Ramush Haradinaj

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Ramush Haradinaj

Primo Ministro del Kosovo sotto amministrazione ONU
Durata mandato 3 dicembre 2004 - 9 marzo 2005
Predecessore Bajram Rexhepi
Successore Bajram Kosumi

Dati generali
Partito politico Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza all'Università di Pristina e Laurea magistrale in Business
Professione militare - politico

Ramush Haradinaj (Gllogjan/Glođane, 3 luglio 1968) è un politico e militare kosovaro.

Nato in un villaggio dell'ovest del Kosovo trascorre diversi anni in Svizzera. Torna in Kosovo poco prima dello scoppio della guerra, partecipando al conflitto e divenendo uno dei più importanti comandanti dell'UCK.

Dopo il conflitto viene eletto Primo Ministro del Kosovo sotto amministrazione ONU, ma dopo 100 giorni si dimette perché incriminato dal TPIJ di crimini di guerra e crimini contro l'umanità, commessi durante la guerra in Kosovo. Viene assolto con furmula piena con molte polemiche a causa della morte misteriosa di diversi testimoni e del rifiuto di altri a testimoniare.[1]

Guida il partito Alleanza per il Futuro del Kosovo, è considerato un eroe dai kosovari albanesi mentre le autorità serbe lo accusano di essere un criminale colpevole di enormi atrocità.

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Haradinaj nacque il 3 luglio 1968 nel villaggio di Glođane vicino Dečani nella provincia Jugoslava del Kosovo. Nel suo villaggio trascorse i primi anni con la sua numerosa famiglia (aveva cinque fratelli). Dopo le scuole superiori entrò nelle forze armate jugoslave. Dopo le proteste dei kosovari albanesi del 1989 e l'aumento della repressione nei loro confronti che ne conseguì Haradinaj lasciò il Kosovo per la Svizzera dove per nove anni svolse diversi lavori, anche come guardia di sicurezza. Durante questo periodo, sempre in Svizzera, entrò nel Movimento Nazionale del Kosovo, un'organizzazione separatista da cui proviene anche l'UCK[2]

Periodo militare[modifica | modifica sorgente]

Nella mappa è segnata la Metohija, la zona sotto il controllo di Haradinaj durante il conflitto

Dal 1996 al 1997 Haradinaj prese parte all'organizzazione di campi di addestramento in Albania vicini al confine con il Kosovo, nei villaggi di Kukës, Tropojë e Morina. Nel 1997 i gruppi UCK di Haradinaj vennero avvistati da pattuglie serbe mentre attraversavano illegalmente il confine tra Albania e la RF di Jugoslavia. Nel conflitto a fuoco che scaturì morì il fratello più giovane di Haradinaj, Luan.

Haradinaj tornò in maniera definitiva in Kosovo nel febbraio del 1998, poco tempo dopo scoppiò la guerra. Secondo l'accusa contro Fatmir Limaj, Haradin Bala e Isak Musliu da parte del TPIJ, tra il 28 febbraio e il 5 marzo le forze federali serbe attaccarono i villaggi dell'UCK Likošane, Cirez e Prekaze

Il 24 marzo le forze federali circondarono il villaggio di Glodjane e iniziarono le operazioni.[3][4] La famiglia Haradinaj fu comunque abile e riuscì a replicare l'attacco. Con questo successo Haradinaj divenne uno dei leader dell'UCK nel Kosovo dell'ovest. Nel maggio del 1998 venne elevato al ruolo di comandante di Glodjane e dei villaggi circostanti e nel giugno 1998 divenne il comandante della Zona di Operazione Dukagjin (in Metohija). Dato che l'ovest del Kosovo confina con l'Albania, funzionava da corridoio per i ribelli che si rifornivano di armi, la zona divenne teatro degli scontri più violenti e Haradinaj divenne uno dei più abili comandanti dei guerriglieri. Il suo gruppo era chiamato "Aquile Nere", al suo comando rispondevano anche i servizi segreti dell'UCK.

Da militare a politico[modifica | modifica sorgente]

L'invasione della NATO in Kosovo e la fine della guerra portarono alla trasformazione dell'UCK nei Corpi di Protezione del Kosovo (KPC). Il comando di questa nuova unità venne affidato ad Agim Ceku e Haradinaj era il suo vice. L'11 aprile 2000 Haradinaj si è ritarato dal KPC ed ha annunciato il suo ingresso in politica. Insieme Mahmut Bakalli, ex leader dei comunisti del Kosovo, fondò l'Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK) e il 29 aprile 2000 divenne presidente del partito.

