Il pianista (film)

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Il pianista
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Titolo originale: The Pianist
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Paese: Gran Bretagna/Francia/Polonia/Germania
Anno: 2002
Durata: 148'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: drammatico, biografico
Regia: Roman Polański
Soggetto: Władysław Szpilman (romanzo autobiografico omonimo)
Sceneggiatura: Ronald Harwood insieme a Roman Polanski
Produttore: {{{nomeproduttore}}}
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
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Animatori: {{{nomeanimatore}}}
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Episodi:
Fotografia: Pavel Edelman
Montaggio: Hervé De Luze
Effetti speciali:
Musiche: Wojciech Kilar e brani di Fryderyk Chopin, Ludwig van Beethoven e Johann Sebastian Bach
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: Allan Starski
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Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film

Il pianista è un film del 2002 diretto da Roman Polański, tratto dal romanzo autobiografico omonimo dello stesso Władysław Szpilman.

La prima del film si è tenuta a Varsavia il 5 settembre 2002.

Si tratta del racconto di quanto vissuto da Szpilman (un pianista) dallo scoppio della seconda guerra mondiale con l'invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, l'occupazione di Varsavia, la creazione del ghetto, la vita e la sopravvivenza nel ghetto e la sua fuga e sopravvivenza fuori dal ghetto, fino alla liberazione della città da parte dell'Armata Rossa.

Le note melodiose e tristemente struggenti del pianista, qui funzionali specialmente ai numerosi cambi sequenza che curiosamente non si appoggiano alla più classica dissolvenza in nero, costituiscono una sorta di ideale fil rouge - che si dipana fra dolore e memoria - dell'esperienza umana sperimentata dal protagonista. Il pianista sopravvive soprattutto grazie alla sua musica: ideale di sopravvivenza.

[modifica] Trama

Władysław Szpilman è un pianista ebreo che suona per la radio di Varsavia, città nella quale vive quando inizia la persecuzione della Germania nazista. All'inizio è costretto a suonare in alcuni locali per soli ebrei, poi perde anche quella possibilità.

La famiglia viene deportata, ma egli si salva perché un poliziotto ebreo riesce a sottrarlo alla fila di gente che viene caricata sul treno della morte.

Per il protagonista inizia così un doloroso percorso esistenziale: prima viene nascosto da una coppia di amici, poi da un altro amico. Ogni volta deve fuggire; coloro che lo proteggono di volta in volta sono scoperti e catturati. Gli alleati stanno per avanzare, quando trova rifugio - solo e malato - all'interno di una casa diroccata nel ghetto di Varsavia, ormai deserto.

Lì l'ufficiale tedesco Wilm Hosenfeld, dopo averlo sentito suonare al pianoforte ancora depositato nella casa ormai abbandonata, lo aiuta a porsi in salvo. Per il pianista è il momento dell'estremo batticuore (ma anche dell'estrema liberazione): l'ufficiale gli risparmia la vita e gli dona il suo cappotto. All'arrivo dei sovietici, inizialmente viene scambiato per un ufficiale nazista, poi viene portato in salvo. Successivamente i sovietici fanno prigionieri i soldati tedeschi e viene catturato anche l'ufficiale tedesco che aiutò il pianista. In seguito, il protagonista tenta di salvargli la vita, ma scopre che il campo dove l'ufficiale era stato trasferito con tutti gli prigionieri era stato smantellato, e Hosenfeld era scomparso senza lasciare traccia. Egli morirà prigioniero in Russia nel 1952 mentre Szpilman, che nel finale vediamo suonare in un'orchestra, riuscirà a tornare alla vita che conduceva prima della guerra.

[modifica] Voci correlate

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