Dick Butkus

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Dick Butkus
Dickbutkus.jpg
Butkus nel 1984.
Nome Richard Marvin Butkus
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 191 cm
Peso 111 kg
Football americano American football pictogram.svg
Ruolo Linebacker
Ritirato 1973
Hall of fame Pro Football Hall of Fame (1979)
Carriera
Giovanili
1962-1964 Stemma Illinois Fighting Illini Illinois Fighting Illini
Squadre di club
1965-1973 Chicago Bears
Palmarès
Selezioni al Pro Bowl 8
All-Pro 8
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Richard Marvin Butkus (Chicago, 9 dicembre 1942) è un ex giocatore di football americano statunitense che ha giocato nel ruolo di linebacker per tutta la carriera con i Chicago Bears della National Football League (NFL). È stato indotto nella Pro Football Hall of Fame nel 1979.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo avere giocato a football al college all'Università dell'Illinois, Butkus fu scelto nel primo giro del Draft sia dai Denver Broncos della American Football League che dalla squadra della sua città natale, i Chicago Bears della NFL. Optò per firmare coi Bears e non giocò come professionista per nessun'altra squadra. Assieme ai compagno Hall of Famer Gale Sayers, Butkus fu una delle prime tre scelte dei Bears nel Draft NFL 1965[1], avendo utilizzato la scelta ottenuta in un precedente scambio con i Pittsburgh Steelers per Butkus e la loro per Sayers. La squadra scelse anche il defensive end Steve DeLong, che però decise di firmare con i San Diego Chargers della AFL.

Butkus fu convocato per otto Pro Bowl e inserito nella formazione ideale della stagione All-Pro altrettante. Nella sua stagione da rookie guidò i Bears in tackle, intercetti, fumble forzati e recuperati, cosa che fece regolarmente per il resto della carriera. Butkus recuperò 27 fumble in carriera, un record NFL al momento del ritiro. Fu uno dei più temuti giocatori della sua epoca e apparve persino sulla copertina di Sports Illustrated nel 1970 col titolo "L'uomo più temuto del football"[2]. Una delle sue stagioni più prolifiche fu quella del 1970 in cui mise a segno 132 tackle, 3 intercetti e 2 fumble recuperati. Fu costretto al ritiro dopo molteplici infortuni alle ginocchia nel 1973.

Una delle principali abilità di Butkus fu quella di strappare il pallone dalle mani del portatore di palla. Anche se all'epoca non era tenuta una statistica in modo ufficiale, sarebbe uno dei leader di tutti i tempi in fumble forzati. Malgrado la presenza di Butkus e di Sayers, in quegli anni i Bears non ottennero mai risultati di rilievo, terminando con un record parziale di 48 vittorie, 74 sconfitte e 4 pareggi durante la sua carriera.

Nel 1975, Butkus intentò una causa contro i Bears, accusandoli di averlo costretto a giocare invece di consentirgli di sottoporsi ad un intervento chirurgico, cosa che avrebbe provocato i ripetuti infortuni. L'accusa consisteva nel fatto che la società avrebbe impedito a lui e ad altri giocatori di chiedere un secondo parere medico, oltre a quello del medico della squadra, e che avrebbe fatto largo uso di antidolorifici. A causa di tale causa, la relazione di Butkus col proprietario dei Bears George Halas divenne gelida. Fece ritorno alla squadra come commentatore tecnico alla radio nel 1985, assieme a Wayne Larrivee e all'ex quarterback dei St. Louis Cardinals Jim Hart.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

1965, 1966, 1967, 1968, 1969, 1970, 1971, 1972
1965, 1967, 1968, 1969, 1970, 1972
1966, 1971

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Partite 119
Tackle 1.020
sack 9
intercetti 22
Fumble recuperati 27

Oltre il football[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il termine della sua carriera agonistica, Dick Butkus ha iniziato una carriera da attore, durante la quale ha partecipato a numerosi film e serie televisive, tra cui:

Film[modifica | modifica wikitesto]

Serie televisive[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Pro Football Draft History: 1965, Pro Football Hall of Fame. URL consultato il 6 aprile 2013.
  2. ^ (EN) Top Ten Most Feared Tacklers: Dick Butkus, NFL.com, 1º luglio 2009. URL consultato il 21 marzo 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN18868876 · LCCN: (ENn91127958