Giovanna Marini

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Giovanna Marini
Fotografia di Giovanna Marini
Nazionalità Italia Italia
Genere Folk
Periodo di attività 1959 – in attività
Etichetta I dischi del sole, Linea Rossa, I Dischi dello Zodiaco, Le chant du monde, Nota, Columbia, Sony Music, Ala Bianca
Album pubblicati 33
Studio 33
« Andavano col treno giù nel Meridione / per fare una grande manifestazione / il ventidue d'ottobre del settantadue... »
(Giovanna Marini, I treni per Reggio Calabria)

Giovanna Salviucci coniugata Marini (Roma, 19 gennaio 1937) è una musicista, cantautrice e ricercatrice etnomusicale e folklorista italiana. La sua attività multiforme ne ha fatta una delle figure più importanti nello studio, nella ricerca e nell'esecuzione della tradizione musicale popolare italiana, ma è autrice anche di canzoni e cantate di propria composizione.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giovanna Marini nasce a Roma da una famiglia di musicisti. Rimane orfana del padre, Giovanni, poco dopo la sua nascita. Nel 1959 si diploma in chitarra classica presso il conservatorio di Santa Cecilia a Roma, perfezionando gli studi e la pratica con il massimo chitarrista classico allora vivente, lo spagnolo Andrés Segovia. Contemporaneamente si dedica allo studio ed alla pratica di strumenti a corda antichi, come il liuto, che suona nel Concentus Antiqui del m. Quaranta. Il cognome Marini viene aggiunto, e poi usato per tutte le produzioni artistiche, dopo il matrimonio col fisico nucleare Pino Marini.

Prima del divorzio la Marini visse brevemente con lui a Boston, negli Stati Uniti.[1] È proprio all'inizio degli anni sessanta che Giovanna Marini fa la conoscenza personale con i maggiori intellettuali e studiosi della tradizione popolare italiana, tra i quali spiccano Pier Paolo Pasolini (il cui incontro verrà narrato dalla stessa Marini in un'indimenticabile ed emozionante registrazione dal vivo, che resta una delle migliori descrizioni del carattere e del modo di fare di Pasolini), Italo Calvino (a sua volta anche autore di testi di canzoni per Cantacronache), Roberto Leydi, Gianni Bosio, Diego Carpitella, Alberto Mario Cirese, Cesare Bermani, Giulio Angioni e Alessandro Portelli.

È la scoperta del canto sociale, o di quella che, con una definizione risalente probabilmente a Giovanna Marini stessa,[2] si comincia a definire come storia orale cantata, nel senso di registrazione popolare degli avvenimenti storici mediante lo strumento privilegiato della canzone di composizione anonima e di circolazione orale (ancora attiva nell'Italia degli anni sessanta e in una società che pur si stava trasformando da prettamente rurale in urbano-industriale). Nel 1964 prende parte, a Spoleto, allo spettacolo Bella Ciao.

È uno spettacolo che resta nella storia e che provoca scandali e reazioni indignate da parte del pubblico. Continua nel frattempo a girare tutta la penisola da cima a fondo, raccogliendo una massa sterminata di canti popolari in lingua italiana e nei vari dialetti e lingue regionali. È il nucleo fondante del Nuovo Canzoniere Italiano, con il quale Giovanna Marini si esibisce assieme ai gruppi formati dai maggiori cantautori italiani della cosiddetta Nuova canzone politica, come Ivan Della Mea, il veneziano Gualtiero Bertelli e Giovanna Daffini (una "cantante contadina" dalla quale la Marini impara la particolare emissione vocale e il repertorio), Paolo Pietrangeli (con il quale inciderà come seconda voce le celebri Valle Giulia e Contessa), Caterina Bueno, il Duo di Piadena e i sardi Pastori di Orgosolo.

