Palazzo Reale (Genova)

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Coordinate: 44°24′53.66″N 8°55′34.11″E / 44.414906°N 8.926142°E44.414906; 8.926142

Palazzo reale
Palazzo reale a Genova - 3.jpg
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Località Genova
Indirizzo Via Balbi, 10
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1618-1620; 1643-1655
Inaugurazione 1620
Uso museo
Realizzazione
Architetto Pier Francesco Cantone e Michele Moncino
Appaltatore Stefano Balbi e Gio Francesco Balbi II
Francesco Maria Balbi e Giovan Battista Balbi
 

Il palazzo reale o palazzo Stefano Balbi è uno dei maggiori edifici storici di Genova inserito il 13 luglio del 2006 nella lista tra i 42 palazzi iscritti ai Rolli di Genova divenuti in tale data patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

È un polo museale costituito dalla dimora storica, dall'annesso giardino e dalla pinacoteca, la galleria di Palazzo Reale che costituisce una delle principali quadrerie cittadine.

Situato in via Balbi 10, a poca distanza dalla sede universitaria e dalla stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe, fa parte di un importante complesso architettonico sei-settecentesco del quale sono conservati intatti gli interni di rappresentanza, dagli affreschi agli stucchi, dai quadri agli arredi.

La sede[modifica | modifica sorgente]

La costruzione del palazzo cominciò fra il 1618 e il 1620 ad opera di Stefano Balbi e Gio Francesco Balbi II, la cui potente famiglia - quella dei Balbi - era già coinvolta nel processo di pianificazione e costruzione di altri edifici della via che avrebbe portato il loro nome.

Tra il 1643 e il 1655 incominciò la seconda fase della costruzione ad opera degli architetti Pier Francesco Cantone e Michele Moncino, con un corpo centrale quadrato e due ali laterali che si prolungavano verso il mare.

Nel 1645 Francesco Maria Balbi assunse l'incarico del progetto, fece costruire il giardino, rinnovò il piano inferiore e commissionò gli affreschi per decorare le stanze e con il cugino Giovanni Battista Balbi ne finirono la costruzione.

Nel 1677 la famiglia Balbi vendette il palazzo alla famiglia Durazzo che lo ampliò con l'incorporazione di un vicino fabbricato (1685) e sopraelevato (1694) e nel 1705 la costruzione fu completamente trasformata da Carlo Fontana, l'architetto ticinese che ne modificò il portale, l'atrio e gli scaloni, aggiunse il cortile e il giardino pensile affacciato su via Prè e il bacino del Porto Vecchio, creando un insieme di grande valore scenografico. E sempre in quegli anni venne incorporato anche il teatro del Falcone, attivo già da diversi anni.

Nel 1823 gli eredi lo vendettero al re di casa Savoia che lo adibì a residenza ufficiale e nel 1842 la famiglia reale incaricò lo scenografo genovese Michele Canzio di trasformare alcuni ambienti, come le sale del Trono e delle Udienze e il salone da Ballo, per adattarle alle nuove necessità di rappresentanza.

Nel 1919 divenne demanio dello Stato.

Il palazzo, nella parte a mare, aveva un'appendice, che i genovesi chiamavano "Ponte Reale", che scavalcando la strada carrabile (oggi via Gramsci) collegava direttamente il palazzo con l'imbarcadero del porto. Questa parte di edificio è stata abbattuta nel 1964 in occasione della costruzione della strada sopraelevata

La galleria[modifica | modifica sorgente]

Giardini reali
Giardini di Palazzo Reale

I giardini di Palazzo Reale

Il palazzo reale conserva i mobili originali di tutta la sua lunga storia ed include mobili genovesi, piemontesi e francesi della metà del XVII secolo fino all'inizio del XX secolo.
Tra gli affreschi più importanti sono da notare La fama dei Balbi di Valerio Castello e Andrea Sighizzi, La primavera che spinge lontano l'inverno di Angelo Michele Colonna e Agostino Mitelli e Giove che manda giustizia sulla Terra di Giovanni Battista Carlone.

Con oltre duecento dipinti esposti nei due piani nobili si trovano opere dei migliori artisti genovesi del Seicento come Bernardo Strozzi, il Grechetto, Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio, Domenico Fiasella insieme a capolavori dei Bassano, Tintoretto, Luca Giordano, Antoon Van Dyck, Ferdinand Voet e Guercino.

Inoltre si può ammirare una collezione di sculture antiche e moderne: tra queste ultime spiccano opere di Filippo Parodi, uno dei massimi esponenti della scultura barocca genovese.

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