Caterina Bueno

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Caterina Bueno
Francesco De Gregori, Caterina Bueno e Antonio De Rose durante un concerto nel 1971
Francesco De Gregori, Caterina Bueno e Antonio De Rose durante un concerto nel 1971
Nazionalità Bandiera dell'Italia Italia
Genere Pop
Periodo di attività 1963 – 2007
Etichetta I dischi del sole, Fonit Cetra
Album pubblicati 11
Studio 11

Caterina Bueno (San Domenico di Fiesole, 2 aprile 1943Firenze, 16 luglio 2007) è stata un'etnomusicologa e cantante italiana.

Il suo lavoro di ricercatrice ha avuto una notevole importanza dal punto di vista culturale, consentendo di recuperare molte canzoni popolari toscane e dell'Italia centrale, tramandate oralmente fino al ventesimo secolo.

La sua attività di cantante è stata finalizzata alla ricerca sin dagli esordi.

«  (Francesco Bolzoni) Senti, Caterina. Ricerca, spettacolo... sono due termini che ricorrono nel tuo discorso. Quale t'interessa di più di questi due? (Caterina Bueno) La ricerca! Perché... lo spettacolo è per me in funzione di finanziare la ricerca, tra l'altro, o d'incrementarla.[1] »

Indice

[modifica] Biografia

Caterina nasce a San Domenico di Fiesole da padre spagnolo, il pittore Xavier Bueno, e madre svizzera, la scrittrice Julia Chamorel, e conserva la nazionalità spagnola fino all'età di ventun anni. Dopo aver imparato a suonare da autodidatta la chitarra, nei primissimi anni sessanta effettua, sul mercatale di Prato, la sua prima registrazione sul campo (field recording) del poeta estemporaneo Mario Andreini.

«  (Luciano Michetti Ricci) Ma la prima volta che sei andata, col registratore a tracolla, quant’anni avevi? (Caterina Bueno) Eh, come ho sofferto… come ho sofferto! La prima volta così… veramente… diciamo ufficiale… era… il mercato a Prato. (...) (Caterina Bueno) Non era proprio la prima. La prima l'avevo fatta... da una donna che era venuta a lavorare molto da noi. Ci aveva il marito che cantava, la domenica, mi ricordo. Quando s'era piccoli s'andava a trovare... si faceva la barba e cantava. Però quelle non le consideravo ancora registrazioni. Questa invece andai da uno che avevo sentito dire che cantava.[2] »

Dopo questo "battesimo", Caterina inizia la sua attività di ricerca che la porterà a raccogliere e a registrare centinaia di canti popolari toscani. Entra quindi in contatto con l'Istituto Ernesto De Martino di Milano e successivamente entra a far parte del Nuovo Canzoniere Italiano.

Sempre di questi anni sono le sue prime esperienze teatrali. Partecipa, assieme a Massimo Castri e Roberto Vezzosi, alle "pionieristiche" attività del teatro della Società di Mutuo Soccorso "Andrea del Sarto" di Firenze, col gruppo Nuova Resistenza diretto da Nino Filastò.

Nel 1964, col Nuovo Canzoniere Italiano, partecipa allo spettacolo Bella Ciao (curato da Roberto Leydi, Michele Straniero e Franco Fortini con la regia di Filippo Crivelli) che va in scena dal 21 al 29 giugno al settimo Festival dei Due Mondi di Spoleto[3]. In quell'occasione Caterina esegue anche il canto per cui è maggiormente rammentata: Tutti mi dicon Maremma Maremma (Maremma amara), nella versione da lei raccolta sulla montagna pistoiese. Questo canto (in seguito riproposto da molti cantanti fra cui I Gufi, Nada Malanima e Gianna Nannini e di cui si rammenta anche una versione cantata da Amalia Rodrigues), l'accompagnerà per tutta la vita[4]. Nello stesso anno pubblica il suo primo disco La brunettina - Canzoni, rispetti e stornelli toscani per l'etichetta I dischi del sole.

Nel 1965 è tra i fondatori del Cabaret 65, primo (e finora unico) cabaret a Firenze, dove vengono rappresentati, con scene dipinte da Xavier Bueno, Il Capitale di Julia Chamorel ed episodi dal Diario minimo di Umberto Eco, e dove si esibiscono numerosi artisti, tra i quali Riccardo Marasco, Mario Galasso e i I Gufi. Nello stesso anno partecipa al Folk Festival 1, che si tiene a Torino dal 3 al 5 settembre.

