il ).
  13. ^ (EN) Sound design of Prince of Egypt, in Filmsound.org. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  14. ^ (EN) Prince of Egypt-About the Production, in Filmscouts.com. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  15. ^ (EN) The Prince of Egypt (1998), Rotten Tomatoes. URL consultato il 15 febbraio 2015.
  16. ^ (EN) The Prince of Egypt (1998): Reviews, in CNET Networks, Metacritic. URL consultato il 15 febbraio 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]