Oliver Twist (film 2005)

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Oliver Twist
Oliver Twist.png
Oliver Twist e Fagin in una scena del film
Titolo originale Oliver Twist
Lingua originale inglese
Paese di produzione Regno Unito, Repubblica Ceca, Francia, Italia
Anno 2005
Durata 125 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere drammatico
Regia Roman Polański
Soggetto Charles Dickens (omonimo romanzo)
Sceneggiatura Ronald Harwood
Produttore Roman Polański, Robert Benmussa, Alain Sarde
Fotografia Paweł Edelman
Montaggio Hervé de Luze
Musiche Rachel Portman
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Oliver Twist è un film del 2005, diretto da Roman Polanski, tratto dall'omonimo romanzo di Charles Dickens. In Italia il film è distribuito dalla Medusa Film.

Trama[modifica | modifica sorgente]

In una cupa Inghilterra della prima rivoluzione industriale, Oliver Twist, orfano di entrambi i genitori, vive miseramente in uno orfanotrofio insieme ad altri ragazzini che sono nella sua stessa situazione, dove viene sfruttato e e trattato in malomodo, anche quando viene trasferito all'ospizio per i più grandi. A causa del fatto che ai ragazzi veniva dato poco da mangiare, venne indetta fra quest'ultimi una riunione per affidare a chi avesse estratto il filo di paglia più corto, il compito di chiedere una seconda razione di cibo. Il compito toccò a Oliver Twist, che dopo averlo eseguito, fu picchiato e portato al cospetto del Consiglio che, pur di toglierselo dai piedi, era disposto a offrire 5 sterline a chi si fosse preso Oliver Twist come garzone. Il primo interessato era uno spazzacamini, ma Oliver Twist, impaurito, si mise a piangere in modo da non essere affidato allo spazzacamini. Successivamente, Bumble, il mazziere dell'orfanotrofio, grazie alle conoscenze che aveva, trovò una sistemazione per Oliver.

Il ragazzo viene affidato ad un impresario locale di pompe funebri dal quale poi, per non essere più umiliato da Noah, un altro ragazzo dell'impresario, scapperà, uscendo dal villaggio in cui era nato e raggiungendo Londra, dove fa amicizia con un giovane della sua età, chiamato Dodger "il Malandrino", che lo conduce in una soffitta dove vive un gruppo di ragazzi che compiono dei furti. Il loro capo e maestro è il vecchio Fagin; questi, oltre che dell'opera dei suoi protetti, è socio di Bill Sikes, un uomo violento e cattivo, che compie furti in grande stile.

Un giorno, uscito con due ragazzi per imparare il mestiere, Oliver viene accusato di un furto commesso invece dai suoi compagni. Dopo essere stato assolto perché riconosciuto innocente da Brownlow, anziano membro dell'alta società, viene preso da quest'ultimo sotto la sua protezione. Fagin, che ha paura delle possibili rivelazioni che Oliver può fare, incarica Bill di riprenderlo e quest'ultimo, con l'aiuto di Nancy, altra ragazza portata nel mondo del furto da Fagin, lo rapisce riportandolo nella soffitta. In seguito Bill con un complice costringe Oliver ad aiutarli a rapinare la villa di Brownlow. Il furto però fallisce perché Oliver cerca di farli scoprire e così Bill gli spara ferendolo al braccio. Cominciano a scappare di corsa dalla villa, e Bill cade nel fiume li vicino. Bill, crede che Oliver sia in grado di dire tutto alla polizia e allora decide di ucciderlo appena guarirà dal dolore al braccio. Nancy, la compagna di Sikes che vuole bene a Oliver, prende accordi con Brownlow per riconsegnarglielo, ma il piano della ragazza non riesce: infatti Fagin l'aveva fatta spiare da Dodger, che racconta tutto a Fagin e Sikes, il quale la sera uccide a randellate la propria fidanzata. Infine Sikes decide di fuggire con il cane Bullo.

Dopo un po' Sikes, scappato da Londra, decide di ritornare per rubare quattrini a Fagin e scappare in Francia, però prima deve uccidere Bullo perché a Londra tutti sapevano che lui era sempre in compagnia di quel cane e ricercato dalla polizia.