Nel 1966 effettua una tournée in Canada, assieme ad altri esponenti folk come Gabriella Ferri, Otello Profazio e Lino Toffolo in uno spettacolo teatrale che ha la regia di Aldo Trionfo. Lo stesso anno partecipa (con Rosa Balistreri, Paolo Ciarchi, Franco Coggiola, Giovanna Daffini, Ivan Della Mea, Silvia Malagugini, Giovanna Marini, Cati Mattea, il Gruppo Padano di Piadena e il Coro del Galletto di Gallura) allo spettacolo Ci ragiono e canto (curato da Cesare Bermani e Franco Coggiola con la regia di Dario Fo).

Nel 1967 Caterina è il soggetto di un documentario di 11' dal titolo Caterina la raccattacanzoni per la regia di Luciano Michetti Ricci e Francesco Bolzoni prodotto da Toni De Gregorio.

Nel 1968 pubblica il suo primo LP La veglia. L'album racchiude tra l'altro il rispetto toscano E cinquecento catenelle d'oro (che verrà in seguito citato da Roberto Vecchioni nell'album Montecristo e da Francesco De Gregori nella canzone Caterina).

Nel 1969 partecipa allo spettacolo Ci ragiono e canto n.2 con la regia di Dario Fo.

Durante uno spettacolo al Folkstudio di Roma conosce Francesco De Gregori, all'epoca giovane cantautore, e lo scrittura insieme ad Antonio De Rose per la tournée del 1971.

Nel 1973 firma un contratto con la Fonit Cetra, pubblicando i suoi dischi nella serie Folk, curata da Giancarlo Governi; nel frattempo si esibisce in Francia, Svizzera e Germania.

Nel 1976 prende parte alla trasmissione televisiva in 5 puntate Canti popolari italiani di Giancarlo Guardabassi mandata in onda dal 30 luglio al 27 agosto dalla Rete 1 della RAI (l'attuale Rai 1) e alla trasmissione televisiva in 8 puntate Italia bella mostrati gentile, trasmessa dal 2 novembre al 28 dicembre dalla Rete 2 della RAI (l'attuale Rai 2).

Nel settembre del 1976, nell'ambito dei concerti della Festa Nazionale de l'Unità di Firenze, conosce ed inizia una collaborazione col trio provenzale Mont-Joia.

Nel 1977, con E ora: il ballo, Caterina assieme ad Alberto Balia, Aldo Nichil, Francesco Giannattasio e Pietro Vismara, segue Jan-Mari Carlotti nella sua video inchiesta in Toscana e Sardegna e partecipa ai Rescòntres de la Mar che, all'interno dei 2èmes rencontres musicales méditerranéennes, si svolgono a Fontblanche dal 15 al 22 luglio e a Marsiglia al 25 al 31 luglio.[5]

Verso la fine degli anni settanta, durante un'intervista radiofonica sulla maremma trasmessa dalla RAI, Caterina dà la notizia di una assemblea pubblica sulla costituenda centrale termonucleare di Montalto di Castro. Questo episodio le vale un mai dichiarato ma ferreo ostracismo da parte della RAI (e oltre) che perdurerà fino alla metà degli anni 2000,.

Da quel momento la sua attività di cantante riesce a proseguire all'estero, soprattutto in Svizzera e in Francia, ed in Italia soltanto grazie ad ARCI, case del popolo e ad altri circuiti alternativi o underground, accompagnata da valenti musicisti di formazione sia popolare che classica, spesso da lei scoperti e promossi, quali Alberto Balia, Enrico Frongia, Riccardo Tesi, Daniele Andriola, Catinka Cassola, Flavio Cucchi, Pietro Vismara, Franco Pacini, Luciano Francisci, Rebecca Eisenhut, Andrea Degl'Innocenti, Maurizio Geri, Mimmo Epifani, Jamie Marie Lazzara e Valentino Santagàti.

Nel 1980 è il soggetto del documentario Il tempo e la memoria di Frédéric Rossif.

Nel 1995 si esibisce nuovamente con Francesco De Gregori a Roma: l'occasione è una raccolta di fondi per salvare il Folkstudio, cui aderiscono anche altri cantanti, come Giovanna Marini, Mimmo Locasciulli, Claudio Lolli e Paolo Pietrangeli. Tutti insieme al termine del concerto eseguono un canto anarchico: gli stornelli d'esilio di Pietro Gori meglio noti come Nostra patria è il mondo intero.

