I soliti sospetti

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I soliti sospetti
Sospetti.png
Una famosa scena del film. Da sinistra: Todd Hockney (Kevin Pollak), Ray McManus (Stephen Baldwin), Fenster (Benicio del Toro), Dean Keaton (Gabriel Byrne) e Roger "Verbal" Kint (Kevin Spacey)
Titolo originaleThe Usual Suspects
Lingua originaleInglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1995
Durata105 min
Rapporto2,35:1
Generegiallo, thriller
RegiaBryan Singer
SoggettoChristopher McQuarrie
SceneggiaturaChristopher McQuarrie
ProduttoreBryan Singer, Michael McDonnell
Produttore esecutivoRobert Jones, Hans Brockmann, Francois Duplat, Art Horan
Casa di produzioneMetro-Goldwyn-Mayer, Bad Hat Harry Productions, Blue Parrot, Polygram Filmed Entertainment, Spelling Films International
Distribuzione (Italia)Lucky Red
FotografiaNewton Thomas Sigel
MontaggioJohn Ottman
Effetti specialiRoy Downey
MusicheJohn Ottman
ScenografiaHoward Cummings
CostumiLouise Mingenbach
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

« La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste. »

(Roger "Verbal" Kint / Kevin Spacey)

I soliti sospetti (The Usual Suspects) è un film del 1995 diretto da Bryan Singer.

È stato presentato fuori concorso al 48º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In seguito all'esplosione di una nave sospettata di trasportare droga nel porto di San Pedro a Los Angeles, il piccolo truffatore invalido Roger "Verbal" Kint, implicato nella vicenda, ma già prosciolto dal procuratore, viene costretto a subire un ultimo interrogatorio dall'agente di polizia doganale David Kujan. La storia viene presentata come la ricostruzione della deposizione di "Verbal" Kint, e si alterna con scene della deposizione stessa.

New York, un camion di fucili viene rubato e un gruppo di pregiudicati viene fermato per un confronto all'americana: si tratta dell'ex poliziotto corrotto Dean Keaton, di "Verbal" Kint, dello scassinatore Todd Hockney e dei ricettatori McManus e Fenster.

I cinque si conoscono solo superficialmente o di nome e non hanno mai lavorato assieme, tuttavia decidono di eseguire un colpo, proposto da McManus, in grado di mettere nei guai il dipartimento di polizia di New York, e far loro ottenere vendetta per il trattamento ricevuto: dopo essere stati liberati per insufficienza di prove rapinano due poliziotti corrotti che scortano illegalmente un trafficante di pietre preziose. Il colpo riesce e la banda si dirige in California per rivendere gli smeraldi del bottino a un ricettatore conosciuto da McManus: il ricettatore propone quindi ai cinque un altro colpo, ai danni di un commerciante di gioielli. Il gruppo accetta ma durante il colpo essi sono costretti ad uccidere il bersaglio, e scoprono che costui aveva con sé non gioielli ma cocaina. Il ricettatore che aveva proposto il colpo si difende sostenendo che gli era stato suggerito da un misterioso personaggio, un avvocato di nome Kobayashi.

Costui dichiara di lavorare per Keyser Söze, un misterioso boss criminale che nessuno ha mai visto o conosciuto, e sul quale aleggiano diverse leggende: a suo dire tutti e cinque i delinquenti hanno in passato, in qualche modo, "pestato i piedi" a Söze, e l'unico motivo per cui sono ancora vivi è che lo hanno fatto inconsapevolmente. Ora quest'ultimo pretende che essi compiano un colpo su commissione quale risarcimento dei danni ricevuti.

Dopo un primo rifiuto, al quale segue l'uccisione di Fenster da parte dei sicari di Söze, e non prima di aver toccato con mano la capacità di questo boss di mettere in pratica le proprie minacce, i quattro rimasti decidono di collaborare. Il piano consiste nell'assaltare una nave nel porto di Los Angeles, a detta dell'emissario di Söze, carica di droga di proprietà dell'organizzazione concorrente a quella del misterioso boss. Fin dalla sua progettazione il piano si rivela come estremamente rischioso, tanto che Dean Keaton, di nascosto dagli altri, invita "Verbal" Kint a non parteciparvi, riuscendo in questo modo a salvargli la vita. Durante la concitata operazione, si scopre che il vero bersaglio non era la droga (che infatti non è presente), ma un uomo: l'unico testimone in grado di identificare Keyser Söze.

Kujan arriva alla conclusione che, se Keyser Söze esiste veramente, deve essere per forza Keaton: l'unico in grado di creare un confronto con i contatti che si era creato lavorando con la polizia, l'unico che con il suo carisma riusciva a tenere a bada gente come Fenster e McManus e l'unico in contatto con l'avvocatessa Edie Finneran; avendo scoperto ciò che gli interessava dà il permesso a Verbal di lasciare il commissariato.

Ma successivamente Kujan si rende conto di essere stato manipolato: le dichiarazioni di Kint sono state improvvisate usando come spunto le scritte sui foglietti della bacheca al commissariato e, vedendo l'accanimento che il commissario aveva nei confronti di Keaton, aveva fatto in modo di far convergere gli avvenimenti a sfavore di quest'ultimo. Kujan capisce che "Verbal" Kint altri non era che Keyser Söze ma quando tenta di catturarlo ormai è troppo tardi: Keyser Söze è già sparito, insieme all'avvocato Kobayashi (suo complice) esattamente come nelle leggende che lo vedono protagonista.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato prevalentemente in California tra il 13 giugno e il 29 luglio 1994. Il budget è stato di circa 6 milioni di dollari con incassi al botteghino Usa di oltre 23 milioni.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è uscito negli Usa il 25 gennaio 1995 al Sundance Film Festival e nei cinema il 15 settembre. In Italia è uscito il 30 novembre 1995.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il successo di critica e di pubblico, il critico americano Roger Ebert gli diede una stella e mezzo e lo inserì nell'elenco dei film più odiati.[2]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 1995, festival-cannes.fr. URL consultato il 1º luglio 2011.
  2. ^ I soliti sospetti (1995) - Curiosità e citazioni, Silenzio in Sala. URL consultato il 1º maggio 2017.

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