Matrice trasposta

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In matematica, l'operatore di trasposizione, che si denota con un apice o con una T ad esponente, associa ad una matrice la sua relativa trasposta, ovvero la matrice il cui generico elemento con indici (i, j) è l'elemento con indici (j, i) della matrice originaria. In simboli:

\left(A^T\right)_{ij} = A_{ji},\quad \forall A \in \mathbf{K}^{m,n}, 1 \le i \le m, 1 \le j \le n

In pratica, la matrice trasposta si deve intendere come una matrice in cui le colonne diventano righe e le righe diventano colonne.

Indice

[modifica] Esempi


  A =
    \begin{pmatrix}
        2  &  4  &  8\\
        3  &  2  &  0\\
        5  &  3  &  1\\
        0  &  1  &  0
    \end{pmatrix} \quad
  A^T =
    \begin{pmatrix}
        2  &  3  &  5  &  0\\
        4  &  2  &  3  &  1\\
        8  &  0  &  1  &  0
    \end{pmatrix}
  • \begin{bmatrix}
1 & 2  \end{bmatrix}^{\mathrm{T}} \!\! \;\!
= \,
\begin{bmatrix}
1   \\
2  \end{bmatrix}
  • \begin{bmatrix}
1 & 2  \\
3 & 4 \end{bmatrix}^{\mathrm{T}} \!\! \;\!
= \,
\begin{bmatrix}
1 & 3  \\
2 & 4 \end{bmatrix}
  • 
\begin{bmatrix}
1 & 2 \\
3 & 4 \\
5 & 6 \end{bmatrix}^{\mathrm{T}}  \!\! \;\!
= \,
\begin{bmatrix}
1 & 3 & 5\\
2 & 4 & 6 \end{bmatrix} \;
  • 
\begin{bmatrix}
1 & 2 & 8 \\
3 & 4 & 3 \\
5 & 6 & 1 \end{bmatrix}^{\mathrm{T}}  \!\! \;\!
= \,
\begin{bmatrix}
1 & 3 & 5\\
2 & 4 & 6\\
8 & 3 & 1 \end{bmatrix} \;

Idea di calcolo: ruotare la matrice A di 90° antiorario, dopodiché effettuare lo specchio di quest'ultima (nel primo esempio: la riga 2 rimane invariata, mentre la riga 1 e 3 vengono scambiate della matrice A ruotata di 90°).

[modifica] Proprietà

Se intendiamo la trasposta come una matrice di trasformazione, notiamo che: \mathbf{K}: \mathbf{K}^{m,n} \to \mathbf{K}^{n,m} cioè otteniamo una matrice con le dimensioni invertite.

Valgono le seguenti proprietà:

  1. La trasposta della trasposta è la matrice stessa.
    \left( \mathbf{A}^\mathrm{T} \right) ^\mathrm{T} = \mathbf{A} \quad
  2. La trasposta della somma di due matrici è uguale alla somma delle due matrici trasposte.
    (\mathbf{A}+\mathbf{B}) ^\mathrm{T} = \mathbf{A}^\mathrm{T} + \mathbf{B}^\mathrm{T}
  3. L'ordine delle matrici si inverte per la moltiplicazione.
    \left( \mathbf{A B} \right) ^\mathrm{T} = \mathbf{B}^\mathrm{T} \mathbf{A}^\mathrm{T}
    Questo risultato è facilmente estendibile al caso più generale, dove si considerano più matrici:
    \left( \mathbf{A B C ... X Y Z} \right) ^\mathrm{T} = \mathbf{Z}^\mathrm{T} \mathbf{Y}^\mathrm{T} \mathbf{X}^\mathrm{T} ... \mathbf{C}^\mathrm{T} \mathbf{B}^\mathrm{T} \mathbf{A}^\mathrm{T}
  4. Se c è uno scalare, la trasposta di uno scalare è lo scalare invariato.
    (c \mathbf{A})^\mathrm{T} = c \mathbf{A}^\mathrm{T}
  5. [solo per matrici quadrate] Il determinante della trasposta è uguale al determinante della matrice iniziale.
    \det(\mathbf{A}^\mathrm{T}) = \det(\mathbf{A})
  6. Il prodotto scalare tra due vettori colonna a e b può essere calcolato come
     \mathbf{a} \cdot \mathbf{b} = \mathbf{a}^{\mathrm{T}} \mathbf{b},
    che può essere scritto usando la notazione di Einstein come ai bi.
  7. Se A ha solamente elementi reali, allora ATA è una matrice semidefinita positiva.
  8. La trasposta di una matrice invertibile è ancora invertibile e la sua inversa è la trasposta dell'inversa della matrice iniziale.
    (\mathbf{A}^\mathrm{T})^{-1} = (\mathbf{A}^{-1})^\mathrm{T}
  9. Se A è una matrice quadrata, allora i suoi autovalori sono uguali agli autovalori della sua trasposta.

[modifica] Osservazioni

  • La trasposizione è definita su m ed n qualunque, ovvero sia su matrici quadrate che rettangolari e quindi anche su vettori. In particolare un vettore colonna trasposto è un vettore riga e viceversa.
  • Una matrice che coincide con la propria trasposta è detta matrice simmetrica. La simmetricità della matrice è definita soltanto su matrici quadrate.
  • Uno scalare può essere visto come un caso particolare di matrice simmetrica 1 × 1 ed è pertanto invariante alla trasposizione. Quindi, sebbene in generale date due matrici A e B di dimensioni opportune si abbia che
(\mathbf{AB})^\mathrm{T} = \mathbf{B}^\mathrm{T}\mathbf{A}^\mathrm{T} \ne \mathbf{A}^\mathrm{T}\mathbf{B}^\mathrm{T},
l'operatore di trasposizione è lineare, ovvero, dati due scalari k ed l, vale
(k\mathbf{A}+l\mathbf{B})^\mathrm{T} = (k\mathbf{A})^\mathrm{T}+(l\mathbf{B})^\mathrm{T} = k\mathbf{A}^\mathrm{T}+l\mathbf{B}^\mathrm{T}.
Più in generale, dati N scalari ki ed N matrici di pari dimensioni Ai, vale
 \left( \sum_{i=1}^{N} k_i \mathbf{A}_i \right) ^\mathrm{T} = \sum_{i=1}^{N} k_i \mathbf{A}_i^\mathrm{T}
dove Σ indica una sommatoria.

[modifica] Trasposta di applicazioni lineari

Più in astratto, se V e W sono due spazi vettoriali di dimensione finita sullo stesso campo e f : V \to W è un'applicazione lineare allora possiamo definire l'applicazione duale di f come la mappa f^* : W^* \to V^* : \varphi \mapsto \varphi \circ f, tra gli spazi duali W^* e V^*. Ora fissate due basi e_1, \ldots, e_m e f_1, \ldots, f_n di V e W rispettivamente, si dimostra che se A è la matrice associata a f rispetto tali basi allora la matrice associata a f^* rispetto alle basi duali di e_1, \ldots, e_m e f_1, \ldots, f_n è proprio la trasposta di A.

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