Corte Penale Internazionale
| Corte Penale Internazionale | |
|---|---|
| (EN) International Criminal Court (FR) Cour Pénale Internationale |
|
| Bandiera dell'ICC-CPI | |
| Abbreviazione | ICC-CPI |
| Tipo | tribunale per crimini internazionali |
| Fondazione | 1º luglio 2002 |
| Sede | |
| Area di azione | 120 Paesi |
| Presidente | |
| Lingue ufficiali | inglese, francese, arabo, cinese, russo, spagnolo |
| Budget | €103,623,300[1] (2010) |
| Membri dello staff | 686, previsti 763 (2010) |
| Sito web | |
La Corte Penale Internazionale (in inglese: International Criminal Court - ICC) è un tribunale per crimini internazionali che ha sede all'Aia, nei Paesi Bassi.
La competenza del Tribunale è limitata ai crimini più seri che riguardano la comunità internazionale nel suo insieme, cioè il genocidio, i crimini contro l'umanità e i crimini di guerra (cosiddetti crimina iuris gentium), e nel futuro probabilmente anche il crimine di aggressione (art. 5, par. 1, Statuto di Roma).
La Corte ha una competenza complementare a quella dei singoli Stati, dunque può intervenire solo se e solo quando gli Stati non vogliono o non possono agire per punire crimini internazionali.
La Corte Penale Internazionale non è un organo dell'Onu e non va confusa con la Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite, anch'essa con sede all'Aia. Ha però alcuni legami con le Nazioni Unite: ad esempio il Consiglio di sicurezza ha il potere di deferire alla Corte situazioni che altrimenti non sarebbero sotto la sua giurisdizione (art. 13(b), Statuto di Roma).
[modifica] Legittimazione e giurisdizione
Lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale è stato stipulato il 17 luglio del 1998 e definisce in dettaglio la giurisdizione ed il funzionamento dell'ente.
Lo Statuto è entrato in vigore il 1º luglio 2002 alla ratifica dello Statuto di Roma da parte del sessantesimo stato.
Gli stati parte sono 120 (dicembre 2011), più della metà dei 193 stati membri dell'ONU. Il primo Procuratore generale della Corte è dal 16 giugno 2003 Luis Moreno-Ocampo.
La CPI ha giurisdizione sovranazionale e può processare individui (non stati) responsabili di crimini di guerra, genocidio, crimini contro l'umanità, crimine di aggressione commessi sul territorio e/o da parte di uno o più residenti di uno Stato Parte, nel caso in cui lo stato in questione non abbia le capacità o la volontà di procedere in base alle leggi di quello stato e in armonia con il diritto internazionale.
La giurisdizione della Corte si esercita nel caso di crimini commessi sul territorio di uno Stato parte o da un cittadino di uno Stato parte alla Corte. Ne consegue che quindi anche i crimini commessi sul territorio di uno Stato parte, da parte di un cittadino di uno Stato non parte, rientrano nella giurisdizione della Corte.
Uno Stato non parte non è tenuto ad estradare propri cittadini che abbiano commesso tali crimini in un paese parte ed al giorno d'oggi non esistono mezzi di coercizione internazionali per spingere gli stati non parte a cedere alle richieste della Corte Internazionale.
[modifica] Cenni storici
Le origini della Corte penale internazionale sono da far risalire al periodo della seconda guerra mondiale, quando vennero istituiti dei tribunali Militari internazionali. Il primo era quello di Norimberga e il secondo era quello di Tokyo. Come tribunali militari, la loro competenza giurisdizionale si limitava ai crimini di guerra. Il tribunale di Norimberga durante gli anni ha formulato diverse sentenze, ampliando l'ambito dei crimini e inserendo oltre ai crimini di guerra, i crimini contro l'umanità e contro la pace.
La campagna per l'istituzione della Corte Penale Internazionale fu poi ripresa e rilanciata negli anni novanta soprattutto dall'organizzazione Non C'è Pace Senza Giustizia di Emma Bonino e dal Partito Radicale Transnazionale[2].