Nelle elezioni dell'ottobre 2004 l'AAK di Haradinaj divenne il terzo partito del paese conquistando 9 seggi all'assemblea del Kosovo mentre le vittoria andò alla Lega Democratica del Kosovo di Ibrahim Rugova.[5] Durante le consultazioni il partito di Rugova e quello di Haradinaj formarono una coalizione che portò all'elezione di quest'ultimo come primo ministro sabato 4 dicembre 2004 assumendo l'incarico ufficialmente solo il lunedì successivo. Questa elezione venne fortemente criticata dalle autorità serbe che accusavano Haradinaj di essere uno dei maggiori responsabili di crimini di guerra durante il conflitto.[6]

Eletto mentre era ancora studente di legge, Haradinaj in un'intervista, dichiarò la sua volontà di dialogare con i serbi del Kosovo, con le autorità di Belgrado e ribadì l'obiettivo del Kosovo indipendente.[7]

La carriera di Haradinaj come Primo Ministro fu breve, dopo poco più di cento giorni l'8 marzo 2005 venne ufficialmente incriminato dal Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia con sede all'Aja per crimini di guerra commessi durante la Guerra del Kosovo.[8] Per evitare di essere arrestato in Kosovo, davanti ai suoi sostenitori, Haradinaj si dimise dal suo ruolo il giorno dopo e si consegnò spontaneamente.[9]

Il Processo per Crimini di guerra[modifica | modifica sorgente]

Accuse[modifica | modifica sorgente]

L'accusa affermava che Ramush Haradinaj, nel periodo che va dal marzo al settembre 1998 quando era comandante dell'UCK, commise crimini di guerra e crimini contro l'umanità, relativi alle seguenti azioni:

Le finalità presunte di questo comportamento erano allargare il controllo su tutto il territorio colpendo serbi, albanesi e rom. I capi d'accusa per crimini di guerra e crimini contro l'umanità erano in tutto 37, i singoli reati commessi si presume fossero 108 in totale.[10]

Tra i reati contestati c'erano anche:

  • L'uccisione di 60 civili, di questi, 40 vennero ritrovati mutilati in fondo al lago di Radonjic. Il lago si trova nei pressi dell'ex quartier generale di Haradinaj. Le vittime erano di etnia sia serba sia albanese.[11][12]
  • Lo strupro di una sposa rom eseguito prima da Haradinaj e in seguito dai suoi uomini. Allo sposo sarebbero state strappate le unghie. Le altre persone sarebbero state prima costrette a mangiare le orecchie tagliate degli altri invitati del banchetto, poi sodomizzati e infine tutti uccisi.[13]
  • Sei adolescenti morti per l'esplosione di un bar a Peć.
  • Rapimento di quattro oppositori

Svolgimento del processo[modifica | modifica sorgente]

Dopo essersi sposatato all'Aja, Haradinaj rimase per due mesi in cella fino a quando non gli venne concessa la scarcerazione provvisoria fino al processo.

Nal marzo 2006 la camera d'appello concesse a Haradinaj un permesso senza precedenti per un imputato: partecipare all'attività politica in pubblico. Questa attività venne comunque approvata dal UNMIK.

Il 26 febbraio 2007 Haradinaj ritornò all'Aja per la prosecuzione del processo. Nei giorni precedenti ebbe degli incontri con il presidente del Kosovo Fatmir Sejdiu, il Primo Ministro Agim Çeku, il capo della missione ONU in Kosovo e altri diplomatici. Alla conferenza stampa chiese alla popolazione di mantenere la calma e si mostrò sicuro che sarebbe stato assolto in maniera piena.[14][15][16]

Il processo incominciò all'Aja il 5 marzo 2007, la squadra difensiva di Haradinaj era tenuta da Ben Emmerson QC, uno dei principali avvocati a livello mondiale dei diritti umani. Emmerson era supportato da Rodney Nixon, membro del Matrix Cahambers di Londra. La squadra di difesa era coordinata dal politico e consulente finanziario irlandese Michael O'Reilly. Insieme ad Haradinaj erano processati anche Idriz Balaj e Lahi Brahimaj.

