Ante Gotovina
| Ante Gotovina | |
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ritratto su poster di sostenitori
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| 12 ottobre 1955 | |
| Nato a | Tucconio (Croazia) |
| Etnia | Croata |
| Religione | Cristiano cattolica |
| Dati militari | |
| Nazione servita | |
| Forza armata | Esercito francese Esercito croato |
| Corpo | Legione straniera francese |
| Reparto | 2º Reggimento Straniero Paracadutisti |
| Anni di servizio | Francia 1973 - 1978 Croazia 1991 - 2000 |
| Grado | Caporal-chef (Legione straniera) Tenente generale (esercito croato) |
| Guerre | Guerra di indipendenza croata Guerra in Bosnia-Erzegovina |
| Battaglie | Battaglia di Kolwezi Operazione Tempesta Operazione Estate 95 |
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Ante Gotovina (Tkon, 12 ottobre 1955) è stato un generale croato, condannato nel 2011 dal Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia per crimini di guerra.
Indice |
[modifica] Primi anni e la Legione straniera
Ante Gotovina è nato in una piccola isola vicino a Zara. Durante la sua adolescenza tentò più di una volta di abbandonare l'isola senza riuscirci. All'età di sedici anni anni si imbarcò come marinaio a bordo di un mercantile, lasciando la casa natale. Nel 1973 dopo poco più di 18 mesi dal suo imbarco si arruolò nella Legione straniera francese con lo pseudonimo di Andrija Grabovac e venne distaccato presso il 2º Reggimento straniero paracadutisti; successivamente entrò nella élite di Commandos de Recherche et d'Action en Profondeur(CRAP).
In questo periodo Gotovina conobbe Dominique Erulin, fratello del colonnello Phille Erulin, conosciuto per le torture commesse durante la Guerra d'Algeria. Con la Legione straniera francese Gotovina prese parte a operazioni militari in Gibuti, alla Battaglia di Kolwezi in Zaire e a missioni nella Costa d'Avorio divenendo l'autista dello stesso colonnello Phille Erulin. Dopo cinque anni di servizio, Gotovina lasciò la Legione straniera con il grado di Caporal-chef e ottenne la cittadinanza francese nel 1979.
Durante gli anni ottanta, Gotovina lavorò per diverse compagnie d'assicurazione private francesi, tra queste la KO International Company, una filiale della VHP Security, conosciuta come una copertura del Service d'Action Civique (SAC). La KO International era anche accusata di essere a quel tempo un servizio di sicurezza del leader del partito di estrema destra Fronte Nazionale Jean-Marie Le Pen.[1][2]. Nel 1981 insieme a Dominique Erulin, Gotovina aiutò l'editore Jean-Pierre Mouchard, amico di Le Pen, ad organizzare un commando per liberare la sua tipografia occupata dalla Confédération générale du travail.
Secondo i documenti della polizia francese, Gotovina fu coinvolto in attività criminali e fu oggetto di mandati di cattura per rapina ed estorsione; avrebbe scontato almeno uno-due anni di prigione, ma questo è sempre stato negato dagli avvocati di Gotovina.[3] Verso la fine degli anni ottanta Gotovina si spostò in Sud America, dove partecipò all'addestramento di numerose organizzazioni paramilitari di destra, soprattutto in Argentina e Guatemala. In Colombia incontrò la sua futura moglie Ximena.
Durante un viaggio a Parigi venne arrestato e condannato nel 1986 a cinque anni di prigione dalla Corte di Assise di Parigi.[4] L'anno dopo venne liberato, "in circostanze che mostrano che egli abbia beneficiato di una protezione molto particolare".[5] Comunque i legali di Gotovina hanno presentato un fascicolo al TPIJ relativo al fatto che Gotovina era accusato ingiustamente da un gruppo di polizia criminale fedele al presidente François Mitterrand, gruppo condannato per comportamento scorretto dalla corte francese nel 2005.
[modifica] Ritorno in Croazia
Nel 1991 la Croazia dichiarò la sua indipendenza dalla Jugoslavia. Il governo serbo guidato dal suo presidente Slobodan Milosevic diede il via a diverse formazioni paramilitari e all'Armata Popolare di Jugoslavia, comandata de facto dal presidente serbo, che presero il controllo di varie parti della Croazia. Il neonato esercito croato riuscì a fermare l'avanzata delle truppe e la Croazia venne riconosciuta dalla comunità internazionale il 15 gennaio 1992. Di conseguenza i serbi che vivevano in Croazia crearono i Distretti Serbi Autonomi che fusi formarono nel 1991 la autoproclamatasi Repubblica Serba di Krajina. Secondo un censimento del 1991 la metà dei serbo-croati viveva in queste zone e rappresentava il 12,16% della popolazione.
