Bohemian Rhapsody (film)
Bohemian Rhapsody è un film del 2018 diretto da Bryan Singer.[1]
La pellicola ripercorre i primi quindici anni di storia del gruppo musicale dei Queen e del suo frontman Freddie Mercury, dalla nascita della band nel 1970 fino al concerto Live Aid del 1985.[2]
Il film ha ricevuto quattro Oscar durante la 91ª edizione dei premi (miglior attore, miglior montaggio, miglior montaggio sonoro, miglior sonoro), risultando il film con più premi vinti in quell'edizione.[3]
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Il 13 luglio 1985 Londra e San Francisco si preparano ad uno degli eventi musicali più importanti di sempre, il Live Aid; tra le tante band pronte ad esibirsi dallo Stadio di Wembley ci sono anche i Queen, il cui leader, Freddie Mercury, rimane senza fiato scrutando dal backstage la moltitudine di gente che riempie lo stadio, il tutto accompagnato dalle note della loro canzone Somebody to Love.
Con un flashback, la narrazione si sposta nella Londra del 1970: Farrokh Bulsara lavora come addetto ai bagagli all'aeroporto di Londra-Heathrow e vive con i genitori e la sorella. Va in un pub a vedere un'esibizione della band Smile. Cercandoli dopo lo spettacolo, incontra Mary Austin, che lavora alla boutique Biba, e ne è attratto. Incontra il batterista Roger Taylor e il chitarrista Brian May e scopre che il loro cantante e bassista, Tim Staffell, ha appena lasciato gli Humpy Bong. Farrokh si offre come cantante sostitutivo e li impressiona con le sue capacità vocali. Farrokh cerca Mary alla Biba e i due iniziano a frequentarsi. La band suona in tutta la Gran Bretagna con Farrokh come cantante solista e il nuovo bassista John Deacon. Farrokh li spinge a pensare in grande e vende il loro furgone per finanziare un album. Un rappresentante A&R della EMI chiede al fonico Roy Thomas Baker dei demo.
Farrokh cambia il suo nome in Freddie Mercury e rinomina la band Queen. Firmano con John Reid, che organizza un tour americano. Paul Prenter, attratto da Freddie, gestisce la loro agenda quotidiana. Un'apparizione a Top of the Pops regala ai Queen la loro prima hit, Killer Queen. Freddie chiede a Mary di sposarlo, ma durante il tour inizia a mettere in discussione la sua sessualità. Nel 1975, i Queen registrano il loro quarto album in studio, A Night at the Opera, dedicando molto impegno alla registrazione del capolavoro di Freddie, Bohemian Rhapsody. Tuttavia, lasciano la EMI quando il dirigente Ray Foster si rifiuta di pubblicarlo come singolo principale dell'album. Freddie cospira con il DJ radiofonico Kenny Everett per far debuttare la canzone nel suo programma. Nonostante le critiche, Bohemian Rhapsody diventa una hit mondiale, lanciando i Queen verso la celebrità internazionale. Dopo un tour mondiale, Freddie inizia una relazione con Paul e fa coming out con Mary rivelandole di essere bisessuale. Lei replica che lui è gay e i due rompono il fidanzamento, ma restano amici intimi.
Il successo della band continua fino ai primi anni ottanta con successi come We Will Rock You e Another One Bites the Dust, ma sorgono tensioni a causa dell'influenza di Paul su Freddie. Durante una festa, Freddie si sente attratto da un cameriere, Jim Hutton, che gli dice di cercarlo quando imparerà ad accettarsi. Paul incoraggia Reid a convincere Freddie a intraprendere una carriera da solista, ma l'idea lo offende; Paul finge di ignorare tutto e Freddie licenzia Reid senza consultare i suoi compagni di band. Jim Beach, l'avvocato della band, ne diventa il manager. Durante una conferenza stampa per l'album Hot Space del 1982, i media bombardano Freddie di domande sulla sua salute e sulla sua sessualità.
