Golconda

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Le rovine del forte di Golconda

Golconda (o Golkonda) è una città, ormai ridotta in rovina, che si trova nell'India centro meridionale, poco lontano dall'odierna città di Hyderabad, capitale dello stato indiano dell'Andhra Pradesh. Nel Medioevo (ca. 13641512) Golconda fu la capitale di un antico sultanato che estendeva la sua autorità su buona parte del Deccan (in particolare su vasti tratti degli attuali stati indiani di Karnataka e Maharashtra), finché, dopo un periodo di decadenza, non venne conquistata dal Gran Mogol Aurangzeb, che la annesse al suo impero nel 1687 (Aurangzeb assediò il forte cittadino per nove mesi e riuscì a conquistarlo solo per il tradimento di un ufficiale, che aprì un ingresso secondario). Le rovine di tre muraglie di granito circondano tuttora il forte di Golconda per un perimetro complessivo di circa sette chilometri.

I diamanti di Golconda[modifica | modifica wikitesto]

Il Darya-i-Noor (il mare di luce), un grande diamante estratto a Golconda, oggi conservato in Iran

Sin dall'antichità Golconda fu celebre in tutto il mondo per la ricchezza dei suoi giacimenti alluvionali di diamanti (per secoli fu l'unico luogo al mondo ad avere una miniera dove si potevano estrarre queste gemme, altrimenti rinvenute in depositi alluvionali occasionali),[senza fonte] che venivano estratti nel sud-est del regno e poi lavorati dentro la città. Inoltre la città stessa divenne con il tempo uno dei principali mercati diamantiferi mondiali, dove venivano lavorate e commerciate gemme provenienti da altre regioni, tanto che per secoli il nome di Golconda divenne per gli Europei sinonimo di incredibile ricchezza.

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