Gotovina ritornò in Croazia nel giugno del 1991 e si arruolò nella Guardia Nazionale Croata (ZNG), il primo corpo militare della Croazia che successivamente diventerà l'esercito croato. Gotovina era un ottimo comandante e rispetto a molti altri suoi commilitoni aveva esperienza di combattimento. Combatté nell'ovest Slavonia: a Novska e Nova Gradiška. I superiori si accorsero di lui e quando venne creato l'esercito croato nel 1992, Gotovina venne promosso al rango di colonnello.
Con il rango di colonnello, è stato insieme a Janko Bobetko e Anto Rosso uno dei principali organizzatori della Operazione Maslenica che ricostruì la continuità territoriale in Dalmazia.
Nel 1994 venne promosso al grado di maggior generale e, come comandante ufficiale del distretto di Spalato, organizzò alcune operazioni chiave: la difesa di Livno e di Tomislavgrad dalle truppe serbo-bosniache del generale Ratko Mladic e la guerra d'attrito che ruppe le difese serbe nella piana di Livno, la catena del Dinara e le montagne Sator. Gotovina diresse anche la conquista di Glamoc e di Bosansko Grahovo nell'Operazione Estate 95 che portò all'accerchiamento da est della città di Tenin, la capitale della Repubblica Serba di Krajina.
Tutte queste condizioni consentirono il successo della Operazione Tempesta, durante la quale le forze sotto il comando di Gotovina conquistarono Tenin, chiamata dai croati la "Reale Città di Croazia" sin da quando fu capitale del regno croato nel Medioevo. Gotovina fu a capo anche della Operazione Mistral, dove guidò le truppe della HV (esercito croato) e quelle del HVO (Consiglio di difesa croato) riportando una decisiva vittoria contro le truppe serbe di bosnia arrivando a soli 23 chilometri da Banja Luka (capitale dei serbo-bosniaci) venendo fermato solo dalle pressioni americane.
Nel 1996 il presidente croato Franjo Tudman nominò Gotovina Ispettore Capo nell'Ispettorato dell'esercito croato.
Il 29 settembre 2000 Gotovina e altri sei alti ufficiali vennero destituiti dal neo-presidente Stjepan Mesic, perché scrissero una lettera in cui criticavano apertamente il governo per le indagini riguardanti i crimini commessi durante la guerra.
[modifica] Accuse di crimini di guerra
Nel luglio del 2001 il Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia rilasciò dei rinvii a giudizio al governo croato in cui si chiedeva l'arresto di Ante Gotovina e di Rahim Ademi per i crimini commessi durante la guerra in Croazia. Secondo l'accusa, Gotovina ebbe responsabilità dirette e responsabilità come comandante per quanto riguarda i crimini commessi contro la popolazione serba che viveva in Croazia. Gotovina venne accusato di crimini contro l'umanità e violazioni delle leggi e dei costumi di guerra per le azioni commesse dalle sue truppe durante l'Operazione Tempesta. Durante la quale 200.000 - 250.000 serbi che vivevano nella regione della Krajina in Croazia furono espulsi; altri 150 serbi vennero uccisi (fucilati, bruciati o accoltellati). Le case un tempo dei serbi vennero bruciate e distrutte in modo da evitare il ritorno dei profughi.
L'accusa fu molto contestata e quattro ministri si dimisero quando il governo croato decise di collaborare con il tribunale internazionale.[6] Rahim Ademi decise di consegnarsi spontanemente alle autorità del tribunale internazionale, mentre Gotovina si diede alla macchia.
Diversi paesi esteri collaborarono per arrivare alla sua cattura e venne rilasciato anche un mandato dall'Interpol.Gli Stati Uniti annunciarono una taglia di 5 milioni di dollari.È stato segnalato che il Secret Intelligence Service (MI6) del Regno Unito provò a catturare Gotovina ma il suo piano venne sventato dopo che i suoi agenti vennero mostrati nei media croati, probabilmente su richiesta degli alleati di Gotovina presenti in uno dei tanti servivi di intelligence, il POA ( Protivobaveštajna agencija o Counter-Intelligence Agency). Questo scandalo portò al licenziamento e alla sostituzione del capo del POA Franjo Turek.