Nel 1997 pubblica il CD Canti di maremma e d'anarchia, raccolta di brani registrati nella prima metà degli anni novanta, accompagnata dai musicisti Andrea Degl'Innocenti, Maurizio Geri e Jamie Marie Lazzara, con l'eccezione di due brani: una registrazione originale ed un brano registrato nel 1979, accompagnata da Franco Pacini, Riccardo Tesi, Daniele Andriola e Pietro Vismara. Il CD, prodotto con la collaborazione del Folkstudio, viene distribuito come supplemento del numero 29 del settimanale Avvenimenti.

Nel 1998, accompagnata dai musicisti Daniele Andriola, Andrea Degl'Innocenti, Mimmo Epifani, Maurizio Geri, Jamie Marie Lazzara e Valentino Santagàti, pubblica Caterina Bueno in spettacolo canzoni paradossali e storie popolari di dolente attualità, edizione limitata fuori commercio a cura dell'assessorato alla cultura della provincia di Siena e della cooperativa teatro povero di Monticchiello.

Lo stesso CD viene messo in commercio nel 2001 col titolo Caterina Bueno dal vivo, arricchito da una bella dedica di Antonio Tabucchi.

Nel 2003 è ospite delle Lezioni di indisciplina ovvero La morte del denaro e Pensiero e gesto nell'arte e nell'economia, di Michelangelo Jr. e Pierangelo Dacrema e moderate da Philippe Daverio, nelle sessioni del 16 marzo presso l'aula magna della facoltà di economia dell'Università La Sapienza di Roma e del 26 maggio presso il Teatro Strehler di Milano.

Nel 2004, all'interno della Festa Nazionale de l'Unità di Genova, il 29 agosto partecipa al concerto Macchie di Rosso. All'evento, presentato da Toni Jop e Gianni Borgna, partecipano Mariano De Simone, Fausto Amodei, Rudi Assuntino, Caterina Bueno, Gualtiero Bertelli, Ivan Della Mea, Claudio Cormio, Lucilla Galeazzi e i Modena City Ramblers. Il concerto viene trasmesso integralmente in diretta satellitare.

Il 24 e 25 settembre gli stessi vecchi compagni di viaggio si incontrano di nuovo in Piazza dei Coronari a Roma per il concerto in due parti Note di Rosso. Vi partecipano, sempre presentati da Toni Jop, nella prima serata Ivan Della Mea, Paolo Pietrangeli, Giovanna Marini, Franco Fabbri, Paolo Ciarchi, Caterina Bueno e Bianca Giovannini, nella seconda serata Fausto Amodei, Leoncarlo Settimelli, Gualtiero Bertelli, Alberto D'Amico, Rudi Assuntino, Lucilla Galeazzi e i Modena City Ramblers. Vivandiere dell'evento è il trasformista Dominot, vecchio amico di Caterina.

Lo stesso anno partecipa al film documentario di Luca Pastore I dischi del sole, che viene presentato il 27 novembre all'interno della 45ª edizione del Festival dei Popoli. Oltre ad alcune parti girate il 30 maggio al podere Campicozzoli (nel comune di Pontassieve - Firenze), a Caterina è dedicata una parte del documentario girata, poco prima che i restauri cancellassero per sempre le scritte dalle pareti delle celle, all'interno del carcere fiorentino delle Murate.[6]

Nel 2005, alla presenza del professor Maurizio Agamennone riceve, a Pistoia, il riconoscimento "Tradizioni ed oltre". Il 2 settembre dello stesso anno tiene un concerto all'interno della 2a Vetrina dell’Editoria Anarchica e Libertaria. Con la sua scomparsa, al solenne impegno di partecipare anche all'edizione successiva del settembre del 2007, ottempereranno i suoi musicisti con l'aiuto di tanti compagni di viaggio.

Nel 2006 la Warner (detentrice del catalogo Fonit Cetra) pubblica un doppio cd contenente i tre vinili incisi per la Fonit Cetra Eran tre falciatori, Se vi assiste la memoria e Il trenino della "leggera".

