Fagin

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fagin "L'Ebreo"
Illustrazione di George Cruikshank intitolata Fagin nella cella dei condannati (novembre 1838)
Illustrazione di George Cruikshank intitolata Fagin nella cella dei condannati (novembre 1838)
Universo Oliver Twist
Saga Le avventure di Oliver Twist
Soprannome L'Ebreo, Il Vecchio, Il Vecchio Gentiluomo (ironico)
Autore Charles Dickens
1ª app. in 1837
Interpretato da Lon Chaney, Sr. (1922), Alec Guinness (1948), Ron Moody (1968), Dom DeLuise (voce, 1988), Gary Farmer (2003), Ben Kingsley (2005), Timothy Spall (2007), Hugh Panaro (2008), Alan Rickman (2009)
Specie umana
Sesso maschile
Professione criminale, ricettatore

Fagin è un personaggio letterario del romanzo di Charles Dickens Le avventure di Oliver Twist, descritto all’inizio della storia come un "ricettatore di beni rubati", nel prosieguo del romanzo, Dickens si riferisce a lui chiamandolo semplicemente "l‘ebreo".

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Originario di Londra, Fagin è descritto come "disgustoso" a vedersi. È a capo di un gruppo di ladruncoli, ai quali insegna a vivere di borseggi e di altre attività criminali, trattenendo per sé parte del ricavato dei furti in cambio dell’alloggio fornito loro. Di Bill Sikes, uno dei personaggi più malvagi del romanzo, viene lasciato intendere che fosse un vecchio pupillo di Fagin, anche Nancy viene chiaramente indicata come tale. Sebbene nel romanzo venga spesso descritto dotato di un certo senso dell'umorismo, è comunque un personaggio dalle caratteristiche principalmente negative, un inguaribile avaro, che, nonostante le ricchezze accumulate nel corso degli anni grazie ai “lavoretti“ degli altri, fa molto poco per migliorare la squallida vita dei bambini di cui si occupa, incoraggiandoli a fumare e bere gin atteggiandosi a “uomini di mezza età”. Nella sua seconda apparizione nel libro, il lettore viene maggiormente a conoscenza della psicologia di Fagin, apprendendo che non si dispiace minimamente per quei suoi ladruncoli che vengono arrestati ed eventualmente impiccati, la sua unica preoccupazione è che non lo danneggino e che non rivelino il nascondiglio e i loschi affari del gruppo. Altri lati oscuri del personaggio vengono rivelati nel tentativo di pestaggio ai danni di Oliver per aver cercato di fuggire dopo che era stato rapito, e nel suo personale coinvolgimento in svariate losche sottotrame del romanzo. Infine può anche essere ritenuto indirettamente responsabile dell’omicido di Nancy, avendo deliberatamente informato Bill Sikes del tradimento di lei. Verso la fine del libro, Fagin viene impiccato dopo la cattura, in un capitolo che lo ritrae come una figura pietosa nella sua angoscia dovuta alla paura della morte.

Fonti storiche[modifica | modifica sorgente]

Dickens prese il nome Fagin da un amico che aveva conosciuto in gioventù mentre lavorava in una fabbrica di vernici, Bob Fagin.[1]

Il personaggio di Fagin è basato sul criminale Ikey Solomon, che fu un ricettatore al centro di un famoso caso giudiziario dell’epoca.[2][3] Le cronache di allora descrivono Solomon come un "kidsman". Un kidsman era in gergo un adulto che reclutava ragazzini dalla strada per addestrarli al furto, offrendo loro cibo e riparo in cambio del ricavato dei furti.