Dopo il controverso video musicale di I Want to Break Free, in cui la band appare in drag, Freddie lascia i Queen e firma un contratto solista da 4 milioni di dollari con la CBS Records. Registra il suo album solista del 1984, Mr. Bad Guy, a Monaco di Baviera e si abbandona a droghe e orge gay con Paul, ma inizia a sentirsi male. Mary, ora sposata e incinta, lo esorta a tornare nei Queen e a esibirsi al concerto di beneficenza Live Aid. Quando si rende conto che Paul gli ha nascosto la notizia del Live Aid, Freddie lo licenzia. Per rappresaglia, Paul rivela pubblicamente dettagli sulle attività sessuali di Freddie.
Freddie torna a Londra e si riconcilia con i suoi compagni di band, convincendoli a suonare al Live Aid. Dopo aver scoperto di avere l'AIDS, Freddie rivela la sua condizione ai compagni, ma ignora la loro compassione e chiede che la notizia venga tenuta segreta al pubblico, desiderando continuare a fare musica finché gli è possibile. Il giorno del Live Aid, Freddie si ricongiunge con Hutton, Mary e la sua famiglia, e segue la massima zoroastriana del padre: "Buoni pensieri, buone parole, buone azioni". Freddie e la band offrono una performance eccezionale al Live Aid, contribuendo ad aumentare le donazioni.
I titoli di coda rivelano che Freddie morì di polmonite correlata all'AIDS nel 1991, il che portò alla riedizione di Bohemian Rhapsody e alla fondazione del Mercury Phoenix Trust.
Personaggi
[modifica | modifica wikitesto]- Freddie Mercury, nato Farrokh Bulsara, interpretato da Rami Malek da adulto e da Adam Rauf da bambino: pianista, cantante e frontman dei Queen.[4]
- Roger Taylor, interpretato da Ben Hardy: batterista del gruppo.[5]
- John Deacon, interpretato da Joseph Mazzello: bassista del gruppo.[5]
- Brian May, interpretato da Gwilym Lee: chitarrista del gruppo.[5]
- Paul Prenter, interpretato da Allen Leech: manager personale di Freddie Mercury, nonché per un certo periodo anche suo compagno.[6]
- Mary Austin, interpretata da Lucy Boynton: compagna di tutta la vita di Freddie Mercury, prima come fidanzata e poi come migliore amica.[7]
- Jim Hutton, interpretato da Aaron McCusker: cameriere ed ultimo compagno di Freddie Mercury.[8]
- John Reid, interpretato da Aidan Gillen: primo manager dei Queen, verrà licenziato da Mercury.[9]
- Jim Beach, interpretato da Tom Hollander: avvocato e secondo manager dei Queen.[9]
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Sviluppo
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2010 Brian May annuncia che era in progetto un film sui Queen e su Freddie Mercury, la cui sceneggiatura era affidata a Peter Morgan;[10] nei panni di Freddie Mercury ci sarebbe stato Sacha Baron Cohen,[11] mentre in produzione la TriBeCa Productions, con le riprese fissate al 2011.[12]
Nel luglio 2013 Sacha Baron Cohen afferma di aver rinunciato alla parte a causa di divergenze artistiche tra lui e i membri della band.[13] Successivamente May dichiara che la separazione è stata consensuale, avvenuta perché la presenza di Cohen avrebbe distratto gli spettatori.[14] Anni dopo, Cohen rilascia alcune dichiarazioni durante un'intervista radiofonica con Howard Stern:[15]
Nel dicembre 2013 viene annunciato che Ben Whishaw avrebbe preso il posto di Cohen[16] e che la regia sarebbe stata affidata a Dexter Fletcher, il quale tuttavia si defilò dal progetto nel marzo dell'anno successivo,[17] insieme a Whishaw, impegnato sul set del film Spectre.
