Unione Sportiva Vibonese Calcio
| U.S. Vibonese Calcio Calcio |
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| Ipponici, Leoni, Rossoblù | |||
| Segni distintivi | |||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | |||
| Simboli | Leone | ||
| Inno | Vibonese alè Rino Putrino |
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| Dati societari | |||
| Città | |||
| Paese | |||
| Confederazione | UEFA | ||
| Federazione | |||
| Campionato | Serie D | ||
| Fondazione | 1928 | ||
| Rifondazione | 1960 | ||
| Presidente | |||
| Allenatore | |||
| Stadio | Luigi Razza (6.000 posti) |
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| Sito web | www.usvibonese.com | ||
| Palmarès | |||
| Trofei nazionali | 1 Coppa Italia Regionale | ||
| Si invita a seguire il modello di voce | |||
L'Unione Sportiva Vibonese Calcio è una società calcistica con sede nella città di Vibo Valentia che milita in Serie D, il quinto livello del campionato italiano di calcio.
Indice |
Storia [modifica]
Dagli albori alla seconda guerra mondiale [modifica]
Nel 1928, nacque l'Unione Sportiva Vibonese da una costola di due identità precedenti del calcio locale che erano l'Ischia Monteleone e la Luigi Razza che nella prima fase della sua attività partecipò a competizioni e tornei non ufficiali.
Dopo un veloce cambio di denominazione in Diavoli Rossi Vibo si tornò alla denominazione primaria dal campionato di Prima Divisione 1945-1946 che coincise con il primo torneo ufficiale disputato dai leoni rossoblù, i quali conquistarono il 7º posto finale ed il Premio Disciplina. Da allora, per sessanta interrotti anni, la navicella rossoblù solcò i mari del calcio calabrese ed interregionale con due immutabili comuni denominatori da sempre presenti nella storia della Vibonese: colori sociali e stadio.
La maglia, filo conduttore di quasi ottanta anni, indossata ed onorata da tanti attori, protagonisti e comprimari, con il suo fascino via via sempre più intrigante ed oggi quasi magico, è stata capace di galvanizzare l'atleta e di farlo sentire imbattibile solo per il fatto di averla addosso. Essa era a due tinte rosso-blu che rappresentavano il sangue dell'atleta e più realisticamente perché sono i colori della città fedelmente riportati nel gonfalone comunale.
L'altra costante della storia della Vibonese è lo stadio, in cui ha sempre giocato già dalla sua prima inaugurazione in Piazza d'Armi e ben presto intitolato a Luigi Razza, ministro fascista dei lavori pubblici della Real Casa nativo di Vibo Valentia morto nel 1935 in un incidente aereo nei cieli egiziani.
Dagli anni cinquanta agli anni settanta [modifica]
Il 1º luglio 1951 la Vibonese a fine campionato di Prima Divisione 1950-1951 alla guida mister Sacco, festeggiò la sua prima promozione nel campionato di Promozione contro la Cariatese.
Di lì a poco, in squadra arrivarono tanti giocatori dall'Arsenale Messina come: Lanzafame, Falei, Rodilosso, Fucà, Villari e D'Andrea, e si visse la seconda promozione del Campionato Dilettanti 1957-1958 con Riccardo Silvestri alla presidenza e Ulisse Giunchi alla guida tecnica, e la successiva prima esperienza in IV Serie.
La Vibonese negli anni settanta, infarcita di giovani ambiziosi provenienti dal vivaio del Milan e guidata dall'avvocato Attilio Pata prima illuse e poi deluse i tifosi facendogli rivivere l'inferno dei campionati regionali attraverso le sfide storiche con Gioiese, Palmese, Polistena, Locri, Tropea e Nicotera vero esempio del campanilismo più esasperato, ma anche più vivo e sano.
La grande magica Vibonese del campionato di Promozione 1972-1973, guidata da Walter Costa, trionfò negli spareggi thriller di Palmi e Gioia Tauro, superando la Paolana e il Cosenza conquistando la promozione in Serie D.
Il pomeriggio del 17 giugno 1973 sembrò interminabile e le streghe della sconfitta vennero allontanate all'ultimo istante dal goal di Franco Cittadino che sancì il trionfo e diede la stura ai festeggiamenti in piazza con un unico interminabile serpentone che accompagnò il pullman della squadra fino a Vibo, invasa nelle strade e nelle piazze da migliaia di persone in festa per l'arrivo in Serie D che divenne la casa stabile della Vibonese per cinque anni consecutivi dalla stagione 1973-1974 alla stagione 1977-1978, scanditi da imprese leggendarie e da partite di cartello quali quelle contro il Messina, il Cosenza e l'Igea Virtus, nonché dalle gesta di tecnici che hanno segnato un'epoca quali Rodolfi e soprattutto De Pietri, e di calciatori che per la loro capacità sono diventati il simbolo vivente della maglia rossoblù come Nilo, Nisticò, il capitano Cosentino, Cortese, Cantagalli, Di Fatta, D'Ascola, Laurendi, Pidone, De Vito, Scibetta, Beccaria e il bomber Christian La Grottería.
