Teoria spettrale

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In matematica, in particolare in analisi funzionale e algebra lineare, per teoria spettrale si intende l'estensione di alcuni concetti propri dell'algebra lineare, come quelli di autovettore e autovalore o spettro, ad un contesto matematico più generale, che ne consente l'utilizzo in ambiti molto diversi fra loro.[1][2] In particolare, la teoria spettrale è legata allo studio delle funzioni analitiche.[3]

Indice

Introduzione [modifica]

Il teorema spettrale stabilisce le condizioni per cui un operatore lineare può essere scritto come somma di operatori più semplici, utilizzando una base composta dalle autofunzioni dell'operatore, in una procedura tipica dell'autoteoria.

Utilizzando la notazione bra-ket, una funzione f(x) che agisce sulle coordinate (x_1, x_2, x_3, \dots) si può scrivere come:

 f(x)=\langle x, f\rangle

Il vettore |f\rangle è solitamente visto come un elemento di uno spazio di Hilbert, e scegliendo il prodotto interno standard si definisce la sua norma:

 ||f||^2 = \langle f, f\rangle =\int \langle f, x\rangle \langle x, f \rangle \, dx = \int f^*(x) f(x) \, dx

dove ^* denota il complesso coniugato. Nel seguito la trattazione è valida per un prodotto interno generico.

Un operatore è, in tale contesto, una funzione (solitamente lineare) che agisce su un'altra funzione. Si consideri ad esempio l'operatore:

 L = | k_1 \rangle \langle b_1 |

L'azione di L su f è il prodotto di una nuova funzione  | k_1 \rangle per il prodotto scalare \langle b_1 | f \rangle :

 L | f\rangle = | k_1 \rangle \langle b_1 | f \rangle

In modo più generale si può considerare un operatore definito nel seguente modo:

 L = \lambda_1 | e_1\rangle\langle f_1| +  \lambda_2 | e_2\rangle \langle f_2| +   \lambda_3 | e_3\rangle\langle f_3| + \dots

dove  \{ \, \lambda_i \, \} sono scalari,  \{ \, | e_i \rangle \, \} formano una base e  \{ \, \langle f_i | \, \} è la base dello spazio duale. La relazione tra le due basi è in parte descritta da:

 \langle f_i | e_j \rangle = \delta_{ij}

Se si può utilizzare tale formalismo, i numeri  \{ \, \lambda_i \, \} sono gli autovalori di L e le funzioni  \{ \, | e_i \rangle \, \} sono le rispettive autofunzioni.[4]

L'operatore identità, ad esempio, può essere scritto come:

I = \sum _{i=1} ^{n} | e_i \rangle \langle f_i |

dove  \{ \, | e_i \rangle \, \} e  \{ \, \langle f_i | \, \} sono ancora due basi coduali tali che  \langle f_i | e_j \rangle = \delta_{ij} . Tale relazione è la risoluzione all'identità, anche detta rappresentazione dell'identità, e gode della proprietà:

 I^n = I \qquad \forall n \in \N

Applicando l'identità a | \psi \rangle si ottiene l'espressione di \psi in termini delle funzioni di base  \{ \, e_i \, \}:

I |\psi \rangle = \sum_{i=1}^{n} | e_i \rangle \langle f_i | \psi \rangle =  \sum_{i=1}^{n} \ c_i | e_i \rangle  \qquad I |\psi \rangle = |\psi \rangle

e tale relazione è generalizzata dall'espansione in serie di Fourier di \psi in funzione di  \{ \, e_i \, \}. A partire da ciò, la generica equazione:

O | \psi \rangle = | h \rangle

può essere scritta nelle basi  \{ \, e_i \, \} e  \{ \, f_i \, \} nel seguente modo:

 O | \psi \rangle = O( I |\psi \rangle) = \sum_{i=1}^{n} c_i \left( O | e_i \rangle \right)  =  \sum_{i=1}^{n} | e_i \rangle \langle f_i |  h \rangle

Si possono inoltre determinare i coefficienti c_j:

\langle f_j|O| \psi \rangle = \sum_{i=1}^{n}  c_i \langle f_j| O | e_i \rangle  =  \sum_{i=1}^{n} \langle f_j| e_i \rangle \langle f_i | h \rangle  = \langle f_j |  h \rangle \qquad \forall j

In definitiva, dato un operatore lineare L tale per cui:

L | e_i \rangle = \lambda_i | e_i \rangle

dove  \{ \, \lambda_i \, \} sono i suoi autovalori, la risoluzione dell'identità consente di scrivere:

LI = L = \sum_{i=1}^{n} L | e_i \rangle \langle f_i|  = \sum_{i=1}^{n} \lambda _i | e_i \rangle \langle f_i |

La teoria spettrale si occupa quindi di stabilire la natura e l'esistenza di una base di funzioni e della rispettiva base duale.

