La strada per El Dorado

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La strada per El Dorado
La strada per Eldorado.jpg
Da sinistra: Miguel, Chel e Tullio con dietro il cavallo Altivo in una scena del film
Titolo originaleThe Road to El Dorado
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2000
Durata86 min
Rapporto1,85:1
Genereanimazione, avventura, commedia, fantastico, musicale, sentimentale, storico
RegiaBibo Bergeron, Will Finn, Don Paul, David Silverman
SoggettoEdmund Fong, Anthony Leondis
SceneggiaturaTed Elliott, Terry Rossio, Henry Mayo
ProduttoreBrooke Breton, Jeffrey Katzenberg, Bonne Radford
Casa di produzioneDreamWorks Animation
MontaggioJohn Carnochan, Vicki Hiatt, Dan Molina, Lynne Southerland
Effetti specialiStephen Wood
MusicheHans Zimmer
Art directorPaul Lasaine, Wendell Luebbe, Raymond Zibach
SfondiIsis Mussenden
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

La strada per El Dorado (The Road to El Dorado) è un film d'animazione del 2000 prodotto dalla Dreamworks Animation e distribuito nel cinema statunitensi il 31 marzo 2000 e Italiani il 13 ottobre 2000. È il secondo film in animazione tradizionale fatto dalla DreamWorks.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1519 a Siviglia due imbroglioni di nome Tullio e Miguel vincono grosse somme di denaro scommettendo con dei dadi truccati. Giocando e riuscendo a battere un uomo di nome Zaragoza, entrano in possesso di una mappa che indicherebbe il luogo in cui sorge la leggendaria città d'oro del Nuovo Mondo, El Dorado. Subito dopo aver ottenuto la mappa, il loro inganno viene scoperto e i due sono costretti alla fuga, finendo imbarcati clandestinamente su una delle navi appartenente alla flotta dello spietato Hernán Cortés diretta verso il Messico. I due vengono quindi scoperti e imprigionati. Qualche giorno dopo, i due amici, stanchi di rimanere prigionieri, tentano di architettare un piano di fuga, riuscendoci grazie all'intelligente cavallo di Cortés, Altivo. Infatti, a notte fonda, mentre Cortés e i suoi soldati dormono, Tullio, Miguel e Altivo scappano a bordo di una scialuppa di salvataggio. Quando l'animale, per inseguire una mela, finisce fuoribordo, i due uomini lo accolgono a bordo, perdendo però nell'operazione tutti i propri viveri a causa delle onde provocate dalla nave.

Grazie a una tempesta, il gruppo si ritrova sulle coste del nuovo Mondo e, seguendo le indicazioni della mappa, riesce a raggiungere la leggendaria città di El Dorado, dove Tullio e Miguel vengono scambiati per gli dei fondatori della città e quindi benevolmente accolti e venerati. I due però dovranno provare i loro poteri divini al sanguinario sacerdote Tzekel-Kan, che spera di servirsi del loro arrivo per ottenere il totale controllo sulla popolazione locale. Inoltre, per mettere le mani sull'oro, Tullio e Miguel devono servirsi della bella ladra di nome Chel che, avendo capito la loro reale natura ma condividendone gli scopi, farà da tramite tra loro e i potenti del luogo.

Il sacerdote intanto decide di dare il via all'era del giaguaro nella quale tutti sono obbligati a rispettare dure imposizioni e a praticare sacrifici umani. Dopo l'ennesima prova della loro divinità in una partita al gioco della palla, Miguel e Tullio impediscono a Tzekel-Kan di sacrificar loro la squadra perdente ristabilendo la pace nella città con la cacciata del sacerdote. Egli però, notando che Miguel è lievemente ferito sul capo, comprende la loro natura umana e prepara la propria vendetta.

Intanto tra Tullio e Chel sboccia l'amore e Miguel, messo da parte, ascolta una conversazione tra i due in cui essi progettano di tenere quasi tutto l'oro per loro. Deluso dal comportamento dell'amico di una vita e sempre più affascinato da El Dorado e dalle sue tradizioni, Miguel decide che non tornerà in Spagna con l'amico ma resterà lì. Le sue riflessioni sono interrotte da Tzekel-Kan che, tramite una potente magia, scatena per la città un gigantesco giaguaro di pietra incaricato di trovare e uccidere i due falsi dei.

