Frantic

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Frantic
Frantic.jpg
Harrison Ford ed Emmanuelle Seigner in una scena del film
Titolo originale Frantic
Lingua originale inglese, francese
Paese di produzione Stati Uniti d'America, Francia
Anno 1988
Durata 120 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere thriller
Regia Roman Polanski
Soggetto Roman Polanski, Gérard Brach
Sceneggiatura Roman Polanski, Gérard Brach
Produttore Tim Hampton, Thom Mount
Fotografia Witold Sobocinski
Montaggio Sam O'Steen
Musiche Ennio Morricone, Grace Jones
Scenografia Pierre Guffroy
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Frantic è un film del 1988 diretto da Roman Polanski, interpretato da Harrison Ford e da Emmanuelle Seigner.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il dottor Richard Walker è uno stimato chirurgo di San Francisco, giunto a Parigi con la moglie Sondra per partecipare ad un simposio medico e, con l'occasione, per trascorrere anche un piacevole viaggio di vacanza in ricordo della loro luna di miele di circa venti anni prima.

Arrivati di prima mattina nell'elegante albergo al centro città, i due decidono di concedersi il tempo per un breve riposo ristoratore dopo il lungo volo aereo, ma Sondra non riesce ad aprire la sua valigia. Richard scopre che la valigia appartiene a un'altra persona e telefona all'aeroporto per informarli dello scambio: l'addetto aeroportuale spiega a Richard le procedure per rientrare in possesso della propria. Nel frattempo la moglie si fa una doccia.

Sondra esce dalla doccia e lascia il posto a Richard e mentre questi è a sua volta sotto la doccia arriva una telefonata cui Sondra risponde. Dice qualcosa al marito, ma questi non sente a causa del rumore dello scroscio dell'acqua. Uscito dalla doccia Richard si rende conto che la moglie non c'è, tuttavia non si preoccupa pensando che sia uscita un attimo per comprare qualcosa, si siede sul letto e poi si addormenta.

Richard si sveglia dopo qualche ora e si rende conto che la moglie non è ancora tornata, decide di vestirsi e andare alla reception per chiedere informazioni ma il portiere che vi trova è appena entrato in servizio e non sa dirgli nulla se non chiamare il direttore. Questi chiama il portiere a casa ma gli risponde il figlio che gli dice che il padre dorme e non vuole essere svegliato per nessun motivo. Richard decide di andare a chiedere per la strada davanti all'albergo dove incontra un clochard che gli dice di aver visto una donna spinta a forza in una macchina. Richard gli chiede di condurlo sul posto e giuntovi trova il braccialetto che aveva regalato alla moglie anni prima.

Tornato in albergo ritelefona al portiere e la moglie dice che il padre si è svegliato ed è andato in palestra. Richard lo raggiunge e il portiere gli dice di aver visto una donna trascinata con molta disinvoltura da un uomo che le cingeva le spalle; quindi Richard si rivolge prima alla polizia e poi alla sua ambasciata ma si rende conto che la macchina burocratica non è assolutamente in grado di aiutarlo e decide allora di indagare da solo.

Seguendo la pista di un oggetto trovato nella valigia cerca di rintracciare un trafficante di nome Dedé, ma lo trova morto nel suo appartamento. Per caso entra in contatto con la proprietaria della valigia, una ragazza di nome Michelle che arrotonda trafficando droga per Dedé, e chiarito l'equivoco delle valige i due iniziano a collaborare seppur con interessi diversi: lui vuole rintracciare i rapitori di Sondra e lei vuole i soldi che le sono stati promessi per portare la valigia in Francia. Entrambi sono convinti che la valigia contenesse droga, ma si trovano invischiati in un commercio di componenti per ordigni nucleari.

Dopo molte peripezie in una Parigi crepuscolare ed ostile, in due protagonisti scopriranno che nel rapimento della donna sono coinvolti anche i servizi segreti francesi e israeliani. I due riescono finalmente ad arrivare a uno "scambio" in riva alla Senna, ma qualcosa va storto e si apre una sparatoria. La vicenda giunge al suo epilogo drammatico ma risolutivo: la moglie di Richard viene liberata ma Michelle viene gravemente ferita. Richard prenderà una coraggiosa decisione sulle sorti del dispositivo conteso...

Lo stile adottato dal regista[modifica | modifica wikitesto]

Il regista Roman Polanski trae ispirazione nel dirigere gli accadimenti che si susseguono nella vicenda a molte opere di Alfred Hitchcock, in particolare il protagonista, interpretato da Harrison Ford, è un personaggio del tutto ordinario, un uomo comune, il quale viene coinvolto in un pericoloso intrigo che lo vede vittima di situazioni che rischiano di mettere a repentaglio la sua vita e quella dei suoi familiari. Ciò rimanda al capolavoro del 1959 Intrigo internazionale, nel quale il personaggio interpretato da Cary Grant, un semplice pubblicitario, si ritrova suo malgrado coinvolto in una serie di pericolose situazioni. La scena in cui Richard regge per la mano Michelle, che sta per precipitare nel vuoto dalla cima del palazzo, è un chiaro riferimento alla celebre sequenza in cui Cary Grant salva Eva Marie Saint sul monte Rushmore.

La vertigine gioca un ruolo fondamentale nel film di Polanski, sensazione che accompagna i due protagonisti per buona parte della storia, come per esempio quando Richard entra nell'appartamento di Michelle attraversando il ripido tetto del palazzo. Hitchcock affrontò le stesse tematiche nel film La donna che visse due volte del 1958. Immancabile la presenza del McGuffin, termine coniato da Hitchcock e presente in molti suoi film. Il McGuffin indica un qualcosa di estrema importanza per i personaggi del film, attorno al quale si sviluppa l'azione della storia. Nel film del regista polacco, il McGuffin è rappresentato dalla statuetta che Richard trova nella valigia: inizialmente, per il protagonista, l'oggetto non rappresenta qualcosa di significativo ma con il proseguimento della trama si rivelerà invece un punto cruciale per la salvezza di Sondra.

Vi sono altri rimandi alla filmografia del "maestro del brivido" e al suo stile inconfondibile, come la scena della doccia (punto chiave della trama) che rimanda a Psyco oppure alle vicende che il protagonista deve affrontare per salvare la moglie, e ciò si collega alla disperata ricerca del padre, interpretato da James Stewart, per riabbracciare il figlio rapito ne L'uomo che sapeva troppo, altro capolavoro del thriller girato nel 1956 (e remake dell'originale del 1934 sempre firmato da Hitchcock).

Il film inizia con la prospettiva del viaggio in taxi dall'aeroporto di Parigi al Grand Hotel, nella livida luce del primo mattino. Il regista ambienta la storia in una Parigi tutt'altro che romantica: la città diviene teatro di una storia angosciante, sottolineata dalla colonna sonora di Ennio Morricone carica di pathos. I siti turistici sono un miraggio in una corsa contro il tempo che trascina i protagonisti in un sottobosco urbano, multietnico e corrotto contro cui si infrange il progetto iniziale della borghese coppia americana di approfittare del simposio medico per vivere un revival della luna di miele nella Ville Lumiere, la città delle luci e dell'amore. Nella medesima luce livida e crepuscolare dell'inizio, si conclude il film.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il regista si riserva due camei nel film. Interpreta il tassista che allunga i fiammiferi al protagonista ed è sua la voce che doppia l'uomo in giacca di tweed che interroga Michelle a casa sua.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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