Grünes Gewölbe

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La 'Pretiosensaal' nel 1904

La Grünes Gewölbe (Volte verdi) di Dresda, in Germania, è un museo che contiene la più grande collezione di gioielli in Europa. La sala si trova nel Castello di Dresda. Il museo venne fondato da August der Starke (Augusto II il Forte) nel 1723 per contenere i gioielli della corona sassone che spaziano dal barocco al neoclassicismo. Il nome è dovuto al fatto che la stanza è dipinta di verde. Il museo è stato riaperto dopo un lungo restauro il 1º settembre 2006 ed esso si compone di nove stanze, ciascuna delle quali ha un tema specifico a cui sono legati i gioielli esposti.

Tra i pezzi di maggior rilievo si ricordano i gioielli delle corone di Sassonia e Polonia che furono rette entrambe dagli elettori sassoni per diverso tempo oltre ad alcuni oggetti spuri provenienti da altre collezioni come ad esempio la coppa della regina Jadwiga di Polonia, risalente al XIV secolo ed appropriata illegalmente dal tesoro della corona polacca da Federico Augusto I, elettore di Sassonia.[1]

Durante la Seconda guerra mondiale, tre delle nove stanze del museo vennero danneggiate dai bombardamenti ma per fortuna il tesoro venne messo in salvo altrove. Le armate sovietiche che nel 1945 invasero questa parte della Germania sequestrarono i tesori come bottino di guerra salvo poi restituirli nel 1958 alla Repubblica Democratica Tedesca.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Moro con piatto di smeraldi

L'intera collezione di gioielli comprende più di 4000 pezzi, di cui 1000 sono nella Neues Grünes Gewölbe e 3000 circa nell'originale e storica Grünes Gewölbe. A causa dello spazio, grande ma comunque limitato per tutta la collezione, ne viene mostrata solo una parte. Gran parte dei gioielli vennero realizzati dall'orafo Johann Melchior Dinglinger.

  • Una delle statue più importanti della collezione è il Mohr mit Smaragdstufe (Moro con piatto di smeraldi), creato da Balthasar Permoser nel 1724. La statua è alta 64 centimetri e si presenta riccamente decorata con pietre preziose e gioielli.
  • Der Hofstaat zu Delhi am Geburtstag des Großmoguls Aurangzeb (Il palazzo di Delhi durante il compleanno del Mogul Aurangzeb) rappresenta l'immaginario europeo circa i palazzi arabi dell'India. Essa è una miniatura con circa 150 figure tra persone ed animali. Essa venne creata nel 1701-1708 ed il suo costo era superiore a quello di un palazzo dell'epoca.
  • Il Diamante verde di Dresda è un brillante verde di 41 carati, il cui colore verde è unico dal momento che deriva da una sua radiazione naturale. Altro diamante è il Sächsische Weiße (Sassone bianco), di 48 carati. Unico è anche uno zaffiro di 648 carati, regalo dello zar Pietro I il Grande di Russia.
  • Il Servizio d'oro da caffè, che rappresenta una prodotto composto di tazze da caffè, una zuccheriera ed un'elaborata caffettiera, il tutto in oro smaltato. Augusto di Sassonia portò con sé questo servizio a Varsavia nel Natale del 1701 per abbagliare i nobili polacco-lituani e convincerli ad eleggerlo quale loro regnante.
  • Il Dianabad (Il "Bagno di Diana"), che è una coppa in calcedonio e conchiglia che rappresenta Diana al bagno.
  • L'Obeliscus Augustalis, realizzato nel 1722.

Stanze[modifica | modifica wikitesto]

Struttura delle 'Grünes Gewölbe'

Le storiche Grünes Gewölbe consistono di 9 stanze ed una singola entrata per ogni stanza:

  1. La Vorgewölbe con lo studio di Martin Lutero
  2. La Bernsteinkabinett con lavori e prodotti artistici in ambra.
  3. La Elfenbeinzimmer con molte statue in avorio.
  4. La Weißsilberzimmer, con prodotti di gioielleria in argento
  5. La Silbervergoldete Zimmer, con prodotti di gioielleria in oro e argento
  6. La Pretiosensaal, caratterizzata dalla presenza di specchi a mercurio.
  7. La Wappenzimmer, con la collezione di stemmi reali realizzati in materiali preziosi
  8. La Juwelenzimmer, con la collezione di gioielli
  9. La Bronzezimmer, con sculture in bronzo e gioielli
  10. La Raum der Renaissancebronzen, con sculture di epoca rinascimentale

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (PL) Kultura artystyczna dworu królewskiego i katedry in www.krakow2000.pl. URL consultato il 13 febbraio 2009.

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