Nello stesso anno il Comune di Firenze le conferisce il “Fiorino d'oro”, la massima onorificenza che la città attribuisce a personalità che abbiano rappresentato in maniera originale e significativa la cultura fiorentina e toscana in Italia e nel mondo. La cerimonia si tiene il 16 maggio 2006 nel Saloncino del Teatro della Pergola. In quell'occasione, a rendere omaggio a Caterina, oltre al sindaco e le chiarine del comune di Firenze ed un folto pubblico, sono presenti Sergio Staino, Nino Filastò, Maurizio Agamennone, Altamante Logli, Gianna Nannini ed i suonatori dell'associazione culturale "La leggera". Caterina, come ringraziamento per l'onorificenza ricevuta, offre al pubblico, accompagnata da Jamie Marie Lazzara, Samuele Venturin, Saverio Damiani e Giovanni Bartolomei un breve spettacolo di canti toscani "debitamente contestualizzati", come esempio del suo "lavoro".

L'8 agosto 2006 il Consiglio del Comune di San Marcello Pistoiese le conferisce la cittadinanza onoraria, con cerimonia ufficiale all'interno della manifestazione "Sentieri acustici" del 23 agosto 2006.

Il primo settembre 2006, tiene il suo ultimo concerto pubblico a San Giuliano Terme.

Nel 2007 esce il cd "Dal vivo / live - Firenze 1975", dalla registrazione di un coinvolgente spettacolo, tenuto insieme al "Coro degli Etruschi" del grande Morbello Vergari, presso l'Auditorium del Centro FLOG di Firenze il 25 novembre 1975.

La sua scomparsa avviene prematuramente a Firenze il 16 luglio 2007. Riposa nel cimitero fiorentino di Monteripaldi.

[modifica] Discografia

[modifica] personale

[modifica] EP (33 giri formato 17 cm)

[modifica] 33 giri

[modifica] 45 giri

[modifica] CD

[modifica] spettacoli ed antologie

[modifica] EP (33 giri formato 17 cm)

[modifica] 33 giri

[modifica] CD


[modifica] registrazioni originali

[modifica] EP (33 giri formato 17 cm)

[modifica] 33 giri

[modifica] in lavori di altri artisti

  • 1993 - in Lu pisu di lu duluri Undici canti sulla storia del Meridione e due poesie recitate da Ignazio Buttitta a cura di Valentino Santagati e Cristiano Vavalà (libro + audiocassetta della collana Qualecultura dell'editore Jaca Book, VS001) canta con Valentino Santagati La libertà (La palummedda bianca)
  • 2007 - in Pia come la canto io di Gianna Nannini, all'interno del brano Contrasto c'è inserito un frammento di circa 8 secondi tratto da una registrazione dal vivo (bootleg) di Caterina Bueno che canta Lasciali fare gli rompi le zampine

[modifica] Dediche, omaggi e parodie

[modifica] Dediche

[modifica] Caterina

« E la chitarra veramente la suonavi molto male, però quando cantavi sembrava Carnevale»
(Francesco De Gregori, Caterina 1982)
« ...che la chitarra la suonavo molto male è vero, altrimenti non avrei chiamato lui![7] »

Nel 1982 Francesco De Gregori scrive Caterina, canzone che inserisce nel disco Titanic.

La canzone, una delle più famose del disco, è una ballata dedicata a Caterina Bueno in cui De Gregori suona l'armonica a bocca.

Nel testo, i versi «e cinquecento catenelle che si spezzano in un secondo», rimandano a un antico rispetto toscano facente parte del repertorio di Caterina Bueno: «e cinquecento catenelle d'oro / hanno legato lo tuo cuore al mio / e l'hanno fatto tanto stretto il nodo / che non si scioglierà né te né io»

Talvolta, in concerto, De Gregori cambiava il verso finale «sopra i tetti di Firenze per poterti conquistare» in «per poterti consolare». Dopo aver chiesto un parere alla Bueno, vista la risposta, ciò non è più avvenuto.

« Viene Caterina in camerino le dico «Sei contenta? Ho fatto la tua canzone.» «Sì, sì, grazie però non mi piace che dici "per poterti consolare"». Io le dico «Caterina, ho capito, però tutti abbiamo bisogno di essere consolati nella vita». Lei mi ha guardato e mi ha fatto «Io 'un son mi(c)a tutti!». Ecco, questa è Caterina.[8] »

In un bootleg del 1994 il cantautore introduce il brano dicendo «Questa prossima che faccio adesso parla di una donna che amo, si chiama Caterina».

Dopo la morte dall'amica, De Gregori ha cantato «per poterti ricordare».

Nel 2009 il chitarrista Maurizio Geri ne canta una versione, accompagnato dall'organetto diatonico di Riccardo Tesi, pubblicata all'interno dell'album del 2010 Sopra i tetti di Firenze - Omaggio a Caterina Bueno.

