Gioielli della Corona francese

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Gioielli della Corona di Francia in esposizione al museo del Louvre.

I Gioielli della Corona francese sono costituiti da corone, globi, diademi e gioielli che furono il simbolo della monarchia di Francia. Gran parte del tesoro francese venne disperso nel 1885 a seguito di una vendita di realizzo operata dalla Terza Repubblica francese. I gioielli della corona francese sopravvissuti si trovano oggi nella Galerie d'Apollon al museo del Louvre, primo museo di Francia e formale palazzo reale, dove pure si trova il Diamante Régent, il Diamante Sancy e lo spinello rosso Côte-de-Bretagne di 105 carati, scolpito in forma di dragone. Tra le gemme si ricordano anche lo Smeraldo di San Luigi[1], lo Zaffiro Ruspoli[2] e un set di diamanti della regina Maria Antonietta che sono invece esposti nella sezione mineralogica del museo di storia naturale francese (Muséum nationale d'histoire naturelle).

Uso dei gioielli della corona francese[modifica | modifica sorgente]

Un set di gioielli della corona francese

In contrasto con i monarchi inglesi, i re francesi furono sempre meno inclini all'utilizzo di corone rituali. Ad ogni modo tutti i monarchi vennero incoronati sino alla Rivoluzione Francese nella cattedrale di Notre-Dame de Reims (ad eccezione di due di loro che vennero incoronati altrove). Dopo la rivoluzione, solo l'imperatore Napoleone I, l'imperatrice Josephine ed il re Carlo X vennero incoronati.

Diamanti famosi[modifica | modifica sorgente]

Tra i diamanti più famosi nella collezione vi è il Diamante Sancy, che in precedenza faceva parte dei gioielli della corona inglese, il Diamante Hope ed il Diamante Régent. Tutti questi diamanti venivano sovente utilizzati al posto degli stessi gioielli "ufficiali" della corona francese, per mostrare ricchezza e potenza senza scomodare le insegne reali. Il diamante Régent ad esempio venne utilizzato da Luigi XV durante la sua incoronazione nel febbraio 1723, ma successivamente Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI, lo utilizzò su un cappello di velluto nero.

La corona reale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Corona di Luigi XV di Francia.

La Corona di Luigi XV venne commissionata per l'incoronazione del giovane re nel 1722, anche se prima di lui altri monarchi francesi già utilizzavano delle corone, che però alla loro morte venivano donate alla basilica dell'Abbazia di Saint-Denis ove poi venivano tumulati i corpi dei re di Francia e delle loro mogli. Alla morte di Luigi XV, però, il nipote e successore Luigi XVI decise di utilizzare la corona del nonno per la propria incoronazione e così essa assunse il valore di corona reale. Malgrado tutto, però, Luigi XVI fu l'ultimo monarca nel Settecento ad utilizzarla e nuovamente essa venne riutilizzata solo da Carlo X in quanto Napoleone si servì di un altro serto per la propria incoronazione.

Nel 1885 alla vendita della maggior parte dei gioielli della corona francese operata dal governo repubblicano, la corona venne risparmiata per la sua rilevanza storica anche se legata all'Ancien Régime, non senza però sostituirne prima le preziose gemme che la decoravano con cristalli colorati.

La spada del re[modifica | modifica sorgente]

La spada utilizzata durante l'incoronazione dei re di Francia si trova oggi esposta al museo del Louvre, in una sezione differente da quella dei gioielli reali. Secondo la leggenda essa è la "Joyeuse"[3], la spada usata da Carlomagno. Essa in effetti è una struttura complessa in quanto all'ornamentazione, con molte sovrapposizioni di stili che rengono difficile la datazione, che ad ogni modo deve situarsi tra il X ed il XIII secolo e quindi non nell'epoca di Carlomagno. Altri ritengono che essa fosse ancora più antica rispetto al regno di Carlomagno.

Anche le spade dell'incoronazione di Napoleone I e Carlo X sono conservate al museo del Louvre.

Scettro di Carlo V e la Main de Justice[modifica | modifica sorgente]

La ricreata "Mano della Giustizia"

Uno dei pezzi sopravvissuti dall'epoca medioevale e che si può ricondurre ai gioielli della corona francese è lo scettro detto di Carlo V ma in realtà realizzato per l'incoronazione di suo figlio Carlo VI, anch'esso attualmente conservato al Louvre. Esso è in oro e misura oltre un metro di lunghezza e nella parte finale presenta una statuetta di Carlomagno.[4] La rievocazione mitica di Carlomagno si può anche ritrovare nelle regalìe imperiali di Napoleone I.

