Matrice antisimmetrica
In matematica una matrice antisimmetrica (o emisimmetrica) A è una matrice quadrata la cui trasposta è anche la sua opposta, ovvero 
In termini di componenti, se
allora per ogni
e
vale
.
Per esempio, è antisimmetrica la matrice
Indice |
Proprietà [modifica]
Diagonale principale [modifica]
Tutti gli elementi sulla diagonale principale di una matrice antisimmetrica sono uguali a zero (
); in particolare una matrice antisimmetrica ha traccia zero.
Determinante [modifica]
Se A è una matrice antisimmetrica di ordine n, il suo determinante soddisfa
.
In particolare, se n è dispari il determinante è zero.
Se n è pari, invece, il determinante di A è il quadrato di un polinomio Pf(A) (lo pfaffiano) calcolato nelle componenti di A:
- det(A) = Pf(A)2. Si può però dimostrare in modo elementare che il determinante di una matrice antisimmetrica reale è non negativo. Infatti (v. sotto) gli autovalori di una matrice antisimmetrica reale sono numeri immaginari puri, e a ogni autovalore corrisponde l'autovalore coniugato, con la stessa molteplicità. Pertanto det(A), essendo il prodotto degli autovalori, ciascuno ripetuto secondo la sua molteplicità, se non è zero è un prodotto di numeri reali positivi.
Matrici simmetriche e antisimmetriche [modifica]
Per ogni matrice quadrata A, la matrice
è una matrice antisimmetrica, mentre la matrice
è una matrice simmetrica.
È possibile (se A ha elementi in un campo di caratteristica diversa da 2) scrivere A come A=(S+T)/2=½S+½T, ovvero come somma di una matrice simmetrica e di una matrice antisimmetrica. La matrice trasposta di A in questo caso è At=(S-T)/2=½S-½T
Teoria spettrale [modifica]
Se una matrice antisimmetrica A ha un autovalore λ allora ha anche un autovalore -λ:
- se Av=λv allora
, quindi
.
In particolare gli autovalori di una matrice antisimmetrica si trovano sempre in coppie (λ,-λ), eccetto nel caso di dimensione dispari nel quale è anche presente un autovalore 0.
Gli autovalori di una matrice reale antisimmetrica sono tutti immaginari puri, quindi della forma ±iλi, con λi reale.
Le matrici reali antisimmetriche sono matrici normali e in particolare per esse vale teorema spettrale, ovvero possono essere diagonalizzate tramite una matrice unitaria. Quindi se una matrice reale antisimmetrica ha un autovalore non nullo, questo non è reale e la matrice non può essere diagonalizzata tramite una matrice reale. È comunque possibile trasformare ogni matrice antisimmetrica A in una matrice diagonale a blocchi tramite una matrice ortogonale R (con Rt=R-1), ovvero in modo che
sia di una delle due forme
con autovalori ±iλk (più un autovalore 0 se n è dispari).
Forme alternanti [modifica]
Una forma alternante (o antisimmetrica) φ su uno spazio vettoriale V sopra un campo K (di caratteristica diversa da 2) è una forma bilineare
- φ : V × V → K tale che φ(v,w) = −φ(w,v) .
Ogni forma alternante φ viene rappresentata da una matrice antisimmetrica A su una base di V,
, e viceversa.
Rotazioni infinitesimali [modifica]
Le matrici antisimmetriche di ordine n con elementi in un campo K sono uno spazio vettoriale su K di dimensione n(n − 1)/2, che è lo spazio tangente al gruppo ortogonale O(n) nella matrice identità; in questa interpretazione, le matrici antisimmetriche possono essere derivate da rotazioni infinitesimali.
Equivalentemente, lo spazio vettoriale delle matrici antisimmetriche forma l'algebra di Lie o(n) del gruppo di Lie O(n). La parentesi di Lie su di esso è il commutatore
, che è antisimmetrico:
Inoltre, la matrice esponenziale
di una matrice antisimmetrica A è una matrice ortogonale:
Di conseguenza l'immagine dell'applicazione esponenziale si trova nella componente connessa di O(n), il gruppo ortogonale speciale SO(n), e ogni rotazione R ha determinante 1. In particolare, ogni matrice ortogonale speciale (con determinante 1) è l'esponenziale di una matrice antisimmetrica.
Voci correlate [modifica]
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, quindi
.