Il 3 aprile 2008[17] Ramush Haradinaj venne assolto da tutte le accuse insieme a Idriz Balaj, mentre Lahi Brahimaj venne condannato a sei anni per trattamento crudele e tortura. L'accusa non riuscì a portare i tre testimoni previsti. Uno di loro Naser Lika, era impegnato in un centro di salute mentale quando era stato chiamato a testimoniare, Shefqet Kabashi si rifiutò di testimoniare.

Il 2 maggio 2008 il Procuratore Capo Serge Brammertz ha consegnato l'appello contro l'assoluzione di Haradinaj chiedendo che il caso sia riesaminato da un'altra camera del tribunale sulla base del fatto che non è stato possibile presentare un numero sufficiente di testimoni. L'appello è sotto vaglio dalla camera d'appello.

Un clima di paura[modifica | modifica sorgente]

Il processo venne caratterizzato da un forte timore da parte dei testimoni, molti dovettero testimoniare sotto protezione altri furono costretti a testimoniare.

I giudici dichiararono che molti testimoni si sentivano intimiditi:

"La camera ha incontrato molte difficoltà nell'assicurare la testimonianza di una grande parte di questi testimoni. Molti nominarono la paura come un importante motivo per desiderare di non apparire davanti l'aula a testimoniare. Con questa considerazione la camera ha conseguito la forte impressione che il processo si è tenuto in un'atmosfera dove i testimoni si sentissero insicuri a causa di una serie di fattori pronunciati nel giudizio."[18]

Anche la direttrice del Centro per il diritto umanitario, Natasa Kandic spiegò che i testimoni manifestarono forte paura aggiungendo che vi sono forti indizi che due di loro morirono proprio perché dovevano testimoniare.[17]

Mancata collaborazione[modifica | modifica sorgente]

Il capo accusatore all'Aja Carla Del Ponte in un'intervista per il Frankfurter Allgemeine Zeitung denunciò la difficoltà di trovare testimoni disposti a testimoniare non per l'accusa, ma per il tribunale. "La difficoltà in Kosovo era che nessuno ci aiutò, neppure l'amministrazione ONU o la NATO".[19]

Il giornalista serbo Dejan Anastasijević denunciò la non collaborazione al processo da parte del UNMIK.[17]

Testimoni scomparsi[modifica | modifica sorgente]

Il processo di Haradinaj venne caratterizzato dalla scomparsa di diversi testimoni, morti in circostanze misteriose.

  • Kujtim Berisha venne ucciso da una jeep a Podgorica in Montenegro il 18 febbraio 2007 quando un vecchio serbo montenegrino lo investì. Il quotidiano montenegrino Vijesti disse che la polizia confermò che al momento dell'incidente il conducente era ubriaco e guidava ad alta velocità.[20][21]
  • Ilir Selmaj venne accoltellato durante una rissa in un bar.[22]
  • Bekim Mustafa e Avni Elejaz furono uccisi con colpi di arma da fuoco.[23]
  • Sabaheta Tava e Isuk Haklaj, ufficiali della polizia kosovara, vennero uccisi e bruciati in auto.[21][24]
  • Jeidin Musta, Sadrik Muriçi e Vesel Muriçi, testimoni protetti, vennero uccisi in un attentato.[21]
  • Tahir Zemai, uno dei leader dell'UCK, aveva deciso di collaborare con il tribunale venne ucciso insieme al figlio.

Un altro testimone, Ramir Murici, sopravvisse ad un attentato e si rifiutò di testimoniare.[21]

I media serbi scrissero che ben dieci persone che avrebbero dovuto testimoniare al processo morirono, ma il rappresentante in Serbia del tribunale, Nerma Jelačić, disse che le accuse riguardo l'uccisione di testimoni erano false.[25]

Secondo processo[modifica | modifica sorgente]

Dopo un appello, l'ICTY ha deciso di ripetere parzialmente il processo contro Haradinaj, spiccando il 19 giugno del 2010 un mandato di arresto. Il 21 luglio 2010 Haradinaj è stato arrestato di nuovo e trasferito nei Paesi Bassi per ripetere il processo. Secondo il presidente del tribunale Patrick Lipton Robinson il processo originale era stato viziato dall'intimidazione dei testimoni.[26]

Sostegno internazionale[modifica | modifica sorgente]

Ramush Haradinaj ebbe, fin da quando venne accusato dal tribunale, un notevole supporto da parte di diversi diplomatici.