Contestualmente l'iniziativa dell'ONU e dell'Assemblea Generale varò il progetto di formulare un codice sui crimini e uno Statuto per la Corte penale internazionale. Il 9 dicembre 1994, l’Assemblea generale creava un apposito Comitato preparatorio che riprese il progetto elaborato precedentemente dalla Commissione di diritto internazionale, approfondendone gli aspetti più controversi e sviluppandone i profili più complessi anche alla luce della codificazione dei crimini internazionali avvenuta negli statuti e successive modifiche dei primi Tribunali ad hoc. Le pressioni da parte dell'ONU di terminare il progetto di realizzazione, infatti, si fecero più pesanti durante il 1993-1994, proprio perché erano stati istituiti dei Tribunali ad hoc per la questione di ex-Jugoslavia e Ruanda.
Nel 1996, conclusi i lavori della commissione, l'Assemblea delle nazioni unite convocava a Roma una conferenza diplomatica dei plenipotenziari degli Stati per l'istituzione di una corte penale internazionale.
In esecuzione della risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite 51/207 del 17 dicembre 1996, il progetto finale (la cui redazione si protrasse sino al 3 aprile 1998) fu rimesso ad una Conferenza diplomatica di plenipotenziari, convocati a Roma – nella sede della F.A.O. all’Aventino – dal 15 giugno al 17 luglio 1998. Dopo intense discussioni (cui contribuirono anche molteplici organizzazioni non governative che avevano sostenuto la campagna d’opinione pubblica per la giurisdizione universale sui crimini internazionali), la Conferenza si concludeva con l’approvazione dello Statuto (120 i voti favorevoli, 7 i contrari, 21 gli astenuti) e con la firma dell’Atto finale, aperto a tutte le delegazioni partecipanti (160).
Le progressive ratifiche dello statuto hanno consentito di raggiungere il quorum fissato dall'Art. 126 (60 Ratifiche) quattro anni dopo la conferenza di Roma: in virtù di questa norma il testo è quindi entrato in vigore il 1º luglio del 2002.
La Corte ha iniziato le proprie attività nel 2002 con un piccolo gruppo di quattro persone, detto 'advanced team' che aveva il compito di renderla operativa, si è poi ampliata ad un numero di staff non superiore alle 30 unità che lavoravano negli ex uffici della compagnia telefonica olandese KPN, con altre organizzazioni internazionali e con distaccamenti del Ministero Olandese. Il primo nucleo operativo è stato dapprima ampliato con l'elezione dei 18 giudici, la nomina del Presidente Philippe Kirsch e del Cancelliere Bruno Cathala, che aveva guidato l'advanced team a partire dall'estate del 2002, e successivamente con l'elezione del Procuratore Capo Luis Moreno-Ocampo.
Il primo imputato di questo organo giudiziario è stato il congolese Thomas Lubanga il cui processo è iniziato il 26 gennaio del 2009.
I processi in corso riguardano i presunti responsabili dei presunti crimini commessi nella Repubblica Democratica del Congo[3], nella Repubblica Centro Africana[4], in Uganda[5] e nel Darfur, Sudan[6].
[modifica] La sede
Sebbene la sede della Corte dovrebbe essere a L'Aja, essa si trova in realtà a pochi chilometri, nella cittadina di Voorburg nell'edificio 'The Arc', in concessione fino al 2012 da parte del governo olandese, essendo i Paesi Bassi per statuto lo 'stato ospite'. La sede della Corte dovrebbe essere situata nel complesso di Alexanderkazerne, a tal proposito venne indetto un concorso internazionale, vinto nell'ottobre 2008 da tre studi di architettura di Germania, Danimarca e Regno dei Paesi Bassi. Fino al novembre 2010 non vi è notizia di progressi sostanziali per la costruzione del nuovo edificio, mentre si sono rese necessarie le modifiche dell'Arc dovute all'aumento esponenziale dello staff nel corso degli anni.