Alla fine del 2015 la casa di produzione GK Films assume lo sceneggiatore neozelandese Anthony McCarten per stendere una nuova sceneggiatura, col titolo Bohemian Rhapsody.[18] Il 4 novembre 2016 viene annunciato che la New Regency e la GK Films saranno nella produzione della pellicola, le cui riprese sarebbero iniziate nei primi mesi del 2017, con Rami Malek nei panni di Freddie Mercury e Bryan Singer alla regia.[19]
Regia
[modifica | modifica wikitesto]Il 4 dicembre 2017 la 20th Century Fox annuncia il licenziamento del regista Bryan Singer, dopo che un'assenza ingiustificata aveva bloccato le riprese per una settimana;[20] al suo posto viene richiamato Dexter Fletcher, per finire le riprese e seguire la post-produzione.[21] Nel giugno 2018 viene annunciato che l'unico accreditato alla regia del film sarà Bryan Singer.[1]
Colonna sonora
[modifica | modifica wikitesto]La colonna sonora del film è stata curata da John Ottman, collaboratore assiduo del regista Bryan Singer. Il 19 ottobre 2018 è stato pubblicato l'album ufficiale contenente una selezione di 22 tracce tra i brani più famosi dei Queen e 11 pezzi inediti, incluse 5 tracce provenienti dal concerto del Live Aid, che in precedenza non era mai stato distribuito in formato audio.[23]
Promozione
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Il primo teaser trailer del film viene diffuso il 14 maggio 2018[24] insieme al primo poster ufficiale,[25] mentre il trailer esteso viene diffuso il giorno seguente,[24][26] anche nella versione italiana.[27]
Distribuzione
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La pellicola è stata proiettata in anteprima mondiale il 23 ottobre 2018 a Londra, alla Wembley Arena, di fronte al Wembley Stadium dove si tenne il celebre concerto Live Aid, votato come la migliore esibizione di tutti i tempi; la visione è stata aperta al pubblico e l'incasso è stato devoluto alla Mercury Phoenix Trust, un'organizzazione che cerca di combattere l'AIDS in tutto il mondo.[28]
Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 2 novembre 2018[25] e in quelle italiane dal 29 novembre dello stesso anno.[29]
Divieti
[modifica | modifica wikitesto]Negli Stati Uniti il film è stato vietato ai minori di 13 anni non accompagnati da adulti.[22] Il film è stato censurato in Malaysia, dove sono stati tagliati un totale di 24 minuti relativi al videoclip di I Want to Break Free e a ogni aspetto della sessualità di Freddie Mercury, causando profondi buchi di trama;[30][31] nonostante questi tagli il film è stato vietato ai minori di 18 anni.[32] In Cina sono state tagliate tutte le scene in cui Freddie Mercury bacia altri uomini.[33] In Italia non ha avuto divieti.
Edizione italiana
[modifica | modifica wikitesto]La direzione del doppiaggio e i dialoghi italiani sono stati a cura di Marco Guadagno per conto della CDC Sefit Group.[34]
Edizioni home video
[modifica | modifica wikitesto]L'edizione home video del film contiene delle scene eliminate, tra cui la performance integrale del Live Aid di 22 minuti, comprendenti le canzoni Crazy Little Thing Called Love e We Will Rock You che sono state tagliate dalla versione cinematografica.[35]
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]Incassi
[modifica | modifica wikitesto]Il film ha incassato 216668042 $ in Nord America e 694141269 $ nel resto del mondo, per un totale di 910813521 $.[22] Ha avuto un notevole successo in Italia, dove è diventato il film col maggior incasso del 2018, con un incasso totale di 29079056 €, è il 19º film col maggiore incasso.[36]
Critica
[modifica | modifica wikitesto]Sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento del 60% basato su 421 recensioni, con un voto medio di 6,1 su 10.[37] Su Metacritic ottiene un punteggio di 49 su 100 basato su 50 recensioni.[38] In particolare sono stati criticati gli aspetti relativi alla vita e alla sessualità di Freddie Mercury, ma hanno riscontrato buoni consensi la performance di Rami Malek e le sequenze musicali.[39][40]
Primati
[modifica | modifica wikitesto]Il film è il biopic musicale di maggior successo nella storia del cinema.[41]
In Italia il film ha ottenuto il maggiore incasso cinematografico del 2018 con 21252608 €, poi cresciuti a 29079056 €, diventando il 10° maggior incasso italiano di sempre,[42][43] e scendendo poi al 18º posto.