Collabora anche con il celebre poeta in lingua sarda Peppino Marotto, dal quale apprende l'arte della versificazione popolare improvvisata. Giovanna Marini diventa una colonna portante dell'Istituto Ernesto De Martino, nel quale raccoglie tutta l'enorme quantità di canti popolari da lei scoperti e catalogati, e per i quali arriva a creare persino uno speciale sistema di notazione musicale. È, la sua, una vera opera di trascrizione della memoria, che le permetterà di trasportarla sul palcoscenico.

L'attività di Giovanna Marini prosegue con spettacoli e iniziative che hanno fatto la storia del recupero delle tradizioni popolari italiane, come Ci ragiono e canto (1965), diretto da Dario Fo. Inizia anche a comporre lunghe ballate (più propriamente delle cantate) nelle quali racconta la sua esperienza e che interpreta da sola in scena accompagnandosi esclusivamente con la chitarra. Nascono così Vi parlo dell'America (1965), Chiesa Chiesa (1967) ed altre composizioni che arrivano fino all'Eroe (1974).

Un'immagine tratta dal film I giorni cantati, con la Marini insieme a Francesco Guccini e Paolo Pietrangeli

Nel 1975 fonda la Scuola Popolare di Musica di Testaccio a Roma, di cui è stata presidente ed è attualmente presidente onorario. Lì trova finalmente altri musicisti assieme ai quali poter suonare: Giancarlo Schiaffini, Michele Iannaccone e Eugenio Colombo. Scrive La grande madre impazzita (1979) e affronta la scrittura per strumenti e voci con Il regalo dell'imperatore (1983) e Requiem (1985). Per il bicentenario della Rivoluzione Francese, nel 1989, mette in musica la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.

Contemporaneamente, e a sottolineare la sua importanza estrema come ricercatrice etnomusicale, a Giovanna Marini viene conferita la cattedra di etnomusicologia applicata presso lo SPMT. Dal 1991 al 2000 Giovanna Marini è anche titolare della cattedra di etnomusicologia presso l'Università di Paris VIII-Saint Denis, a Parigi. Con gli allievi romani e parigini, Giovanna Marini compie viaggi di studio per ascoltare e trascrivere i canti di tradizione orale ancora presenti in Italia nelle feste religiose e profane.

Nel 1976 fonda il Quartetto Vocale per il quale scrive le cantate Correvano coi carri (1977) sino ad arrivare a Sibemolle e alla Cantata del Secolo Breve (ispirata all'opera storica di Eric Hobsbawm, Il Secolo breve) presentata al Théâtre de Vidy, a Losanna, nel 2001. Nel 2002, assieme a Francesco De Gregori, Giovanna Marini incide l'album Il fischio del vapore, che ottiene un successo di vendite senza precedenti facendo, dopo quarant'anni, conoscere il suo nome anche al grande pubblico. Nel 2004, tra le altre cose, mette in musica la Ballata del carcere di Reading e il De Profundis di Oscar Wilde.

Nel 2005, per AngelicA - festival internazionale di musica Contemporanea, compone le musiche sul testo di Pasolini Le ceneri di Gramsci, eseguito dal coro Arcanto di Bologna, da cui viene edito il disco Le ceneri di Gramsci - Oratorio a più voci - dal canto di tradizione orale al madrigale d'autore nel 2006. Nel 2011 è testimonial dell'evento Pasolini il canto del mio tempo presso l'Aula Magna dell'Università per stranieri di Perugia, focus sulla figura del grande intellettuale in relazione al dialetto e ai canti popolari, assieme al critico Gianni Borgna, l'antropologo Valentino Paparelli, il complesso salentino Sud Sound System e l'ideatore dell'evento Giuseppe Sterparelli.

Premi[modifica | modifica sorgente]

Discografia parziale[modifica | modifica sorgente]

33 giri[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

45 giri[modifica | modifica sorgente]

CD[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giovanna Salviucci Marini, su enciclopedia delle donne
  2. ^ O anche ad Alberto Mario Cirese, Tradizioni orali non cantate, Roma, Discoteca di Stato, 1975

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 90150715 LCCN: n79135129 SBN: IT\ICCU\CFIV\065089