Forma canonica di Jordan
In matematica, più precisamente in algebra lineare, la forma canonica di Jordan di una matrice quadrata A definisce una matrice triangolare J simile ad A che ha una struttura il più possibile vicina ad una matrice diagonale. La matrice è diagonale se e solo se A è diagonalizzabile, altrimenti è divisa in blocchi detti blocchi di Jordan.
La forma canonica caratterizza univocamente la classe di similitudine di una matrice. In altre parole, due matrici sono simili se e solo se hanno la stessa forma di Jordan (a meno di permutazione dei blocchi).
Il nome è dovuto al matematico francese Camille Jordan che si è occupato di matrici diagonalizzabili.
Indice |
[modifica] Definizione
[modifica] Blocco di Jordan
Un blocco di Jordan di ordine k è una matrice triangolare superiore con k righe costituita nel seguente modo:
in cui ogni elemento della diagonale è uguale a
ed in ogni posizione (i, i+1) si trova un 1. Il suo polinomio caratteristico è
, e quindi ha
come unico autovalore con la molteplicità algebrica k. D'altra parte, l'autospazio relativo a
è:
avente, quindi, dimensione 1. Dal teorema di diagonalizzabilità segue che se k>1 il blocco di Jordan non è diagonalizzabile.
[modifica] Matrice di Jordan
Una matrice di Jordan è una matrice a blocchi del tipo
dove Ji è un blocco di Jordan con autovalore λi. Ogni blocco di Jordan contribuisce con un autospazio unidimensionale relativo a λi.
Come sopra, si vede che la molteplicità geometrica di λi, definita come la dimensione del relativo autospazio, è pari al numero di blocchi con autovalore λi. D'altra parte, la molteplicità algebrica di λi, definita come la molteplicità della radice λi nel polinomio caratteristico di J, è pari alla somma degli ordini di tutti i blocchi con autovalore λi.
In questo contesto, il teorema di diagonalizzabilità asserisce, quindi, che J è diagonalizzabile se e solo se le molteplicità algebriche e geometriche coincidono, ovvero se e solo se i blocchi hanno tutti ordine pari ad 1: in altre parole, J è diagonalizzabile se e solo se è già diagonale.
[modifica] Teorema di Jordan
Diciamo che una matrice quadrata A con elementi in un campo K ha "tutti gli autovalori nel campo" se la somma delle molteplicità algebriche dei suoi autovalori è pari al numero di righe di A. Questo equivale a dire che il suo polinomio caratteristico ha "tutte le radici nel campo", cioè che si spezza come prodotto di polinomi di primo grado. Questo è sempre vero se K è algebricamente chiuso, ad esempio se K = C è il campo dei numeri complessi.
Il teorema di Jordan asserisce che ogni matrice ha una "forma canonica di Jordan", e che due matrici sono simili se e solo se hanno la stessa forma canonica:
- Sia A una matrice quadrata con elementi in K avente tutti gli autovalori nel campo. Allora A è simile ad una matrice di Jordan.
- Due matrici di Jordan J e J' sono simili se e solo se si ottengono l'una dall'altra permutando i blocchi.
[modifica] Esempi
Calcoliamo la forma canonica di Jordan della matrice
Il suo polinomio caratteristico è
, quindi i suoi autovalori sono 4, 4, 2 e 1. Ricordiamo che, se indichiamo con malg(λ) e mgeo(λ) le molteplicità algebrica e geometrica di un autovalore λ, valgono sempre le seguenti disuguaglianze:
Quindi in questo caso le molteplicità algebriche e geometriche degli autovalori 2 e 1 sono tutte 1, e l'unica grandezza da trovare è la molteplicità geometrica di 4, che può essere 1 o 2. La molteplicità geometrica di un autovalore indica il numero di blocchi di jordan presenti relativi a quell'autovalore. Vediamo che
Segue quindi che A non è diagonalizzabile, e l'autovalore 4 ha un solo blocco di Jordan. I dati che abbiamo sono sufficienti a determinare la matrice di Jordan, che è la seguente:
[modifica] Polinomio minimo
Il polinomio minimo m(x) di una matrice A è calcolabile a partire dalla sua forma di Jordan J. Infatti si decompone come
dove λ1, ..., λk sono gli autovalori (distinti, cioè elencati senza molteplicità) di A, e ji è l'ordine del blocco di Jordan più grande fra tutti quelli relativi all'autovalore λi.
Ad esempio, la seguente matrice
ha
come polinomio caratteristico e
come polinomio minimo.
Usando il teorema di Jordan e la decomposizione del polinomio minimo enunciata, si ha che le due matrici seguenti hanno gli stessi polinomi caratteristici (e quindi anche lo stesso determinante, la stessa traccia e gli stessi autovalori), gli stessi polinomi minimi, ma non sono simili:
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- (EN) Daniel T. Finkbeiner II, Introduction to Matrices and Linear Transformations, Third Edition, Freeman, 1978.
- (EN) Gene H. Golub and Charles F. Van Loan, Matrix Computations (3rd ed.), Johns Hopkins University Press, Baltimore, 1996.
- (EN) Gene H. Golub and J. H. Wilkinson, Ill-conditioned eigensystems and the computation of the Jordan normal form, SIAM Review, vol. 18, nr. 4, pp. 578–619, 1976.
- (EN) Shafarevich, Igor R., Remizov, Alexey O. Linear Algebra and Geometry, Springer, 2012, ISBN 978-3-642-30993-9
[modifica] Altri progetti
Questa voce è inclusa nel libro di Wikipedia Algebra lineare.
|
|