[modifica] Omaggi

L'11 novembre 2009 va in scena, al Teatro dei Rozzi di Siena, Caterina Raccattacanzoni - Ragionando e cantando di Caterina Bueno, conferenza-spettacolo a cura dell'associazione Le Radici con le Ali con Alberto Balia, Giovanni Bartolomei, Jamie Marie Lazzara, Pietro Clemente, Dal Nostro Canto, La Tazza d’Arianna, Marco Rovelli, Enrico Rustici e Valentino Santagati. Il 13 dicembre dell'anno successivo, al Teatro de l'Affratellamento di Firenze, nell'ambito di "Sortirne insieme" duemiladieci anno dei mezzadri, il racconto-spettacolo va nuovamente in scena con Alberto Balia, Giovanni Bartolomei, Alfredo Camozzi, Ario Capra, Sara Ceccarelli, Pietro Clemente, Laura Cossa, Guerino Degli Esposti, Andrea Fantacci, Camilla Fantacci, Lùcia Fantacci, Alessandro Formisano, Jamie Marie Lazzara, Lucia Lorenzini, Fiorenza Mannucci, Monalda Paciotti, Marino e Sandro Severini (I Gang) e Monica Tozzi.

Il 22 agosto 2010 va in scena a Maresca, nell'ambito del Festival Sentieri Acustici, Sopra i Tetti di Firenze - Omaggio a Caterina Bueno, a cura di Riccardo Tesi e Banditaliana, uno spettacolo di personali interpretazioni dei canti toscani documentati o comunque facenti parte del repertorio di Caterina Bueno. Da quello spettacolo e dalle sue numerose repliche, scaturisce un omonimo doppio CD. Al progetto discografico partecipano Maurizio Geri, Riccardo Tesi, Lucilla Galeazzi, Claudio Carboni, Filippo Pedol, Stefano Melone, Marco Fadda e, in qualità di ospiti, Piero Pelù, Gianna Nannini, Nada, Davide Riondino, Carlo Monni, Francesca Breschi, Daniele Sepe, Custodio Castelo, Riccardo Tarlini e il Coro delle mietitrici di Scansano.

Il 20 Agosto 2011, sempre a Maresca, Daniele Sepe con gli allievi degli stage di Sentieri Acustici mettono in scena uno spettacolo di rielaborazioni di canti toscani, con particolare attenzione a quelli dell'appennino e a quelli raccolti da Caterina Bueno.

[modifica] Parodie

[modifica] Giovannini

« (il prof. Giovannini - Paolo Hendel) Sto girando tutta Italia per cercare di salvare, prima che sia troppo tardi, un vero e proprio patrimonio di detti, parole, espressioni idiomatiche, modi di dire, curiosità… (il conte Leonardo – Philippe Noiret) Le bestemmie le interessano? »
(Speriamo che sia femmina, 1986)

Nel film del 1986 Speriamo che sia femmina, sceneggiato e diretto da Mario Monicelli, il personaggio del professor Giovannini, l'etnomusicologo che va in giro per la campagna toscana armato di registratore a bobine, è una palese parodia di Caterina Bueno. Il riferimento più evidente alla Caterina Raccattacanzoni sta nel canto che il professor Giovannini raccoglie, registrandolo dalla flebile voce di una vecchia inferma a letto, e che la sua fidanzata Franca (Giuliana de Sio) maldestramente cancella. Il canto, è una versione di Mamma, fammi la pappa, uno dei primi che Caterina raccoglie e che nel 1964 incide nel suo primo disco. Riguardo al termine «pappa» è interessate è il raffronto tra quanto scrive Caterina Bueno nelle note interne al disco e la spiegazione data nel film da Giovannini.