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 2019 - Premio Oscar[3][44]
- Miglior attore protagonista a Rami Malek
- Miglior montaggio a John Ottman
- Miglior sonoro a Paul Massey, Tim Cavagin e John Casali
- Miglior montaggio sonoro a John Warhurst e Nina Hartstone
- Candidatura per il miglior film
- 2019 - Golden Globe[45][46]
- 2018 - San Diego Film Critics Society Awards[47]
- Candidatura per il miglior artista emergente a Rami Malek
- Candidatura per la miglior colonna sonora a John Ottman
- 2019 - AACTA International Awards[48]
- Miglior attore a Rami Malek
- Candidatura per il miglior film
- Candidatura per la miglior sceneggiatura a Anthony McCarten
- 2019 - Art Directors Guild Award[49]
- Candidatura per i migliori costumi in un film d'epoca
- 2019 - British Academy Film Awards[50][51][52]
- Miglior attore protagonista a Rami Malek
- Miglior sonoro a John Casali, Tim Cavagin, Nina Hartstone, Paul Massey e John Warhurst
- Candidatura per il miglior film britannico
- Candidatura per la migliore fotografia a Newton Thomas Sigel
- Candidatura per il miglior montaggio a John Ottman
- Candidatura per i migliori costumi a Julian Day
- Candidatura per il miglior trucco e acconciatura a Mark Coulier e Jan Sewell
- 2019 - Critics' Choice Awards[53]
- Candidatura per il miglior attore a Rami Malek
- Candidatura per i migliori costumi a Julian Day
- Candidatura per il miglior trucco e parrucco
- 2019 - Cinema Audio Society Awards[54]
- Miglior sonoro
- 2019 - David di Donatello[55]
- Candidatura per il miglior film straniero
- 2019 - Eddie Awards[49][56]
- Miglior montaggio in un film drammatico a John Ottman
- 2019 - Golden Reel Awards[57]
- 2019 - MTV Movie & TV Awards[58]
- Candidatura per la miglior performance in un film a Rami Malek
- 2019 - Palm Springs International Film Festival[59]
- Breakthrough Performance Award a Rami Malek
- 2019 - Producers Guild of America Awards[60]
- Candidatura per il Darryl F. Zanuck Award al miglior film a Graham King
- 2019 - Satellite Award[61][62]
- Miglior attore in un film commedia o musicale a Rami Malek
- 2019 - Screen Actors Guild Award[63][64]
- Miglior attore protagonista a Rami Malek
- Candidatura per il miglior cast cinematografico
- 2019 - Teen Choice Awards[65]
- Candidatura per il miglior film drammatico
- Candidatura per il miglior attore in un film drammatico a Rami Malek
Casi mediatici
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2021 lo sceneggiatore Anthony McCarten ha citato in giudizio il produttore Graham King e la sua casa di produzione GK Films per non aver ricevuto il giusto compenso garantito dal contratto; secondo lo sceneggiatore il film, che ha incassato oltre 900 milioni di dollari in tutto il mondo, risulta in deficit di 51 milioni secondo le dichiarazioni contabili della Twentieth Century Fox Film Corporation.[66]
Inesattezze storiche
[modifica | modifica wikitesto]Il film ricevette diverse critiche per la rappresentazione inesatta, esagerata o addirittura completamente inventata della storia della band e di quella di Mercury.[67][68]
Riguardo la band
[modifica | modifica wikitesto]- Nel film la band si forma dopo che Mercury assiste all'ultimo concerto degli Smile, prima dell'abbandono di Tim Staffell. Nella realtà, invece, Mercury conosceva già da anni i membri degli Smile ed era stato in passato coinquilino di Taylor.[68][69]
- John Deacon non è entrato immediatamente nei Queen nel 1970, ma l'anno successivo, dopo che il gruppo aveva ingaggiato e poi scartato altri tre bassisti.[68]
- Durante la registrazione del brano Bohemian Rhapsody si vede Deacon registrare i cori insieme al resto della band. Nella realtà, solo Mercury, May e Taylor prestarono la loro voce per la canzone.
- Il personaggio di Ray Foster è fittizio e vagamente ispirato al capo della EMI Roy Featherstone. Egli era realmente contrario all'idea di pubblicare Bohemian Rhapsody, ma, a differenza del personaggio di Foster nel film, era comunque un sostenitore della band. Anche la rottura con la EMI è un fatto inventato: la band rimase sotto contratto con essa fino al 2010.[68][70]
- I tempi cronologici di molte canzoni non sono rispettati, ovvero We Will Rock You (nel film composta nel 1980, nella realtà pubblicata nel 1977), Fat Bottomed Girls (1974 invece di 1978) e Another One Bites The Dust (1981 invece di 1980). Inoltre viene utilizzata una traccia estratta dal festival Rock in Rio del 1985 in una scena ambientata nel 1979.[71]
- John Reid non venne licenziato in malo modo da Mercury negli anni '80: nella realtà il suo contratto semplicemente scadde nel 1978 e si separò dalla band restando in buoni rapporti. Inoltre venne assunto da essi nel 1975 e non nel 1974.