La continua latitanza del generale croato divenne una vera e propria merce di scambio tra i paesi dell'Unione Europea e la Croazia, che venne accusata di non voler collaborare con il tribunale internazionale alla sua cattura.[7]
Il Regno Unito, l'Olanda e alcuni paesi scandinavi posero come precondizione la cattura di Gotovina per l'accesso alla Croazia in Unione Europea. Questa decisione venne criticata dal governo croato che dichiarava di non sapere dove Gotovina fosse, dato che probabilmente era scappato dal paese e che si stava facendo tutto il possibile per assicurarlo alla giustizia. I negoziati di adesione previsti per il 17 marzo 2005 vennero posticipati in attesa di una risoluzione della questione.[8]
Di fronte a questo ulteriore respingimento sull'avvio dei colloqui di adesione, il primo ministro croato Ivo Sanader e il presidente Stjepan Mesic firmarono un ordine di cattura nei confronti di Gotovina inviandolo ai servizi segreti, alla polizia e alla procura di stato. Quella fu la prima volta in cui Sanader chiedeva esplicitamente l'arresto dell'ex generale croato.[9]
La richiesta venne infine accettata nell'ottobre 2005 come parte di un accordo con l'Austria, che accoglieva la domanda della Croazia in cambio di far cadere la sua opposizione verso la candidatura della Turchia.[10] Il Tribunale Internazionale affermò che nello stesso periodo la Croazia incominciò a "collaborare pienamente" senza fornire ulteriori dettagli.
Nell'aprile del 2005 il settimanale croato Feral Tribune pubblicò una notizia-choc, in cui diceva che Ante Gotovina aveva ricevuto un passaporto falso da parte della polizia croata e che fosse stato aiutato anche dai servizi segreti croati, confermando quanto affermava il Procuratore Capo Carla Del Ponte secondo cui la fuga di Gotovina era stata coperta dai vertici dei servizi di informazione, militari e di polizia.[11]
Su dove si fosse rifugiato Gotovina durante la sua latitanza vi sono molte voci, si è pensato che si fosse nascosto in un monastero francescano in Bosnia o in Croazia.Il procuratore Carla Del Ponte accusò la chiesa cattolica croata di averlo protetto in un monastero francescano in Croazia e disse anche che le autorità vaticane si rifiutarono di collaborare.[12][13][14]
[modifica] Cattura ed estradizione
Ante Gotovina venne catturato il 7 dicembre 2005 dalla polizia spagnola e dalle forze speciali in un resort alla Playa de las Americas a Tenerife nelle Isole Canarie.[15] Lo stesso Gotovina disse di aver viaggiato grazie ad un passaporto falso, usando il nome di Kristijan Horvat. Il passaporto conteneva timbri di diversi paesi inclusi Russia, Cina, Repubblica Ceca e Tahiti. Nella sua stanza venne scoperta anche una somma di 12.000 dollari. Gotovina venne immediatamente trasferito a Madrid dove venne imprigionato, in attesa dell'estradizione.
Gotovina venne estradato all'Aia il 10 dicembre 2005 e apparve davanti al tribunale il 12 dicembre, dove si dichiarò innocente di tutti e sette i capi d'accusa di crimini contro l'umanità e gravi violazioni delle leggi e dei costumi di guerra che lo accusano di essere responsabile in maniera diretta e responsabile come comandante dei crimini.
I crimini di cui Gotovina è accusato sono:
- persecuzioni
- omicidio
- saccheggio di proprietà pubblica e privata
- distruzione immotivata di città e villaggi
- deportazione
- trasferimento forzato
- altre azioni inumane
D'accordo con il suo avvocato Gotovina ha dichiarato di: "non essere la persona descritta in ogni caso"
La cella di Ante Gotovina al tribunale internazionale era posta accanto a quella dell'ex presidente serbo Slobodan Milosevic. Alla morte di quest'ultimo venne inviata una lettera di condoglianze alla famiglia firmata da 34 detenuti del tribunale. Tra questi c'era anche Ante Gotovina. Molte polemiche vennero sollevate dai media croati. I giornali croati dissero anche che Gotovina stimava Milosevic e più di una volta ebbero dei colloqui.[16]
[modifica] Il Processo
Il 24 luglio 2006 il tribunale ha accettato la proposta del procuratore di unire il caso di Gotovina al caso di Ivan Cermak e Mladen Markac, altri due generali croati implicati nel caso dell'Operazione Tempesta.