[modifica] Paesi membri
| Per approfondire, vedi la voce Paesi che aderiscono allo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale. |
I paesi che aderiscono allo Statuto di Roma sono 120 (dicembre 2011). Altri 32 paesi hanno firmato ma non ratificato il trattato. Fra questi, Israele, Stati Uniti e Sudan hanno dichiarato di non avere intenzione di ratificarlo. Tra i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU (Francia, Regno Unito, USA, Cina, Russia) Russia e Cina, oltre agli USA, non hanno aderito alla Corte Penale Internazionale.
[modifica] Gli organi e le loro competenze
Gli organi della Corte Penale internazionale sono quattro:
- Presidenza, composta da un nucleo di Presidente e due Vice-Presidenti (Primo e Secondo Vice-presidente) eletti dai giudici riuniti in consiglio. I 18 giudici[7] vengono nominati dall'Assemblea degli Stati Parte, dal momento della loro elezione possono riunirsi in camera di consiglio ed eleggere ad assoluta maggioranza il Presidente e i due Vice Presidenti che manterranno la loro posizione per un termine di tre anni (o per un tempo minore, se il loro mandato finisce prima) rinnovabile una sola volta. La Presidenza è responsabile per l'appropriato svolgimento delle attività giudiziarie e della Corte con l'eccezione dell'Ufficio del Procuratore (OTP - Office of The Prosecutor) che dovrebbe mantenere un certo grado di indipendenza. Il Presidente è comunque tenuto a cercare un coordinamento con le attività dell'OTP. Il primo Presidente della CPI è stato il canadese Philippe Kirsch, l'attuale è il sudcoreano Song Sang-Hyun[8]
- Divisioni composte dai giudici e suddivise in un numero variabile di omonime 'Camere'. Divisione Preliminare (Pre-Trial Division, di cui fanno parte le Pre-Trial Chambers), che analizza le richieste a procedere dell'Ufficio del Procuratore e autorizza o meno le indagini della Corte in un primo stadio e, in un secondo momento, quando le indagini hanno portato alla raccolta di elementi sufficienti per affrontare un processo, decide sull'ammissibilità del caso; Divisione Giudicante (Trial Division, di cui fanno parte le Trial Chambers), che si occupa del dibattimento vero e proprio e del processo di primo grado; Divisione d'Appello (Appeals Division, di cui fanno parte le Appeals Chambers), composta dal Presidente e 4 giudici, decide sui ricorsi in appello ed emette sentenze definitive.
- Ufficio del Procuratore - anche detto OTP dall'inglese Office of the Prosecutor, si occupa delle indagini, ha una sua indipendenza dalla CPI pur essendone un organo costitutivo. È composto da uffici investigativi, dal Procuratore Capo e dai Procuratori. . L'OTP agisce in modo relativamente indipendente, indaga sui casi sottopostogli dagli stati, dal Consiglio di Sicurezza ONU, ma anche da semplici cittadini. Può iniziare le indagini di propria iniziativa (motu proprio), ma deve chiedere autorizzazione alla Camera Preliminare, per l'autorizzazione a procedere nelle indagini preliminari. Oppure può iniziare le indagini dietro segnalazione (referral) da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite o di uno Stato Parte. Può ricevere informazioni da qualsiasi fonte, incluse Ong e vittime, ma per iniziare le indagini vere e proprie deve chiedere un parere di ammissibilità ai Giudici preposti. L'ufficio del procuratore sostiene l'accusa durante il processo. L'OTP è suddiviso in sezioni, con responsabili per le varie divisioni (divisions), con lo stesso nome ma da non confondere con le divisioni giudiziarie. Il Procuratore Capo viene eletto con voto segreto dagli stati membri, detti Stati parte, riuniti nell'Assemblea degli Stati Parte (ASP) e deve ottenere maggioranza assoluta, i due Vice Procuratori vengono eletti con il medesimo meccanismo ma con nomi scelti da una lista presentata dal Procuratore Capo. Il primo e attuale Procuratore Capo è l'argentino Luis Moreno-Ocampo, eletto nel 2003 per un termine di 9 anni non rinnovabili.
