Conclave del 1198

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Elezione papale del 1198
Sede vacante.svg
Innozenz3.jpg
Papa Innocenzo III
Durata8 gennaio 1198
LuogoPisa
Scrutini2
DecanoCorrado di Wittelsbach
CamerlengoCencio Savelli
ProtodiaconoGraziano da Pisa
ElettoInnocenzo III (Lotario dei conti di Segni)
 

Il conclave del 1198 venne convocato a seguito del decesso di papa Celestino III. Ne uscì eletto il cardinale Lotario dei conti di Segni, che prese il nome di papa Innocenzo III.

Lista dei cardinali[modifica | modifica wikitesto]

Non partecipanti al conclave

Svolgimento[modifica | modifica wikitesto]

Antica stampa del Settizonio

Lo stesso giorno della morte di papa Celestino III i cardinali si riunirono nel Settizonio in volontaria clausura. Per la prima volta, inoltre, si scelse il nuovo papa con una votazione (per scrutinium). Alcuni cardinali furono scelti come scrutatori, con la funzione di contare i voti, registrarli ed annunciare i risultati al Sacro Collegio.

Al primo scrutinio il cardinale Giovanni di Salerno ricevette ben dieci voti, ma il cardinale affermò che non avrebbe accettato l'elezione a Sommo Pontefice. Al secondo scrutinio i cardinali fecero confluire i voti in favore del trentasettenne cardinale Lotario dei conti di Segni, diacono dei Santi Sergio e Bacco, che era anche il più giovane dei cardinali. Lotario accettò l'elezione e scelse il nome di Innocenzo: il nome pontificale non fu scelto dall'eletto, ma gli fu imposto da Graziano da Pisa, decano dei cardinali-diaconi[1], per eliminare e sostituire il ricordo dell'antipapa Innocenzo III, eletto nel 1179, e condannato all'esilio e internato nell'Abbazia di Cava dei Tirreni (Salerno) dal 1180 al 1183, data della sua morte.[2] Si fece intronizzare il giorno del 37º compleanno. Fu il primo papa a utilizzare uno stemma personale, tradizione che si consolidò arrivando fino ai giorni nostri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi: Federico Hurter, Storia del Sommo Pontefice Innocenzo III e de' suoi contemporanei, Tomo 1, p. 159, nota n. 441, Milano, Giovanni Resnati libraio, 1839. Il testo è consultabile in Google Libri
  2. ^ Il già citato Federico Hurter, nella stessa nota di cui sopra, ipotizza che la scelta volesse piuttosto indicare "ch'era pervenuto a si sublime dignità senza averla ricercata?".

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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