Il Capo della UNMIK, Søren Jessen-Petersen, descrisse Haradinaj come "un amico" e come un uomo dotato di "una leadership dinamica, forte impegno e visione" la cui assenza si sentirà.

Il senatore USA Joe Biden commentò in questo modo l'assoluzione di Haradinaj:

"Nel generale contesto post-jugoslavo, la disponibilità di Mr Haradinaj, dopo la sua accusa, di cedere volontariamente e di recarsi all'Aja è impressionante. Essa è chiaramente in contrasto con il comportamento dei tre più famigerati personaggi incriminati dall'Aja, ognuno dei quali è ancora in fuga e resistente all'arresto: l'ex generale serbo bosniaco Ratko Mladić, l'ex leader serbo bosniaco Radovan Karadzić e l'ex generale croato Ante Gotovina."[27]

Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Haradinaj è sposato con Anita Haradinaj, giornalista del RTK (Radio Television Kosovo) e hanno tre figli, due maschi e una femmina.

Haradinaj ha cinque fratelli, ma due di loro, Luan e Shkelzën, vennero uccisi durante la guerra contro le forze serbe. Suo fratello Daut ha scontato cinque anni di carcere per aver ucciso alcuni suoi colleghi albanesi durante la guerra nel 1999. Un altro fratello, Enver, è morto ucciso nella sua auto da colpi di arma da fuoco il 15 aprile 2005.[28][29], si pensa ad una faida familiare o un tentativo di destabilizzare la regione. Il fratello più giovane, Frashër, era ancora studente nel 2007.

Lo zio di Haradinaj, Lahi Brahimaj, venne accusato di crimini di guerra dal TPIJ insieme al nipote e condannato a sei anni per aver commesso tortura e trattamento crudele nei confronti di due testimoni detenuti in un campo di prigionia dell'UCK.

Il padre e la madre di Haradinaj vivono nel loro villaggio natale di Glođane.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Global Reseach. Carla del Ponte. The Hunt: Me and Military Criminals.
  2. ^ bbc Haradinaj's profile
  3. ^ IWPR
  4. ^ CDHRF Report
  5. ^ Carpentiere, marinaio, guerrigliero ... primo ministro, criminale di guerra?
  6. ^ Belgrado dice no a Haradinaj
  7. ^ Intervista con Ramush Haradinaj, premier del Kosovo
  8. ^ Kosovo: Haradinaj incriminato all’Aja
  9. ^ Crimini di guerra in Kosovo si dimette il premier sotto accusa
  10. ^ Haradinaj accusato di crimini di guerra dal tribunale dell'Aja
  11. ^ archivio Repubblica
  12. ^ timesonline.co.uk
  13. ^ archivio corriere
  14. ^ "Kosovo ex-leader, headed for Hague, urges calm ", by Fatos Bytyci, Reuters, Pristina, February 23, 2007.
  15. ^ "War crimes indictee Haradinaj urges stability in Kosovo ", by Bekim Greicevci, Southeast European Times, Pristina, February 26, 2007.
  16. ^ "Haradinaj leaves for Hague ", B92, Pristina, February 26, 2007.
  17. ^ a b c peaceReporter
  18. ^ Icty - Tpiy :
  19. ^ (DE) Del Ponte - Milosevic hat mich fasziniert, Frankfurter Allgemeine Zeitung, 28 luglio 2006. URL consultato il 20 febbraio 2007.
    «Gerade im Kosovo sei es schwer, Zeugen zu finden, die nicht nur vor den Anklägern, sondern auch vor dem Tribunal aussagen wollten. 'Die Schwierigkeit im Kosovo war, daß uns niemand geholfen hat, nicht die UN-Verwaltung und nicht die Nato'.».
  20. ^ About the case
  21. ^ a b c d globalresearch
  22. ^ April 10. da Kosovo.net
  23. ^ Diario Público. Un euro para Ramush
  24. ^ YouTube Haradinaj Killed Witnesses. April 2008
  25. ^ Belgrade reaction to Haradinaj acquittal "concerning"
  26. ^ PeaceReporter-Riprocessare Haradinaj
  27. ^ Biden's senate website
  28. ^ Ramush Haradinaj's brother murdered
  29. ^ Un attentato al futuro del Kosovo?

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 1815206

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