- Cancelleria (Registry) - Il Cancelliere è responsabile amministrativo della Corte. Nella Cancelleria è compresa un'unità di protezione per vittime e testimoni. Amministra lo staff della Corte e gli investigatori dell'ufficio del procuratore, organizza udienze e assiste i difensori. Regola e garantisce il corretto flusso di informazioni e il rispetto del diritto agli imputati di una giusta difesa con presunzione di innocenza fino a prova del contrario. Per tutelare questo principio sono state costituite associazioni di difesa e un Consiglio di Difesa che fa riferimento direttamente alla Cancelleria, pur non essendone formalmente parte integrante. Il Registrar è responsabile inoltre delle Strutture Penitenziarie della Corte (ICC Detention Centre); delle unità per la Partecipazione e il Risarcimento delle Vittime e dei Testimoni(grossolanamente assimilabile alla 'parte civile'), dell'unità di Protezione e Sostegno di Vittime e Testimoni (protezione fisica e morale); del Programma di Outreach e Propaganda. Il cancelliere viene eletto dai 18 giudici della Corte riuniti in consiglio, tenendo nella dovuta considerazione le richieste e i suggerimenti dell'Assemblea degli Stati Parte. Il primo cancelliere della Corte è stato il giurista francese Bruno Cathala, attualmente la posizione è ricoperta dall'italiana Silvana Arbia, eletta nel 2008 per il termine di cinque anni rinnovabili una sola volta.
[modifica] Assemblea degli Stati Parte
L'Assemblea degli Stati Parte (ASP) non è un organo della CPI ma ne è parte costituente. I due organismi internazionali sono indissolubilmente correlati l'uno all'altra. L'ASP è l'organismo composto dai rappresentanti degli stati membri, detti appunto Stati Parte, quindi dai rappresentanti di quegli stati che hanno firmato e ratificato lo Statuto di Roma. I rapprensentanti hanno uguali diritti in assemblea (uno stato un voto) e l'ASP si riunisce per deliberare su questioni procedurali, per l'elezione dei giudici e del procuratore capo, per segnalare situazioni da riferire all'OTP, per l'approvazione del budget e lo stanziamento dei fondi, e per svolgere una funzione di controllo sull'operato della CPI e di interlocuzione diplomatica e lobbistica con i paesi di riferimento.
[modifica] La Corte Penale Internazionale e le Nazioni Unite
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non è assolutamente un organo della Corte Penale Internazionale, seppure ha limitati poteri di attivazione e sospensione temporanea dell'attività investigativa della Corte. Il Cds può, con la medesima procedura di qualunque Stato Parte, segnalare al procuratore l'opportunità di indagare su determinati fatti (situations) mediante lo strumento della segnalazione delle situazioni (referral of situations), può chiedere, senza poter esercitare alcun veto, alla Camera per il processo preliminare (Pre-Trial Chamber) di sospendere temporaneamente una procedura di istruttoria se questa appare intralciare la sua azione per la pace e la sicurezza interna e può intervenire in mancanza di collaborazione con gli stati.
I rapporti tra la Corte Penale Internazionale e le Nazioni Unite sono regolati da trattati internazionali di tipo concordatario e i due organismi internazionali sono due entità differenti. Mentre i rapporti tra ONU e Corte Internazionale di Giustizia (con sede a L'Aia) o vari Tribunali ad hoc delle Nazioni Unite (es. Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda e Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia) sono di diretta emanazione e dipendenza statutaria, quelli tra CPI e Nazioni Unite sono regolati da concordati e modalità differenti.