Decide di farlo affogare nel fiume, ma non ci riesce e il cane scappa.

Intanto Fagin, Oliver e gli altri ladri decidono di spostarsi nella casa di Toby, complice della banda, ma dopo poco entra Bill Sykes, del quale tutti hanno paura, tranne il giovane Dodger che, infuriato per l'uccisione di Nancy, lo aggredisce: molte persone ascoltano le grida che provengono dalla casa, cominciano a protestare e tentano di intervenire. Bill, vistosi in trappola, cerca di scappare portando con sé Oliver come ostaggio e nella fuga, inseguito dalla polizia e dalla gente che lo ha riconosciuto, si sposta con una fune ma scivola e muore impiccato.

Fagin, con Dodger, Toby ed una parte della banda, viene arrestato e così Oliver può andare a vivere da Brownlow. Il ragazzo di animo gentile e generoso, chiede di poter andare a trovare Fagin, ormai impazzito in carcere e prossimo alla forca, per porgergli l'ultimo saluto.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Nel documentario Twist by Polanski, contenuto extra della versione in DVD del film, Roman Polanski parla della sua scelta di girare un altro adattamento cinematografico del romanzo di Dickens. Dopo Il Pianista, il regista era ansioso di fare un film che sarebbe potuto piacere ai suoi bambini. Si rese conto che erano passati più di quarant'anni dall'ultimo film su Oliver Twist e decise che era giunto il tempo per una nuova versione. Lo sceneggiatore Ronald Harwood, con il quale Polanski aveva lavorato per Il Pianista, fu felice di avere l'opportunità di collaborare al progetto essendo un grande fan dei romanzi di Dickens.

Le riprese del film ebbero luogo a Praga, Beroun e Žatec, nella Repubblica Ceca.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Il film ha incassato in tutto il mondo la cifra di 42.580.321 dollari.[1]

Critica[modifica | modifica sorgente]

A.O. Scott del New York Times ha definito l'opera "un film vecchio stile ben fatto".[2]

Roger Ebert del Chicago Sun-Times disse che il film «è visivamente esatto e dettagliato senza essere troppo pittoresco . . . La recitazione è più realistica e vitale di quanto si possa credere; il Fagin di Kingsley è infinitamente più complesso di tutte le altre impersonificazioni dei precedenti film.» [3]

Valerio Caprara de Il Mattino: «La cadenza narrativa del film è classica e composta, fedelmente illustrativa nelle ricostruzioni di una Londra vittoriana brutta, sporca e cattiva, flagellata dalla fame, esasperata dalla brutale contiguità tra ricchissimi e poverissimi e perennemente immersa nella caligine piovigginosa che ispirò i celebri disegni di Gustave Doré su cui scorrono i titoli. A pensarci bene l"Oliver Twist" del Polanski redento (fa certo sorridere sentirlo scagliarsi ultimamente contro i film di sesso e violenza) s'allinea a "La fabbrica del cioccolato" di Burton: in entrambi i casi i bambini soffrono i tormenti della crescita errando nelle divisioni topografiche di un crudele microcosmo fiabesco.»[4]

Tullio Kezich sul Corriere della Sera ha così commentato il film: «Il quadro dell' Inghilterra ottocentesca, evocato negli studi di Praga e dintorni, è esaltato in un racconto apparentemente più disteso, ma rinforzato da sapienti tagli e accelerazioni. In certi giudizi riduttivi apparsi all'estero, i consensi al lavoro di Polanski si limitano ai suoi meriti di illustratore, ma in realtà in questa pur fedele interpretazione del testo il regista si concede significativi omissis (le nobili origini di Oliver, un particolare datato) e regala a Ben Kingsley, degno di sfidare a distanza Alec Guinness, uno splendido finale. Ovvero la visita che Oliver fa a Fagin alla vigilia della sua impiccagione. In tal modo il film evita il melenso lieto fine di maniera, lasciandoci con il protagonista che versa una lacrima sulla sorte di quello che è stato uno dei suoi persecutori sottintendendo che il modo giusto di guardare il prossimo non è quello di dividerlo fra buoni e cattivi. È noto che Polanski ha girato 'Oliver Twist' sulle personali memorie delle sue infantili sofferenze come piccolo ebreo errante nella Polonia occupata dai nazisti; e ha immaginato come interlocutori i suoi figlioletti nel raccontare una vicenda emblematica di quella strage degli innocenti che dall'era vittoriana prosegue fino ai nostri giorni come vediamo ogni sera alla tv. Il risultato è l'opera di un grande regista destinata a durare almeno quanto il film di David Lean nell'ideale collana del cinema dickensiano».[5]