- Il momento di tensione interna causato dalla scelta di Mercury di produrre un album solista è completamente inventato. Sia Taylor che May, infatti, avevano avviato progetti solisti prima di Mercury. Inoltre, alcune tracce presenti in Mr. Bad Guy, l'album solista di Mercury, vennero riutilizzate nell'album dei Queen Made in Heaven del 1995.
- I Queen non si sono mai sciolti, eccetto per una piccola pausa prima delle registrazioni di The Works nel 1983, quindi nella realtà l'esibizione al Live Aid non rappresentò una reunion[68]; i quattro membri si erano esibiti insieme una settimana prima a Osaka per l'ultima data del The Works Tour.[72] Inoltre, i Queen non vennero aggiunti al Live Aid all'ultimo minuto.
- I Queen iniziarono ad accreditare l'intera band come compositrice dei brani a partire dal 1989, con l'album The Miracle, e non nel 1985. Nell'album A Kind of Magic del 1986, infatti, i brani sono ancora accreditati ai singoli membri.
- Nella versione cinematografica del film, nella scaletta del Live Aid sono esclusi i brani Crazy Little Thing Called Love e We Will Rock You e inoltre le canzoni Radio Ga Ga e Hammer to Fall sono accorciate. Gli attori, tuttavia, girarono effettivamente l'intera performance del Live Aid, che venne inclusa poi nella versione estesa.
- In una scena del trailer si vedono May e Deacon utilizzare degli archi sui loro strumenti. Brian May stesso, tuttavia, dichiarò di non averlo mai fatto.[73]
Riguardo Mercury
[modifica | modifica wikitesto]- Nel film le origini parsi di Mercury vengono ignorate da quest'ultimo, tanto da creare tensioni con la sua famiglia riguardo la sua carriera da musicista. In realtà, i genitori di Mercury sostennero costantemente la band, assistendo anche a diversi concerti, ed egli portava molto rispetto nei loro confronti. Inoltre Mercury, nel privato, era molto fiero delle sue origini e, seppur non fosse praticante, restò fedele allo zoroastrismo, tanto da ricevere una celebrazione funeraria secondo i costumi zoroastriani.[74]
- Molti tratti delle relazioni con Mary Austin e con Jim Hutton sono stati esclusi o modificati.[75]
- Mercury non incontrò Austin la sera in cui si unì alla band. Ella aveva precedentemente frequentato Brian May per un breve periodo, ma conobbe Mercury quando lui era già nella band. Inoltre, la loro relazione in termini amorosi terminò nel 1975, e non nel 1979.[68]
- Furono rivolte molte critiche al carattere di Mercury rappresentato nel film, associato all'archetipo del frontman egocentrico, arrogante ed autodistruttivo, mentre nella realtà venne descritto da coloro che lo conobbero come una persona introversa, gentile e con uno spiccato senso dell'umorismo.
- Mercury scoprì di essere positivo all'HIV non nel 1985, anno in cui anzi effettuò un primo test che diede risultato negativo, ma dopo il Live Aid, tra il 1986 e il 1987, arco temporale non coperto dal film.[68][76] Questa fu in assoluto una delle più grandi critiche rivolte al film, accusato di preferire un finale tragico fittizio alla realtà.[77][78]
- Altre critiche furono rivolte alla rappresentazione di Paul Prenter. Nella realtà non ebbe mai una relazione intima con Mercury e, seppur venne considerato un'influenza particolarmente negativa su di esso, non cercò mai di condurlo su una strada da solista, né cercò di nascondergli i dettagli riguardanti il Live Aid. In realtà, Prenter divenne l'assistente personale di Mercury nel 1977, due anni dopo la pubblicazione di A Night at the Opera, e venne licenziato nel 1987 dopo aver tenuto una festa a casa di Mercury senza permesso. Solo allora rivelò i dettagli riguardanti la vita privata di Mercury in un'intervista, e non nel 1985.[79]
Sequel
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2019, dopo il successo del film, si era cominciato a parlare di un possibile sequel;[80] nell'agosto 2021 Brian May ha dichiarato che la band è "al lavoro per trovare un'idea ed una sceneggiatura all'altezza del primo film, ma potrebbe volerci tempo".[80]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Andrea Francesco Berni, Bohemian Rhapsody: Bryan Singer accreditato come solo e unico regista, su badtaste.it, 13 giugno 2018. URL consultato il 13 giugno 2018.