Alla fine del lustro in Serie D, i rossoblù retrocessero nel campionato di Promozione rimanendoci per tre stagioni.
Dagli anni ottanta agli anni duemila [modifica]
Le stagioni disputate nel Campionato Interregionale a cavallo degli anni ottanta per sette anni consecutivi dalla stagione 1981-1982 alla stagione 1987-1988 segnarono l'epoca di Jacoboni, De Pietri e Baroncini in panchina e l'esplosione dei vari Trapasso, Codispoti, De Grazia, De Sensi, Sacchetti e Consoli in campo. Dagli anni novanta in poi, per la Vibonese iniziò la caduta in verticale all'indietro fino ad arrivare al campionato di Seconda Categoria Calabrese, seguita da una risalita vertiginosa fino a recuperare il tempo perduto e il blasone impolverato ma mai annullato.
La vittoria contemporanea in Promozione e Coppa Italia Regionale insieme al successo in Eccellenza della stagione 1997-1998 segnarono la riconquista della Serie D con un rientrante Jacoboni e una schiera di calciatori dal grande cuore e dalle indubbie qualità come Marino, Rosati, Musumeci, Cordiano ed il goleador Cambareri.
Da allora, dalla stagione 1998-1999 nel C. N.D., seguirono otto annate fino alla stagione 2005-2006.
A salire sul palco della Serie C2 fu una società guidata dal presidente nativo di Vibo Valentia, l'Avvocato Gurzillo, che ottenne la promozione in Serie C accedendo al professionismo.
La Serie C2 (Lega Pro Seconda Divisione), dal 2006 [modifica]
La Serie C2 venne centrata nel 2006, allorquando la società rossoblù venne ripescata in Serie C2, al termine di un campionato di Serie D concluso al secondo posto alle spalle del Sorrento e con la vittoria nei play-off contro il Sapri prima e il Cosenza dopo che ne sancisce l'entrata nel calcio professionistico dopo quasi 80 anni di storia.
Nel campionato 2006-2007 la compagine rossoblù ha raggiunto la salvezza dopo una stagione caratterizzata da numerose vicissitudini culminate con l'esonero di mister Mauro Zampollini (il mister della promozione in Serie C2) e l'arrivo in panca di mister Salvatore Di Somma.
Nella stagione 2007-2008 la Vibonese non è riuscita ad evitare i play-out per evitare la retrocessione e il doppio confronto con l'Andria si chiuse con due speculari vittorie esterne per 1-0, che grazie al miglior risultato nella regular season valsero la salvezza per gli ipponici.
Nella stagione 2008-2009 il campionato di Serie C2 cambiò denominazione in Lega Pro Seconda Divisione e i rossoblù chiusero il girone di andata con 24 punti restando così nell'alta-media classifica, ma nel girone di ritorno conquistarono solo 10 punti che la fecero sprofondare al 16º posto in classifica e condannandola per il secondo anno consecutivo ai play-out. Questa volta per evitare la retrocessione si presentò di fronte al Val di Sangro ove il doppio confronto con la squadra abruzzese si concluse con due vittorie di cui la prima partita allo stadio Luigi Razza di Vibo Valentia con la vittoria per 1-0 e una settimana dopo ad Atessa, i rossoblù batterono il Val di Sangro per 2-1 che valse la salvezza per la squadra allenata da mister Galfano.
Nella stagione 2009-2010 la Vibonese arrivò al 16º posto in classifica ove al termine di una stagione tribolata, arrivò la certezza della permanenza in Lega Pro Seconda Divisione passando per il terzo anno consecutivo dai play-out. Sul campo neutro di Monopoli, i calabresi vinsero col risultato di 3-0 nella prima partita contro il Noicattaro.
La squadra è stata affidata per la stagione 2010-2011 all'allenatore toscano Marco Tosi. Nella stagione 2011-2012 vengono ingaggiati il duo Ferrante-Viola e la società si riorganizza a livello societario con l'ingresso di nuovi soci. Il 5 aprile 2012 la squadra viene affidata ad Alfonso Ammirata, per le ultime 5 partite in cui il tecnico non riesce ad uscire dalla zona play-out e contro il Mantova, dopo il pareggio a reti bianche in casa, il 10 agosto 2012 subisce un rotondo 4-0 allo Stadio Danilo Martelli di Mantova che relega la Vibonese in Serie D dopo sei stagioni consecutive nella Lega Pro.