Alla fine Tullio e Miguel, mettendo da parte i propri contrasti, riescono ad aver ragione della bestia facendola precipitare, assieme al sacerdote, in un mulinello collegato al fiume che attraversa la città e ritenuto l'ingresso per Xibalba. I due poi si affrontano a viso aperto decidendo di imboccare strade separate. Ma il sacerdote, trasportato dalla corrente, viene ritrovato da Cortés, impegnato a seguire le tracce che Miguel, Tullio e Altivo si erano lasciati alle spalle. Riconoscendo nell'uomo il dio delle sue profezie, Tzekel-Kan accetta di condurlo a El Dorado.

Le vedette della città annunciano l'arrivo dell'esercito di Cortés, e Tullio e Miguel si rendono conto che l'unico modo per impedire loro l'accesso alla città è bloccarne l'unico collegamento con il mondo esterno: una lunga grotta attraversata da un fiume la cui estremità esterna è celata da una piccola cascata. Per chiudere il passaggio, Tullio e Chel decidono di schiantarsi a tutta velocità con la loro imbarcazione (con la quale si apprestavano a lasciare El Dorado con tutto l'oro accumulato) contro l'uscita del tunnel facendolo così franare. Per una serie di inconvenienti, Miguel è costretto a intervenire salvando i due amanti dal pericolo e consentendo la buona riuscita del piano, ma perdendo la possibilità di restare per sempre a El Dorado. Il passaggio viene quindi sigillato con successo. I due soci si riappacificano e assistono alla fine di Tzekel-Kan che, ritenuto un bugiardo da Cortés per averlo condotto in un punto in cui non esiste alcun passaggio, viene fatto prigioniero e portato via insieme all'esercito spagnolo. Tullio e Miguel, seppur delusi per aver perso il loro tesoro (ignari che Altivo ancora indossi di nascosto i ferri di cavallo d'oro), partono per una nuova avventura con Chel.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Tullio: primo protagonista del film, è la "mente" del duo. Ideatore di piani spesso fallimentari, è furbo, strategico, intrigante, prudente e spesso nervoso, ama il denaro e la ricchezza, e preferirebbe tenersi alla larga dalle avventure e imprese rischiose in cui lo trascina costantemente Miguel. Ha un debole per Chel, la ragazza che i due incontrano sulla strada per El Dorado.
  • Miguel: secondo protagonista del film, è l'opposto di Tullio. Dallo spirito libero, sognatore e amante dell'avventura, ma anche ingenuo e avventato, è lui, dopo aver vinto la mappa al gioco, a convincere l'amico a intraprendere la ricerca di El Dorado, mentre quest'ultimo avrebbe preferito non rischiare il proprio denaro per una mappa. Spesso è lui ad aiutare Tullio quando gli capita che qualcosa vada storto.
  • Chel: protagonista femminile del film, è una bella ragazza di El Dorado, che sogna di lasciare perché desidera l'avventura. Furba, intelligente, spiritosa, coraggiosa e truffaldina, diventa socia di Miguel e Tullio nel loro piano di portar via l'oro dalla città, facendo credere al gran sacerdote di essere una servitrice degli dei. Anche lei ha un debole per Tulio e tra i due sboccia l'amore.
  • Altivo: terzo protagonista del film, è il cavallo di Cortes. Si unisce al gruppo dopo essere caduto dalla sua nave. Ad El Dorado riceve i dovuti onori in quanto destriero degli dei. Malgrado la barca su cui si trovava l'oro sia andata perduta, gli sono rimasti dei ferri d'oro alle zampe. Si dimostra attento, intelligente, fedele e temerario. È golosissimo di mele.
  • Bibo: un armadillo che incontra il gruppo nella foresta e si unisce a loro, evidentemente perché Miguel lo ha salvato da un serpente durante il loro viaggio senza farci caso. Li aiuta a vincere nel gioco della palla sostituendosi all'oggetto di gioco. Non ha un nome ufficiale ma nel videogioco ufficiale del film viene indicato come "Bibo". È sempre a caccia di farfalle di cui va particolarmente ghiotto.
  • Capo Tannabok: è il grasso, benevolo e simpatico governatore di El Dorado. È molto amato dal suo popolo, anche se rivale del sacerdote Tzekel-Kan. Cerca di ottenere maggiore visibilità davanti agli "dei" proprio per frenare l'indole sanguinaria di quest'ultimo, ma tratta Miguel e Tullio da amici, talvolta dando l'impressione di non credere affatto alla loro divinità. Nonostante la sua grossa mole sembra essere molto forte.
  • Tzekel-Kan: principale antagonista del film, è il sadico gran sacerdote di El Dorado. Essendo un fanatico religioso, crede fermamente alle profezie riguardo l'arrivo degli dei che purificheranno la città. È ossessionato da sacrifici umani e riti magici. Alla fine tradisce inutilmente il suo popolo diventando prima informatore, poi schiavo di Cortés.
  • Hernán Cortés: l'antagonista secondario del film, è uno spietato conquistatore spagnolo. Dopo essere sbarcato in America centrale, inizia a seguire le tracce di Miguel e Tullio per trovare l'oro. Alla fine trova Tzekel-Kan e prima lo utilizzerà come informatore, poi, non riuscendo a trovare El Dorado, lo riduce in schiavitù.
  • Generale: antagonista terziario del film, è il fedele assistente di Tzekel-Kan. Dal fisico possente, con una cicatrice sull'occhio ed un copricapo dalla testa di giaguaro, alla fine viene usato come "ingrediente" per la diabolica stregoneria di Tzekel-Kan, che lo getta dentro il fosso contenente l'intruglio necessario al rito. Non sembra particolarmente sveglio e intelligente, dato che segue ciecamente ogni comando del suo padrone senza mai obbiettare.
  • Zaragoza: è uno degli uomini di Cortés nonché colui che scommette la mappa per El Dorado contro i soldi vinti in precedenza da Miguel e Tullio. È sempre lui a rendersi conto che il duo l'ha imbrogliato con dei dadi truccati.
  • Il Giaguaro: gigantesco animale in pietra presente nel tempio di El Dorado, viene portato in vita dalla terribile stregoneria di Tzekel-Kan, che vuole usarlo per uccidere Tullio e Miguel. Ogni movimento del suo creatore viene da lui efficacemente riprodotto, in maniera simile ad un moderno animatronic. Verrà distrutto dalle acque del mulinello precipitandovi dentro.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La creazione di questo film fu una sfida per lo studio perché la DreamWorks aveva destinato molti dei suoi sforzi creativi nel precedente film d'animazione, Giuseppe il re dei sogni uscito nello stesso anno.

