Giovanna Marini

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Giovanna Marini
Fotografia di Giovanna Marini
Nazionalità Italia Italia
Genere Canzone popolare
Periodo di attività 1959 – in attività
Etichetta I dischi del sole, Linea Rossa, I Dischi dello Zodiaco, Le chant du monde, Nota, Columbia, Sony Music, Ala Bianca
Album pubblicati 33
Studio 33
« Andavano col treno giù nel Meridione / per fare una grande manifestazione / il ventidue d'ottobre del settantadue... »
(Giovanna Marini, I treni per Reggio Calabria)
« Le mie ballate, ma anche le opere per il quartetto, nascono dal desiderio di raccontare storie, di raccontare quello che mi succede e quello che vedo intorno a me. Un po' alla maniera dei cantastorie. Ho sempre amato raccontare delle storie! »
(Giovanna Marini in Ignazio Macchiarella: Il canto necessario. Nota, Udine 2005)

Giovanna Salviucci coniugata Marini (Roma, 19 gennaio 1937) è una musicista, cantautrice e ricercatrice etnomusicale e folklorista italiana. La sua attività multiforme ne ha fatta una delle figure più importanti nello studio, nella ricerca e nell'esecuzione della tradizione musicale popolare italiana, ma è autrice anche di canzoni e cantate di propria composizione.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giovanna Marini nasce a Roma da una famiglia di musicisti, Giovanni Salviucci (1907-1937) e Ida Parpagliolo (1904-1994)[1]. Rimane orfana del padre, Giovanni, poco dopo la sua nascita. Nel 1959 si diploma in chitarra classica presso il conservatorio di Santa Cecilia a Roma, perfezionando gli studi e la pratica con il massimo chitarrista classico allora vivente, lo spagnolo Andrés Segovia. Contemporaneamente si dedica allo studio ed alla pratica di strumenti a corda antichi, come il liuto, che suona nel Concentus Antiqui del m. Quaranta. Il cognome Marini viene aggiunto, e poi usato per tutte le produzioni artistiche, dopo il matrimonio col fisico nucleare Pino Marini.[2] Prima del divorzio la Marini visse brevemente con lui a Boston, negli Stati Uniti.

È all'inizio degli anni sessanta che Giovanna Marini fa la conoscenza personale con i maggiori intellettuali e studiosi della tradizione popolare italiana, tra i quali spiccano Pier Paolo Pasolini (il cui incontro verrà narrato dalla stessa Marini in una registrazione dal vivo, che resta una delle migliori descrizioni del carattere e del modo di fare di Pasolini)[3], Italo Calvino (a sua volta anche autore di testi di canzoni per Cantacronache), Roberto Leydi, Gianni Bosio, Diego Carpitella, Alberto Mario Cirese, Cesare Bermani, Giulio Angioni e Alessandro Portelli.

È la scoperta del canto sociale, o di quella che, con una definizione risalente probabilmente a Giovanna Marini stessa,[4] si comincia a definire come storia orale cantata, nel senso di registrazione popolare degli avvenimenti storici mediante lo strumento privilegiato della canzone di composizione anonima e di circolazione orale (ancora attiva nell'Italia degli anni sessanta e in una società che pur si stava trasformando da prettamente rurale in urbano-industriale).

Nel 1964 con il Nuovo Canzoniere Italiano prende parte, al Festival dei Due Mondi di Spoleto, allo spettacolo "Bella Ciao", ideato da Roberto Leydi e Filippo Crivelli. È uno spettacolo che resta nella storia e che suscitò scandalo, interrogazioni parlamentari e denunce. L'evento viene ricordato per lo "scandalo" di "O Gorizia, tu sei maledetta", canto della Prima Guerra Mondiale che venne proposto nella versione integrale, compresa la strofa "Traditori signori ufficiali / che la guerra l'avete voluta / distruttori di carne venduta / e rovina della gioventù"[5]. I responsabili dello spettacolo furono denunciati per oltraggio alle Forze armate[6].

Continua nel frattempo a girare tutta la penisola da cima a fondo, raccogliendo una massa sterminata di canti popolari in lingua italiana e nei vari dialetti e lingue regionali. È il nucleo fondante del Nuovo Canzoniere Italiano, con il quale Giovanna Marini si esibisce assieme ai gruppi formati dai maggiori cantautori italiani della cosiddetta Nuova canzone politica, come Ivan Della Mea, il veneziano Gualtiero Bertelli e Giovanna Daffini (una "cantante contadina" dalla quale la Marini impara la particolare emissione vocale e il repertorio), Paolo Pietrangeli (con il quale inciderà come seconda voce le celebri Valle Giulia e Contessa), Caterina Bueno, il Duo di Piadena e i sardi Pastori di Orgosolo.

