Politica della Tunisia

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La sede della Camera dei Deputati tunisina

La politica della Tunisia è conforme al quadro di una repubblica costituzionale democratica, con un presidente che funge da capo di Stato, il primo ministro come capo del governo, un parlamento bicamerale e un sistema giudiziario influenzato dal diritto civile francese.

Tra il 1956 e il 2011 la Tunisia era di fatto uno stato a partito unico, con la scena politica dominata dal Raggruppamento Costituzionale Democratico (RCD) che faceva capo al primo presidente della Repubblica Tunisina Habib Bourguiba e, in seguito, al suo successore Zine El-Abidine Ben Ali. Nel 2011 una sommossa popolare portò alla cacciata del presidente e allo smantellamento del partito, aprendo la strada all'attuale democrazia multipartitica.

La Tunisia è membro della Lega Araba, dell'Unione africana e dell'Organizzazione della cooperazione islamica. Mantiene strette relazioni diplomatiche con la Francia e l'Unione europea, con la quale, nel 1995, ha stretto la collaborazione denominata Processo di Barcellona.

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica sorgente]

Potere esecutivo[modifica | modifica sorgente]

Il presidente della Repubblica Tunisina viene eletto per un mandato di cinque anni. Egli nomina il primo ministro che è a capo del Governo, al quale è affidato il potere esecutivo del Paese. I governatori vengono eletti dal governo centrale e sono a capo dei 24 governatorati in cui è suddiviso lo Stato. Questi enti territoriali sono a loro volta suddivisi in "delegazioni", che raggruppano diversi comuni o "consigli rurali". La più piccola suddivisione amministrativa è l'ʿimadat. I sindaci e i consigli comunali sono eletti direttamente dai cittadini.

Potere legislativo[modifica | modifica sorgente]

Immagine dell'assemblea costituente

Il potere legislativo è esercitato dal Parlamento. Prima della riforma costituzionale del 1º giugno 2002, il parlamento è monocamerale. Con la creazione di una seconda camera, il parlamento diviene bicamerale e si trova da allora composto dalla Camera dei Deputati e (chiamata Assemblea Nazionale tra il giugno 1959 ed il giugno 1981), e dalla Camera dei Consiglieri.

La camera bassa del Parlamento della Tunisia è la Camera dei deputati (Majlis al-Nuwaab), che è composta da 214 seggi. I deputati vengono eletti con voto popolare e rimangono in carica per un periodo di cinque anni. Almeno il 25% dei seggi deve essere riservato ai parlamentari appartenenti ai gruppi di opposizione; oltre il 27% dei deputati tunisini sono donne.

La camera alta è invece la Camera dei consiglieri, che comprende 112 membri, tra i quali ci sono i rappresentanti dei governatorati (ovvero le province), rappresentanti delle organizzazioni professionali e delle figure nazionali. 41 consiglieri sono nominati direttamente dal capo dello Stato. Il 15% dei membri della Camera dei consiglieri sono donne.

Il Partito Rassemblement Constitutionnel Démocratique (RCD) di Zine El-Abidine Ben Ali ed i suoi predecessori hanno monopolizzato la vita parlamentare a partire dall'indipendenza. Senza la quota di seggi destinati ai partiti d'opposizione e garantita dalla legge elettorale, i partiti d'opposizione riconoscono che sono stati assenti dal parlamento poiché RCD ha ottenuto ufficialmente quasi il 90% dei voti a tutte le elezioni, avendo così il 100% dei seggi a causa del sistema elettorale maggioritario.

In seguito alla Rivoluzione tunisina, le due camere votano il pieno potere al presidente ad interim che può governare coi decreti legge. Cessa quindi la loro attività in attesa dell'elezione dell'Assemblea Costituente del 2011.

Potere giudiziario[modifica | modifica sorgente]

Il sistema giuridico tunisino si basa sul diritto civile francese e sulla legge islamica; sono ammesse revisioni delle norme attraverso atti legislativi della Corte Suprema in seduta comune. Il potere giudiziario è indipendente, anche se il consiglio giudiziario è presieduto dal capo dello Stato.

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