Il 13 dicembre 2006 i giudici hanno chiesto ai pubblici ministero di: "proporre i mezzi per ridurre la portata del rinvio a giudizio di almeno un terzo" restringendo il numero di scene del crimine e/o i crimini e quindi "garantire un processo equo e rapido". I procuratori hanno respinto la richiesta aggiungendo però che se ordinato dalla camera si potrebbe comunque ridurre il numero dei comuni coperti da 20 a 14 proponendo anche di ridurre il periodo coperto dall'accusa escludendo quello che va da ottobre a novembre 1995.
Il 2 marzo 2007 è stata archiviata dalla riunione dell'accusa una prima versione ridotta.
Il 27 novembre 2007 la proposta di concedere il rilascio provvisorio e gli arresti domiciliari agli imputati in attesa del processo è stata respinta dal tribunale a causa del rischio di fuga da parte degli accusati.
Il Processo ad Ante Gotovina, Ivan Cermak e Mladen Markac è iniziato l'11 marzo 2008 e si è concluso nel settembre 2010, l'accusa ha chiesto la condanna a 27 anni di carcere Ante Gotovina, 23 Mladen Marcak e 18 per Ivan Cermak
[modifica] Sentenze di primo grado
Il 15 aprile 2011 sono state rilasciate le sentenze di primo grado che hanno visto la condanna a 24 anni di reclusione per Gotovina, 18 anni per Mladen Markac e l'assoluzione per Ivan Cermak, per crimini contro l'umanità e violazione delle leggi e dei costumi di guerra.[17] Inoltre lo condanna per aver fatto parte di una associazione a delinquere finalizzata alla rimozione della popolazione serba in Croazia durante l'Operazione Tempesta, coordinata e diretta insieme ai più alti vertici politici di allora, tra questi Franjo Tudman.[18] Il giorno successivo in Croazia si sono avute diverse manifestazioni popolari di protesta contro la sentenza[19] ed anche dichiarazioni pubbliche di condanna della sentenza da parte di esponenti di governo, compresa il Primo Ministro Jadranka Kosor.[20] Il governo serbo si è detto soddisfatto del verdetto soprattutto perché è stata riconosciuta la pulizia etnica dei serbi in Croazia e l'esistenza di un'associazione criminale votata a questo obiettivo.[21]
[modifica] Vita privata
Ante Gotovina ha un fratello di nome Bromir ed un fratellastro (da parte di padre) di nome Branimir. Durante la sua vita Gotovina si è sposato due volte. La prima moglie, Ximena Dalel la conobbe quando era in Colombia e con lei ha avuto una figlia di nome Ximena. Nel 1995 si sposò con Dunja Zloic, colonnello delle forze croate ed ebbe un figlio di nome Ante.
[modifica] Note
- ^ Le général croate Gotovina arrêté en Espagne
- ^ Le chauffeur de l’homme de la Question, L'Humanité, 10 December 2005
- ^ War Crimes Case Revives Passions in a Divided Croatia
- ^ Axis Information and Analysis - Ante Gotovina: Gangster, General, National Hero... War Criminal?
- ^ War Crimes Case Revives Passions in a Divided Croatia, The New York Times, December 12, 2005 (EN)
- ^ Quattro ministri si dimettono
- ^ L' Ue: la Croazia non collabora col Tpi
- ^ Croazia, la Ue blocca l' adesione
- ^ La Croazia comincia a fare sul serio con Gotovina
- ^ Turchia in Europa, il muro di Vienna
- ^ Il passaporto di Ante Gotovina
- ^ Il Vaticano copre uno stragista
- ^ CorrieredellaSera Il Vaticano protegge il generale Gotovina
- ^ Quando il Vaticano litigò con il tribunale dell'Aja
- ^ Finisce alle Canarie la fuga di Gotovina guidò il massacro dei serbi in Croazia
- ^ Milosevic e Gotovina, compagni di cella
- ^ Croazia, l'Aja condanna Gotovina per i massacri in Krajina. Zagabria: "Vergogna"
- ^ CroatianTimes.com
- ^ Corriere della Sera
- ^ notizie.virgilio.it
- ^ Condannato l'ex generale croato Proteste a Zagabria: "E' un eroe"
[modifica] Voci correlate
- Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia
- Croazia
- Guerre jugoslave
- Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia
- Repubblica Serba di Krajina
- Crimini di guerra
- Crimini contro l'umanità
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