Elezione papale del settembre 1276

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Conclave del settembre 1276
Sede vacante.svg
GiovanniXXI.jpg
Papa Giovanni XXI
DurataDal 3 al 15 settembre 1276
LuogoPalazzo dei Papi, Viterbo
Partecipanti11
ElettoGiovanni XXI (Pedro Juliao)
 

Il conclave del settembre 1276 venne convocato a seguito della morte di papa Adriano V e si concluse con l'elevazione alla Cattedra di Pietro di papa Giovanni XXI.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Il conclave di settembre 1276 fu la terza elezione papale dell'anno. Infatti:

  • a gennaio era stato eletto Innocenzo V, che morì il 22 giugno;
  • a luglio era stato eletto Adriano V, il cui pontificato durò solamente 39 giorni.

I cardinali elettori tornarono a Viterbo e si riunirono nel palazzo apostolico.

Anche il terzo conclave viterbese, svoltosi tra la fine di agosto e i primi di settembre 1276, ebbe luogo tra problemi di vario genere: anzitutto i cardinali non volevano essere "rinchiusi", visto che Adriano V aveva sospeso la costituzione apostolica Ubi Periculum relativa all'elezione papale dopo le angherie subite in Laterano da parte di Carlo d'Angiò; in realtà la decisione di Adriano era giunta in un concistoro segreto tenuto nella camera da letto del papa appena eletto e non era mai stata formalizzata con un documento ufficiale, vista anche la precoce scomparsa del pontefice: il popolo viterbese dunque non ne voleva sapere e pretendeva che il conclave iniziasse quanto prima[1]. A questi malumori popolari non era probabilmente estraneo lo stesso Carlo d'Angiò, che, dal canto suo, si era portato con tutta la corte nella cittadina di Vetralla, a soli dieci chilometri da Viterbo, con l'evidente intento di tenere sotto pressione il Sacro Collegio. Vi erano infine le pressioni da parte del re di Francia Filippo III, il quale era intenzionato a riportare la Santa Sede dalla sua parte. I cardinali furono così "costretti" a riunirsi in conclave.

Svolgimento[modifica | modifica wikitesto]

Il conclave, iniziato il 3 settembre 1276, durò dodici giorni.
Secondo diversi storici, avrebbe potuto essere eletto papa già il pomeriggio del 5 settembre il cardinale piacentino Vicedomino Vicedomini[2], un umile e modesto francescano. Egli però, ritenendosi indegno della nomina, avrebbe chiesto una pausa di riflessione preannunciando che, in caso di accettazione, si sarebbe chiamato Gregorio XI, ma sarebbe poi morto nella notte tra il 5 e il 6 settembre, prima ancora di accettare, senza che l'elezione potesse essere proclamata, tanto che non vi è alcuna notizia ufficiale di questo papa effimero.

I cardinali elettori ripresero il conclave senza indugio, arrivando ben presto (sembra con l'intervento dell'influente cardinale Giangaetano Orsini) ad eleggere il portoghese Pietro di Giuliano, che scelse di chiamarsi Giovanni XXI. L'elezione sarebbe avvenuta (gli storici non sono concordi su questa data) tra l'8 ed il 15 settembre 1276, mentre è certa la data dell'incoronazione, che avvenne nella Cattedrale di Viterbo il 20 settembre 1276, proprio ad opera del cardinale protodiacono Giangaetano Orsini.

Lista dei partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Undici cardinali presero parte a questa elezione; Bernard Ayglier e Simon de Brion rimasero sempre assenti.

  1. Vicedomino Vicedomini, vescovo di Palestrina, decano del Sacro Collegio
  2. João Pedro Julião, vescovo di Frascati (eletto papa Giovanni XXI)
  3. Simone Paltanieri
  4. Anchero Pantaléon
  5. Guillaume de Bray
  6. Bertrand de Saint-Martin
  7. Riccardo Annibaldi
  8. Giovanni Gaetano Orsini
  9. Giacomo Savelli
  10. Goffredo da Alatri
  11. Matteo Rubeo Orsini

Lista degli assenti[modifica | modifica wikitesto]

  1. Bernard Ayglier
  2. Simon de Brion

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cesare Pinzi: Storia della Città di Viterbo, Tip. Camera dei Deputati, Roma, 1889, lib. VII, pagg.336 e segg.. Questo episodio storico svoltosi a Viterbo viene descritto dal Pinzi con dovizia di particolari e grande attenzione alle fonti bibliografiche.
  2. ^ Gaetano Moroni: Dizionario di Erudizione Storico-Ecclesiastica, Venezia, 1835, vol. XXXII, pagg.278 e segg.. Il Moroni, nella sua monumentale opera, fornisce un'attenta analisi della vicenda, indicando anche le posizioni degli storici fino ai suoi tempi.
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