Collabora anche con il celebre poeta in lingua sarda Peppino Marotto, dal quale apprende l'arte della versificazione popolare improvvisata. Giovanna Marini diventa una colonna portante dell'Istituto Ernesto De Martino, nel quale raccoglie tutta l'enorme quantità di canti popolari da lei scoperti e catalogati, e per i quali arriva a creare persino uno speciale sistema di notazione musicale. È, la sua, una vera opera di trascrizione della memoria, che le permetterà di trasportarla sul palcoscenico. Nell'ambito della ricerca etnomusicale riveste una particolare importanza il materiale sonoro raccolto nel Salento tra il 1960 e gli inizi degli anni '70[7].

L'attività di Giovanna Marini prosegue con spettacoli e iniziative che hanno fatto la storia del recupero delle tradizioni popolari italiane, come Ci ragiono e canto (1965), nel quale collabora in veste di assistente musicale con Dario Fo. Inizia anche a comporre lunghe ballate (più propriamente delle cantate) nelle quali racconta la sua esperienza e che interpreta da sola in scena accompagnandosi esclusivamente con la chitarra. Nascono così Vi parlo dell'America (1965), Chiesa Chiesa (1967) ed altre composizioni che arrivano fino all'Eroe (1974).

Un'immagine tratta dal film I giorni cantati, con la Marini insieme a Francesco Guccini e Paolo Pietrangeli

È stata una fra i primi[8] musicisti attivi presso la Scuola Popolare di Musica di Testaccio a Roma, di cui è stata presidente ed è attualmente presidente onorario. Lì trova finalmente altri musicisti assieme ai quali poter suonare: Giancarlo Schiaffini, Michele Iannaccone e Eugenio Colombo. Scrive La grande madre impazzita (1979) e affronta la scrittura per strumenti e voci con Il regalo dell'imperatore (1983) e Requiem (1985). Per il bicentenario della Rivoluzione Francese, nel 1989, mette in musica la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.

Contemporaneamente, e a sottolineare la sua importanza estrema come ricercatrice etnomusicale, a Giovanna Marini viene conferita la cattedra di etnomusicologia applicata presso lo SPMT. Dal 1991 al 2000 Giovanna Marini è anche titolare della cattedra di etnomusicologia presso l'Università di Paris VIII-Saint Denis, a Parigi. Con gli allievi romani e parigini, Giovanna Marini compie viaggi di studio per ascoltare e trascrivere i canti di tradizione orale ancora presenti in Italia nelle feste religiose e profane.

Nel 1976 fonda il Quartetto Vocale per il quale scrive le cantate Correvano coi carri (1977) sino ad arrivare a Sibemolle e alla Cantata del Secolo Breve (ispirata all'opera storica di Eric Hobsbawm, Il Secolo breve) presentata al Théâtre de Vidy, a Losanna, nel 2001

Nell'estate del 2000 lavora insieme a Marco Paolini a un progetto di spettacolo "I-TIGI Canto per Ustica", tragedia per narratore e coro su una delle storie più intollerabili dell'Italia di fine 900, l'aereo esploso in volo il 27 giugno 1980 sul mare di Ustica.

Nel 2002, assieme a Francesco De Gregori, Giovanna Marini incide l'album Il fischio del vapore, che ottiene un successo di vendite senza precedenti facendo, dopo quarant'anni, conoscere il suo nome anche al grande pubblico. Nel 2004, tra le altre cose, mette in musica la Ballata del carcere di Reading e il De Profundis di Oscar Wilde.

Nel 2005, per AngelicA - festival internazionale di musica Contemporanea, compone le musiche sul testo di Pasolini Le ceneri di Gramsci, eseguito dal coro Arcanto di Bologna, da cui viene edito il disco Le ceneri di Gramsci - Oratorio a più voci - dal canto di tradizione orale al madrigale d'autore nel 2006. Nel 2011 è testimonial dell'evento Pasolini il canto del mio tempo presso l'Aula Magna dell'Università per stranieri di Perugia, focus sulla figura del grande intellettuale in relazione al dialetto e ai canti popolari, assieme al critico Gianni Borgna, l'antropologo Valentino Paparelli, il complesso salentino Sud Sound System e l'ideatore dell'evento Giuseppe Sterparelli.

Nel 2012 la Scuola Popolare di Musica di Testaccio presenta "Spesso il male di vivere ho incontrato - Montale e Leopardi in musica", due oratori di Giovanna Salvucci Marini per quartetto vocale (Quartetto Urbano), quartetto di sassofoni (4 Venti), soli e coro, su liriche di Eugenio Montale e Giacomo Leopardi con citazioni da Cassandra di Christa Wolf e Antigone di Sofocle.