[modifica] Procedimento
L'avvio del procedimento è una fase molto delicata potendo essere attuata da tre fonti diverse: il Procuratore, che agisce motu proprio, o un referral che può provenire da uno Stato che ha firmato il Trattato o dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU. I referral degli Stati sono molto più liberi, non avendo limiti, mentre il Consiglio di Sicurezza deve far rientrare il suo atto in casi di violazione della pace, minaccia della pace o aggressione. Il Consiglio ha tuttavia un potere molto criticato dalla dottrina di diritto internazionale, ovvero la possibilità di richiedere alla Camera Preliminare di bloccare le indagini del Procuratore per un anno qualora queste rientrino in un quadro complessivo sotto esame nello stesso Consiglio. La sospensione deve essere effettuata con un parere quantomeno non contrario all'unanimità dei membri permanenti del Consiglio. Se l'OTP inizia un'indagine motu proprio deve raccogliere un numero sufficiente di dati da presentare alla Pre-Trial Chamber per la richiesta di autorizzazione a procedere, in caso di parere affermativo della Camera preliminare l'OTP può iniziare le indagini e presentarsi nuovamente alla Camera Preliminare per la disamina degli elementi accusatori, la Camera Preliminare deciderà quindi se gli elementi ricadono o meno nella giurisdizione della CPI, a quel punto l'OTP deve fornire al Consiglio di difesa elementi sufficienti per preparare un'adeguata azione difensiva volta a garantire un equo processo e il principio di presunzione di innocenza. Il Cancelliere è preposto a controllare e a facilitare un corretto passaggio di informazioni tra accusa e difesa, nonché a vigilare per il rispetto dei principi fondamentali del giusto processo.
[modifica] Casi in dibattimento e inchieste in corso
La corte ha ricevuto tre deferimenti (referrals), dai governi di
due deferimenti da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, riguardante
e due indagini sono state iniziate dal Procuratore di propria iniziativa, riguardante
Oltre la corte ha ricevuto 8733 denunce per crimini di sua competenza da più di 140 diversi paesi. A novembre 2011 i casi arrivati in dibattimento preliminare (Pre-Trial Chamber) ufficialmente riguardano presunti responsabili dei crimini commessi nei luoghi segnalati dai indagini ufficiale: Uganda, Congo-Kinshasa, Repubblica centrafricana, Darfur (Sudan), Kenya e Libia.
Di seguito l'elenco dei ricercati e arrestati aggiornato al novembre del 2010.
- Joseph Kony: fuggitivo.
- Vincent Otti: morto nel 2007 (?).
- Raska Lukwiya: morto il 12 agosto del 2006
- Okot Odhiambo: fuggitivo.
- Dominic Ongwen: fuggitivo.
Repubblica Democratica del Congo
- Thomas Lubanga: in custodia, il processo è cominciato il 26 gennaio del 2009.
- Germain Katanga: in custodia dal 17 ottobre 2007, il processo è cominciato il 24 novembre 2009 ed è stato accorpato a quello di Mathieu Ngudjolo Chui, con decisione della Camera Preliminare del 10 marzo 2008[9].
- Mathieu Ngudjolo Chui: in custodia dal 6 febbraio 2008, il processo è cominciato il 24 novembre 2009 ed è stato accorpato a quello di Germain Katanga, con decisione della Camera Preliminare del 10 marzo 2008.
- Bosco Ntaganda: fuggitivo .
- Callixte Mbarushimana: in custodia dal 11 ottobre 2010.
- Jean-Pierre Bemba: in custodia dal 3 luglio 2008, in aula per la lettura dei capi d'imputazione per la prima volta il 4 luglio 2008, il processo avrebbe dovuto iniziare il 14 luglio 2010, inizio potenziale spostato poi al 22 novembre 2010.
- Ahmed Haroun: fuggitivo.
- Ali Muhammad Ali Abd-Al-Rahman ("Kushayb"): fuggitivo.