Uno scettro tipicamente francese è la Main de Justice (Mano della Giustizia), che ha una mano benedicente in avorio nella parte finale. Attualmente solo la parte finale in avorio sembrerebbe riconducibile al periodo medioevale; l'attuale scettro in oro e pietre preziose venne realizzato per l'incoronazione di Napoleone I[5] o per quella di Carlo X.[6] I cammei sono anch'essi medioevali ma lo scettro rappresenta effettivamente un anacronismo del XIX secolo.

Furto dei gioielli della corona durante la rivoluzione[modifica | modifica sorgente]

Il Diamante Hope, che venne derivato dall'originario diamante francese.

I gioielli della corona francese vennero rubati nel 1792 quando il Garde Meuble (Tesoro Reale) venne preso d'assalto dai rivoltosi. Gran parte dei gioielli, anche se non tutti, vennero ad ogni modo ritrovati poco dopo e l'anno successivo venne ritrovato anche il Diamante Sancy e il diamante blu oggi conosciuto come Hope.

L'Hope, oggi custodito presso lo Smithsonian Institute di Washington, è famoso soprattutto per una strana leggenda di sfortuna lo circonda. Maria Antonietta lo indossava spesso e venne decapitata, così pure il marito che sovente lo indossava. Altre persone che lo toccarono o vi ebbero a che fare morirono per suicidio, subirono rotture matrimoniali, la bancarotta, morti violente o problemi mentali. Esso viene anche trasversalmente associato al caso del rapimento Lindbergh, quando la sua proprietaria, Evalyn Walsh McLean, lo dovette vendere. Gli storici moderni però asseriscono che la maggior parte di queste leggende siano scaturite dal gioielliere francese Pierre Cartier per incrementarne il prezzo di vendita.

I gioielli della corona vennero incrementati anche da Napoleone I e da Napoleone III e dalle loro rispettive mogli.

L'ultima incoronazione[modifica | modifica sorgente]

L'ultima incoronazione francese avvenne nel 1824 quando Carlo X venne incoronato a Reims. Questa incoronazione fu vista dai critici come una volontà di tornare all'assolutismo dell'ancien regime che ebbe termine con la rivoluzione francese del 1830 e molti francesi preferirono al re vecchio stile il suo predecessore e fratello Luigi XVIII, più sobrio e moderno. Luigi Filippo, ultimo re di Francia, non venne incoronato e nemmeno Napoleone III, l'ultimo imperatore. La consorte di Napoleone III, Eugenia de Montijo, ad ogni modo si fece realizzare una propria corona che però non utilizzò mai nelle occasioni ufficiali.

La vendita dei gioielli della corona[modifica | modifica sorgente]

la Cattedrale di Notre-Dame a Reims, luogo tradizionale delle incoronazioni dei re di Francia

I gioielli francesi sopravvissero alla Rivoluzione Francese, alla Prima Repubblica, al Direttorio, al Primo Impero, alla Restaurazione, alla Monarchia di luglio, alla Seconda Repubblica, al Secondo Impero. Ad ogni modo la decisione di Enrico, conte di Chambord di non accettare i gioielli della corona francese appartenuti alla sua famiglia per generazioni, cancellò ogni prospettiva di restaurazione monarchica.

A partire dal 1885 la Repubblica Francese decise quindi di vendere i gioielli per realizzare del denaro e come tale molti di questi andarono perduti, mentre altri vennero conservati per la loro rilevanza storica.

Le recenti cerimonie in Francia: il funerale di Luigi XVII nel 2004[modifica | modifica sorgente]

Uno dei misteri della Rivoluzione Francese rimasti ad oggi irrisolti è relativo a cosa sia successo al Delfino di Francia, figlio di Luigi XVI, dopo l'esecuzione del re e della regina. Si è sempre detto che egli sia morto in prigione anche se la leggenda popolare vuole che egli fosse stato tratto in salvo e che sia vissuto in esilio.

Nel 2004, ad ogni modo, è stato comprovato che la leggenda è fittizia. In realtà Luigi Carlo, definito dai realisti come Luigi XVII, morì di tubercolosi in prigione, dato che si è potuto stabilire la causa della sua morte risalendo al suo DNA attraverso il suo cuore conservato oggi in un'urna di vetro dai realisti con una ciocca di capelli di Maria Antonietta.

I funerali formali di Luigi XVII ebbero luogo infine nel 2004 non col suo corpo ma col suo cuore. Quella fu la prima volta da oltre un secolo dove una cerimonia funebre venne accompagnata dalle bandiere gigliate e dalla corona reale che accompagnò il feretro del giovane re.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Visitez | Muséum national d'Histoire naturelle
  2. ^ Muséum national d'histoire naturelle _ The species
  3. ^ [1][2]
  4. ^ HIST 608 Monarchs in Europe
  5. ^ http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/28/Ingres%2C_Napoleon_on_his_Imperial_throne.jpg
  6. ^ http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f4/Charles_X_In_1829.jpg

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