Spettro di operatori limitati [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Spettro (matematica).

Sia T un operatore lineare limitato definito su uno spazio di Banach complesso X. Si definisce insieme risolvente di T l'insieme \rho(T) dei numeri complessi \lambda tali per cui l'operatore \lambda I - T è invertibile, ovvero ha un inverso limitato. Il risolvente di T la funzione:

R_\lambda (T) = (\lambda I - T)^{-1} \

e si definisce spettro di T l'insieme \sigma(T) dei numeri complessi \lambda che non appartengono all'insieme risolvente, ovvero tali per cui l'operatore \lambda I - T non è invertibile.[5]

Lo spettro di un operatore non può essere vuoto, e si possono distinguere tre suoi sottoinsiemi disgiunti:

  • Si definisce spettro puntuale o discreto di T l'insieme degli autovalori di T, ovvero i numeri complessi \lambda tali che:
T(x) = \lambda x \qquad x \ne 0 \
Gli autovalori sono quindi i numeri tali per cui T(x) - \lambda x = 0 , ovvero (T - \lambda I)(x) = 0 : la funzione T - \lambda I non è invertibile se il suo nucleo non è costituito dal solo vettore nullo, ovvero esistono dei vettori x tali per cui esiste un \lambda tale che T(x) - \lambda x = 0 . In modo equivalente, \lambda è autovalore di T se e solo se T - \lambda I non è iniettivo, oppure se e solo se \det(T - \lambda I) =0.
  • Si definisce spettro continuo di T l'insieme dei numeri \lambda tali per cui (\lambda I - T)^{-1} non è limitato, pur essendo densamente definito.
  • Si definisce spettro residuo di T l'insieme dei numeri \lambda che non sono autovalori e tali per cui l'operatore \lambda I - T non ha immagine densa.[6]

Lo spettro include l'insieme degli autovalori detti autovalori approssimati, che sono i \lambda tali che \lambda I - T non è limitato oppure non esiste. Questo rende possibile una differente suddivisione dello spettro in spettro puntuale approssimato, cioè l'insieme dei numeri \lambda per i quali esiste una successione di vettori unitari x_n tale che:

\lim_{n \to \infty} \|Tx_n - \lambda x_n\| = 0

e lo spettro residuo puro, cioè l'insieme dei numeri \lambda per i quali (\lambda I - T)^{-1} è limitato e l'immagine di \lambda I - T è un sottospazio proprio di X. Si dimostra che l'insieme risolvente \rho(T) è un sottoinsieme aperto di \C, e che il risolvente R_\lambda (T) è una funzione analitica definita su un sottoinsieme D aperto e connesso del piano complesso a valori nello spazio degli operatori limitati su X. In particolare, R_\lambda (T) è analitica per ogni sottoinsieme massimale connesso di D.[7]

L'operatore risolvente [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Delta di Dirac e Funzione di Green.

Il risolvente R_\lambda può essere valutato a partire dagli autovalori e dalle autofunzioni di T. Applicando R_\lambda ad una funzione arbitraria \varphi si ha:

R_\lambda |\varphi \rangle = (\lambda - T)^{-1}\ |\varphi \rangle = \Sigma_{i=1}^n  \frac {1}{\lambda- \lambda_i} |e_i \rangle \langle f_i, \varphi \rangle

Tale funzione ha poli nel piano complesso in corrispondenza degli autovalori di T. Utilizzando allora il metodo dei residui si ottiene:

\frac{1}{2\pi i }\ \oint_C \ d \lambda (\lambda - T)^{-1} \ |\varphi \rangle = -\Sigma_{i=1}^n \  |e_i \rangle \  \langle f_i, \varphi \rangle  = -|\varphi \rangle

dove l'integrale è preso lungo un bordo C che include tutti gli autovalori. Supponendo che \varphi sia definita sulle coordinate \{x_i\}, ovvero:[8][9]

\langle x, \ \varphi \rangle = \varphi (x_1, \ x_2, ... \ ) \qquad \langle x , \ y \rangle = \delta (x-y) = \delta(x_1-y_1,x_2-y_2,x_3-y_3 \dots)

si ha:

\begin{align}
\left\langle x,\  \frac{1}{2\pi i }\ \oint_C \ d \lambda (\lambda - T)^{-1}\varphi \right\rangle &= \frac{1}{2\pi i }\ \oint_C \ d \lambda \ \langle x,\  (\lambda - T)^{-1} \ \varphi \rangle\\
&= \frac{1}{2\pi i }\ \oint_C \ d \lambda \int \ dy\ \ \langle x,\  (\lambda - T)^{-1}\ y\rangle  \ \langle y , \ \varphi \rangle
\end{align}