- ↑ Bohemian Rhapsody, su antoniogenna.net, Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 24 novembre 2018.
- 1 2 Andrea Francesco Berni, Oscar 2019: Green Book miglior film, Alfonso Cuarón miglior regista. Tutti i vincitori!, su badtaste.it, 25 febbraio 2019. URL consultato il 25 febbraio 2019.
- ↑ (EN) Mr Robot star Rami Malek to play Freddie Mercury in Queen biopic, su theguardian.com, The Guardian, 4 novembre 2016. URL consultato il 14 maggio 2018.
- 1 2 3 (EN) Anita Busch, Queen Pic ‘Bohemian Rhapsody’ Finds Bandmates In Ben Hardy, Gwilym Lee & Joe Mazzello, su deadline.com, 21 agosto 2017. URL consultato il 14 maggio 2018.
- ↑ (EN) Anita Busch, Allen Leech Joins ‘Bohemian Rhapsody’ As Paul Prenter, Freddie Mercury’s Judas, su deadline.com, 30 agosto 2017. URL consultato il 14 maggio 2018.
- ↑ (EN) Erik Pedersen, ‘Bohemian Rhapsody’: Lucy Boynton Joins Queen Pic As Mary Austin, su deadline.com, 6 settembre 2017. URL consultato il 14 maggio 2018.
- ↑ (EN) Anita Busch, ‘Bohemian Rhapsody’: Aaron McCusker Cast As Freddie Mercury Boyfriend Jim Hutton, su deadline.com, 22 settembre 2017. URL consultato il 14 maggio 2018.
- 1 2 (EN) Mia Galuppo, Aidan Gillen, Tom Hollander Join Cast of Queen Biopic 'Bohemian Rhapsody', su hollywoodreporter.com, The Hollywood Reporter, 26 settembre 2017. URL consultato il 14 maggio 2018.
- ↑ (EN) BBC – Sacha Baron Cohen to play Freddie Mercury, in BBC News, 17 agosto 2010. URL consultato il 22 agosto 2010.
- ↑ (EN) Sacha Baron Cohen to play Freddie Mercury, in BBC News, 17 settembre 2010. URL consultato l'8 giugno 2017.
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- ↑ (EN) Sacha Baron Cohen Leaves Freddie Mercury Biopic -- Creative Differences, su deadline.com, 23 luglio 2013. URL consultato l'8 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2013).
- ↑ (EN) Brian May Speaks on Queen Biopic Problems, su Ultimate Classic Rock. URL consultato l'8 giugno 2017.
- ↑ (EN) Sacha Baron Cohen On What Happened With The Freddie Mercury Biopic, The Howard Stern Show, 8 marzo 2016. URL consultato l'8 giugno 2017.
- ↑ (EN) Ben Whishaw joins Freddie Mercury biopic, in BBC News, 10 dicembre 2013. URL consultato l'8 giugno 2017.
- ↑ (EN) Dexter Fletcher 'leaves Mercury biopic', in BBC News, 14 marzo 2014. URL consultato l'8 giugno 2017.
- ↑ (EN) Freddie Mercury Movie: Anthony McCarten To Write Script; Ben Whishaw As Lead? | Deadline, su deadline.com, 16 ottobre 2016. URL consultato l'8 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2016).
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- ↑ Bryan Singer rimosso: non dirigerà più il film su Freddie Mercury, in Spettacoli - La Repubblica, 5 dicembre 2017. URL consultato l'11 dicembre 2017.