Antisemitismo[modifica | modifica sorgente]

Fagin è famoso per essere uno dei pochi personaggi ebrei della letteratura del diciannovesimo secolo. Fagin è stato oggetto di molti dibattiti circa il presunto antisemitismo di Dickens prima e dopo la morte dell'autore. Nella prefazione di una riedizione datata 1981 di Oliver Twist, per esempio, Irving Howe scrisse che Fagin viene descritto come "l’archetipo di tutti gli ebrei malvagi"[4] Nei primi 38 capitoli del libro, Dickens si riferisce a Fagin sottolineando le sue origini razziali e religiose, per ben 257 volte, chiamandolo "the Jew" (l‘Ebreo), solo in 42 occasioni viene chiamato con il suo nome proprio "Fagin" o descritto come "il vecchio". Nel 2005, lo scrittore Norman Lebrecht scrisse che «Una peggiore stigmatizzazione di una comunità etnica può difficilmente essere immaginata e non era assolutamente inintenzionale.» Dickens affermò che aveva fatto di Fagin un ebreo perché «quel tipo di criminali sono spesso ebrei».[5] Dichiarò inoltre che chiamando Fagin, “l’ebreo”, non voleva essere offensivo verso il popolo ebraico. In una lettera scrisse:

« Non ho che sentimenti amichevoli verso gli ebrei. Ho sempre parlato bene di loro, sia in pubblico che in privato, e posso assicurare la mia buona fede in qualsiasi questione che posso aver avuto con loro.[6] »
(Charles Dickens)

In successive riedizioni del romanzo, Dickens tagliò molti riferimenti all‘ebraismo di Fagin.[7]

Questo accadde dopo che Dickens vendette la sua casa londinese ad un banchiere ebreo, tale James Davis, nel 1860, e divenne amico dell’uomo e della di lui moglie Eliza, che criticò l’enfasi sulle origini religiose di Fagin nel romanzo. Quando vendette loro la casa, Dickens avrebbe detto a un amico, «L’acquirente di Tavistock House è un ebreo presta-soldi» aggiungendo poi, «Devo ammettere che in tutte le cose, l’acquirente si è comportato benissimo, e non mi viene in mente una transazione d’affari che si sia conclusa in maniera più corretta e soddisfacente.»[5]

Dickens divenne amico di Eliza, la quale gli scrisse in una lettera del 1863, che riteneva il ritratto fatto di Fagin come “Ebreo”, una grossa offesa al suo popolo. Quindi Dickens iniziò a revisionare Oliver Twist, rimuovendo tutti gli appellativi "the Jew" (L’ebreo) dagli ultimi 15 capitoli del libro. Successivamente Dickens scrisse in risposta, «Non ho niente contro un popolo per il quale non ho che rispetto e al quale non volevo arrecare offesa alcuna.» In una delle sue ultime letture pubbliche del romanzo nel 1869, un anno prima della morte, Dickens spogliò Fagin di tutti gli stereotipi razzisti. Uno spettatore contemporaneo osservò , «Non usa nessuna intonazione nasale; non si ingobbisce leggendo, tutti i convenzionali attributi degli ebrei sono omessi.»[5][6]

Nel 1865, in Il nostro comune amico, Dickens creò altri personaggi ebrei, il più rilevante dei quali è Mr. Riah, un ebreo anziano che trova lavoro in fabbrica a ragazze in difficoltà. Una delle due protagoniste, Lizzie Hexam, difende il suo datore di lavoro dicendo, «Il gentiluomo certamente è un ebreo, e la signora, sua moglie, è ebrea anch‘essa. Ma penso che non esistano persone più gentili sulla faccia della Terra.»[6]

Il fumettista statunitense Will Eisner, disturbato dall’antisemitismo con cui era stato descritto il personaggio di Fagin, creò una graphic novel, pubblicata nel 2003, intitolata Fagin the Jew. Nel fumetto, le origini del personaggio e gli eventi di Oliver Twist sono narrati dal suo punto di vista. Eisner riscatta il personaggio di Fagin dallo stereotipo con cui era stato dipinto da Dickens. In una delle tavole finali, Fagin - proprio nel rivolgersi a Dickens che è andato a visitarlo in carcere - gli dice: «Verità?!? Indicare un uomo riferendosi solo alla sua razza è verità? O lo è usare "ebreo" come sinonimo di "criminale"? O è forse verità ritrarre un ebreo sulla sola base del pregiudizio?»...

