Teorema di Laplace
Il Teorema di Laplace o sviluppo di Laplace è una formula che permette di calcolare il determinante di una matrice (quadrata) con un procedimento ricorsivo. lo sviluppo può essere eseguito per righe oppure per colonne.
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Definizioni ausiliarie [modifica]
Prima di passare all'enunciato del teorema, conviene fornire alcune definizioni. Supponiamo di avere una matrice quadrata M di dimensione n e di elementi
.
- La matrice
è la sottomatrice (di dimensione n–1) che si ottiene da M cancellando la i-sima riga e la j-sima colonna. - Il valore
è detto minore complementare dell'elemento
. - Il prodotto
è detto complemento algebrico o cofattore dell'elemento
.
Enunciati [modifica]
Il primo teorema di Laplace afferma che
- il determinante di una matrice quadrata M è pari alla somma dei prodotti degli elementi di una riga qualsiasi per i rispettivi complementi algebrici.
In formule,
per una riga i qualsiasi.
valido anche se si considerano le colonne
- il determinante di una matrice quadrata M è pari alla somma dei prodotti degli elementi di una colonna qualsiasi per i rispettivi complementi algebrici.
In formule,
per una colonna j qualsiasi.
Il secondo teorema di Laplace afferma che
- è sempre nulla la somma dei prodotti degli elementi di una riga (o colonna) per i complementi algebrici di un'altra riga (o colonna) della matrice stessa.
In formule,
(se i=k è il primo teorema e il risultato è diverso da zero)
Applicazioni [modifica]
- Il determinante di una matrice diagonale è il prodotto dei valori sulla diagonale.
- Il determinante di una matrice triangolare è ancora il prodotto dei valori sulla diagonale.
- Gli autovalori di una matrice triangolare sono gli elementi sulla diagonale.
Esempio di calcolo [modifica]
Come esempio di calcolo si prenda la matrice quadrata seguente:
- Scegliamo la prima riga (1 ; 2 ; 3);
- Moltiplichiamo il valore del primo numero (1) della riga scelta per il suo complemento algebrico (la sottomatrice
, il cui determinante è
; perciò
; - Facciamo lo stesso per il secondo numero (2) cambiato di segno e il suo complemento algebrico
:
; - In ultimo per il terzo numero (3) e il suo complemento
:
; - Quindi il determinante dato dalla somma dei prodotti è:
. - Il determinante della matrice iniziale è dunque
.
Dimostrazione [modifica]
Per provare che il determinante della matrice ottenuto operando con le righe e quello ottenuto operando con le colonne sono la stessa cosa basta ricordarsi
. Fissato arbitrariamente
appartenente
, la matrice ottenuta da A sostituendo alla sua h-esima riga la n-pla:
, dove l'elemento 1 compare nella j-esima posizione. Da
applicando iterativamente le proprietà 4' e 4" del determinante alla h-esima riga di A, si ottiene:
Non resta che provare che al variare di j in
A tale scopo sia
la matrice ottenuta da
scambiando consecutivamente ogni riga, dalla h-esima ala h-1 -esima, con la sua successiva fino ad ottenere una matrice
con un 1 nel posto individuato dalla h-esima riga e dalla j-esima colonna, tutti gli altri elementi di tale riga siano 0 e tutti gli altri elementi della j-esima colonna siano quelli di A. in questo modo abbiamo isolato il minore
. Essendo tale minore il minore
complementare di
in A. Si osservi ora che se
indica il sottogruppo di
costituito dalla permutazione p appartenente a
tale che p(n)=n, l'applicazione che associa ad ogni p appartenente a
la sua restrizione a
definisce una biiezione tra
e
in cui corrispondenti permutazioni hanno lo stesso segno. Pertanto, posto
, poiché
e, per ogni s appartenente a
,
si ottiene:
Poiché
è ottenuta da
con n-h scambi di riga ed n-j scambi di colonna, dalla proprietà 2 del determinante si ha:
Ciò conclude la prova
Voci correlate [modifica]
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è la sottomatrice (di dimensione n–1) che si ottiene da M cancellando la i-sima riga e la j-sima colonna.
è detto minore complementare dell'elemento
è detto complemento algebrico o cofattore dell'elemento 



, il cui determinante è
; perciò
;
:
;
:
;
.