I realizzatori dell'ambientazione iniziarono due spedizioni di ricerca nella penisola dello Yucatán, in Messico. Le spedizioni sono state condotte dal dottor John Pohl, il consulente storico del film, un archeologo del Fowler Museum of Cultural History della UCLA, nonché stimata autorità nel campo delle civiltà precolombiane. Avendo effettuato un dottorato comparato in archeologia e produzione cinematografica, il dottor Pohl era altamente qualificato per guidare i realizzatori nella loro ricerca di autenticità e fedeltà rispetto alle civiltà che popolavano un tempo l'attuale Messico e il centro America. Si trattava prevalentemente di popolazioni Maya[1]. Tra l'altro nel film vi sono chiari riferimenti al testo sacro Maya, il Popol Vuh, come il gioco della palla, il sacerdote giaguaro e il dio Xibalba, che vive sottoterra. Nonostante questi elementi ci facciano pensare che la popolazione abitante El Dorado (una vera riproduzione della capitale dell'impero azteco Tenochtitlán, espugnata da Hernán Cortés nel 1521) siano Maya, tale Impero cadde nel 987 d.C. per motivi non chiari, e quindi secoli prima della scoperta dell'America.

Il produttore esecutivo Jeffrey Katzenberg svela che i due protagonisti trovano le loro origini nei personaggi marginali, che spesso rubano la scena con le loro buffe trovate, caratteristici di quasi tutti i grandi film d'animazione. I realizzatori aggiungono che Tullio e Miguel si ispirano anche ai classici road movie di Bob Hope e Bing Crosby e ad altri celebri film sulle "strane coppie" di quegli anni.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: The Road to Eldorado Soundtrack.

Nella versione originale, la colonna sonora del film è stata composta da Elton John. In Italiano è stata cantata da Agostino Penna. È stata pubblicata su etichetta DreamWorks Records.