Cronistoria [modifica]
| Cronistoria dell'Unione Sportiva Vibonese Calcio | |
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Strutture [modifica]
Stadio [modifica]
Lo stadio di Vibo Valentia è intitolato a Luigi Razza, ex ministro dei lavori pubblici durante il periodo fascista nativo di Vibo Valentia e scomparso il 7 agosto 1935, in un incidente aereo avvenuto nei cieli egiziani a 15 miglia da l Cairo.
In origine, il campo di gioco era dell'adiacente scuola di polizia e in seguito a numerosi ampliamenti e adattamenti assunse l'attuale immagine di struttura moderna. L'impianto, si trova in via Piazza d'Armi. La capienza totale si aggira attorno alle 6.000 unità suddivise in tre settori: Curva Est: 1.500; Tribuna: 2.500; Gradinata: 2.000. Inoltre, lo stadio è dotato di un impianto di illuminazione e il fondo erboso ha un'estensione di 105 x 62 m.
Il Luigi Razza è anche la sede di gioco e di allenamento dell'U.S. Vibonese Calcio 1928, che ha avuto l'onore di ospitare la nazionale Under 21 nel 2006 con la partita Italia - Lussemburgo 2-0 (13º Lupoli, 83º Paonessa).
Società [modifica]
Organigramma societario [modifica]
| Presidente: | |
| Vice Presidente: | |
| Segretario generale: |
Azionariato popolare (MioTeam) [modifica]
La società rossoblù, recentemente ha firmato un accordo con l'associazione no profit MioTeam, nata per sostenere, gestire online il club e finanziarlo con tutte le quote degli iscritti all'associazione.
L'idea è nata dal successo del progetto Inglese Myfootballclub che ha acquistato un vero club calcistico in 20.000 tifosi.
L'obiettivo dell'associazione è quello di sostenere la Vibonese, nelle scelte societarie, nella programmazione sportiva e strategica con la detenzione di quote societarie comprese fra il 5% e il 25%, partecipando attivamente alla vita della squadra e alle decisioni del Consiglio di Amministrazione.
Campionati disputati [modifica]
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
C2 |
6 | 2006-2007 | 2011-2012 |
D |
24 | 1951-1952 | 2012-2013 |
Allenatori [modifica]
Presidenti [modifica]
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Organico [modifica]
Rosa[1] e staff tecnico[2] dal sito ufficiale della Vibonese.
Rosa [modifica]
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Staff tecnico [modifica]
Giocatori celebri [modifica]
| Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'U.S. Vibonese Calcio. |
Maurizio Codispoti
Francesco Modesto
Souleymane Doukara
Giampaolo Ciarcià
Tifoseria [modifica]
La tifoseria della Vibonese è composta da 5 gruppi ultras. Pur non numerosissima si è sempre fatta rispettare e apprezzare. Con il passare degli anni e con la successiva promozione in Serie C2 la tifoseria è cresciuta, organizzandosi meglio e accogliendo la squadra sempre con ottime coreografie e roboanti cori di sostegno. Gli ultras di Vibo purtroppo nell'ambiente vengono nominati più per la loro indole intemperante che per il resto. Nel passato si sono caratterizzati per violenti scontri con opposte fazioni. Infatti se famigerati sono gli scontri con cosentini, lametini e castrovillaresi, i supportes vibonesi, ovunque siano andati hanno sempre creato intemperanze: Milazzo, Lentini, San Bonifacio, Siderno, Sorrento e non ultimo Andria, sono solo alcuni dei casi. Va sottolineato un profondo odio verso le forze dell'ordine, un odio così forte e intransigente da portare la stessa curva est in alcuni casi estremi a cantare più contro la divisa che a sostenere i rossoblù. Per questa ragione non sono mancati scontri. La tifoseria che negli anni è stata falcidiata da diffide e arresti è tuttavia sempre rimasta sulla cresta dell'onda nonostante tutto. A partire dal secondo anno di Lega Pro, la tifoseria che fino a quel momento si presentava in discreto numero agli incontri casalinghi degli ipponici, è improvvisamente diminuita fino a toccare picchi negativi di 150-200 unità. Il Corriere dello Sport - Stadio in uno dei suoi recenti articoli dedicati alla Lega Pro, ha voluto appunto sottolineare l'improvvisa "scomparsa" dei 4.000 che fino a pochi anni fa affollavano le gradinate del Luigi Razza.
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