La funzione G(x, y; \lambda) definita come:

\begin{align}
G(x,\ y;\ \lambda) &= \langle x,\  (\lambda - T)^{-1}\ y\rangle \\
&= \Sigma_{i=1}^n \Sigma_{j=1}^n \langle x,\ e_i \rangle \langle f_i,\ (\lambda - T)^{-1}e_j \rangle \langle f_j , \ y\rangle \\
&= \Sigma_{i=1}^n \frac{ \langle x,\ e_i \rangle \langle f_i , \ y\rangle }{\lambda - \lambda_i} \\
&= \Sigma_{i=1}^n \frac{ e_i (x) f_i^*(y) }{\lambda - \lambda_i}
\end{align}

è la funzione di Green per T e soddisfa:[10]

\frac{1}{2\pi i }\ \oint_C \ d \lambda \ G(x,\ y;\ \lambda) = -\Sigma_{i=1}^n  \langle x,\ e_i \rangle \langle f_i , \ y\rangle = -\langle x, \ y\rangle = -\delta (x-y)

Funzione di Green ed equazione agli autovalori [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Equazione integrale.

Si consideri l'equazione agli autovalori per l'operatore O:

(O-\lambda I ) |\psi \rangle = |h \rangle

che esplicitando le coordinate si scrive:

\int \langle x, (O-\lambda I)y \rangle \langle y, \psi \rangle dy = h(x)

La funzione di Green è:

\langle y, G(\lambda) z\rangle = \left \langle y, (O-\lambda I)^{-1} z \right \rangle = G(y, z; \lambda)

e soddisfa:

\int \langle x, (O - \lambda I) y \rangle \langle y, G(\lambda) z \rangle dy = \int \langle x, (O-\lambda I) y \rangle \left \langle y, (O-\lambda I)^{-1} z \right \rangle dy = \langle x , z \rangle = \delta (x-z)

Utilizzando tale proprietà si ha:

\int \langle x, (O-\lambda I) y \rangle G(y, z; \lambda ) dy = \delta (x-z)

Moltiplicando entrambi i membri per h(z) e integrando si ottiene:

\int dz h(z) \int dy \langle x, (O-\lambda I)y \rangle G(y, z; \lambda)=\int dy \langle x, (O-\lambda I) y \rangle \int dz h(z)G(y, z; \lambda) = h(x)

il che suggerisce che la soluzione sia:

\psi(x) = \int h(z) G(x, z; \lambda) dz

Ovvero, si può trovare la funzione \psi(x) che soddisfa l'equazione agli autovalori dell'operatore se si può calcolare lo spettro di O. Si può costruire la funzione G, per esempio, utilizzando la relazione:

G(x, z; \lambda)  = \sum_{i=1}^n \frac{e_i (x) f_i^*(z)}{\lambda - \lambda_i}

Note [modifica]

  1. ^ Jean Alexandre Dieudonné, History of functional analysis, Elsevier, 1981. ISBN 0-444-86148-3
  2. ^ William Arveson, Chapter 1: spectral theory and Banach algebras in A short course on spectral theory, Springer, 2002. ISBN 0-387-95300-0
  3. ^ Viktor Antonovich Sadovnichiĭ, Chapter 4: The geometry of Hilbert space: the spectral theory of operators in Theory of Operators, Springer, 1991, 181 et seq. ISBN 0-306-11028-8
  4. ^ Bernard Friedman, Chapter 2: Spectral theory of operators in op. cit., 1990, pp. 57. ISBN 0-486-66444-9
  5. ^ Reed, Simon, op. cit., Pag. 188
  6. ^ Lo shift unilaterale su l^2(N) ne fornisce un esempio: tale operatore è una isometria, ed è quindi limitato ma non invertibile poiché non è surriettivo.
  7. ^ Reed, Simon, op. cit., Pag. 190
  8. ^ PAM Dirac, op. cit, 65 ff. ISBN 0-19-852011-5
  9. ^ PAM Dirac, op. cit, 60 ff. ISBN 0-19-852011-5
  10. ^ Bernard Friedman, op. cit, 214, Eq. 2.14. ISBN 0-486-66444-9

Bibliografia [modifica]

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

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