- Abdallah Banda Abaker Nourain la fase pre-processuale comincerà il 22 novembre del 2010.
- Saleh Mohammed Jerbo Jamus la fase pre-processuale comincerà il 22 novembre del 2010.
- Omar Hasan Ahmad al-Bashir: presidente in carica.
- Bahr Idriss Abu Garda:arreso volontariamente,trasferito il 17 maggio del 2009 al centro di detenzione della Corte penale internazionale.
[modifica] Indagini OTP
- Afghanistan: l'OTP ha analizzato elementi probatori per stabilire se fossero o meno stati commessi dei crimini dalle varie parti coinvolte nei conflitti, dopo incontri con le autorità afghane ha reso pubblico un report nel 2007 e ha richiesto ulteriori chiarimenti ma non ha ottenuto risposte dal Governo dell'Afghanistan. Casi non in discussione al momento.
- Colombia: l'OTP ha presentato un report nel 2006 con le segnalazioni e il materiale raccolto per determinare se vi fossero o meno i criteri per procedere nei confronti di militari, paramilitari e appartenenti alle guerrillas. Casi non in discussione al momento.
- Costa d'Avorio: Accordi tra la CPI e il governo della Costa d'Avorio per iniziare delle indagini con decorrenza 2002. Casi non in discussione al momento.
- Georgia: Segnalazioni dalla Russia, che non è Stato Parte, e dalla Georgia sono state esaminate dall'OTP, presentato un report nel 2008. Casi non in discussione al momento.
- Guinea: Indagini in corso. Casi non in disccussione al momento.
- Iraq: In seguito ad un considerevole numero di segnalazioni da parte di organizzazioni non governative, associazioni e cittadini, il Procuratore ha diramato un comunicato in cui spiegava che l'Iraq non è Stato Parte, che non erano arrivate segnalazioni da Stati Parte che avrebbero giustificato un'azione investigativa, che seppure personale militare o civile di Stati Parte avesse commesso presunti crimini (in particolare per il trattamento dei detenuti), tali violazioni avrebbero potuto essere considerati 'accessori' rispetto a quelli eventualmente commessi da personale di Stati non Parte. L'indagine non è iniziata.
- Palestina: In seguito a varie segnalazioni, ad una dichiarazione dell'Autorità Nazionale Palestinese e ad interventi della Lega Araba l'OTP ha presentato una sintesi delle varie richieste e obiezioni ad un'eventuale attività investigativa della CPI nell'area. Evidenziando i vari incontri dell'OTP con funzionari dell'ANP, diplomatici arabi e israeliani, con studiosi e giuristi, la Procura chiarisce che seppur venisse internazionalmente riconosciuta l'autorità dell'ANP in quanto governo di uno stato nazionale, che consentirebbe l'accettazione dell'autorità sovranazionale della CPI, la questione della possibilità della Corte di indagare su eventuali crimini potenzialmente perpetrati da palestinesi e/o a danno dei palestinesi sarebbe difficile da far passare al vaglio di un procedimento in Camera Preliminare. Casi non in discussione al momento.
- Venezuela: In seguito ad un esiguo numero di segnalazioni, l'OTP ha chiarito che i crimini in discussione non ricadono nella giurisdizione della Corte.
[modifica] Giudici e procuratori
| Per approfondire, vedi la voce Giudici della Corte Penale Internazionale. |
Per la lista con i giudici in carica fare riferimento alla voce Giudici della Corte Penale Internazionale.