« Di significato coerente è, in questo contesto, il ritornello che ci ricorda la consuetudine toscana della «pappa» (cioè il pancotto) quale panacea universale, rimedio ultimo e definitivo contro ogni male. In questo caso un male psicologico (ma sappiamo quanto costante sia, nella poesia popolare, l'immagine dell'amore quale «male», o malattia, quantomai concreta e fisica). »
(Caterina Bueno, La brunettina - Canzoni, rispetti e stornelli toscani, 1964)
« (Giovannini) Avevo trovato una contadina centenaria, unica testimone di un mondo distrutto, sparito, scomparso, che si ricordava una canzone antichissima di un giovane, malato d’amore, che si rivolge alla madre e le chiede la pappa, sicuramente una pozione miracolosa, che si rifà a riti magici, antichi… (la domestica Fosca - Athina Cenci) Ma, scusi. Qual è? Quella che fa «Mamma, dammi la pappa che son malato, che son malato. Mamma dammi la pappa che son malato, malato d’amor»?! (Giovannini) Ma come?! La sa anche lei? (Fosca) Veramente qui la sanno tutti: Uomini, donne, bambini, cani, porci… La sa anche Franca. Gliela cantavo sempre per addormentarla (Giovannini) Franca! E non potevi dirmelo, mi fai perdere una mattinata… (Franca) Come facevo a ricordarla? Ero neonata. »
(Speriamo che sia femmina, 1986)

[modifica] Bibliografia

  1. Alessandro Affortunati, La canzone popolare non morirà (intervista alla cantante Caterina Bueno), in Azione sindacale. Periodico della CGIL di Prato, 1. maggio 1992, pp. 6-7.
  2. Ambrogio Sparagna, voce "Bueno, Caterina", in Enciclopedia della canzone italiana, a cura di Gino Castaldo, Milano, Curcio, 1990, p. 228.
  3. Ricordando Caterina Bueno: Maurizio Agamennone, Per Caterina Bueno, in occasione del conferimento del "Fiorino d'oro"; Riccardo Schwamenthal (fotografie), Caterina Bueno: "Ci ragiono e canto", Milano 1966; Sandra Mantovani, Caterina; Corrado Barontini, La voce di Caterina Bueno continuerà a cantare; Roberto G. Sacchi, Caterina Bueno all'auditorium di Ponteranica il 13-5-2004; Sandra Boninelli, Con Caterina; Lisetta Luchini, "La Caterina"; Marco Pandin, Caterina Bueno è scomparsa a Firenze il 16 luglio; Non Firmati, Ricordando Caterina Bueno, Presentazione di Caterina Bueno, Discografia di Caterina Bueno, in Il Cantastorie. Rivista di tradizioni popolari a cura dell'Associazione culturale «Il Treppo», n.73 (105) anno 45° terza serie, luglio-dicembre 2007, pp. 1-15.

[modifica] Note

  1. ^ Luciano Michetti Ricci e Francesco Bolzoni, intervista preparatoria al documentario Caterina la raccattacanzoni, 1967 - Un frammento audio sottotitolato, riguardante il rapporto tra ricerca e spettacolo nel lavoro di Caterina Bueno, su YouTube
  2. ^ idem - Un frammento audio sottotitolato, riguardante la prima registrazione sul campo di Caterina Bueno, su YouTube. La storia di quelle che non considerava ancora registrazioni (La barba cantata) e degli sviluppi successivi è raccontata da Caterina in un suo diario di ricerca del luglio del 1965 pubblicato da Sicilia Libertaria (n.243 settembre 2005) consultabile in formato pdf
  3. ^ O Gorizia tu sei maledetta su Antiwarsongs - La rappresentazione dello spettacolo Bella Ciao riempe le pagine di cronaca dei quotidiani, soprattutto perché un ufficiale presente in sala denuncia, per vilipendio delle forze armate, gli organizzatori e gli esecutori, in seguito all'esecuzione da parte di Michele Straniero di una strofa, non concordata con la direzione del festival, del canto O Gorizia tu sei maledetta. La frase oggetto dello scandalo è Traditori signori ufficiali / che la guerra l'avete voluta/ scannatori di carne venduta / e rovina della gioventù
  4. ^ In diverse interviste Caterina ha detto che, immancabilmente, alla fine di ogni spettacolo c'era sempre uno spettatore che reclamava a gran voce
    « Oh Caterina... Cantaci Maremma! »
  5. ^ Omenatgi a Caterina Bueno - Abriu de 1943 – Julhet de 2007 Rescòntres de la Mar - video di mamma vo' prende' moglie
  6. ^ I dischi del sole - Film documentario di Luca Pastore - Frammento riguardante Caterina Bueno su YouTube
  7. ^ Enrico Deregibus, Quello che non so, lo so cantare. Storia di Francesco De Gregori, Firenze, Giunti, 2003. ISBN 88-09-03231-4
  8. ^ Andrea Fantacci, Io e Caterina - Intervista a Francesco De Gregori, L'Isola che non c'era, luglio 2001

[modifica] Collegamenti esterni

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