- ↑ 'Bohemian rhapsody', Dexter Fletcher sostituisce Bryan Singer, in Spettacoli - La Repubblica, 7 dicembre 2017. URL consultato l'11 dicembre 2017.
- 1 2 3 (EN) Bohemian Rhapsody, su Box Office Mojo, IMDb.com. URL consultato il 10 marzo 2024.
- ↑ (EN) Ryan Reed, Queen Unearth Live Aid Recordings for 'Bohemian Rhapsody' Soundtrack, su rollingstone.com, Rolling Stone, 5 settembre 2018. URL consultato il 30 novembre 2018.
- 1 2 (EN) Grant Hermanns, New Bohemian Rhapsody Poster and Trailer Announcement Released, su comingsoon.net, 14 maggio 2018. URL consultato il 14 maggio 2018.
- ↑
(EN) 20th Century Fox, Bohemian Rhapsody, su YouTube, 15 maggio 2018. URL consultato il 15 maggio 2018. - ↑
20th Century Fox, Bohemian Rhapsody, su YouTube, 15 maggio 2018. URL consultato il 15 maggio 2018. - ↑ (EN) Christian Long, Bohemian Rhapsody: Queen Biopic To Premiere At Wembley Arena, su comingsoon.net, 10 settembre 2018. URL consultato il 10 settembre 2018.
- ↑ 20th Century Fox, Elettrizzante. #BohemianRhapsody al cinema dal 29 novembre, ecco il poster ufficiale, su facebook.com, Facebook, 15 maggio 2018. URL consultato il 15 maggio 2018.
- ↑ Giulia Marrix, "BOHEMIAN RHAPSODY": DELLE SCENE SONO STATE CENSURATE, su r101.it, R101, 13 novembre 2018. URL consultato il 13 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 13 novembre 2018).
- ↑ BOHEMIAN RHAPSODY: FILM CENSURATO IN MALESIA. USCIRÀ SENZA RIFERIMENTI ALLA SESSUALITÀ DI FREDDIE MERCURY, su virginradio.it, VirginRadio.it. URL consultato il 14 novembre 2018.
- ↑ Federico Boni, Bohemian Rhapsody censurato in Malesia: via tutte le scene gay e divieto ai minori, su gay.it, Gay.it, 13 novembre 2018. URL consultato il 13 novembre 2018.
- ↑ Valentina D'Amico, BOHEMIAN RHAPSODY: IN CINA TAGLIATE LE SCENE IN CUI FREDDIE MERCURY BACIA ALTRI UOMINI, su Movieplayer.it, 28 febbraio 2019. URL consultato il 28 febbraio 2019.
- ↑ "Bohemian Rhapsody", su antoniogenna.net. URL consultato il 3 aprile 2022.
- ↑ Andrea Francesco Berni, Bohemian Rhapsody: nell’edizione home video l’esibizione integrale del Live Aid non mostrata al cinema, su badtaste.it, 2 gennaio 2019. URL consultato il 2 gennaio 2019.
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- ↑ (EN) WINNERS & NOMINEES, su aacta.org, AACTA Award. URL consultato il 1º gennaio 2019.
- 1 2 Andrea Francesco Berni, Oscar 2019: le nomination dei premi dei sindacati WGA, ASC, ADG e ACE, su badtaste.it, 7 gennaio 2019. URL consultato l'8 gennaio 2019.
- ↑ Pierre Hombrebueno, BAFTA 2019: tutte le candidature agli Oscar britannici. Dogman è nominato come Miglior Film Straniero, su bestmovie.it, Best Movie, 9 gennaio 2019. URL consultato il 9 gennaio 2019.
- ↑ Andrea Francesco Berni, BAFTA 2019: La Favorita domina le nomination agli Oscar inglesi, su badtaste.it, 9 gennaio 2019. URL consultato il 9 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 14 agosto 2020).
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Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su 20thcenturystudios.com.
- Bohemian Rhapsody, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo.
- Bohemian Rhapsody, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- Bohemian Rhapsody, su Movieplayer.it, NetAddiction s.r.l..
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| Controllo di autorità | VIAF (EN) 31154135883515082964 · LCCN (EN) no2018147820 · BNE (ES) XX5888130 (data) · BNF (FR) cb17779927g (data) |
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