In tutti questi anni ha scritto molta musica per teatro e per il cinema: opere dirette da Attilio Corsini, Marco Mattolini ("La donna ragno", "L'ècole des femmes", "Funerale", "Pentesilea", "Robinson Crusoe", "Nora Helmer", regia di Quartucci), "Fabbrica" di Ascanio Celestini; per il cinema: tutte le opere di Citto Maselli a partire dal 67 ("Lettera aperta a un giornale della sera", "Storia d'amore", "Il sospetto", "I sei operai", "L'alba", "Avventura di un fotografo", "Codice privato", "Il segreto", "Cronache del terzo millennio"), "Café Express" di Nanni Loy, "Terminal" di Paolo Breccia, "Teresa Raquin" di Giancarlo Cobelli, e altri.

Premi[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

Discografia parziale[modifica | modifica sorgente]

33 giri[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

45 giri[modifica | modifica sorgente]

CD[modifica | modifica sorgente]

  • 1988: Bella Ciao. Chansons de peuple en Italie (Harmonia Mundi HMA195734)
  • 1994: La vie au-dessus et au-dessous des mille mètres (Silex-Audivis, Paris)
  • 1996: Partenze - Vent'anni dopo le morte di Pier Paolo Pasolini (Silex-Auvidis, Paris)
  • 1998: Musiche di scena. Turcs tal Friul, Antigone, L'assemblée des femmes (Nota, CD 268, Udine)
  • 1999: Si bemolle. O dell'ineffabile incertezza del non temperato (Nota, CD 284, Udine)
  • 1999: Le chant de la terre. Quartetto vocale Giovanna Marini & Micrologus (Opus 111)
  • 2001: Cantata per Pier Paolo Pasolini[14] (Nota, CD 245, Udine)
  • 2002: Cantata del secolo breve - Una cantata per le voci di Patrizia Bovi, Francesca Breschi, Giovanna Marini, Patrizia Nasini (Nota, Udine)
  • 2002: Il fischio del vapore (Columbia/Caravan COL 510218 1; con Francesco De Gregori)
  • 2003: Buongiorno e buonasera (Sony Music/Caravan, CAR 512077 2)
  • 2004: Passioni (Sony Music/Caravan, 8828)
  • 2004: Il Salento di Giovanna Marini (il manifesto)[15]
  • 2005: Nostra patria è il mondo intero (Compagnia Nuove Indye/Il manifesto; con il Coro Inni e Canti di Lotta e la Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio)
  • 2006: Antologia (Ala Bianca)
  • 2006: Le Ceneri di Gramsci - Oratorio a più voci (Nota, Udine)
  • 2006: La ballata del carcere di Reading. Oscar Wilde - con Umberto Orsini (Nota, Udine)
  • 2007: La torre di Babele - Una cantata per le voci di Patrizia Bovi, Francesca Breschi, Giovanna Marini, Patrizia Nasini (Nota, Udine)
  • 2008: La pigna minigna scattigna (Nota, Udine)
  • 2009: Un paese vuol dire (il manifesto; Nota, Udine)
  • 2011: Canti Gloriosi per una Patria che trema - Giovanna Marini & Quartetto Urbano (Nota, Udine)
  • 2011: Requiem - Cantata delle cinque stanze (AngelicA Records)
  • 2012: Lady of Carlisle (Nota, Udine)
  • 2012: Dal punto di vista dei serpenti - Una cantata per le voci di Patrizia Bovi, Francesca Breschi, Giovanna Marini, Patrizia Nasini (Nota, Udine)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L’archivio personale di Giovanni Salviucci all’Istituto per la Musica
  2. ^ Giovanna Salviucci Marini. Enciclopedia delle donne
  3. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/09/16/giovanna-marini.html
  4. ^ O anche ad Alberto Mario Cirese, Tradizioni orali non cantate, Roma, Discoteca di Stato, 1975
  5. ^ http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=47&lang=it
  6. ^ http://archiviostorico.corriere.it/2005/marzo/26/Giovanna_Marini_Sessantotto_che_delusione_co_9_050326105.shtml
  7. ^ Vincenzo Santoro: Il Salento di Giovanna Marini
  8. ^ Radio Scrigno da radio.rai.it
  9. ^ la Repubblica 08.03.2004: l'8 marzo di Ciampi
  10. ^ Fondazione Maria Carta - Premio 2006
  11. ^ Grand Prix Charles Cross - Palmares 2007 In Honorem
  12. ^ Siae 12.06.2009
  13. ^ la Repubblica - Napoli 06.08.2014
  14. ^ http://www.pasolini.net/marini_ascolto.html
  15. ^ Nenie e stornelli del Salento - la Repubblica 28.02.2004

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 90150715 LCCN: n79135129 SBN: IT\ICCU\CFIV\065089