Ratko Mladić
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Questa voce sugli argomenti militari e serbi è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
|
Ratko Mladić (cirillico serbo: Ратко Младић, /ˈmlaːditɕ/; Božinovići (
Regno di Jugoslavia), 12 marzo 1943) è un militare serbo.
Mladić è un criminale di guerra attualmente latitante. E' ricercato e sul suo collo pende un mandato di cattura emesso dal Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia, dall'Ue e dagli USA.
Nel 1961 entrò alla Scuola Militare di Zemun, dove iniziò la sua lunga carriera militare. Allo scoppio della guerra, nel 1991, si trovava di stanza a Priština, in Kosovo e subito fu mandato a Knin, come comandante del 9° Corpo dell'Esercito Federale (JNA).
Nel maggio 1992 viene nominato capo dell'esercito serbo-bosniaco della Republika Srpska (VRS, Vojska Republike Srpske) durante la guerra del 1992-95 in Bosnia-Erzegovina.
Nel 1996 Mladić, insieme ad altri leader serbo-bosniaci, fu accusato di crimini di guerra e genocidio dal Tribunale Penale Internazionale per i crimini commessi nell'ex-Jugoslavia dell'Aja, in connessione con l'assedio di Sarajevo in cui morirono 10.000 persone e con il massacro di 8.100 musulmani bosniaci l'11 luglio 1995 durante la Strage di Srebrenica, la peggiore atrocità mai commessa in Europa dalla seconda guerra mondiale. C'è un mandato d'arresto pendente su Mladić, a seguito della risoluzione 61 del Tribunale Internazionale, il quale ha concluso che ci sono ragionevoli sospetti per credere che Mladić abbia effettivamente commesso i crimini in questione, compreso il genocidio. Il governo statunitense ha anche offerto una taglia di 5 milioni di dollari per la cattura di Mladić e Karadžić, quest'ultimo arrestato ed estradato all'Aja il 29 luglio 2008. Secondo fonti serbe, l'arresto di Mladić sarebbe molto vicino e si pensa che si stia nascondendo in Serbia. Il 10 novembre, forze di sicurezza serbe hanno accerchiato un centro di imbottigliamento di acqua minerale a Valjevo, nella speranza di catturare coloro che stanno aiutando il supericercato oppure lo stesso ex comandante delle forze serbo-bosniache.
A partire dal 2 dicembre 2008, le forze antiterrorismo serbe hanno perlustrato la casa della moglie di Radovan Karadžić e la casa del figlio di Ratko Mladić, nella speranza di trovare materiale che conduca alla cattura del boia di Srebrenica. Gli sforzi per la cattura proseguono, seguendo il materiale e i documenti prelevati a Ljubinko Zlatić, colpevole di aver protetto in un passato non molto lontano il sopracitato capo delle forze serbo bosniache.
L'11 giugno del 2009 una tv bosniaca ha trasmesso dei video amatoriali, nei quali Mladic viene mostrato in festa durante un matrimonio e mentre parla tranquillamente con i membri della sua famiglia. Secondo gli investigatori serbi, questi video sarebbero datati e proverebbero che Mladic vivrebbe indisturbato a Belgrado.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Ratko Mladić
Articolo su Wikinotizie: L'Ue ferma il negoziato con la Serbia 3 maggio 2006