Film e teatro[modifica | modifica sorgente]

Numerosi attori importanti hanno interpretato Fagin sullo schermo. Nel film “Oliver Twist” del 1922, Lon Chaney, Sr. interpretò Fagin, mentre Alec Guinness interpretò il ruolo nella versione del 1948 diretta da David Lean. La sua performance fu così controversa che il film venne vietato negli Stati Uniti per tre anni, accusato di essere anti-Semita.

L‘interpretazione del personaggio data da Ron Moody nella rappresentazione teatrale del musical Oliver! e nel seguente film del 1968 basato sullo stesso, è evidentemente influenzata da quella di Guinness, come anche quella di Ben Kingsley nell’adattamento cinematografico di Roman Polanski del 2005, anche se i supposti toni antisemiti dell’interpretazione di Guinness vennero considerevolmente smorzati nel musical. Quando Oliver! fu portato a Broadway nel 1963, Fagin era interpretato da Clive Revill, ma nella riedizione del 1984, Moody criticò la sua performance.

Fagin è reso maggiormente amabile nel musical, e completamente innocente dell’assassinio di Nancy. Inoltre, presumibilmente, alla fine riesce a sfuggire alla cattura da parte della polizia.

Nella versione televisiva del 1982, Fagin è interpretato da George C. Scott. Nonostante Fagin fosse sempre stato rappresentato come un vecchio laido malandato e sporco, la versione di Scott del personaggio è considerevolmente più giovane, forte e di miglior presenza.

Nella versione a cartoni animati della Disney, Oliver & Company (1988), Fagin è un pover’uomo che vive in una barca con i suoi cani, ed è doppiato da Dom DeLuise nell'originale e da Gigi Angelillo nella versione in italiano. Non si fa riferimento all'originale religione, è più giovane e bonario.

In una produzione televisiva della Disney datata 1997, Fagin è interpretato da Richard Dreyfuss.

Nel film di Roman Polanski del 2005 Oliver Twist, Fagin è interpretato da Ben Kingsley.

Nell’adattamento del romanzo fatto dalla BBC nel 2007, Fagin è interpretato da Timothy Spall. Contrariamente all’aspetto descritto nel romanzo, in questa versione Fagin è senza barba e in sovrappeso.

Nel dicembre del 2008, Oliver! è stato ripresentato al Theatre Royal, Drury Lane di Londra, con Rowan Atkinson nei panni di Fagin. Altri celebri interpreti di Fagin nel musical di Bart sono Peter Karrie, Hugh Panaro e Omid Djalili.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Peter Ackroyd, Dickens, Sinclair-Stevenson Ltd, 3 settembre 1990, pp. 77-78, ISBN 1856190005.
  2. ^ Judith Sackville O'Donnell, The First Fagin: the True Story of Ikey Solomon, Acland, 2002, ISBN 0958557624.
  3. ^ Euan Montagu, Tobias, John J, The Prince of Fences: Life and Crimes of Ikey Solomons, Vallentine Mitchell & Co Ltd, 28 marzo 1974, ISBN 0853031746.
  4. ^ Charles Dickens, Oliver Twist (A Bantam classic), Bantam USA, 22 gennaio 1982, ISBN 0553210505.
  5. ^ a b c Norman Lebrecht, How racist is Oliver Twist?, La Scena Musicale, 29 settembre 2005. URL consultato l'8 febbraio 2009.
  6. ^ a b c Edgar Johnson, 4 - Intimations of Mortality in Charles Dickens His Tragedy And Triumph, Simon & Schuster Inc, 1 gennaio 1952. URL consultato l'8 febbraio 2009.
  7. ^ Geoffrey Nunberg, The Way We Talk Now: Commentaries on Language and Culture, Houghton Mifflin Harcourt, 15 ottobre 2001, p. 126, ISBN 0618116036.