Sequel cancellati[modifica | modifica wikitesto]

Al suo diciassettesimo anniversario, viene rivelato che La strada per El Dorado avrebbe dovuto avere una serie di sequel tanti quanti i film di Shrek, con il ritorno di Tullio, Miguel, Chel e Altivo in nuove avventure. Tuttavia il film non raggiunse il risultato sperato quando uscì al botteghino in America e così i sequel in programma vennero annullati[2].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è uscito nelle sale cinematografiche statunitensi il 31 marzo 2000, mentre in quelle italiane il 13 ottobre. La prima delle sue trasmissioni televisive in Italia è stata su Italia 1 il 27 settembre 2003[3].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Su Rotten Tomatoes, il film ha un indice di approvazione del 48% basato su 105 recensioni e una valutazione media di 5,49/10. Il consenso critico del sito recita: "La storia prevedibile e i personaggi magri hanno reso il film piatto." Su Metacritic, il film ha un punteggio di 51/100 basato su 29 critici, indicando "recensioni contrastanti o nella media". Il pubblico intervistato da CinemaScore ha assegnato al film "B+" come voto medio.

In una recensione per il Chicago Tribune, Michael Wilmington ha riassunto che "Questo film è divertente da guardare in modi che i cartoni più recenti non lo sono. È anche più adulto, sebbene abbia la stessa sensualità da cartone animato dei film originali. È un film vivace, anche se non per tutti i gusti. La colonna sonora di John-Rice non è così vivace come Il re leone. La sceneggiatura, sebbene intelligente, spesso sembra troppo carina e appariscente. non abbastanza emotiva."[4] Lo storico dell'animazione Charles Solomon ha osservato la mancanza di sviluppo del personaggio scrivendo "Tulio e Miguel si muovono bene, ma gli animatori sembrano non avere più idea di chi è chi di quanto non faccia il pubblico. Kevin Kline e Kenneth Branagh forniscono le loro voci, ma i personaggi dicono e fanno cose simili in modi simili. Chi può distinguerli?"[5]. Paul Clinton della CNN ha scritto:" L'animazione non è entusiasmante e non porta nulla di nuovo al tavolo della magia dell'animazione", lodando le canzoni di Elton John e Tim Rice, ma notando la trama debole.[6]. Roger Ebert, del Chicago Sun-Times, ha dato al film tre stelle su quattro e ha commentato che "sebbene non fosse eccentrico come Z la formica o cresciuto come Il principe d'Egitto, era brillante e ha una buona energia, e i tipi di arguti a parte che intrattengono gli adulti tra i margini delle cose per i bambini."[7].

Box office[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha incassato 12,9 milioni di dollari nel weekend di apertura, classificandosi al secondo posto dietro al terzo fine settimana di Erin Brockovich - Forte come la verità. Il film è finito la sua uscita il 29 giugno 2000, dopo aver guadagnato $ 50,9 milioni negli Stati Uniti e in Canada e $ 25,5 milioni all'estero per un totale mondiale di $ 76,4 milioni. Sulla base del suo totale lordo, La strada per El Dorado era una bomba al botteghino, incapace di recuperare il suo budget di 95 milioni di dollari.[8]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Oro e gloria: La strada per El Dorado.

Dal film venne tratto un videogioco intitolato Oro e gloria: La strada per El Dorado. Le versioni per PC e PlayStation furono sviluppate da Revolution Software, e propongono le tipiche modalità di gioco di un'avventura grafica[9]; la versione per Game Boy Color, sviluppata da Planet Interactive, è invece un videogioco a piattaforme. Tutte le versioni sono state pubblicate da Ubisoft.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Road To Eldorado - scheda, su Elton John - Bad Side Of The Moon. URL consultato il 5 aprile 2018.
  2. ^ Valentina Albora, La Strada per El Dorado compie 17 anni: 5 curiosità sul film DreamWorks, su Talky! Movie, 31 marzo 2017. URL consultato il 5 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 5 aprile 2018).
  3. ^ 06) Italia 1, su Alessandria Digitale. URL consultato il 5 aprile 2018.
  4. ^ (EN) La strada per El Dorado, su chicagotribune.com. URL consultato il 4 novembre 2020.
  5. ^ (EN) Per una buona animazione, è sempre una questione di personaggi: La strada per El Dorado, su latimes.com. URL consultato il 4 novembre 2020.
  6. ^ (EN) Recensione: Un pochino d'oro in questo "El Dorado", su edition.cnn.com. URL consultato il 4 novembre 2020.
  7. ^ (EN) La strada per El Dorado: recensione, su rogerebert.com. URL consultato il 4 novembre 2020.
  8. ^ (EN) La strada per El Dorado, su boxofficemojo.com. URL consultato il 4 novembre 2020.
  9. ^ Anteprima Gold and Glory: The Road to El Dorado, su Gamesurf, 9 agosto 2000, p. 1. URL consultato il 5 aprile 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]