[modifica] Note
- ^ Per il piano di spesa e il personale si fa riferimento al Report on budget performance of the International Criminal Court as at 31 March 2010, elaborato dal Comitato Budget and Finance della CPI in base alla risoluzione ICC-ASP/8 Res.7 del 26 novembre 2009 e costituisce elemento di discussione presso la Nona Sessione dell'Assemblea degli Stati Parte (New York, dicembre 2010)
- ^ Pagina speciale con la storia della Corte Penale Internazionale (EmmaBonino.it)
- ^ *ICC-01/04-01/06 Case The Prosecutor v. Thomas Lubanga Dyilo; *ICC-01/04-01/07 Case The Prosecutor v. Germain Katanga and Mathieu Ngudjolo Chui; *ICC-01/04-02/06 Case The Prosecutor v. Callixte Mbarushimana
- ^ * ICC-01/05 -01/08 Case The Prosecutor v. Jean-Pierre Bemba Gombo
- ^ * ICC-02/04-01/05 Case The Prosecutor v. Joseph Kony, Vincent Otti, Okot Odhiambo and Dominic Ongwen
- ^ *ICC-02/05-01/07 Case The Prosecutor v. Ahmad Muhammad Harun ("Ahmad Harun") and Ali Muhammad Ali Abd-Al-Rahman("Ali Kushayb"); *ICC-02/05-01/09 The Prosecutor v. Omar Hassan Ahmad Al Bashir; *ICC-02/05-02/09 The Prosecutor v. Bahr Idriss Abu Garda; *ICC-02/05-03/09 The Prosecutor v. Abdallah Banda Abakaer Nourain and Saleh Mohammed Jerbo Jamus
- ^ Giudici della Corte Penale Internazionale
- ^ (nella traslitterazione il cognome si scrive prima del nome, quindi Song è il cognome)
- ^ ICC-01/04-01/07-257 Decision on the Joinder of the Cases against Germain KATANGA and Mathieu NGUDJOLO CHUI
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Corte Penale Internazionale
[modifica] Bibliografia
- Roy S. Lee (ed.), The International Criminal Court: The Making of the Rome Statute. The Hague: Kluwer Law International (1999). ISBN 90-411-1212-X.
- Roy S. Lee & Hakan Friman (eds.), The International Criminal Court: Elements of Crimes and Rules of Procedure and Evidence. Ardsley, NY: Transnational Publishers (2001). ISBN 1-57105-209-7.
- William A. Schabas, Flavia Lattanzi (eds.), Essays on the Rome Statute of the International Criminal Court Volume I. Fagnano Alto: il Sirente (1999). ISBN 8887847001
- Claus Kress, Flavia Lattanzi (eds.), The Rome Statute and Domestic Legal Orders Volume I. Fagnano Alto: il Sirente (2000). ISBN 88-87847-01-0
- Antonio Cassese, Paola Gaeta & John R.W.D. Jones (eds.), The Rome Statute of the International Criminal Court: A Commentary. Oxford: Oxford University Press (2002). ISBN 978-0-19-829862-5.
- William A. Schabas, Flavia Lattanzi (eds.), Essays on the Rome Statute of the International Criminal Court Volume II. Fagnano Alto: il Sirente (2004). ISBN 88-87847-02-9
- William A Schabas, An Introduction to the International Criminal Court (2nd ed.). Cambridge: Cambridge University Press (2004). ISBN 0-521-01149-3.
- Claus Kress, Flavia Lattanzi (eds.), The Rome Statute and Domestic Legal Orders Volume II. Fagnano Alto: il Sirente (2005). ISBN 978-88-87847-03-1
[modifica] Collegamenti esterni
- Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, in italiano sul sito del Ministero della Difesa
- (EN, FR) Il sito ufficiale
- Legge 12 luglio 1999, n. 232 Ratifica italiana
- (EN) Coalition for the ICC coalizione di più di 2000 organizzazioni non governative (ONG) per un Tribunale Penale Internazionale equo, efficace ed indipendente
- (EN) Npwj.org - Non C'è Pace Senza Giustizia
[modifica] Voci correlate
- Paesi che aderiscono allo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale
- Giudici della Corte Penale Internazionale
- Organizzazione delle Nazioni Unite
- Sistema Nazioni Unite
- Tribunali internazionali
- Non C'è Pace Senza Giustizia