Maurizio Porro del Corriere della Sera ha scritto del film: «Sembra "L'Opera da tre soldi" per piccoli, con tutti i sadomasochismi della letteratura dickensiana. Esperto di crudeltà e di angoscia infantile, il regista evita commiserazione e identificazione, pur lavorando sull'horror sociale. Il suo film è una buona riduzione che non prende al cuore ma narra col tempo variopinto del cinema old style: non inventa nulla ma rievoca in pittorica calligrafia.»[6]

Mick LaSalle del San Francisco Chronicle commentò: «Roman Polanski, che si ritrovò da solo a Parigi senza i genitori durante la Seconda Guerra Mondiale, chiaramente capisce lo smarrimento provato da Oliver . . . L'esperienza personale del regista, però non gli fa enfatizzare i parallelismi biografici, e nemmeno lo fa precipitare nel sentimentalismo più melenso. Al contrario, il fatto che Polanski sappia che cose di questo genere possono succedere realmente a un ragazzo, lo hanno portato a trattare il romanzo in una maniera maggiormente adulta.» [7]

Peter Travers di Rolling Stone giudicò il film dandogli due stelle su quattro, definendolo "incolore e freddo" e "mancante del tocco caratteristico alla Polanski." Inoltre disse: «Interpretato da Barney Clark, Oliver sembra mancare di personalità. E Harry Eden nel ruolo di Artful Dodger . . . manca dello spirito comico per interpretare il lato umoristico del personaggio.» [8]

Todd McCarthy di Variety così si espresse riguardo al film: «Convenzionale, semplice e molto vicino a quella che veniva definita la tradizione di qualità, questo bel film è un rispettabile adattamento letterario ma manca di pathos drammatico . . . Kingsley fa un buon lavoro, interpretando Fagin con una certa debolezza e insicurezza che lo rende più patetico che odioso. Sfortunatamente, la sua performance si eleva molto al di sopra del livello di quelle degli altri attori . . . Soprattutto, Barney Clark è inappropriato e irritante nel ruolo di Oliver Twist».[9]

Peter Bradshaw del The Guardian lo definì: «Un decente, guardabile film, ovviamente non più potente o personale di una fiction televisiva. Si tratta di un adattamento letterario fatto con gusto e rispetto, che lascia la storia in primo piano, tagliando fuori tutto un sottobosco di personaggi e trame secondarie presenti nel libro. Non ci sono grandi virtuosismi registici, nessuna interpretazione innovativa dei personaggi se non il mettere Fagin più al centro della storia e renderlo maggiormente simpatico . . . Polanski riproduce rispettosamente lo humour nero tipico di Dickens. Ma nonostante il dolore e la paura, le impiccagioni e le percosse, c'è sempre la fastidiosa sensazione che quello che Polanski ci sta propinando è fondamentalmente una classica storia per bambini. Il suo Oliver Twist non è un brutto film, ma la forza e la potenza visionaria originale del libro non sono state riprodotte.» [10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Oliver Twist (2005) - Box Office Mojo, boxofficemojo.com, 9 maggio 2011. URL consultato il 9 maggio 2011.
  2. ^ Recensione del New York Times
  3. ^ Recensione del Chicago Sun-Times
  4. ^ Recensione del film da Il Mattino del 22 ottobre 2005
  5. ^ Recensione del film da Il Corriere della Sera del 21 ottobre 2005
  6. ^ Recensione del film da Il Corriere della Sera del 29 ottobre 2005
  7. ^ Recensione del San Francisco Chronicle
  8. ^ Recensione di Rolling Stone
  9. ^ Recensione di Variety
  10. ^ Recensione del The Guardian

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]